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Yitzchak Eizik
n"y

in occasione del suo Bar Mitzva,
che il filo triplo giammai si interrompa

augura

la famiglia
dalla Terra dei Padri

6 Cheshvan 5769
 

.בן סורר ומרה             פרק שמיני    סנהדרין          עד  
Daf 74a           SANHEDRIN                CAPITOLO OTTAVO                  BEN SORER UMORE


 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
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    Sanhedrin 74a
(brano della Baraita a riga 22 "...TUTTAVIA COLUI CHE INSEGUE UN ANIMALE")

La Ghemara prende in esame un altro passo della Baraita in esame:
TUTTAVIA COLUI CHE INSEGUE UN ANIMALE per abusarne O COLUI CHE PROFANA  IL SABATO O COLUI CHE COMPIE UN ATTO DI CULTO ALLE STELLE  - NON E' DATO DI SALVARLI CON LA LORO ANIMA cioe' a prezzo della loro vita.

La Ghemara riporta una Baraita che contraddice quanto affermato sopra:
Viene insegnato in una Baraita: RABBI SHIMON BAR YOCHAI DICE: UNO  CHE COMPIE UN ATTO DI CULTO ALLE STELLE E' DATO DI SALVARLO CON LA SUA ANIMA IN BASE  A UN KAL VACHOMER : SE IN CASO DI DANNO A UN COMUNE ESSERE TERRENO E' DATO  DI SALVARLO A COSTO DELLA VITA, IN CASO DI DANNO AL SUBLIME NON LO SARA' TANTO DI PIU'?
La Ghemara obietta:
Quando mai puniamo in base a una logica deduzione?
La Ghemara conclude:
Rabbi Shimon bar Yochai e' dell'opinione che si possa punire in base a una logica deduzione.

La Ghemara riporta una Baraita che conferma quanto detto sopra:
Viene insegnato in una Baraita: RABBI ELAZAR FIGLIO DI RABBI SHIMON DICE: UNO CHE PROFANA IL SABATO E' DATO DI SALVARLO CON LA SUA ANIMA.
La Ghemara conclude:
       Egli e' d'accordo con suo padre Rabbi Shimon bar Yochai che   disse:   Si puo' punire in base a una logica deduzione. E deduce il Sabato tramite una ghezera shava "profanazione" "profanazione" dal culto delle stelle.

La Ghemara riporta un insegnamento degli Amoraim:
Disse R'Yochanan in nome di R'Shimon ben Yehotzadak: Si contarono e conclusero in base a maggioranza nella stanza di sopra della casa di Natza a Lud: Tutte le trasgressioni della Tora', se a uno si dice: Trasgredisci e non verrai ucciso, che egli trasgredisca e non venga ucciso, all'infuori del culto alle stelle o dello scoprimento delle vergogne cioe' unioni sessuali gravemente proibite dalla Tora' o spargimento di sangue.
La Ghemara obietta:
E il culto delle stelle no? Non e' compreso tra le trasgressioni permesse per salvare la vita? Eppure viene insegnato in una Baraita: DISSE RABBI YISHMAEL: DA DOVE SI IMPARA CHE SE DISSERO A UNO: RENDI CULTO ALLE STELLE E NON VERRAI UCCISO, DA DOVE SI IMPARA CHE RENDA CULTO E NON VENGA UCCISO? LA TORA DICE: E VIVA CON ESSI in riferimento ai precetti della Tora' da cui si deduce E NON MUOIA CON ESSI.
La Ghemara chiede:   
Puo' darsi che sia permesso compiere un atto di culto delle stelle per salvarsi la vita persino in pubblico?
La Ghemara risponde:
  La Tora' insegna: (Levitico 22, 32) Non  profanerete il mio nome sublime e saro' celebrato.
La Ghemara riporta una Baraita a sostegno di quanto detto:
  Ed essi i Saggi che si radunarono in caso di Nitza a Lud dissero come Rabbi  Elazar come viene insegnato in una Baraita: RABBI ELAZAR DICE:(Deuteronomio 6, 5) AMERAI IL SIGNORE TUO DIO CON TUTTO IL TUO CUORE E CON TUTTA LA TUA ANIMA E CON TUTTI I TUOI BENI. SE E' DETTO "CON TUTTA LA TUA ANIMA"  PERCHE' E' DETTO "CON TUTTI I TUOI BENI" E SE E' DETTO "CON TUTTI I TUOI BENI" PERCHE' E' DETTO "CON TUTTA LA TUA ANIMA" ? SE VI E' UN UOMO AL QUALE IL SUO CORPO E' PIU' CARO DEI SUOI BENI PER QUESTO E' DETTO CON TUTTA LA TUA ANIMA MA SE VI E' UN UOMO AL QUALE I SUOI BENI SON PIU' CARI DEL SUO CORPO PER QUESTO E' DETTO CON TUTTI I TUOI BENI.

La Ghemara continua ad analizzare l'insegnamento amoraitico riportato sopra:
  Quanto a scoprimento delle vergogne cioe' unioni sessuali gravemente proibite  dalla Tora' o spargimento di sangue che tali trasgressioni non siano permesse per salvarsi la  vita lo impariamo da Rebbi come viene insegnato in una Baraita: RABBI DICE:  (Deuteronomio 22, 26) "PERCHE' COME QUANDO UNO SI ALZA CONTRO IL SUO COMPAGNO E LO UCCIDE COSI'  E' QUESTA COSA" MA CHE COSA IMPARIAMO DA questo caso di UN ASSASSINO? DA QUI IMPARIAMO CHE UNO VIENE A ILLUMINARE E VIENE ILLUMINATO. VIENE CREATO UN NESSO TRA ASSASSINO E UNA GIOVINETTA FIDANZATA: PROPRIO COME nel caso di UNA GIOVINETTA FIDANZATA il suo aggressore PUO' VENIR SALVATO dalle conseguenze  della sua violenza  A COSTO DELLA SUA VITA COSI' PURE L'ASSASSINO PUO' VENIR SALVATO A COSTO DELLA SUA VITA. INOLTRE VIENE CREATO UN NESSO TRA LA GIOVINETTA FIDANZATA E L'ASSASSINO: PROPRIO COME nei riguardi de L'ASSASSINO diciamo: VENGA UCCISO E NON TRASGREDISCA COSI' anche nei riguardi di UNA GIOVINETTA FIDANZATA diciamo: VENGA UCCISA E NON TRASGREDISCA.
La Ghemara chiarisce il riferimento biblico riguardante l'assassino:
Ma quanto all'assassino, da dove lo sappiamo che deve farsi uccidere piuttosto di uccidere? E' un logico ragionamento. Come quello che si presento' a Rabba e gli chiese: Il governatore della mia citta' mi ha detto: "Ammazza il tale e se no ammazzero' te." Gli rispose Rabba: "Fatti piuttosto ammazzare ma non sii tu ad ammazzare. Chi puo' dire che il tuo sangue e' piu' rosso. Forse il suo e' piu' rosso."

La Ghemara limita quanto detto sopra:
  Quando venne R'Dimi disse: Questo che ad eccezione dei tre nominati sopra, ai possa trasgredire ai precetti della Tora per salvarsi la vita, e' stato insegnato solo in assenza di un decreto reale che ordina di trasgredire ai precetti della Tora', ma quando  c'e' un devreto reale, persino se si tratta di trasgredire a un precetto leggero, si  faccia uccidere e non trasgredisca.
La Ghemara riporta un'altra limitazione:
Quando venne Rabin disse in nome di R'Yochanan: Persino in assenza di decreto reale non hanno detto che si possa trasgredire un precetto della Tora' per salvarsi la vita se non in privato, tuttavia in pubblico persino se si tratta di trasgredire a un precetto leggero, si  faccia uccidere e non trasgredisca.
La Ghemara si chiede:
Quale e' il precetto che puo' dirsi leggero?
La Ghemara spiega:
Disse Rava bar R'Yitzchak: Rav disse: [Sanhedrin 74b] Persino cambiare i lacci delle scarpe.
La Ghemara chiede:
Ma quanti costituiscono un pubblico di modo che un atto compiuto in loro presenza sia considerato un atto pubblico?
La Ghemara risponde:
Disse R'Ya'akov in nome di R'Yochanan: Non vi e' pubblico quando vi siano meno di dieci persone.

La Ghemara chiede:
E allora Ester? Era in pubblico! La relazione di Ester con il re Achashverosh era cosa pubblica! Eppure non le venne ordinato di morire piuttosto che incorrervi.
La Ghemara risponde:
Disse Abbaye: Ester era passiva nell'atto sessuale con il re come un pezzo di terra.
La Ghemara riporta un altro parere:
Disse Rava: Per il loro piacere personale e' diverso. Perche' non se dirai cosi' come potremmo noi portare loro ai persiani i braceri e gli scaldini con cui si scaldano nei loro templi senza incorrere in azioni di culto idolatrico? Ma per il loro piacere personale e' diverso. Anche qui nel caso della regina Ester diciamo che per il loro piacere personale in questo caso del re Achashverosh e diverso.
La Ghemara aggiunge:
E Rava andava secondo questo criterio. Perche' Rava disse: Se un adoratore delle stelle e delle costellazioni disse a un Yisrael: Cogli il fieno di Sabato e dallo agli animali, se no ti uccido. Lo colga ma non si faccia uccidere. Se invece disse: Gettalo nel fiume. Si faccia uccidere ma non lo colga. Per quale ragione deve accettare il martirio in questo secondo caso? L'idolatra nel primo caso vuole solo un piacere personale ma nel secondo caso vuole fargli commettere una trasgressione.
La Ghemara chiede:
Gli studenti della Yeshiva posero il seguente questito a R'Ami: Anche un noachide e' tenuto all'esaltazione del Nome cioe' al martirio nei casi in cui vi e' comandato un Yisrael? O non e' tenuto all'esaltazione del Nome?
La Ghemara riferisce una discussione sul tema:
Disse Abbaye: Vieni a sentire quanto e' detto al proposito nella Tosefta: SETTE PRECETTI FURONO COMANDATI AI FIGLI DI NOACH: I TRIBUNALI, LA BESTEMMIA, IL CULTO DELLE STELLE , LO SCOPRIMENTO DELLE VERGOGNE, LO SPARGIMENTO DI SANGUE, IL FURTO E UN ORGANO DI ANIMALE VIVO e se fosse vero che l'esaltazione del Nome e' tra i loro precetti sarebbero otto!
La Ghemara riporta un'opinione contraria:
Gli disse Rava in risposta ad Abbaye: I figli di Noach furono comandati di rispettare questo cioe' il precetto dell'esaltazione del Nome a costo del martirio e i suoi accessori cioe' gli altri sette precetti nominati sopra nella Tosefta.
La Ghemara chiede:
Come si decide allora?
La Ghemara riporta un'altra prova che i figli di Noach sono tenuti all'esaltazione del Nome:
Disee R'Ada bar Anava in nome dei discepoli di Rav: E' scritto: (Re II 5, 18) Questo perdoni il Signore al suo servo - che quando il mio signore si reca al tempio di Rimmon per prostrarvisi e lui si appoggia al mio braccio, mi prostrero' anch'io ed e' scritto subito dopo: (ibidem 19) E gli disse: Va in pace. [Sanhedrin 75a] E se fosse vero che i figli di Noach sono tenuti all'esaltazione del Nome non glielo avrebbe detto!
La Ghemara respinge la prova:
Questo il caso di Naaman era in privato, quello il caso in cui anche i figli di Noach sono tenuti al martirio e' in pubblico.



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