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Ketubbot - Almana Nizonet - 96
96a LA VEDOVA SI NUTRE CAPITOLO UNDICESIMO KETUBBOT

 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
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[da Daf 94b: 
Mishna Una vedova si nutre 
dagli averi degli orfani,
l'opera  delle sue mani appartiene a loro,
e non sono obbligati a provvedere alla sua sepoltura,
gli eredi di lei, che sono gli eredi della sua ketubba
sono obbligati a provvedere alla sua sepoltura.
Mishna 96
Ghemara La Ghemara chiede: Fu loro chiesto agli studiosi della Yeshiva:
La Mishna  insegna "si nutre" col significato di "si deve nutrire" o "deve essere nutrita"
o insegna "quella che si nutre" col significato "nel caso in cui si nutra"?
La Ghemara chiarisce meglio il proprio quesito:
La Mishna  insegna "si nutre" e come scrivono nella ketubba gli abitanti della Galilea,
e non è possibile non darle gli alimenti, gli orfani sono costretti a mantenerla,
o forse insegna "quella che si nutre", come scrivono nella ketubba gli abitanti della Giudea,
e se vogliono non le danno gli alimenti, gli orfani le pagano la ketubba e basta? da Daf 94b]      

La Ghemara presenta una dimostrazione che la Mishna intende "si nutre" cioè "deve essere nutrita":
Vieni a sentire una dimostrazione che che la Mishna intende "deve essere nutrita",
Disse R'Zera in nome di Shmuel:
Il rinvenimento della vedova appartiene a lei stessa.
se ancora tu hai detto 
che la Mishna intende "quella che si nutre", bene, vuol dire che Shmuel parlò di "una che non si nutre" e perciò una cosa rinvenuta appartiene a lei, anche se apparteneva al marito da vivo,
ma se hai detto
che la Mishna intende "si nutre", che gli orfani siccome la mantengono siano come il marito,
come se c'è il marito
il rinvenimento della moglie appartiene al marito,
anche qui, quando al marito son subentrati gli orfani,
il rinvenimento della moglie appartiene agli orfani.
La Ghemara respinge questa dimostrazione:
Continuerò sempre a dirti:
La Mishna  insegna "si nutre",
e per quale ragione Rabbanan dissero che
il rinvenimento della moglie appartiene al marito?
affinchè lui non le serbi rancore perchè lavora per mantenerla e lei non le dà ciò che trova,
quanto agli orfani, che quelli le serbino pure rancore, e lei si tenga ciò che trova.
La Ghemara divaga sul rapporto tra moglie e marito, tra vedova ed orfani:
Disse R'Yose bar Chanina:
Ogni servizio che la moglie 
fa a suo marito,
la vedova fa agli eredi,
eccetto riempire loro il bicchiere,
e fare loro il letto,
e lavare loro la faccia, le mani e i piedi.
La Ghemara divaga su un argomento simile:
Disse R'Yehoshua ben Levi:
Ogni servizio che lo schiavo
fa al suo padrone,
l'alunno fa al suo maestro,
eccetto scioglierli le scarpe, perchè allora lui pare uno schiavo davvero.
La Ghemara delimita il din precedente:
Disse Rava:
Non dicemmo ciò, che non gli scioglie le scarpe, se non in un luogo
in cui non lo conoscono e potrebbero pensare che lui è uno schiavo,
ma in un luogo
in cui lo conoscono,
non fa niente se gli scioglie le scarpe, perchè tutti sanno che egli lo fa per onorare il suo maestro.
La Ghemara aggiunge un altro limite:
Disse R'Ashi:
E anche in un posto
in cui non lo conoscono,
non dicemmo ciò, che non gli scioglie le scarpe, se non quando non porta i tefillin,
ma se porta i tefillin e tutti vedono che non è uno schiavo,
non fa niente se gli scioglie le scarpe.
La Ghemara divaga su un argomento simile:
Disse R'Chiya bar Abba
in nome di R'Yochanan:
Chiunque impedisce al suo alunno
di servirlo
è come se precludesse da lui il bene, 
perchè è detto nella Scrittura: (Giobbe 6)
"A colui che impedisce al compagno la benevolenza".
R'Nachman bar Yitzchak dice:
Persino fa dileguare da lui
il timor del cielo,
perchè è detto nella Scrittura, (Giobbe 6) nella seconda parte dello stesso versetto:
"E il timore del cielo se ne andrà".
La Ghemara introduce un nuovo argomento:
Disse R'Elazar:
Una vedova che si impossessò 
di beni mobili per il risarcimento dei suoi alimenti,
ciò che ha preso, ha preso e non deve restituire.
La Ghemara porta una Baraita a sostegno del precedente insegnamento:
Anche una Baraita insegna così:
UNA VEDOVA CHE HA PRESO
BENI MOBILI PER I SUOI ALIMENTI
CIÒ CHE HA PRESO, HA PRESO.
La Ghemara racconta un episodio:
E così quando venne R'Dimi da Eretz Yisrael a Bavel
disse: Accadde con la nuora 
di R'Shabti
che si impossessò di una bisaccia
piena di monete a risarcimento dei suoi alimenti,
e non vi fu potere in mano ai Chachamim
per toglierla dalle sue mani perchè ciò che ha preso, ha preso e non deve restituire.
La Ghemara viene a limitare la regola appena esposta:
Disse Ravina:
E non dicemmo ciò che ha preso, ha preso se non quanto agli alimenti, 
ma quanto alla ketubba
sì che le togliamo.
La Ghemara obietta:
Lo attaccò
Mar bar R'Ashi:
In cosa è diversa la ketubba?
Che si riscuote da beni immobili 
e non da beni mobili,
anche gli alimenti si riscuotono da beni immobili 
e non da beni mobili,
se per gli alimenti vige il principio
"ciò che ha preso, ha preso",
lo stesso vale per la ketubba.
La Ghemara non prende in considerazione questo attacco e conclude:
Gli disse 
R'Yitzchak bar Naftali
a Ravina che sostiene che per la ketubba non vale il principio "ciò che ha preso, ha preso":
Così dicemmo in nome
di Rava, come dicesti tu.
La Ghemara introduce un nuovo argomento:
Disse R'Yochanan in nome
di R'Yose ben Zimra:
Una vedova che stette due o tre anni
e non pretese gli alimenti, ha perso gli alimenti perchè si ritiene che vi abbia rinunciato.
La Ghemara chiede:
Ora hai detto che dopo due anni ha perso gli alimenti, occorre dire che dopo tre li perde?
La Ghemara risponde:
Non è un quesito difficile:
Qui dove si parla di due anni è il caso di una povera, che riesce a far senza per due anni,
qui dove si parla di tre anni è il caso di una ricca, che riesce a far senza per tre anni.
o anche,
qui è il caso di una sfacciata, 
qui è il caso di una modesta.
La Ghemara limita quanto detto sopra:
Disse Rava:
Non abbiamo detto questo se non per gli alimenti arretrati,
ma da ora in poi dal momento che li pretende ce li ha, le spettano gli alimenti.
La Ghemara chiede:
Chiese R'Yochanan:
Se gli orfani dicono: Abbiamo dato gli alimenti,
e lei dice: Non ho ricevuto nulla, 
chi deve addurre una prova della verità delle sue parole?
36b
i beni si ritengono in possesso degli orfani,
e la vedova deve addurre una prova che veramente non ha ricevuto gli alimenti,
o piuttosto i beni
si ritengono in possesso della vedova,
e sono gli orfani
a dover addurre una prova che le hanno già pagato?
La Ghemara riporta una Baraita che potrebbe risolvere il problema:
Vieni a sentire quel che insegno Levi in una Baraita:
UNA VEDOVA
TUTTO IL TEMPO CHE NON SI RISPOSA,
SONO GLI ORFANI
AD ADDURRE UNA PROVA,
SI RISPOSA,
È LEI AD ADDURRE UNA PROVA.
La Ghemara fa notare al proposito:
Disse R'Shimi bar Ashi, il problema posto da R'Yochanan
pare una machloket tra Tannaim:
VENDE terreni per pagarsi gli alimenti o la ketubba E SCRIVE nel documento di vendita:
QUESTO VENDETTI PER GLI ALIMENTI
E QUESTO VENDETTI PER LA KETUBBA,
PAROLE DI R'YEHUDA,
R'YOSE DICE:
VENDE E SCRIVE SENZA SPECIFICARE,
E COSÌ È BENE PER LEI, perchè si riserva di decidere poi, secondo la sua convenienza, se ha già riscosso la ketubba o no.
Perchè non dire che in questo sono in disaccordo,
quanto a R'Yehuda
che richiede di specificare per cosa ha venduto questo e per cosa quello,
egli ritenenva:
i beni si ritengono in possesso degli  orfani
ed è la vedova
a dover portare la prova che non gli sono stati corrisposti gli alimenti,
e R'Yose ritenenva:
non deve specificare,
i beni si ritengono in possesso della vedova,
e sono gli orfani
a dover portare la prova che le hanno già corrisposto gli alimenti.
La Ghemara obietta:
Da dove ti viene questa convinzione?
Forse a detta di tutti 
i beni si ritengono in possesso della vedova,
e sono gli orfani
a dover portare la prova che le hanno già corrisposto gli alimenti,
e R'Yehuda 
ci dà semplicemente un buon consiglio,
affinchè non la chiamino alla vedova
mangiona e nessuno la vorrà più in moglie,
perchè se non dirai così,
quello che chiese R'Yochanan, se sono degni di fede gli orfani nel dire l'abbiamo già pagata,
te lo puoi spiegare dalla Mishna che impariamo in seguito:
la vedova che VENDE terreni PER pagarsi GLI ALIMENTI
SENZA IL BET DIN E SCRIVE nel documento di vendita:
QUESTO VENDETTI PER GLI ALIMENTI in modo che gli orfani non possano dire l'abbiamo già pagata, da cui si deduce che sono degni di fede,
ma da quella Mishna
non si impara questo,
perchè 
ci dà semplicemente un buon consiglio,
anche qui
ci dà semplicemente un buon consiglio.
La Ghemara propone la spiegazione opposta:
Oppure, si può dire l'opposto, a detta di tutti 
i beni si ritengono in possesso degli orfani,
e questa è la ragione per cui R'Yose ritiene che è meglio per lei non specificare, perchè R'Yose
la pensa come Abbaye Kashisha (il Vecchio),
perchè disse Abbaye Kashisha:
Per esempio quello che disse R'Yose "e così è bene per lei" di non specificare,
a cosa ciò assomiglia?
Al moribondo
che disse date duecento zuz
al tale dei tali che è mio creditore.
Se il creditore desidera incassare dai beni liberi del moribondo come debito, li prende come debito e rinuncia alla donazione, che non si può incassare da beni asserviti,
se desidera incassare dai beni liberi che restano al moribondo come donazione, li prende come donazione ed il debito lo incasserà dai beni asserviti, dai quali si possono riscuotere i debiti,

Daf 97a

e se li prende per donazione,
non gli va bene così? Infatti gli rimane il diritto a riscuotere il debito dai beni asserviti!

Ghemara 96
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