daf 15 Nedarim - Vellu Mutarin
15a VEELLU MUTARIN CAPITOLO SECONDO NEDARIM

 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
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[da Daf 14b: Ghemara. La Ghemara riporta una machloket tra Amoraim:
Fu detto:
A proposito di colui che disse: Konam sui miei occhi sul dormire oggi, cioè faccio neder di non dormire oggi, se dormirò domani,
Disse R'Yehuda in nome di Rav:
Non dorma oggi
per tema che dorma anche domani e trasgredisca al "non profanerà".
Ma R'Nachman disse:
Dorma pure oggi, e non temiamo
che dorma anche domani,
e concorda R'Yehuda,
quanto a uno che dice: Konam sui miei occhi sul dormire
domani se dormirò oggi,
che dorma oggi, perchè non temiamo che dorma tutti due i giorni. da Daf 14b]
daf 15a
perchè una persona non fa attenzione al giorno in cui ha posto la condizione,
ma fa attenzione nel giorno in cui ha posto il divieto.
La Ghemara spiega la nostra Mishna e solleva da essa un'obiezione a R'Yehuda:
Chi dice: KONAM
CHE IO DORMO,
CHE IO PARLO,
CHE IO CAMMINO ecc.
Come sarebbe a dire?
Se tu dici tale e quale come appare nella Mishna,
CHE IO DORMO,
forse che sarebbe un neder?
Infatti è insegnato in una Baraita:

E L'ELEMENTO PIÙ STRINGENTE NELLE SHEVUOT,

È CHE LE SHEVUOT HANNO VALORE

SIA SULLA COSA CHE HA SOSTANZA

CHE SULLA COSA CHE NON HA SOSTANZA,

COSA CHE NON AVVIENE PER I NEDARIM.

e il dormire
è cosa che non ha sostanza, cioè è un'azione e non un oggetto concreto,
piuttosto
si tratta del caso in cui disse: Konam sui miei occhi sul dormire.
La Ghemara continua a chiarire gli aspetti di questo tipo di neder:
E se si tratta di un caso in cui non stabilì il limite,
forse che lo lasciamo stare
finchè trasgredisce al divieto
"non profanerà"? In altre parole, il neder senza limite di tempo ha valore?
Eppure disse R'Yochanan:
Uno che ha fatto una shevu'a che non dormirà
tre giorni di seguito
lo puniscono con la fustigazione e può dormire subito.
Piuttosto la Mishna parla di uno che disse: Konam sui miei occhi sul dormire
domani se dormirò oggi, e la nostra Mishna ci insegnò che non deve dormire oggi, per paura che dorma anche domani e trasgredisca.
Ma tu dicesti:
Ognuno fa attenzione al giorno del divieto, cioè domani, e allora perchè non può dormire oggi?
Piuttosto è ovvio che la Mishna parla di uno che disse: Konam sui miei occhi sul dormire oggi
se dormirò domani.
La Ghemara chiede:
E se non dorme oggi, il giorno del divieto,
quand'anche dormisse domani,
quale "non profanerà la sua parola"
sussiste?
Piuttosto non parlò la Mishna del caso in cui dormì, il giorno del divieto?
Quindi la nostra Mishna dice che anche se il primo giorno è quello del divieto può dormire,
e ciò è una confutazione di quanto disse R'Yehuda che gli proibì di dormire il primo giorno!
La Ghemara spiega:
La nostra Mishna parla del caso in cui dormì il primo giorno benchè fosse proibito, perchè con ciò si trova molto vicino al trasgredire al "non profanerà la sua parola" se domani dormirà.
La Ghemara porta un'altra spiegazione:
Ravina disse:
Per sempre resti il testo della Mishna come è stato insegnato, cioè Konam che io dormo,
e a cosa si riferesce il "non profanerà" scritto nella Mishna?
Vuol dire che egli trasgredisce al "non profanerà la sua parola" miderabbanan.
La Ghemara ribatte:
Forse che esiste un "non profanerà"
miderabbanan?
La Ghemara risponde:
Sì, infatti è insegnato in una Baraita:
COSE PERMESSE
ED ALTRI
USANO CHE SIANO VIETATE,
TU NON PUOI
SCIOGLIERLE DINNANZI A LORO,
COME È DETTO:
"NON PROFANERÀ LA SUA PAROLA".
La Ghemara riporta una nuova difficoltà a R'Yehuda da una Mishna di Nedarim 57, 1:
Insegna la Mishna: Uno che disse a sua moglie dopo la festa di Sukkot: 
Sia konam CIÒ CHE TU TRAI VANTAGGIO DAL MIO
FINO A PESACH
SE ANDRAI
ALLA CASA DI TUO PADRE
FINO ALLA FESTA di Sukkot a venire.
Se lei ANDÒ alla casa di suo padre PRIMA DI PESACH
LE È PROIBITO TRARRE VANTAGGIO DA LUI
FINO A PESACH,
se ANDÒ PRIMA DI PESACH
LE È PROIBITO trarre vantaggio da lui,
se NON ANDÒ, NO, e non temiamo che trasgredisca alla condizione dopo Pesach. Ma R'Yehuda disse che la gente non sta attenta a rispettare le condizioni!
La Ghemara spiega:
Disse R'Abba:
Se andò prima di Pesach
le è proibito trar vantaggio dal marito e se trasgredì e trasse vantaggio viene fustigata,
se non andò prima di Pesach, le è proibito trar vantaggio dal marito in generale perchè temiamo che non rispetterà la condizione dopo Pesach, ma è derabbanane non viene fustigata.
La Ghemara continua a far difficoltà a R'Yehuda dalla sefa della Mishna citata:
Dì la sefa:
Se andò alla casa di suo padre DOPO PESACH
TRASGREDISCE AL "NON PROFANERÀ LA SUA PAROLA"
ma se non trasse vantaggi
prima di Pesach 
forse che c'è di che trasgredire al "non profanerà"?
Invece è ovvio che la Mishna parla del caso in cui trasse vantaggi,
quindi si può imparare dalla Mishna che lei può trar vantaggi prima di Pesach e non temiamo che dopo Pesach vada dal padre trasgredendo retroattivamente al "non profanerà".
daf 15b
e ciò costituisce una confutazione di R'Yehuda che teme la violazione della condizione!
La Ghemara risponde:
Quel che insegna la Mishna è che nel caso in cui trasse vantaggi prima di Pesach,
si trova già nel "non profanerà la sua parola", perchè temiamo che violi la condizione.
La Ghemara continua a far difficoltà a R'Yehuda dalla sefa della Mishna citata:
Insegna la Mishna: Uno che disse a sua moglie dopo la festa di Sukkot: 
Sia konam CIÒ CHE TU TRAI VANTAGGIO DAL MIO
FINO ALLA FESTA di Sukkot a venire
SE ANDRAI
ALLA CASA DI TUO PADRE
FINO A PESACH. In questo caso il tempo della condizione finisce prima del tempo del divieto.
Se lei ANDÒ alla casa di suo padre PRIMA DI PESACH
LE È PROIBITO TRARRE VANTAGGIO DA LUI
FINO ALLA FESTA di Sukkot,
E LE È PERMESSO ANDARE alla casa di suo padre 
DOPO PESACH
se ANDÒ prima di Pesach
solo allora LE È PROIBITO trarre vantaggio da lui,
se NON ANDÒ, NO, le è permesso trar vantaggi dal marito, senza temere che violi la condizione.
La Ghemara spiega:
Disse Rava: Il din è lo stesso
che persino non andò alla casa di suo padre prima di Pesach
le è proibito trar vantaggi da suo marito,
se andò alla casa di suo padre prima di Pesach, le è proibito trar vantaggi, e viene fustigata,
se non andò
le è proibito trar vantaggi da suo marito, in generale derabbanan.
La Ghemara continua a far difficoltà a R'Yehuda da una Baraita:
Attaccarono da una Baraita:
Konam SU DIME che non mangerò QUESTA PAGNOTTA OGGI SE ANDRÒ NEL DATO LUOGO DOMANI, se poi la MANGIÒ EGLI SI TROVA NEL "NON ANDRÀ"
La Ghemara spiega:
Forse che la Mishna ha insegnato "mangia" che ha il significato di lechatchila?
Ha insegnato "mangiò" che ha il significato di bedi'avad, perchè se la mangiò 
egli si trova nel "non andrà" se infatti all'indomani va nel dato luogo viola il suo neder.
La Ghemara riporta la sefa della Baraita:
Se ANDÒ all'indomani nel dato luogo
EGLI SI TROVA NEL "NON PROFANERÀ LA SUA PAROLA" sulla pagnotta che mangiò il primo giorno. La Baraita parla di uno che mangiò la pagnotta il primo giorno. Infatti
non"Egli va" ha insegnato la Baraita e ciò è nuovamente una difficoltà per R'Yehuda! 
La Ghemara risponde:
R'Yehuda ti risponderebbe:
Il din è lo stesso di che il Tanna della Baraita avesse insegnato "Egli va" ad posto di "Andò",
ma già che insegnò nella resha "Mangiò" e non insegnò "Egli mangia"
ha insegnato anche nella sefa "Andò" e non "Egli va".
La Ghemara riporta un passaggio della nostra Mishna:
CHI DICE ALLA DONNA
KONAM
CHE HO RAPPORTI CON TE,
SI TROVA
NEL "NON PROFANERÀ LA SUA PAROLA".
La Ghemara comprende che egli, col suo neder, vuol proibire alla moglie di godere del rapporto coniugale con lui, per questo obietta:
Ma lui vi è obbligato mideoraita!
Infatti è scritto: (Esodo 21, 10)
Non dovrà farle mancare il nutrimento, gli indumenti e la coabitazione.
La Ghemara spiega:
La Mishna tratta di uno che dice:
Konam su di me il godimento di un rapporto con te, in cui egli proibisce a sè tale godimento,
e infatti non gli va bene
di avere un rapporto, 
come disse R'Kahana:
Se una donna disse: Konam su di te il rapporto con me,
la costringono ad avere rapporti con lui,
perchè lei vi è tenuta,
ma se disse: Konam su di me il godimento di un rapporto con te, in cui lei proibisce a sè stessa tale godimento, è proibito aver rapporti con lei,
perchè non si dà da mangiare ad un uomo
una cosa a lui proibita, 
e come lei può proibire il godimento a sè stessa, anche lui può proibirlo a sè stesso.
 

Ghemara 15ab
Mishna. Chi disse: Shevu'a
che non dormo,
che non parlo,
che non vado
gli è proibito eseguire queste azioni.
Chi disse al suo compagno: Sia korbanquello che non mangerò da te,
questo è un korban che mangerò da te, è un tipo di shevu'a "per la vita del korban" senza valore,
non sia korban ma chullinquello che non mangerò da te,
gli è permesso mangiare dal compagno, perchè queste espressioni non sono di neder.
Mishna 15b

 
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