Daf8 MASHKIN BET HASHELACHIN CAPITOLO PRIMO MO'ED KATAN

 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e 
a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
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8a
Ghemara [da Daf 7b:
R'Meir e R'Yose discordavano sulla possibilità da parte del Kohen di tacere sul risultato del suo esame. Tutti concordavano invece sul fatto che il mezora è tale solo dal momento in cui il Kohen lo ha esaminato e lo ha dichiarato tale. La Ghemara esamina ora questa regola:
Vale a dire che il fatto di divenire mezora dipende dal verdetto del Kohen?
La Ghemara risponde:
Certo! E così fu insegnato in una Baraita: La Tora afferma: MA NEL GIORNO che della carne sana SARÀ IN LUI VEDUTA, sarà tame. C'È UN GIORNO NEL QUALE TU [KOHEN] ESAMINI la zaraat per determinare il suo grado, MA C'È UN GIORNO NEL QUALE TU [KOHEN] NON ESAMINI la zaraat. DA QUI [I CHACHAMIM] DISSERO: UNO SPOSO IN CUI SI SIA SVILUPPATA UNA PIAGA, GLI CONCEDIAMO I SETTE GIORNI DEL CONVITO prima di esaminarlo. A LUI, ALLA SUA CASA E AI SUOI ABITI. E SIMILMENTE se in qualcuno si sviluppa una piaga DURANTE LA FESTA, GLI CONCEDIAMO I SETTE GIORNI DELLA FESTA prima di esaminarlo.PAROLE DI R'YEHUDA. REBBI DICE: [QUESTA ESPOSIZIONE] NON È NECESSARIA. PERCHÈ EGLI DICE: E IL KOHEN ORDINERÀ ED ESSI SGOMBERERANNO LA CASA prima che il kohen venga a vedere l'afflizione, affinchè tutto nella casa non divenga tame, e poi il Kohen verrà a vedere la casa. Vediamo che il Kohen procrastina la sua venuta per salvare gli oggetti di casa dalla tuma. SE NOI RIMANDIAMO l'ispezione PER UNA QUESTIONE FACOLTATIVA, come lo è l'evitare un danno economico, TANTO PIÙ rimanderemo l'ispezione PER UNA QUESTIONE DI PRECETTO DIVINO. È quindi ovvio che non esaminiamo la piaga dello sposo durante il suo convito, nè quella di una persona durante la festa, perchè in quel tempo essi hanno il comandamento di gioire. Ad ogni modo, impariamo che, sia secondo R'Yehuda che secondo Rebbi, finchè il Kohen non abbia esaminato la piaga e non abbia pronunciato il suo verdetto la persona o gli oggetti restano tahor.
Avendo citato la Baraita con la disputa tra i Tannaim, La Ghemara chiede:
Quale è la pratica differenza tra loro?
La Ghemara risponde:
Disse Abbaye: La sottigliezza dell'interpretazione scritturale è la pratica differenza tra loro. Essi differiscono sulla fonte della Legge, non sul suo contenuto. Ma Rava disse: La posposizione dell'esame della piaga sul corpo di una persona per una questione facoltativa è la pratica differenza tra loro. Secondo Rebbi la posposizione èpermessa perchè a questo riguardo egli considera zaraat del corpo e zaraat della casa alla stessa stregua. Secondo R'Yehuda, tuttavia, la posposizione non èpermessa.
La Ghemara spiega perchè R'Yehuda non derivi la legge della zaraat corporale da quella della zaraat della casa, come fa Rebbi:
E R'Yehuda  ritiene che non possiamo derivare la legge della zaraat corporale da là (la legge della zaraat della casa), perchè [la contaminazione di una casa con zaraat] è un chiddush ciò che la Tora viene a dirci di nuovo che da soli non potremmo sapere -- fino a qui da Daf 7b] - infatti legno e pietre generalmente non sono suscettibili di tuma, qui invece sono suscettibili di tuma. Essendo tale legge un chiddush della Tora non possiamo derivare da esso in altri contesti.
La Ghemara ora espone l'opinione di Rebbi. Essa spiega perchè, se uno invece deriva la legge della zaraat corporale dalla legge della zaraat delle case, egli ha bisogno di uno speciale versetto che insegni che posporre l'esame è permesso nel caso della zaraat corporale:
E Rebbi disse: È necessario per la Tora affermare entrambi i versetti. Perchè se il Misericordioso avesse scritto soltanto: Ma nel giorno in cui si vedrà in lui carne sana, avrei detto che per una mizva èpermesso posporre l'esame, ma per una questione facoltativa non è permesso posporre l'esame. Il Misericordioso perciò scrisse: Il Kohen ordineràed essi sgombereranno la casa, per insegnare che l'esame può essere posposto anche per una questione facoltativa. E se il Misericordioso avesse scritto soltanto: Il Kohen ordinerà ed essi sgombereranno la casa, avrei detto che per questo l'afflizione della casa l'esame può certo venir posposto, perchè non è un caso di tuma corporale. Ma in un caso di tuma corporale avrei detto che [il Kohen] deve esaminare [la piaga] senza indugio, Il Misericordioso perciò scrisse: Ma nel giorno in cui si vedrà in lui carne sana, per insegnare che l'esame puo essere posposto anche in un caso di tuma corporale. Così, entrambi i versetti sono necessari.
La Ghemara ritorna su parte della Baraita sopra citata:
Disse un maestro: Siccome la Tora afferma, Ma nel giorno in cui si vedrà in lui carne sana, impariamo che C'È UN GIORNO NEL QUALE TU [KOHEN] ESAMINI la zaraat per determinare il suo grado, MA C'È UN GIORNO NEL QUALE TU [KOHEN] NON ESAMINI la zaraat. Come [il versetto] implica ciò? Forse si deve intendere alla lettera, che qualora si osservi nella persona della carne sana, deve essere dichiarata tame?
La Ghemara risponde:
Disse Abbaye: Se fosse così, il Misericordioso avrebbe scritto: beiom (nel giorno). Quale è il proposito per cui scrisse: uveiom (ma nel giorno), con la vav in piu? Impara da ciò: C'e un giorno nel quale tu esamini la zaraat,ma c'e un giorno nel quale tu non la esamini.
La Ghemara presenta una risposta alternativa:
Rava disse: Tutto il versetto uveiom (ma nel giorno) è superfluo. Perchè se fosse così, che il versetto si dovesse intendere alla lettera, il Misericordioso avrebbe scritto: Ma quando si vedrà in lui carne sana. Quale è il proposito dell'aggiunta della parola "Ma nel giorno"? Impara da ciò: C'e un giorno nel quale tu esamini la zaraat, ma c'e un giorno nel quale tu non la esamini.
La Ghemara spiega perche Abbaye consideri solo la lettera vav superflua:
Ma Abbaye dice che quella parola "nel giorno" è necessaria per insegnarci che la zaraat può essere esaminata solo di giormo e non di notte.
La Ghemara chiede:
E Rava, che considera la parola "nel giorno" superflua, da dove egli deriva la legge che la zaraat può essere esaminata solo di giormo e non di notte?
La Ghemara risponde:
Egli la deriva dal versetto: Ovunque gli occhi del Kohen possono vedere.
La Ghemara presenta la risposta di Abbaye:
Ma Abbaye sostiene che quel versetto è necessario per escludere il Kohen cieco di uno dei suoi occhi come esaminatore della zaraat. Così non è disponibile per insegnare che la zaraat non può essere esaminata di notte.
La Ghemara perciò chiede:
E anche secondo Rava [questo versetto] è richiestoper insegnare questa legge - l'esclusione del Kohen cieco di un occhio come esaminatore della zaraat?
La Ghemara propone una spiegazione alternativa dell'opinione di Rava:
Certo, proprio cosi. Ma da dove egli deriva la legge che la zaraat può essere esaminata solo di giormo e non di notte?La deriva dal versetto: Qualcosa come una piaga mi è apparsa nella casa, è apparsa a me stesso e non alla mia luce
La Ghemara spiega perchè Abbaye non deriva la sua legge da questo versetto:
Ma Abbaye sostiene che se dovessimo derivare l'esclusione dell'esame notturno da là (dal versetto della casa colpita da zaraat), avrei detto: Questa esclusione vale solo per la tuma che non è corporale. Ma la tuma corporale avrei detto che può essere esaminata anche alla sua luce, cioè di notte. [La Tora] perciò' ci informa col versetto Ma nel giorno in cui si vedrà in lui carne sana, che anche la zaraat corporale deve essere esaminata solo di giorno. Ed essendo che questo versetto è necessario ad insegnare questa legge, solo la lettera vav è superflua per insegnare che ci sono giorni in cui noi non esaminiamo la zaraat.
Mishna La precedente Mishna insegnò una regola facilitante di R'Meir sul Chol Hamo'ed. Ora continua con un'altra:
E ancora disse R'Meir: Uno può raccpgliere le ossa di suo padre e di sua madre e reinterrarle durante il Chol Hamo'ed, perchè ciò è per lui una fonte di gioia. R'Yose dice: Ciò è per lui una fonte di lutto, e quindi proibito durante le feste.
La Mishna cita una regola correlata:
Una persona non può suscitare lamentazioni sul suo parente morto, e non può dirne il necrologio, durante i trenta giorni che precedono la festa.
Ghemara La Ghemara mette in discussione l'ordinamento facilitante di R'Meir:
Mettilo a confronto con [la seguente Baraita] e nota la contraddizione: UNO CHE RACCOGLIE LE OSSA DI SUO PADRE E SUA MADRE DEVE AFFLIGGERSI SU DI LORO TUTTO IL GIORNO, MA ALLA SERA NON SI AFFLIGGE SU DI LORO. E disse Rav Chisda: Uno deve affliggersi su di loro anche se [le loro ossa] sono raccolte nel suo lenzuolo. Vediamo comunque che raccogliere le ossa dei genitori porta ad un periodo di lutto e non come disse R'Meir ad una gioia.
La Ghemara risponde:
Disse Abbaye: Di'  che R'Meir intendeva dire perchè la gioia della festa è su di lui.
La Ghemara riporta un altro passo della nostra Mishna:
Una persona NON PUÒ SUSCITARE lamentazioni SUL SUO parente MORTO.
La Ghemara si informa:
Quale è il significato di non può suscitare lamentazioni sul suo parente morto?
La Ghemara risponde:
Disse Rav: Quando il dicitore di necrologi andava in giro per l'Occidente, Erez Ysrael,  dicevano: Piangete con lui voi tutti dal cuore amareggiato.
La Ghemara riporta un altro passo della nostra Mishna:
Durante i TRENTA GIORNI CHE PRECEDONO LA FESTA.
La Ghemara si informa:
Quale è la peculiarità di questi trenta giorni?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Kahana in nome di Rav Yehuda, che disse in nome di Rav: Capitò che un tale raccolse il denaro per salire in pellegrinaggio a Gerusalemme. E arrivò un dicitore di necrologi e ristette sulla soglia della sua casa lamentando la perdita dei parenti di quel tale, e sua moglie li prese [i soldi per il pellegrinaggio] e glieli diede [al dicitore di necrologi] come ricompensa per le sue parole. E [il marito] fece a meno e non salì a Gerusalemme. Nella stessa epoca [i Chachamim] dissero: [Una persona] non può suscitare lamentazioni sul suo parente morto, e non può dirne il necrologio, durante i trenta giorni che precedono la festa.
La Ghemara presenta una risposta alternativa:
Ma Shmuel disse:
8b
La ragione è perchè il defunto non è dimenticato dal cuore trenta giorni.
La Ghemara indica una differenza concreta tra queste due ragioni:
Quale è la differenza concreta tra loro? La differenza concreta tra loro è quando [il  dicitore di necrologi] lo fa gratis. Per Rav sarebbe permesso mentre per Shmuel resta proibito.
Mishna Non possiamo scavare loculi nè costruire tombe durante il Chol Hamo'ed, ma possiamo adattare i loculi  durante il Chol Hamo'ed, e fare una vasca di lavaggio durante il Chol Hamo'ed, e costruire una bara nel cortile con il morto. R'Yehuda tuttavia lo proibisce, a meno che non ci siano delle assi già pronte assieme a lui.
Ghemara La Ghemara si informa:
Cosa sono "loculi" e cosa sono "tombe"?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Yehuda: I loculi son fatti scavando nelle pareti di una cripta, e le tombe son fatte costruendo sul terreno.
La Ghemara riporta un sostegno per questa spiegazione:
Fu similmente insegnato in una Baraita: QUESTI SON LOCULI E QUESTE SON TOMBE, LOCULI TRAMITE SCAVO, E TOMBE TRAMITE COSTRUZIONE.
La Ghemara riporta un altro passo della nostra Mishna:
MA POSSIAMO ADATTARE I LOCULI.
La Ghemara si informa:
Come si "adattano" i loculi?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Yehuda: Significa che se [il loculo] era troppo lungo si può raccorciarlo.
La Ghemara aggiunge:
In una Baraita fu insegnato: Uno può allungare [il loculo] o allargarlo, se necessario.
La Ghemara riporta un altro passo della nostra Mishna:
POSSIAMO FARE UNA VASCA DI LAVAGGIO (nivrechet)ecc.
La Ghemara si informa:
Cos'è nivrechet?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Yehuda: È una bakya, una vasca.
La Ghemara mette in discussione questa spiegazione:
Ma fu insegnato in una Baraita: UNA NIVRECHET  E UNA BAKYA. Sono due cose differenti!
La Ghemara risponde:
Disse Abbaye, e alcuni dicono fosse Rav Kahana: Una nivreche e una bakya sono una vasca principale e una vasca secondaria. 
La Ghemara riporta un altro passo della nostra Mishna:
E costruire UNA BARA NEL CORTILE CON IL MORTO.
La Ghemara fa notare:
Noi abbiamo imparato nella nostra Mishna quanto Rabbanan insegnarono nella seguente Baraita: POSSIAMO ATTENDERE A TUTTE LE NECESSITÀ DEL MORTO durante il Chol Hamo'ed, POSSIAMO TAGLIARGLI I CAPELLI, LAVARGLI IL SUDARIO, E POSSIAMO COSTRUIRGLI UNA CASSA DA ASSI CHE ERANO già TAGLIATE DALLA VIGILIA DELLA FESTA. RAV SHIMON BEN GAMLIEL DICE: POSSIAMO ANCHE PORTARE IL LEGNO E TAGLIARLO IN ASSI IN MANIERA RISERVATA ALL'INTERNO DELLA SUA CASA. 
Mishna La Mishna discute sul matrimonio durante il Chol Hamo'ed:
Non possiamo prendere moglie durante il Chol Hamo'ed, nè vergini nè vedove, e non compiamo l'yibum, perchè ciò è per lui una fonte di gioia. Però egli può riprendere la sua moglie divorziata durante il Chol Hamo'ed.
La Mishna prosegue con regole di igiene personale e cosmesi:
Una donna può farsi i suoi ornamenti durante il Chol Hamo'ed. R'Yehuda dice: Lei non può applicarsi la calce per depilazione, perchè ciò è per lei un, benchè temporaneo, imbruttimento.
La Mishna prosegue con le regole del cucito durante il Chol Hamo'ed:
Il generico può cucire nella sua solita maniera, mentre il professionista deve cucire con punti irregolari.
La Mishna conclude:
E possiamo intrecciare supporti per i letti. R'Yose dice: possiamo tenderli.
Ghemara La Mishna disse che uno non può prender moglie perchè ciò è per lui una fonte di gioia. La Ghemara chiede:
E se ciò è per lui una fonte di gioia che male è?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Yehuda in nome di Shmuel, e così anche disse R'Elazar in nome di R'Oshaya, e alcuni dicono che R'Elazar disse in nome di R'Chanina: Perchè non mescoliamo una gioia con un'altra gioia.
La Ghemara riporta un'altra ragione:
Rabba bar Huna disse: Perchè [lo sposo] mette da parte la gioia della festa, e si dedica alla gioia di sua moglie.
La Ghemara precisa:
Gli disse Abbaye a rav Yosef: Quel detto di Rabba bar Huna è veramente un insegnamento di Rav. Perchè disse Rav Daniel bar Ketina in nome di Rav: Da dove deriviamo che non possiamo prendere moglie durante il Chol Hamo'ed? Perchè è detto: E tu gioirai nelle tue feste, che viene interpretato nelle tue "feste" e non in tua moglie.
La Ghemara riporta un'altra ragione:
Ulla disse: A causa dell'eccessiva fatica a cui è sottoposto lo sposo per i preparativi del matrimonio.
La Ghemara riporta un'altra ragione:
R'Yzchak Nafcha disse: Perchè tra feste e preparativi per il matrimonio va negletta la mizva della procreazione.
La Ghemara attacca tutte le ragioni su citate:
Essi attaccarono le ragioni su citate dalla seguente Baraita: Quanto a TUTTE QUELLEdonne CHE  [I CHACHAMIM] DISSERO che È PROIBITO SPOSARE DURANTE LA FESTA,
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