Besiata Dishmaya
 Pesach
7 di matza per 358 di chametz

 
Abbiamo anticipato la traduzione dei paragrafi riguardanti Pesach che compaiono in Derech Hashem nella Parte quarta - Capitolo ottavo - SUI PRECETTI LEGATI ALLE EPOCHE DELL'ANNO. (vedi Indice di Derech Hashem)
Ne diamo qui una breve illustrazione.
 
Il significato del chametz e della matza è che, ecco, fino all'uscita dall'Egitto, Israel era mescolato tra le altre nazioni, una nazione all'interno di un'altra nazione, e con la loro uscita furono salvati e distinti.
Che cosa c'era di male che Israel fosse mescolato tra le altre nazioni? Che salvezza c'è nella distinzione? Ci si salva per essere distinti? E comunque cosa c'entra tutto ciò con chametz e matza?
La risposta a queste domande le riceviamo nel paragrafo successivo dove ci viene insegnato il mirabile principio di Pesach.
Ed ecco che fino a quel tempo tutte le prerogative corporali degli uomini erano offuscate dall'oscurità e dalla sozzura che su di esse avevano il sopravvento, e con l'uscita dall'Egitto Israel furono separati, e i loro corpi si trovarono a purificarsi e a prepararsi alla Tora e al divino servizio; e a questo fine fu loro ordinato di eliminare il chametz e di mangiare la matza.
Il precetto di eliminare il chametz e di mangiare la matza fa dunque parte di una preparazione a ricevere la Tora che contiene le regole del servizio divino per cui Israel è prescelto. Quindi Israel esce dalla commistione tra gli altri popoli per prepararsi ad un piano di salvezza che riguarda tutti i popoli. Ma perchè proprio attraverso l'eliminazione del chametz e la sua sostituzione con la matza?
Ordunque il pane che viene preparato per il nutrimento dell'uomo è veramente adatto alla situazione desiderata per l'uomo, e la lievitazione è un processo naturale che rende il pane facile alla digestione e gradito al palato, ed ecco anch'essa si compie secondo una legge che conviene all'uomo, perchè deve esservi in lui l'istinto del male e la propensione materiale;
Il chametz è la sostanza lievitata. Il prototipo di tutte le sostanze lievitate è il pane che proprio tramite la lievitazione acquista la sua digeribilità e la sua fragranza. Il pane in tutte le epoche ha rappresentato le cose buone e necessarie della vita, la sua lievitazione è il simbolo di ogni processo positivo, di ogni progresso della prosperità e del benessere. 
Che collegamento c'è tra il pane e l'intinto del male, tra il pane e la propensione per le cose buone di questo mondo? Quand'è che l'intinto di sopravvivenza diventa istinto del male? 
Ciò avviene quando la sopravvivenza diviene il fine dell'esistenza, quando la lotta per la sopravvivenza ci fa dimenticare il fine della nostra esistenza che è l'avvicinamento al Creatore attraverso il suo servizio.
tuttavia in un epoca particolare e delimitata debbono Israel astenersi dal chametz e cibarsi di matza, al fine di ridurre in sè stessi la forza dell'instinto del male e della propensione materiale, e rinforzare in sè stessi il processo di avvicinamento alla spiritualità;
Israel, il popolo prescelto per indicare all'umanità le vie della salvezza, l'avvicinamento al Creatore attraverso il suo servizio, hanno un tempo in cui si astengono dal nutrire l'istinto di sopravvivenza perchè esso non abbia a trasformarsi in istinto del male, così si astengono dal chametz, il tipico nutrimento dell'istinto vitale, e si cibano di matza, il cibo fondamentale, meno digeribile e appetibile, ma che nutre l'instinto del bene che ci conduce verso il fine vero dell'esistenza, un fine al di là dell'esistenza, nel reame della perfezione spirituale e dell'avvicinamento al Creatore.
ovviamente non è possibile che si alimentino sempre così, perchè questo non è richiesto in questo mondo, tuttavia nei giorni a ciò destinati è appropriato che osservino questo precetto, e tramite ciò si collochino nel livello spirituale a loro appropriato; ed ecco questo è il fondamento dell'importanza della festa delle matzot.
La festa delle matzot è un momento di elevazione spirituale che dà senso al resto dell'anno. La separazione di questi sette giorni dagli altri giorni dell'anno, come la separazione di Israel dagli altri popoli, non è fine a sè stessa ma è parte integrante di un piano di salvezza per gli altri 358 giorni dell'anno, per tutti i popoli della terra. 
Con l'umiltà dell'insegnante che mette in atto un espediente didattico, Israel, la sera del Seder, solleva la matza e ricorda a tutti i popoli che la vita e il mondo non sono il teatro della nostra inutile ricerca della felicità, ma ci sono concessi come strumento di perfezione al servizio del Creatore.

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