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TA'ANIT 15

È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo pagina sia riportata la scritta: da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein
Ghemara
15a

( da Daf 14b: R'Elazar fa altresì notare che non a tuti si addicono le stesse posture:
E disse R'Elazar: Non tutti saluteranno Israel al tempo della Redenzione stando in piedi, e non tutti stando prostrati. I Re staranno in piedi, e i ministri prostrati. I Re in piedi, come è scritto: Così disse Hashem, il Redentore di Israel , suo Santo,) all'anima disprezzata, all'abborrita delle nazioni, ai governati dai servi, i Re vedranno (la tua redenzione) e si alzeranno in piedi. E i ministri prostrati, come è scritto: Ministri, e prostratevi.
Secondo R'Zera ai ministri si addicono entrambe le posture:
Lo [l'insegnamento appena citato] attaccò R'Zera, e alcuni dicono R'Shmuel bar Nachmani: Se fosse scritto: "E i ministri si prostreranno", sarebbe come tu [R'Elazar] dici. Ora che è scritto: "Ministri, e prostratevi", vuol dire che essi faranno questo e quello.
Rav Nachman bar Yizchak fa notare, usando un ragionamento formalmente simile ai precedenti, che non a tutti si addice lo stesso tipo di godimento nel Mondo a Venire:
Disse Rav Nachman bar Yizchak: In un simile spirito anch'io dico: Non tutti meriteranno la luce nel Mondo a Venire, e non tutti la gioia. I giusti meriteranno la luce, e i retti la gioia. I giusti la luce, come è scritto: Luce è seminata per il giusto. I retti la gioia, come è scritto: Ai diritti di cuore, gioia.
HADRAN 'ALACH ME'EMATAI
TORNEREMO A TE, ME'EMATAI
CAPITOLO SECONDO

Mishna Quale è l'ordine delle pratiche che si compiono nei digiuni? Si fa uscire l
a Teva nella piazza della città, e si versa cenere sulla Teva, sul capo del Nasi, sul capo dell'AvBet Din e ognuno se ne mette sulla testa. Il più anziano tra loro rivolge ai presenti parole di contrizione: Fratelli nostri, non è stato detto sugli uomini di Ninive: E vide Iddio il loro cingersi di sacco e il loro digiuno, ma : E vide Iddio le loro azioni da che erano tornati indietro dalla cattiva via.E nei Profeti è detto: Strappate i vostri cuori e non le vostre vesti. Cioè la parte più importante del digiuno no è la privazione fisica, ma un vero pentimento.
Quando si alzavano in piedi per la preghiera, facevano scendere di fronte alla Teva un anziano, esperto nella preghiera, che avesse figli, e la sua casa fosse vuota di mezzi di sostentamento, in modo che il suo cuore fosse completamente sincero nella preghiera. Egli recita di fronte a loro ventiquattro benedizioni: diciotto come tutti i giorni, e ad esse aggiunge altre sei . Ed esse sono: 1) Zichronot, 2) Shofarot, 3) il salmo che inizia: Nell'angustia invocai Hashem ed Egli mi ha risposto, 4) il salmo che inizia: Io alzo i miei occhi verso i monti ecc., 5) il salmo che comincia:Dalle profondità ti ho invocato, Hashem, 6) il salmo che comincia: Preghiera di un povero che si sente mancare.R'Yehuda dice: Non è necessario dire Zichronot e Shofarot. Ma al loro posto egli dice il brano: Se vi è una carestia nella terra, se vi è una pestilenza, e il brano: Tale fu la parola di Hashem a Yirmeyahu sulle vicende delle siccità.
La Mishna elenca le formule di chiusura per le sei benedizioni aggiunte:
Ed egli pronuncia le formulu di chiusura: Alla fine della prima egli dice: Colui che rispose ad Avraham sul Monte Moria, Egli risponderà a voi e porgerà orecchio al suono delle vostre grida in questo giorno. Benedetto Tu, Hashem, che redimi Israel.
Alla fine della seconda, Zichronot, egli dice: Colui che rispose ai nostri padri sulla riva del Yam Suf, Egli risponderà a voi e porgerà orecchio al suono delle vostre grida in questo giorno. Benedetto Tu, Hashem, che ricordi le cose dimenticate.
Alla fine della terza, Shofarot, egli dice: Colui che rispose a Yehoshua a Gilgal, Egli risponderà a voi e porgerà orecchio al suono delle vostre grida in questo giorno. Benedetto Tu, Hashem che presti ascolto alla teru'a, al suono dello shofar.
Alla fine della quarta, il salmo 120, egli dice: Colui che rispose a Shemuel a Mizpa, Egli risponderà a voi e porgerà orecchio al suono delle vostre grida in questo giorno. Benedetto Tu, Hashem che presti ascolto alle grida di supplica.
Alla fine della quinta, il salmo 121, egli dice: Colui che rispose a Elihahu sul Monte Carmelo, Egli risponderà a voi e porgerà orecchio al suono delle vostre grida in questo giorno. Benedetto Tu, Hashem che presti ascolto alla preghiera.
Alla fine della sesta, il salmo 130, egli dice: Colui che rispose a Yona dal ventre della balena, Egli risponderà a voi e porgerà orecchio al suono delle vostre grida in questo giorno. Benedetto Tu, Hashem che rispondi nel tempo dello sconforto.
Alla fine della settima, il salmo102, egli dice: Colui che rispose a David e Shelomo, suo figlio, a Yerushalaym, Egli risponderà a voi e porgerà orecchio al suono delle vostre grida in questo giorno. Benedetto Tu, Hashem che hai misericordia per la Terra.
La Mishna riferisce su un fatto avvenuto:
Avvenne
15b

ai tempi di R'Chalafta e R'Chananya ben Teradyon, che uno andò alla Teva, per condurre la preghiera in un giornodi digiuno, ed egli terminò l'intera benedizione, e non risposero dopo di lui "Amen", ma "Baruch Shem kevod malchuto l'olam va'ed". Lo shammash allora annunciò: "Suonate la tekya, Kohanim, suonate la tekya", e continuò: "Colui che rispose ad Avraham sul Monte Moria, Egli risponderà a voi e porgerà orecchio al suono delle vostre grida in questo giorno". Dopola successiva benedizione lo shammash annunciò: "Suonatela teru'a, figli di Aharon, suonate la teru'a", e aggiunse: Colui che rispose ai nostri padri sulla riva del Yam Suf, Egli risponderà a voi e porgerà orecchio al suono delle vostre grida in questo giorno. E in modo simile procedette per le rimanenti cinque speciali benedizioni del digiuno. Quando la cosa giunse ai Chachamim, dissero: Non usavamo comporarci così che non alla Porta Orientale e sul Monte del Tempio.
I Kohanim erano divisi in ventiquattro gruppi detti mishmarot. Ogni mishmar era sua volta diviso in sette bate avot. I gruppi detti mishmarot servivano nel Tempio a rotazione per una settimana, un bet av ogni giorno. La Mishna parla ora dell'osservanza del digiuno da parte dei Kohanim del mishmar in servizio al Tempio:
Nei tre primi digiuni pubblici, gli uomini del mishmar, che non erano in servizio quel giorno, digiunavano ma non completavano, e gli uomini del bet av, che erano in servizio quel giorno, non digiunavano affatto. Nella seconda serie di tre digiuni pubblici, gli uomini del mishmar, digiunavano e completavano, e gli uomini del bet av digiunavano e non completavano. Negli ultimi sette digiuni, i più severi, entrambi i gruppi, sia mishmarot che bate av, digiunavano e completavano, parole di R'Yehoshua. E i Chachamim dicono: Nei primi tre digiuni sia gli uni che gli altri non digiunavano affatto. Nei secondi tre, gli uomini del mishmar, digiunavano e non completavano, e gli uomini del bet av non digiunavano affatto. Negli ultimi sette digiuni gli uomini del mishmar, digiunavano e completavano, e gli uomini del bet av digiunavano e non completavano.
La Mishna aprofitta per parlare di altre differenze tra Kohanim del mishmar e del bet av:
Gli uomini del mishmar che non sono in servizio al Tempio quel giorno, possono bere vino alla notte, ma non di giorno, perchè potrebbero venir chiamati al Tempio per qualche motivo. Gli uomini del bet av, che sono in servizio quel giorno, non possono bere vino nè di giorno nè di notte.
Un altra proibizione a cui erano soggetti i Kohanim del mishmar:
Gli uomini del mishmar e gli uomini del ma'amad hanno la proibizione di tagliarsi i capelli e di lavarsi le vesti durante la settimana del servizio, e al giovedì era permesso in onore dello Shabba.
Ai tempi del Secondo Tempio vigeva una serie di feste minori che venivano osservate in memoria di vari eventi in cui la Divina Provvidenza si era manifestata a favore della nazione. Per favorirne la commemorazione, Rabbanan decretarono il divieto di digiunare in tali feste. Inoltre essi estesero il decreto fino a bandire anche le omelie in ricordo dei defunti in quei giorni. La Meghillat Ta'anit elenca tali feste:
Ogni festa minore in cui è scritto in Meghillat Ta'anit "di non fare omelie" in onore dei defunti, nel giorno prima è proibito, ma nel giorno dopo è permesso. R'Yose dice: prima e dopo è proibito. [Ogni festa minore in cui è scritto in Meghillat Ta'anit]"Di non digiunare", è permesso sia il giorno prima che il giorno dopo. R'Yose dice: Il giorno prima è proibito , il giorno dopo è permesso.
La Mishna ritorna ai digiuni decretati per siccità:
Non decretiamo una serie di digiuni pubblici a partire dal giovedì, per non causare una lievitazione dei prezzi causata dall'acquisto di cibo per un pasto di fine digiuno in concomitanza degli acquisti per lo Shabbat. Invece i primi tre digiuni vengono decretati lunedì, giovedì e lunedì.La seconda serie di tre digiuni possono essere decretati Giovedì, lunedì e giovedì. R"Yose dice: Come i primi non sono di giovedì anche i secondi e gli ultimi sette non hanno da essere di giovedì;.
Non decretiamo digiuni pubblici a Rosh Chodesh, Chanuka e Purim. Ma se iniziarono una serie di digiuni, non si interrompe anche se vangono a cadere in tali giorni. Parole di Rabban Gamliel. Disse R'Meir: Anche se Rabban Gamliel disse che non si interrompono, accettava l'opinione che non si debbano completare, ma si interrompano poco prima del tramonto. Lo stesso vale per il Nove di Av che cade alla vigilia dello Shabbat, si digiuna ma si interrompe un pò prima del tramonto, per non entrare nello Shabbat a digiuno.

Ghemara La gh analizza la prima affermazione della ms:
QUALE È L'ORDINE delle pratiche che si compiono NEI DIGIUNI? SI FA USCURE LA TEVA ECC.
La gh cita una br ove si dice che le pratiche menzionate all'inizio della nostra ms (l'uscita della Teva, la cenere) sono caratteristiche dell'ultima serie di sette digiuni e non delle due prime serie di tre:
E anche nei primi due cicli di tre si compiono queste pratiche? Essi indicarono una contraddizione in una br: Nei TRE DIGIUNI, nei PRIMI E nei SECONDI, ENTRANO NEL BET HAKNESET E PREGANO NELLA MANIERA CHE SI PREGA TUTTO L'ANNO. MA NEI SETTE ULTIMI, FANNO USCIRE LA TEVA NELLA PIAZZA DELLA CITTÀ, E PONGONO CENERE SULLA TEVA, E SUL CAPO DEL NASI, E SUL CAPO DELL'AV BET DIN E poi OGNUNO PRENDE della cenere E la PONE SUL SUO CAPO. R'NATAN DICE: ESSI PORATANO CENERE DI COMBUSTIONE.
La gh risponde:
Disse Rav Pappa: Anche la nostra ms, quando insegna l'ordine delle pratiche nei digiuni, insegna facendo riferimentoagli ultimi sette digiuni.
La ms prosegue dicendo che la cenere va posta:
SUL CAPO DEL NASI.
La gh fa notare:
E successivamente insegna: OGNUNO (PRENDE E PONE della cenere) SUL SUO CAPO, le autorità ricevono la cenere prima degli altri.
La gh mette ciò in discussione citando un altro principio contenuto in una br:
Davvero? Ma fu insegnato in una br: REBBI DICE: NELL'ELEVAZIONE COMINCIAMO DAL PIÙ ELEVATO, E NELLA DISGRAZIA COMINCIAMO DAL PIÙ MESCHINO.
Le fonti scritturali dela br:
NELL'ELEVAZIONE COMINCIAMO DAL PIÙ ELEVATO, COME è DETTO: E DISSE MOSHE AD AHARON, ED ELAZAR, E ITAMAR, in ordine di anzianità. E NELLA DISGRAZIA COMINCIAMO DAL PIÙ MESCHINO, infatti ALL'INIZIO FU MALEDETTO IL SERPENTE, E POI FU MALEDETTA CHAVA, E POI FU MALEDETTO ADAM. Secondo quanto detto sarebbe il popolo a doversi mettere la cenere sul capo per primo!
La gh spiega che questa volta l'umiliazione è segno di grandezza:
Ciò è di distinzione per loro. Perchè essi [i membri della comunità] dicono loro:Voi siete così importanti da poter chiedere misericordia per tutta la comunità
La ms continua:
Poi OGNUNO (PRENDE E PONE) la cenere SUL SUO proprio CAPO.
Visto che l'umiliazione è segno di grandezza e ciascuno si pone la cenere sul proprio capo, che così facciano anche le autorità!:
Che anche il Nasi e l'Av Bet Din prendano la cenere da soli e se la pongano sulle proprie teste. Che differenza c'è che sia un altra persona a prendere la cenere e a metterla loro sul capo?
Disse R'Abba di Cesarea: Non è simile l'umiliarsi da soli (nel Daf successivo) all'essere umiliati dagli altri.
Daf precedente
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