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Ketubbot - Ellu Nearot - 41
41a  ELLU NEAROT CAPITOLO TERZO KETUBBOT

 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
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Mishna Colui che dice - ho sedotto la figlia del tale - paga la vergogna e la svalutazione sulla sua parola, e non paga il kenas sulla sua parola.
Colui che dice - ho rubato - paga il valore dell'oggetto rubato sulla sua parola, ma non paga il pagamento del doppio e il pagamento del quadruplo e del quintuplo sulla sua parola.
Colui che dice - il mio toro ha ucciso il tale o il toro del tale -
costui paga sulla sua parola.
Colui che dice - il mio toro mu'adha ucciso lo schiavo cananeo del tale - non paga trenta sicli sulla sua parola.
Questo è la regola: Chiunque paga più di quanto danneggiò, tale pagamento è un kenas e non paga sulla sua parola.
Mishna 41a
Ghemara La Ghemara obietta:
E che il Tanna della Mishna insegni il caso di colui che dice - ho violentato la figlia del tale!
La Ghemara spiega:
Il Tanna lo disse nella forma del "non occorre dirlo" se già si è parlato del seduttore, e cioè non occorre nel caso di colui che dice - ho violentato - in cui non l'ha rovinata con le proprie parole perchè fu contro la sua volontà, insegnare che paga la vergogna e la svalutazione sulla sua parola, non vi è infatti alcun motivo per non credere alle sue parole, ma nel caso di colui che dice - ho sedotto - in cui l'ha rovinata con le proprie parole e tutti sapranno che lei era consenziente, di' che non crediamo alle sue parole e non paga sulla sua parola, in modo da non rinforzare il cattivo nome che le ha causato. Siccome si poteva pensare così la Mishna viene ad insegnarci che così non è e il seduttore paga la vergogna e la svalutazione sulla sua parola, e tanto più il violentatore.
La Ghemara cita una Baraita in disaccordo con la nostra Mishna:
La nostra Mishna non è d'accordo con il Tanna che insegnò in una Baraita: R'SHIMON BEN YEHUDA DICE IN NOME DI R'SHIMON: PERSINO LA VERGOGNA E LA SVALUTAZIONE NON PAGA SULLA SUA PAROLA, NON TUTTO VIENEDA LUI FINO A dargli la possibiltà di ROVINARE LA FIGLIA DEL TALE dicendo che venne con lui di sua volontà.
La Ghemara chiede:
Gli disse Rav Pappa ad Abbaye: mettiamo che a lei vada bene di venir diffamata ma di ricevere il risarcimento della vergogna e della svalutazione. Quale è in questo caso il din secondo R'Shimon?
La Ghemara risponde:
Anche in questo caso il Bet Din non accetterà la sua confessione, perchè forse non va bene al padre di lei che la figlia venga diffamata!
La Ghemara chiede:
Mettiamo che al padre di lei vada bene che la figlia venga diffamata pur di ricevere il risarcimento della vergogna e della svalutazione. Quale è in questo caso il din secondo R'Shimon?
La Ghemara risponde:
Anche in questo caso il Bet Din non accetterà la sua confessione, perchè forse non va bene ai membri della  famiglia che il nome della famiglia venga diffamato!
La Ghemara chiede:
Mettiamo che ai membri della  famiglia vada bene che la figlia del loro parente venga diffamata pur di fargli ricevere il risarcimento della vergogna e della svalutazione. Quale è in questo caso il din secondo R'Shimon?
La Ghemara risponde:
Anche in questo caso il Bet Din non accetterà la sua confessione, perchè non è possibile non vi sia uno oltremare a cui non va bene che il nome della famiglia venga diffamato!
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41b
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Hadran 'Alach Elu Ne'arot
HADRAN 'ALACH ELLU NEAROT



 
Ketubbot - Na'ara Shenitpatteta - 41
41b NA'ARA SHENITPATTETA CAPITOLO QUARTO KETUBBOT

 
Mishna Nel caso di una na'ara che fu sedotta, il risarcimento della sua vergogna, della sua svalutazione e il suo kenas sono del padre di lei come pure il dolore di quando fu presa.
Se iniziò la causa con il seduttore prima della morte del padre, allora il risarcimento è del padre, se poi il padre morì, allora il risarcimento è dei fratelli.
Se non fece in tempo ad iniziare la causa che il padre morì, allora il risarcimento appartiene a lei stessa.
Se iniziò la causa prima di divenire bogheret, allora il risarcimento è del padre, se poi il padre morì, allora il risarcimento è dei fratelli.
Se non fece in tempo ad iniziare la causa prima di divenire bogheret, allora il risarcimento appartiene a lei stessa.
R'Shimon dice: Se non fece in tempo ad incassare che il padre morì, allora il risarcimento appartiene a lei stessa.
Mishna 41b
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È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein