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besiata dishmaya

 


 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

Massechet Niddà - Daf 12
Sommario


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La donna mestruante è proibita al marito con proibizione gravissima di karet, nel caso di trasgressione consapevole ed intenzionale. Se il rapporto sessuale con la donna mestruante è avvenuto per errore, cioé al momento del rapporto non vi era consapevolezza dello stato della donna, vi è l'obbligo di portare un sacrificio di chattat. Se vi è un serio dubbio che la donna fosse stata impura al momento del rapporto vi è l'obbligo di portare un sacrificio di asham talui. La Ghemara si chiede se una donna, in vista della gravità di un suo ipotetico stato di impurità, debba farsi un controllo di purità prima e dopo di ogni rapporto coniugale. Il problema viene affrontato da vari punti di vista. 

Per dar luogo a obbligo di portare un sacrificio di chattat vi dovrebbe essere la certezza che la donna al momento del rapporto sessuale era niddà. Tuttavia, per avere tale certezza il controllo dovrebbe essere fatto con una rapidità che lo rende praticamente inattuabile. Un controllo tale da creare l'obbligo di un sacrificio di asham talui è però possibile. Ma ciò creerebbe intorno al rapporto una situazione di panico che finirebbe per distogliere l'uomo dal rapporto, e quindi non è consigliabile.

Dalle varie discussioni emerge che il parere più conclusivo è quello, riportato a nome di Shmuel, che i controlli prima e dopo i rapporti coniugali si riferiscano soltanto a donne che si occupavano di taharot. Comunque c'è la sensazione che certi controlli fossero in voga presso persone molto pie, ma fossero permessi solo a coloro che avevano una vita molto regolare e sotto sorveglianza rabbinica. Chi invece aveva una vita che lo costringeva a frequenti e lunghe assenze da casa non doveva praticare tali controlli, né tali controlli erano consigliati quando ciò poteva portare la donna a sentirsi respinta o l'uomo a divenire impotente. Viene ad ogni modo asserita l'importanza per la donna di avere una vita tranquilla nel periodo fecondo al fine di arrivare a un ciclo regolare e fisso, il quale ha, ovviamente , molti vantaggi e facilita una vita coniugale secondo tutte le regole dell'halacha.
Con questa pagina si conclude il primo capitolo del trattato Niddà. Speriamo di poterlo studiare ancora molte volte.


 
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È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein