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È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein
La Ghemara riporta la Baraita da cui risultano i pareri di R'Yonatan e R'Yashia:
Come insegna una Baraita: (Levitico 20, 9) UN UOMO CHE MALEDÌ SUO PADRE E SUA MADRE - NON HO CHE SUO PADRE E SUA MADRE, SUO PADRE SENZA SUA MADRE, SUA MADRE SENZA SUO PADRE - DA DOVE? LA TORA INSEGNA nel seguito del versetto SUO PADRE E SUA MADRE MALEDÌ - SUO PADRE MALEDÌ, SUA MADRE MALEDÌ, PAROLE DI R'YASHIA. R'YONATAN DICE: già dalla parte iniziale del versetto un uomo che maledì suo padre e sua madre SI CAPISCE TUTTI E DUE ASSIEME E SI CAPISCE OGNUNO PER CONTO SUO, [daf 95a] FINO A CHE LA SCRITTURA NON TI DICA ESPLICITAMENTE ASSIEME. Secondo R'Yashia se non fosse per la ripetizione nel versetto suo padre e sua madre maledì si imparerebbe che per incorrere nella trasgressione deve maledire suo padre assieme a sua madre, ma se maledisce separatamente uno dei due, non ha ancora trasgredito. Secondo R'Yashia quindi la congiunzione o del versetto si fratturerà o morirà serve ad obbligare al risarcimento anche nel caso in cui sia avvenuto uno soltanto dei due infortuni e quindi non si può imparare da essa l'obbligo per uno che prese a prestito di risarcire l'animale catturato dai predoni. 
La Ghemara risponde:
Persino se dirai come R'Yashia, la congiunzione o qui non serve a distribuire l'obbligo del risarcimento ai due infortuni anche quando avvengano separatamente. Quale è il motivo? È un logico ragionamento: Che differenza c'è se lo ha accoppato tutto l'animale preso a prestito, che differenza c'è se lo ha accoppato a metà nel caso della frattura? Anche senza la o si capisce che uno solo degli infortuni ha conseguenze letali ed è sufficiente a obbligare colui che prese a prestito a risarcire il proprietario. Quindi dalla congiunzione o che ora è superflua posso imparare l'obbligo del risarcimento nel caso di cattura dell'animale da parte dei predoni.
 

La Ghemara chiede l'origine degli altri infortuni per i quali la Mishna obbliga uno che prese a prestito al risarcimento:
Il furto e lo smarrimento per colui che prese a prestito da dove ci deriva?
La Ghemara respinge una fonte possibile:
E se dirai: Impariamo dal fratturato e dal morto l'obbligo al risarcimento per furto e smarrimento, ti risponderò dicendo: cosa è che si addice al fratturato e al morto - che non si può adoperarsi e ripristinare, cioé che rappresentano un danno irreversibile, dirai del furto e dello smarrimento - che si può adoperarsi e ripristinare perché sono danni reversibili.
La Ghemara suggerisce una prova definitiva:
Piuttosto è come insegna la Baraita: dice la Scrittura (Esodo 22, 13) E se uno chiederà in prestito dal suo compagno un animale E QUESTO SI FRATTURERÀ O MORIRÀ . . . dovrà pagare - NON HO CHE FRATTURATO E MORTO, FURTO E SMARRIMENTO DA DOVE? DIRESTI KAL VACHOMER: SE UN CUSTODE A PAGAMENTO CHE È PATUR DAL FRATTURATO E MORTO - È CHAYAV NEL FURTO E SMARRIMENTO, UNO CHE PRENDE A PRESTITO CHE È CHAYAV NEL FRATTURATO E MORTO - NON È LOGICO CHE SIA CHAYAV NEL FURTO E SMARRIMENTO? E QUESTO È UN KAL VACHOMER CHE NON HA SMENTITE.
La Ghemara chiede:
Cosa vuol dire la Baraita quando dice che il kal vachomer NON HA SMENTITE? A quale possibile smentita si riferisce?
La Ghemara spiega:
E se dirai il kal vachomer si può smentire dicendo: Cosa c'entra il custode a pagamento come esempio di uno che viene condannato al risarcimento in caso di furto e smarrimento - il quale paga un doppio pagamento se sostiene sotto giuramento di essere stato rapinato da un predone armato e poi si presentano dei testimoni che l'animale dato in affidamento si trova presso di lui ed è lui che se ne è appropriato, mentre uno che ha preso a prestito e sostiene di esser stato derubato paga solo il prezzo dell'animale. Ti risponderò: Persino in questo caso - l'obbligo di pagare il prezzo dell'animale da parte di chi prende a prestito è una pena più grave del doppio pagamento, perché questo avviene solo in caso di falso giuramento mentre il pagamento del prezzo dell'animale è richiesto a chi prende a prestito in ogni caso. 
La Ghemara porta una spiegazione alternativa:
E se vuoi di': Il Tanna della Baraita era dell'opinione che un predone armato è sempre un predone e non un ladro, che ruba di nascosto, e il doppio pagamento viene inflitto dalla Tora solo al ladro o al custode pagato che si è appropriato dell'oggetto affidato alla sua custodia e dichiara, sotto giuramento che gli è stato rubato, ma se egli giura di essere stato depredato paga soltanto il prezzo dell'oggetto.
 

La Ghemara cerca ora la fonte di un altro din:
Abbiamo trovato la fonte per l'obbligodi chi prende a prestito a risarcire il proprietario in caso di furto o di smarrimento se il prestito è avvenuto "quando il proprietario non è con lui", da dove ci deriva la fonte per l'esonero dal pagamento se il prestito è avvenuto "quando il proprietario è con lui"?
La Ghemara respinge una fonte possibile:
E se dirai: Impariamolo l'esonero dal risarcimento per furto e smarrimento da parte di uno che prese a prestito, quando il proprietario è con lui, dall'esonero nel caso di un animale fratturato o morto, ti risponderò: Cosa ha in comune il fratturato e il morto, che sono casi di ones, e per questo vi è un esonero se il proprietario è con lui, con un caso di furto o smarrimento che una custodia adeguata poteva evitare. Forse in questo caso non vi è un esonero quando il proprietario è con lui?!
La Ghemara propone:
Piuttosto, la ghemara imparò che uno che prese a prestito è esonerato dal risarcimento in casi di furto e smarrimento quando il proprietario è con lui, dall'analogo caso di un custode a pagamento.
La Ghemara chiede:
E a proposito dello stesso custode a pagamento - da dove ci viene che è esonerato dal risarcimento in casi di furto e smarrimento quando il proprietario è con lui? L'esonero "quando il proprietario è con lui" è ricordato nella Tora (Esodo 22, 13) solo a proposito di uno che prese a prestito nei casi di frattura e morte!
La Ghemara risponde:
Impariamo l'obbligo di un custode a pagamento dall'obbligo di uno che prese a prestito - come là nel caso di uno che prese a prestito se il padrone è presente è esonerato dal risarcimento per un animale che si fratturò o morì , anche qui nel caso del custode a pagamento se il padrone è presente è esonerato dal risarcimento per furto o smarrimento.
La Ghemara chiede:
In che modo lo deduce? Se è per analogia si può demolire questa analogia come la demolimmo sopra: Cosa ha in comune il fratturato e il morto, che sono casi di ones, e per questo vi è un esonero se il proprietario è con lui, con un caso di furto o smarrimento che una custodia adeguata poteva evitare. 
La Ghemara risponde prospettando una nuova spiegazione:
Ma è la Scrittura a dire: (Esodo 22, 13) E quando uno chiederà in prestito - in cui la congiunzione E viene ad aggiungere nuovi particolari al primo argomento quello trattato sopra del custode a pagamento, e ad insegnarci che impari il superiore il custode a pagamento trattato nei versetti 9-12 dall'inferiore colui che prende a prestito trattato nei versetti 13-14.
La Ghemara ritorna al quesito sollevato sopra:
Ma ancora, non si può imparare che uno che prese a prestito è esonerato dal risarcire in un caso di furto o smarrimento se il proprietario era presente da analoghe prerogative che abbiamo imparato per un custode a pagamento perché si può arguire contro tale analogia: Cosa c'è in un custode a pagamento - che è esente da risarcimento in caso di frattura e morte anche quando il proprietario non è presente, che tu possa dire di uno che prende a prestito che è obbligato al risarcimento in caso di frattura e morte quando il proprietario non è presente?
La Ghemara ricorre ad un nuovo argomento:
Piuttosto, come sappiamo che per uno che prese a prestito, in un caso di furto o smarrimento, se il padrone non è presente, c'è l'obbligo del risarcimento? Perchè la Ghemara lo ha imparato tramite un kal vachomer dal custode a pagamento, ora al riguardo si può dire: È sufficiente che provenga dal kal vachomer una chumra per il soggetto su cui si impara, cioé colui che prende a prestito, che sia presente nel soggetto di partenza, cioé il custode a pagamento, e non più. Quindi grazie a questo principio colui che prende a prestito si comporterà come il custode a pagamento anche nell'esenzione. Quindi come nel caso di furto o smarrimento a carico di un custode a pagamento, in presenza del proprietario, egli è esente dalla restituzione, così pure nel caso di furto o smarrimento a carico di uno che prese a prestito, in presenza del proprietario, egli è esente dalla restituzione.
La Ghemara chiede:
Ciò è ammissibile per chi accetta il principio "Dayyo - è sufficiente . . . ", ma a chi non ammette  il principio "Dayyo . . . " che si può dire? 
La Ghemara conclude:
Ma è la Scrittura a dire: (Esodo 22, 13) E quando uno chiederà in prestito - in cui la congiunzione E viene ad aggiungere nuovi particolari al primo argomento quello trattato sopra del custode a pagamento, e ad insegnarci che impari il superiore, il custode a pagamento, trattato nei versetti 9-12, dall'inferiore, colui che prende a prestito, trattato nei versetti 13-14, e l'inferiore dal superiore.
 

La Ghemara prende in esame un nuovo problema connesso coi precedenti:
Venne enunciato un insegnamento degli Amoraim: Nel caso di trascuratezza in presenza del proprietario, su di essa discordarono R'Acha e Ravina. Uno disse: Il custode è chayav, e uno disse: Il custode è patur.
La Ghemara spiega la prima opinione:
L'autore che dice che il custode è chayav pensava: Un versetto in questo caso la E che aggiungeva particolari all'argomento trattato si interpreta a favore dell'argomento precedente e non del precedente al precedente, e allora il versetto (Esodo 22, 14) Se il suo proprietario è lì con lui - non è scritto per esonerare il custode gratuito dal risarcimento in caso di trascuratezza in presenza del proprietario, e quindi egli deve risarcire in caso di trascuratezza anche se il proprietario era presente, ed inoltre la trascuratezza non è scritta esplicitamente a proposito del custode a pagamento e di chi prende a prestito. Perciò, che sul custode a pagamento e su uno che prende a prestito vi sia un obbligo in caso di trascuratezza - ci deriva da un kal vachomer dal custode gratuito che suona così: Se il custode gratuito che è esonerato da risarcimento nel caso di furto o smarrimento è obbligato al risarcimento in caso di trascuratezza, un custode a pagamento e uno che prende a prestito, che sono obbligati in caso di furto o smarrimento, non lo sono tanto più in caso di trascuratezza? Tuttavia che in presenza del proprietario siano esonerati dal risarcimento anche un custode a pagamento e uno che prende a prestito, questo no. Per quale motivo? Quando è scritto "Se il suo proprietario è lì con lui - non paghi" a proposito di uno che prende a prestito e di un custode a pagamento, ciò è scritto a proposito degli obblighi esplicitamente menzionati cioé furto, smarrimento e altri infortuni accidentali, e non a proposito della trascuratezza che non è menzionata.
La Ghemara spiega la seconda opinione:
L'autore che dice che il custode è patur pensava: Un versetto in questo caso la E che aggiungeva particolari all'argomento trattato si interpreta a favore dell'argomento precedente e del precedente al precedente, e quando è scritto Se il suo proprietario è lì con lui - è scritto per esonerare anche il custode gratuito dal risarcimento in caso di trascuratezza in presenza del proprietario, nonostate che di esso si parli solo nei versetti 6,7 e 8 che sono precedenti ai precedenti della E. Va da sé che per questo autore sono esenti dal risarcimento in un caso di trascuratezza anche il custode a pagamento e uno che prese a prestito, quando il padrone sia presente.
 

La Ghemara muove un'obiezione al parere che esonera in caso di trascuratezza in presenza del proprietario:
Abbiamo imparato nella nostra Mishna: UNO CHE PRESE IN PRESTITO UNA MUCCA E PRESE A PRESTITO IL SUO PROPRIETARIO CON ESSA perché gli facciano un lavoro, UNO CHE PRESE IN PRESTITO UNA MUCCA ED ASSOLDÒ IL SUO PROPRIETARIO CON ESSA, PRESE A PRESTITO IL SUO PRORIETARIO O LO ASSOLDÒ E POI PRESE A PRESTITO LA MUCCA E QUESTA in uno qualsiasi dei casi descritti MORÌ colui che prese a prestito o assoldò È ESENTATO dal risarcimento della mucca. Mentre quanto a il custode gratuito la nostra Mishna non insegna che egli è esente da risarcimento in presenza del padrone! Quindi il caso di trascuratezza anche in presenza del proprietario, il custode gratuito è tenuto a risarcire!
La Ghemara aggiunge un'ulteriore domanda:
E secondo il tuo ragionamento, il custode a pagamento forse lo ha insegnato? Piuttosto, il Tanna della Mishna una cosa [daf 95b] quando è scritta espressamente - l'ha insegnata, quando viene fuori da un'interpretazione - non l'ha insegnata.
 

La Ghemara muove un'altra obiezione al parere che esonera in caso di trascuratezza in presenza del proprietario:
Vieni a sentire quanto insegna la seguente Baraita sulla trascuratezza in presenza del proprietario: LA PRESE IN PRESTITO E PRESE IN PRESTITO IL PROPRIETARIO CON ESSA, LA PRESE A NOLO E ASSOLDÒ IL PROPRIETARIO CON ESSA, LA PRESE IN PRESTITO E E ASSOLDÒ IL PROPRIETARIO CON ESSA, LA PRESE A NOLO E PRESE IN PRESTITO IL PROPRIETARIO CON ESSA, ANCHE SE IL PROPRIETARIO FA UN LAVORO per quello che prese in prestito o a nolo la mucca IN UN ALTRO POSTO E QUESTA MUORE - questi È ESENTE da risarcimento perché il proprietario era con lui.
La Ghemara si chiede quale sia l'autore di questa Baraita:
Facevano supposizioni gli allievi delle Accademie talmudiche: A chi appartiene questa Baraita? È di R'Yehuda che disse: Quello che prende a nolo è come un custode a pagamento. Eppure quel Tanna della Baraita appena riportata ha insegnato una cosa che proviene da un'interpretazione e non è scritta esplicitamente nella Tora, cioé l'esonero di uno che prende a nolo nel caso in cui il proprietario sia con lui (vedi sopra) E ciò nonostante - il custode gratuito non lo ha menzionato e non ha insegnato che, se il proprietario è con lui, egli è esente da risarcimento in caso di trascuratezza. Quindi da qui impareremmo che in caso di trascuratezza, il custode gratuito che può rendersi colpevole solo in caso di trascuratezza, anche in presenza del proprietario, è obbligato al risarcimento!! Ciò contraddice quanto abbiamo imparato sopra. 
La Ghemara spiega la Baraita secondo il punto di vista di chi esonera in caso di trascuratezza quando il proprietario è con lui:
E allora a chi appartiene questa Baraita? È di R'Meyr che disse: Quello che prende a nolo è come un custode gratuito. E il Tanna insegnava che il custode gratuito è esente da risarcimento in caso di trascuratezza se il proprietario è con lui e lo stesso vale per il custode a pagamento.
La Ghemara riporta un'altra spiegazione:
Se vuoi di': La Baraita è stata insegnata secondo R'Yehuda e se mi chiederai perché il Tanna non ha insegnato che persino il custode gratuito è esonerato dal risarcimento in caso di trascuratezza se il proprietario è con lui, ti risponderò secondo il capovolgimento di Rabba bar Avuha (vedi sopra) che insegnava: COLUI CHE PRENDE IN AFFITTO COME PAGA? R'MEYR DICE: COME UN CUSTODE A PAGAMENTO, R'YEHUDA DICE: COME UN CUSTODE GRATUITO.
 

La Ghemara porta un insegnamento che definisce i limiti dell'esenzione "il proprietario è con lui":
Disse R'Hamnuna: Ad ogni modo egli quello che la prese in prestito è obbligato al risarcimento fino a quando il proprietario non ara per lui con quella mucca, fino a quando non si porta dietro l'asino per quello che lo prese a prestito.
La Ghemara aggiunge un ulteriore din:
E anche quello che prende a prestito è obbligato al risarcimento fino a quando il proprietario non si trava con lui dal momento del prestito fino al momento in cui si azzoppa o muore.
La Ghemara conclude a partire dalla sefa di R'Hamnuna:
Quindi R'Hamnuna era dell'opinione che l'esenzione contenuta nelle parole (Esodo 22, 14) Se il suo proprietario è lì con lui - si riferisce a qualsiasi cosa scritta nel versetto precedente E quando uno chiederà in prestito al suo compagno un animale e questo si fratturò o morì, quindi sia al momento del prestito che al momento dell'infortunio.
 

La Ghemara solleva un'obiezione alla resha di R'Hamnuna a partire dalla Baraita citata sopra:
Obiettò Rava a partire dalla Baraita citata sopra: LA PRESE IN PRESTITO E PRESE IN PRESTITO IL PROPRIETARIO CON ESSA, LA PRESE A NOLO E ASSOLDÒ IL PROPRIETARIO CON ESSA, LA PRESE IN PRESTITO E E ASSOLDÒ IL PROPRIETARIO CON ESSA, LA PRESE A NOLO E PRESE IN PRESTITO IL PROPRIETARIO CON ESSA, ANCHE SE IL PROPRIETARIO FA UN LAVORO per quello che prese in prestito o a nolo la mucca IN UN ALTRO POSTO E QUESTA MUORE - questi È ESENTE da risarcimento perché il proprietario era con lui. 
La Ghemara chiede:
Perché no che la Baraita insegni che il proprietario possa essere occupato in un altro lavoro che egli fa per quello che prese a prestito la sua mucca e ciò dia luogo all'esenzione e non come disse R'Hamnuna?
La Ghemara spiega in accordo con R'Hamnuna:
No, la Baraita insegna che il proprietario è occupato nello stesso lavoro svolto dal suo animale, e cosa vuol dire la Baraita con le parole UN ALTRO POSTO? Che il proprietario precedeva la mucca e le dissodava il terreno davanti e la Baraita ci insegna che questo è ancora considerato lo stesso lavoro.
La Ghemara muove un'obiezione a questa spiegazione:
Ma dal fatto che la sefa parla del caso in cui il proprietario lavora con essa con quella mucca che l'altro prese a prestito la resha deve trattare del caso in cui il proprietario è impegnato in un altro lavoro infatti la sefa della Baraita insegna:LA PRESE IN PRESTITO E POI PRESE IN PRESTITO IL SUO PROPRIETARIO, LA PRESE A NOLO E POI ASSOLDÒ IL SUO PROPRIETARIO, ANCHE SE IL PROPRIETARIO ARA CON ESSA per quello che prese in prestito o a nolo la mucca E QUESTA MUORE - questi È OBBLIGATO al risarcimento!!
La Ghemara spiega secondo il parere di R'Hamnuna:
Dissero gli studiosi della Yeshiva: Possiamo dire che la resha e la sefa parlano del caso in cui il proprietario è impegnato nella stesso lavoro, solo che la resha ci insegna qualcosa in più e la sefa  ci insegna qualcosa in più. La resha ci insegna qualcosa in più - che benché il proprietario non sta lavorando con essa ma è impegnato in un altro lavoro, siccome il proprietario era presente al momento del prestito - quello che prese a prestito è esente dal risarcimento in caso di infortunio. E la sefa ci insegna qualcosa in più - che benché il proprietario sta lavorando con essa, siccome il proprietario non era presente al momento del prestito - quello che prese a prestito è obbligato al risarcimento in caso di infortunio.
La Ghemara respinge questa spiegazione:
Cosa è mai questo? Se ancora ancora avessi detto che la resha parla del caso in cui il proprietario è impegnato in un altro lavoro completamente diverso da quello della mucca e la sefaparla del caso in cui il proprietario e la mucca sono impegnati nella stesso lavoro - ecco l'insegnamento in più, se invece hai detto la resha e la sefa parlano del caso in cui il proprietario è impegnato nella stesso lavoro - quale è l'insegnamento in più? Questo e quello sono impegnati nella stesso lavoro in cui è impegnata la mucca e è ovvio che non si deve distinguere tra i due casi!! Quindi non resta che spiegare il termine della Baraita UN ALTRO POSTO  come un altro lavoro completamente diverso da quello della mucca, e ciò in contraddizione con quanto affermato nella resha di R'Hamnuna.
 

La Ghemara muove ora un'obiezione alla sefa di R'Hamnuna:
E ancora è difficile per la sefa di R'Hamnuna quando insegna una Baraita: DAL SIGNIFICATO DI QUANTO È DETTO SE IL SUO PROPRIETARIO È LÌ CON LUI - NON PAGHI, FORSE CHE NON SO CHE SE IL SUO PROPRIETRIO NON È CON LUI DEVE PAGARE? E ALLORA PERCHÉ LA TORA DICE SE IL SUO PROPRIETARIO NON È LÌ CON LUI ? PER DIRTI: SE ERA CON LUI AL MOMENTO DEL PRESTITO - NON C'È BISOGNO CHE SIA CON LUI NEL MOMENTO IN CUI SI FRATTURÒ O MORÌ, SE ERA CON LUI NEL MOMENTO IN CUI SI FRATTURÒ O MORÌ - BISOGNA CHE SIA CON LUI AL MOMENTO DEL PRESTITO. E questo contraddice quanto affermato da R'Hamnuna, che richiede la presenza del padrone anche al momento dell'infortunio.
La Ghemara porta una seconda Baraita: Un altra Baraita insegna: DAL SIGNIFICATO DI QUANTO È DETTO SE IL SUO PROPRIETARIO NON È LÌ CON LUI - PAGHI, FORSE CHE NON SO CHE SE IL SUO PROPRIETRIO È CON LUI NON DEVE PAGARE? E ALLORA PERCHÉ LA TORA DICE SE IL SUO PROPRIETARIO È LÌ CON LUI ? PER DIRTI: DAL MOMENTO CHE È USCITA DAL POSSESSO DEL PRESTATORE ed è venuta in possesso del prestatario PER UN DATO LASSO DI TEMPO IN PRESENZA DEL PADRONE E poi, tempo dopo, È MORTA - È ESENTE dall'obbligo del risarcimento. La Baraita afferma che basta la presenza del padrone al momento del prestito per esentare il prestatario dall'obbligo al risarcimento in caso di infortunio.
La Ghemara conclude:
La confutazione delle parole di R'Hamnuna è una confutazione definitiva.
 

La Ghemara si rifà alla disputa tra R'Yashia e R'Yonatan a daf 94b - 95a e la riporta a proposito del versetto appena interpretato nelle due Baraitot:
Abbaye la pensava come R'Yashia e interpretava il versetto come R'Yashia. Rava la pensava come R'Yonatan e interpretava il versetto come R'Yonatan.
La Ghemara espone:
Abbaye la pensava come R'Yashia e interpretava il versetto come R'Yashia: Se il suo proprietario non è lì con lui, deve pagare, e possiamo dire: il motivo per cui deve pagare è perché il padrone era assente in entrambi i momenti, sia al momento del prestito che al momento dell'infortunio, ma se era presente in uno dei due momenti ed era assente in uno, è esente dal pagamento. Ma è anche scritto Se il suo proprietario è lì con lui - non paghi, epossiamo analogamente dire: il motivo per cui non deve pagare è perché il padrone era presente in entrambi i momenti, sia al momento del prestito che al momento dell'infortunio, ma se era presente in uno dei due momenti ed era assente in uno, è obbligato al pagamento. La contraddizione tra le due deduzioni viene ad insegnarti: Se era con lui al momento del prestito - non c'è bisogno che sia con lui al momento della frattura e della morte, se era con lui al momento della frattura e della morte - biasogna che sia con lui al momento del prestito.

È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein