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È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

Massechet Niddà - Daf 23
Sommario


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COLEI CHE ABORTISCE UNA SPECIE DI ANIMALE DOMESTICO, SELVATICO O UN UCCELLO, SIA IMPURO CHE PURO, SE E' MASCHIO SIEDA PER UN MASCHIO, SE E' UNA FEMMINA SIEDA PER UNA FEMMINA, SE NON SI SA SIEDA PER UN MASCHIO E PER UNA FEMMINA. PAROLE DI RABBI MEYR.
La Ghemara si chiede quale sia la fonte scritturale di Rabbi Meyr per considerare aborti con forme di animali alla stregua di un aborto chiaramente umano. Shmuel dice che siccome il termine ietzira, che vuol dire formazione, viene usato dalla Scrittura a proposito della creazione di animali e viene usato a proposito dell'uomo, Rabbi Meyr imparò che un aborto a forma di animale è come un aborto a forma di uomo. Ora, siccome lo stesso termine viene usato nella Scrittura anche a proposito della creazione di mostri marini, la montagna e il vento la Ghemara dimostra come tutte queste altre derivazioni siano impossibili secondo le regole dell'ermeneutica scritturale riconosciute dai Chachamim. 
Visto che il motivo scritturale è irto di difficoltà la Ghemara riporta altri tentativi di capire il sistema di Rabbi Meyr. Secondo Rabbi Yochanan il motivo è la somiglianza degli occhi. Ma anche il serpente ha degli occhi non molto dissimili da quelli dell'uomo. Secondo Rabbi Yannai è il fatto che gli occhi guardano in avanti a essere il tratto che fa di un aborto a forma di animale qualcosa di assimilabile a quello a forma umana. Ma ci sono gli uccelli che vengono inclusi tra gli aborti simili all'uomo e non hanno occhi che guardano in avanti. Il fatto che i rapaci notturni abbiano occhi che guardano in avanti migliora di poco la situazione. 
Rabbi Yirmia chiese a Rabbi Zera la seguente domanda: Se per Rabbi Meyr un feto a forma di animale femmina è considerato un feto umano a tutti gli effetti, cosa succede se il padre la fa fidanzare, come si usava ai tempi della Mishna, fin dal ventre materno? La discussione che ne segue è fra il serio e il faceto e la stessa Ghemara ammette che Rabbi Yirmia portò quella domanda per cercare di far ridere Rabbi Zera. Che però non rise, infatti egli era di opinione molto stringente circa il divieto per l'ebreo di ridere nella situazione di esilio e di distruzione del Tempio.

MA I CHACHAMIM DICONO: TUTTO CIO' CHE NON HA FORMA UMANA NON E' UN FETO.
La Ghemara continua a prendere in considerazione le conseguenze halachiche di altri feti mostruosi, che oggi chiameremmo malformazioni. Così si parla di un feto col corpo di capra e il viso umano e di uno viceversa, di uno che abbia il viso umano e un particolare, come un occhio, di animale. Ci si chiede se il criterio per considerarlo un feto umano ai fini di considerare l'aborto una vera e propria nascita è la totalità dei tratti umani o la maggior parte dei tratti umani. 


 
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