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Ketubbot - Metziat Haisha - 71
71a CHI PROIBISCE PER VOTO CAPITOLO SETTIMO KETUBBOT

 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
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La Ghemara cita un passo della nostra Mishna:
R'YEHUDA DICE: PRESSO UN ISRAEL, PER UN MESEla può tenere ancora come moglie, e allo scadere di due mesi, la deve far uscire e le deve pagare la ketubba; presso un Kohen, per due mesi la può tenere, e allo scadere di due mesi, la deve far uscire e le deve pagare la ketubba.
La Ghemara obietta:
Tale e quale come disse il Tana Kamma! Egli parlò di trenta giorni e R'Yehuda parla di un mese! Che cosa viene ad insegnarci R'Yehuda?
La Ghemara spiega:
Disse Abbaye: Viene ad insegnarci il caso della Kohenet che in effetti non è trattato dal Tanna Kamma.
La Ghemara fornisce la spiegazione di Rava:
Ma Rava disse: La differenza tra loro è quella che c'è tra un mese pieno e un mese difettivo,  Tanna Kamma parla di un mese pieno, e R'Yehuda di un mese difettivo, cioè di ventinove giorni.

La Ghemara riporta un'altra machloket di Amoraim:
Disse Rav: La nostra Mishna non insegnò il particolare dei trenta giorni che per chi lo specifica, ma colui che fa il voto senza specificare, deve far uscire la donna dalla sua casa col ghetsubito e dare la ketubba. Ma Shmuel disse: Persino senza specificare, non deve far uscire la donna dalla sua casa col ghet subito, ma nomini un incaricato a mantenerla per trenta giorni, perchè forse troverà una soluzione al suo voto e lo farà annullare entro quei trenta giorni.

71a

La Ghemara si meraviglia della necessità per Rav e Shmuel di disputare qui sulla nostra Mishna:
Ma disputarono su di essa già un altra volta! Perchè è stato insegnato in una Mishna: COLUI CHE PROIBISCE CON VOTO A SUA MOGLIE DI ANDARE A LETTO CON LUI, BET SHAMMAI DICONO: DUE SABATI la trattenga e di più la deve divorziare e pagarle la ketubba, E BET HILLEL DICONO: UN SABATO, cioè una settimana e non più. E a proposito disse Rav: la machloket è nel caso di uno che specificò per quanto tempo intende che duri il voto, una settimana o due, tuttavia nel caso in cui non specificò per quanto tempo fece voto deve far uscire la donna dalla sua casa col ghet subito e dare la ketubba. Ma Shmuel disse: Persino senza specificare, ugualmente non deve far uscire la donna dalla sua casa col ghet subito, perchè forse troverà una soluzione al suo voto e lo farà annullare entro quel tempo. Perchè debbono disputare sullo stesso argomento anche nella nostra Mishna?
La Ghemara risponde:
Ci vuole anche la seconda disputa, perchè se fosse stata insegnata solo a proposito di quello, del voto di non aver rapporti coniugali, potresti erroneamente pensare che a proposito di quello venne Rav a dire che chi fa voto senza specificare la scadenza deve subito divorziare perchè non è possibile nominare un sostituto, che vada con la moglie al posto suo, ma a proposito di quello il caso della nostra Mishna in cui è possibile nominare un sostituto, direi che Rav concorda con Shmuel, perciò bisogna espressamente insegnare che non è così, e se fosse stata insegnata solo a proposito di quello, del voto di cui si parla nella nostra Mishna, potresti erroneamente pensare che a proposito di quello venne Shmuel a dire che si attende, perchè è possibile nominare un sostituto che si occupi del mantenimento della moglie, ma a proposito di quello, del voto di non aver rapporti coniugali, direi che Shmuel concorda con Rav, che se fece voto senza specificare la scadenza deve divorziarla subito,  perciò bisogna espressamente insegnare che non è così.
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Mishna Colui che proibisce con voto a sua moglie di frequentare la casa paterna, quando egli il padre si trova con lei in città, cioè abita nella stessa città, se il voto che fece ha la durata di un mese, un lasso di tempo in cui lei può trattenersi dal far visita ai genitori, può tenerla come moglie e non deve ancora divorziarla, ma se il voto ha la durata di due mesi, deve subito farla uscire dalla sua casa col ghete darle la ketubba,
quando egli il padre si trova in un'altra città, se il voto che fece dura fino a una festa, la prossima festa (per esempio da Pesach a Shavuot), la può tenere, perchè è per lei possibile trattenersi dal far visita ai genitori in una festa, ma se il voto che fece dura per tre feste, deve subito farla uscire dalla sua casa col ghet e darle la ketubba.
Colui che proibisce con voto a sua moglie di visitare la casa del lutto o la casa del convito, deve subito farla uscire dalla sua casa col ghet e darle la ketubba, perchè le chiude in faccia la porta dei contatti sociali fondamentali e comandati, ma se lui sostiene che lo fa per "un altro motivo", perchè là troverà cattive compagnie, allora ha il diritto di proibirle con voto e per questo non deve divorziarla.
Se le disse son pronto ad annullare il mio voto se dirai al tale quel che dicesti a me o quello che io ti dissi, o se riempirai d'acqua il secchio e lo vuoterai nella spazzatura,  deve subito farla uscire dalla sua casa col ghet e darle la ketubba.
Mishna 71b

 
Ghemara La Ghemara muove un'obiezione alla resha della nostra Mishna:
Lei stessa è difficile, la resha della nostra Mishna contiene delle contraddizioni interne! Hai detto: UNA FESTA LA PUÒ TENERE, due allora deve farla uscire e darle la ketubba. Diciamo la sefa: TRE DEVE FARLA USCIRE E DARLE LA KETUBBA, due allora può ancora tenerla! Quale è dunque il comportamento quando il voto dura per due feste?
La Ghemara spiega:
Disse Abbaye: Quanto alla sefa siamo arrivati a parlare della Kohenet e secodo la shita di R'Yehuda nella Mishna a Daf 70a.
La Ghemara riporta un'altra spiegazione:
Rabba bar 'Ula disse: Non è questo così difficile da spiegare. Qui, nella resha, si parla di una donna ansiosa di visitare i genitori, qui, nella sefa, si parla di una donna che non è ansiosa di visitare i genitori.
A proposito di tale insegnamento di Rabba bar 'Ula, la Ghemara riporta questa interpretazione:
È scritto nel Cantico dei Cantici (8,10) a proposito della comunità di Israel: "Allora fui ai suoi occhi come raggiungimento di perfezione", disse R'Yochanan: Come una sposa che viene trovata perfetta nella casa di suo suocero, che è quella dello sposo, ed è ansiosa di andare a 
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raccontare la sua lode nella casa di suo padre, di raccontare nella casa paterna quanto è gradita allo sposo e alla sua famiglia.
La Ghemara riporta un altro simile insegnamento di R'Yochanan:
È detto in Osea (2,18): "E in quel giorno, dice il Signore, Mi chiamerai - mio uomo, non mi chiamerai più - mio padrone", disse R'Yochanan: Come una sposa nella casa di suo suocero, che è quella dello sposo a cui si rivolge già in tono confidenziale e affettuoso, e non come una sposa nella casa di suo padre, quando è solo fidanzata e vede ancora nel futuro sposo solo colui che l'ha presa in sposa, un padrone.
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