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a
Debra

      in occasione del suo Bat Mitzva
     
auguriamo, con tanto amore, una stagione felice
      in cui crescere nella comprensione della Tora'
  e nella gioiosa applicazione
dei suoi insegnamenti


mamma e papa'
Dany e Giulio Barki

9 Kislev 5768


 

Daf 2 

MEGHILLA NIKRET

CAPITOLO PRIMO

MEGHILLA

È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo pagina sia riportata la scritta: da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

CAPITOLO PRIMO

 
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Mishna
2a

La Meghilla si legge l'undici di Adar, o il dodici, o il tredici, o il quattordici, o il quindici, non prima dell'undici e non dopo il quindici.
La Mishna spiega:
Le città cinte di mura dai tempi di Yehoshua bin Nun leggono la Meghilla il quindici di Adar. Villaggi e cittadine di grandi proporzioni leggono il quattordici tuttavia i villaggi possono anticipare la lettura nel giorno dell'assemblea.
Come ciò avviene? Se il quattordici cade di Lunedì, villaggi e cittadine di grandi proporzioni leggono in quello stesso giorno, e le città cinte di mura l'indomani.
Se il quattordici di Adar cade di Martedì o di Mercoledì, i villaggi possono anticipare la lettura nel giorno dell'assemblea, cioè il Lunedì, e le cittadine di grandi dimensioni leggono in quello stesso giorno, il quattordici, e le città cinte di mura l'indomani, il quindici.
Se cade di Giovedì, villaggi e cittadine di grandi proporzioni leggono in quello stesso giorno, e le città cinte di mura l'indomani, il quindici, Venerdì.
Se cade alla vigilia dello Shabbat, i villaggi possono anticipare la lettura nel giorno dell'assemblea, il tredici, Giovedì, e le cittadine di grandi proporzioni e le città cinte di mura leggono in quello stesso giorno, il quattordici, Venerdì.
Se cade di Shabbat, villaggi e cittadine di grandi proporzioni possono anticipare la lettura nel giorno dell'assemblea, il dodici, Giovedì, e le città cinte di mura l'indomani, il quindici, Domenica.
Se cade il giorno dopo Shabbat, Domenica, i villaggi possono anticipare la lettura nel giorno dell'assemblea, l'undici, Giovedì, le cittadine di grandi dimensioni leggono in quello stesso giorno, il quattordici, Domenica, e le città cinte di mura l'indomani, il quindici, Lunedì. 
 

Ghemara La Ghemara cita la prima proposizione della Mishna e ne cerca le fonti scritturali:
LA MEGHILLA SI LEGGE L'UNDICI di Adar, o il dodici o il tredici. Da dove lo apprendiamo? Le Scritture parlano solo del quattordici e del quindici.
La Ghemara scalza alla base la domanda: 
Da dove lo apprendiamo?! Come si vuol dire più sotto: I Chachamim vollero facilitare ai villaggi permettendo di anticipare la lettura della Meghilla nel giorno dell'assemblea, si da rendere possibile l'approvvigionamento di acqua e di cibo per i loro fratelli delle città.
La Ghemara spiega l'intento della domanda iniziale:
È così che noi ragioniamo , nel fare quella domanda. Ordunque, tutto l'elenco di date fu stabilito dai Membri della Grande Assemblea, perchè se ammettessimo che i Membri della Grande Assemblea stabilirono il quattordici e il quindici e vennero Rabbanan e abrogarono il decreto sancito dai Membri della Grande Assemblea, in tal caso non imparammo in una Mishna: UNA CORTE NON PUÒ ANNULLARE UN DECRETO DI UN'ALTRA CORTE A MENO CHE NON SIA SUPERIORE PER SAPIENZA E NUMERO? È invece ovvio che il tutto fu stabilito dai Membri della Grande Assemblea. È allora giustificato chiedere dov'è l'allusione a tali date nella Meghilla ?
La Ghemara fornisce le fonti scritturali:
Disse Rav Shemen bar Abba in nome di R'Yochanan: Disse il versetto: Per istituire questi giorni di Purim nei loro tempi. L' espressionr nei loro tempi, apparentemente superflua, ci insegna che: molte date (tempi) fissarono per loro, e non soltanto il quattordici e il quindici di Adar.
La Ghemara attacca questa derivazione:
Ma questo termine serve proprio all'insegnamento basilare, cioè ad insegnarci le due date del quattordici e del quindici in cui vien letta la Meghilla.
La Ghemara controbatte:
Se è così che il versetto dica: "tempo". Che mai indica "i loro tempi"? Molti tempi, molte date, e non solo il quattordici e il quindici.
La Ghemara continua ad attaccare:
E ancora è richiesto per dire che la data di questo [la città cinta di mura] non è come la data di quello [la città senza cinta muraria], che ci sono due tempi diversi.
La Ghemara controbatte:
Se è così che il versetto dica: "il loro tempo" , per insegnare che a città cinte e non cinte, ad ognuna il suo tempo. Che cosa vuol dire "i loro tempi"? Impara da tale espressione tutte quelle date.
La Ghemara accetta che questo sia il versetto da cui si impara l'elenco di date della Mishna . Ma da dove sappiamo che non ce ne sono altre?:
Diciamo ancora più date?
La Ghemara risponde:
"I loro tempi" equivalenti a "il loro tempo", come "il loro tempo" indica due, anche "i loro tempi" indica due.
La Ghemara chiede:
Ma diciamo che i due tempi aggiunti sono il dodici e il tredici. Come impariamo l'undici?
La Ghemara risponde che i due giorni devono essere l'undici e il dodici perchè il tredici non ha bisogno di una fonte specifica:
Come disse altrove Rav Shmuel bar Yzchak: Il tredicesimo giorno era il tempo della radunanza di tutti gli Yehudim per ingaggiare battagli contro il nemico, perciò non necessita di essere espressamente menzionato nella Scrittura perchè vi si legga la Meghilla , in quanto in esso avvenne il miracolo principale. Anche qui possiamo usare lo stesso principio: Il tredicesimo giorno era il tempo della radunanza di tutti perciò non necessita di essere espressamente menzionato. Perciò i due giorni derivati dal versetto devono essere l'undici e il dodici di Adar.
Ciò nonostante la Ghemara domanda:
Ma diciamo che siano il sedici e il diciasette.
La Ghemara risponde:
È scritto: "E non oltrepasserà" . Da cui si impara che la Meghilla non può essere letta dopo i due giorni del quattordici e del quindici.
La Ghemara presenta una fonte alternativa per le date: undici, dodici e tredici di Adar:
E R'Shmuel bar Nachmani disse: Il versetto disse: Come i giorni in cui gli Yehudim si riposarono [il quattordici e il quindici di Adar]. Il versetto allude all'esistenza di altri giorni come i giorni menzionati [il quattordici e il quindici] ma da essi distinti. Tutto ciò per includere l'unici e il dodici di Adar come giorni in cui si legge la Meghilla.
La Ghemara chiede:
Ma diciamo che i due tempi aggiunti sono il dodici e il tredici. Come impariamo l'undici e il dodici?
La Ghemara risponde che i due giorni devono essere l'undici e il dodici perchè il tredici non ha bisogno di una fonte specifica:
Come disse altrove Rav Shmuel bar Yzchak: Il tredicesimo giorno era il tempo della radunanza di tutti gli Yehudim per ingaggiare battagli contro il nemico, perciò non necessita di essere espressamente menzionato nella Scrittura perchè vi si legga la Meghilla , in quanto in esso avvenne il miracolo principale. 
Ciò nonostante la Ghemara domanda:
Ma diciamo che siano il sedici e il diciasette.
La Ghemara risponde:
È scritto: "E non oltrepasserà" . Da cui si impara che la Meghilla non può essere letta dopo i due giorni del quattordici e del quindici.
La Ghemara portò due diverse fonti scritturali per l'ordinamento della Mishna secondo il quale la Meghilla si può leggere anche l'undici e il dodici di Adar. La Ghemara ora spiega perchè l''Amora che presentò una fonte respinge la fonte presentata dall'altro:
R'Shmuel bar Nachmani, per quale ragione non disse che l'ordinamento della Mishna si può derivare da "nei loro tempi"?
La Ghemara risponde:
Ricavare un insegnamento da ciascuna delle tre forme dell'espressione "nei loro tempi": tempo, il loro tempo, i loro tempi, non gli suona bene [a R'Shmuel bar Nachmani].
E ora nell'altra direzione:
E Rav Shemen bar Abba, per quale ragione non disse che l'ordinamento della Mishna si può derivare da "Come i giorni"?
La Ghemara risponde:
[Rav Shemen bar Abba] potrebbe risponderti: Quello [il termine "Come i giorni"] fu scritto per le future generazioni, per prescrivere alle future generazioni di osservare i giorni di Purim come i giorni nei quali gli Yehudim riposarono.
La Ghemara identifica l'autore dell'ordinamento della Mishna per cui i villaggi possono anticipare la lettura della Meghilla e fa notare che esso è oggetto di disputa:
Disse Rabba bar bar Chana in nome di R'Yochanan: Queste sono parole di R'Akiva, l'anonimo (in forma anonima), che deriva ordinamenti dalle tre forme: tempo, il loro tempo, i loro tempi. Ma i Chachamim dicono: Non si ha da leggerla [la Meghilla] che nel suo tempo, quello specificato nel versetto, il quattordici o il quindici di Adar.
La Ghemara attacca l'affermazione di R'Yochanan:
Essi sollevarono un'obiezione dalla seguente Baraita: DISSE R'YEHUDA: QUANDO i villaggi possono anticipare la lettura della Meghilla prima del quattordici? NELL'EPOCA IN CUI GLI ANNI SONO STABILITI IN MODO ADEGUATO dal bet din, E ISRAEL RISIEDE NELLA SUA TERRA, MA NELL'EPOCA ATTUALE, dopo la distruzione del Tempio e l'esilio di Israel, SICCOME [LA GENTE] VI GUARDA [ALLA DATA IN CUI SI LEGGE LA MEGHILLA] per sapere quando arriva Pesach, NON SI HA DA LEGGERLA CHE NEL SUO TEMPO [il quattordici o il quindici di Adar].
La Ghemara spiega in che cosa risulta difficile questa Baraita riguardo alla posizione di R'Yochanan:
R'Yehuda, da che parte sta , nella disputa tra R'Akiva e i Chachamim? Se dici che sta con R'Akiva , è impossibile perchè [per R'Akiva] quell'ordinamento che permette ai villaggi di anticipare la lettura della Meghilla prima del quattordici, vige persino nella nostra epoca. Siccome R'Yehuda esclude ciò non può andar d'accordo con R'Akiva. Non va dunque [R'Yehuda] d'accordo con Rabbanan?, che a differenza di R'Akiva escludono ogni anticipo? Ma egli sostiene che [la Meghilla ] può essere letta prima del quattordici, per lo meno nell'epoca in cui gli anni sono stabiliti in maniera adeguata e Israel risiede nella sua terra! La confutazione di R'Yochanan è una confutazione definitiva!
La Ghemara presenta una versione alternativa della disputa di cui sopra:
Ci son quelli che dicono le cose dette sopra nella seguente versione: Disse Rabba bar bar Chana in nome di R'Yochanan: Queste sono parole di R'Akiva, l'anonimo. Ma i Chachamim dicono: Nell'epoca attuale, siccome [la gente] vi guarda [alla data in cui si legge la Meghilla] per sapere quando arriva Pesach,   non si ha da leggerla [la Meghilla] che nel suo tempo, quello specificato nel versetto, il quattordici o il quindici di Adar.
La Ghemara riporta una Baraita a sostegno del modo in cui R'Yochanan riferisce l'opinione di Rabbanan:
Fu pure insegnato cos&iograve; in una Baraita:  DISSE R'YEHUDA: QUANDO i villaggi possono anticipare la lettura della Meghilla prima del quattordici? NELL'EPOCA IN CUI GLI ANNI SONO STABILITI IN MODO ADEGUATO dal bet din, E ISRAEL RISIEDE NELLA SUA TERRA, MA NELL'EPOCA ATTUALE, dopo la distruzione del Tempio e l'esilio di Israel, SICCOME [LA GENTE] VI GUARDA [ALLA DATA IN CUI SI LEGGE LA MEGHILLA] per sapere quando arriva Pesach, NON SI HA DA LEGGERLA CHE NEL SUO TEMPO [il quattordici o il quindici di Adar].
La Ghemara mette in luce una contraddizione all'interno dello stesso insegnamento di R'Yochanan:
Rav Ashi notò una difficoltà tra il R'Yehuda della Baraita testè riportata e R'Yehuda della prossima Mishna,

2b

e attribuì la Baraita a R'Yose bar Yehuda, e non a R'Yehuda.
La Ghemara riferisce quale fosse la contraddizione notata da Rav Ashi;
Ma è proprio vero che R'Yehuda disse che nell'epoca attuale, siccome [la gente] vi guarda [alla data in cui si legge la Meghilla] per sapere quando arriva Pesach,  non si ha da leggerla [la Meghilla ] che nel suo tempo, quello specificato nel versetto, il quattordici o il quindici di Adar? Ma vi contrasta quanto detto nella seguente Mishna:DISSE R'YEHUDA: QUANDO si può anticipare la lettura della Meghilla prima del quattordici? Solo in UN LUOGO DOVE i paesani ENTRANO in città IL LUNEDÌ E IL GIOVEDÌ. MA in UN LUOGO DOVE i paesani NON ENTRANO in città IL LUNEDÌ E IL GIOVEDÌ,NON SI HA DA LEGGERLA CHE NEL SUO TEMPO.
L'ultima affermazione implica:
Ma ad ogni modo nei luoghi dove i paesani entrano in città il Lunedì e il Giovedì si legge la Meghilla prima del quattordici, e persino in questa epoca! In flagrante contraddizione con quanto detto nella Baraita più sopra, in cui si afferma che nell'epoca attuale non si anticipa mai!
La Ghemara fa notare l'approccio di Rav Ashi al problema:
E, come già detto sopra, [Rav Ashi] attribuì la Baraita a R'Yose bar Yehuda, per evitare la contraddizione nell'insegnamento di R'Yehuda.
La Ghemara mette in discussione l'approccio di Rav Ashi:
E soltanto perchè sussiste una difficoltà tra il R'Yochanan della Baraita e R'Yochanan della Mishna, Rav Ashi attribuì la Baraita a R'Yose bar Yehuda?!
La Ghemara rivela la base di Rav Ashi:
Rav Ashi aveva sentito che vi sono alcuni che insegnano [la Baraita] in nome di R'Yehuda e vi sono altri che la insegnano in nome di R'Yose bar Yehuda, e siccome sussiste una difficoltà tra il R'Yehuda della Baraita e R'Yehuda della Mishna, disse: quelli che insegnano [la Baraita ] a nome di R'Yehuda non sono accurati, mentre quelli che la insegnano in nome di R'Yose bar Yehuda, sono accurati. 
La Ghemara procede con la prossima proposizione della Mishna:
LE CITTÀ CINTE DI MURA DAI TEMPI DI YEHOSHU'A BIN NUN LEGGONO la Meghilla IL QUINDICI di  Adar ecc.
La Ghemara indaga:
Da dove, nelle Scritture, sono note queste cose?
La Ghemara fornisce la fonte scritturale:
Disse Rava: Perchè il versetto disse: Perciò gli Yehudim dei luoghi senza mura che abitano in città senza mura fanno del quattordicesimo giorno del mese di Adar un giorno di gioia ecc., da ciò che senza mura si celebra il quattordici, con mura si celebra il quindici.
La Ghemara si chiede se questa è necessariamente l'implicazione del versetto:
Ma diciamo invece che senza mura si celebra il quattordici, con mura non si celebra affatto.
La Ghemara respinge questa possibilità:
Ma [gli abitanti di città cinte di mura] forse che non sono parte di Israel? E ancora, è scritto: Da Hodu a Cush. In tutto il vasto regno di Achashverosh, dove venne accettata la Festa di Purim, c'erano sicuramente città cinte di mura.
La Ghemara lancia un altro attacco alla derivazione citata. Forse è questa l'implicazione del versetto:
Ma diciamo che senza mura si celebra il quattordici, con mura il quattordici e il quindici, come è scritto: che faranno il quattordicesimo giorno del mese di Adar e il quindicesimo giorno [dello stesso] ogni anno. Forse questo versetto istituisce una festa di due giorni per le città cinte di mura?
La Ghemara dimostra l'infondatezza di tale ipotesi:
Se fosse scritto: il giorno quattordicesimo e quindicesimo, allora è come tu dicesti, visto però che è scritto:il quattordicesimo giorno e ilquindicesimo giorno [in ebraico il ragionamento si impernia sulla particella " 'et ", difficile da translitterare a causa della alef iniziale, che denota l'accusativo e nel versetto si interpone tra il quattordicesimo giorno e il quindicesimo. Per rendere la cosa più intuitiva ho usato nella traduzione l'articolo "il". n.d.t.], viene il e si interpone tra le due date indicando che non vanno celebrate insieme, queste [senza mura] celebrano il quattordici e queste [con le mura] il quindici.
La Ghemara attacca ancora:
Ma diciamo che senza mura si celebra il quattordici, con mura, se vogliono il quattordici e se vogliono il quindici.
La Ghemara respinge tale ipotesi:
Il versetto disse: Nei loro tempi, il tempo per questo [cinte di mura] non è il tempo per questo [senza mura].Le due situazioni celebrano Purim in date diverse
La Ghemara suggerisce un'altra possibilità:
Ma diciamo che le città cinte di mura celebrano Purim il tredici di Adar, in che cosa è meglio il quindici?
La Ghemara risponde:
Le città cinte di mura celebrano Purim come Shushan.
 Il versetto usato finora parlava in realtà di altri aspetti della celebrazione di Purim, ma non della lettura della Meghilla. Perciò la Ghemara chiede ora da dove sappiamo che anche la lettura della Meghilla avesse luogo in quei giorni:
Abbiamo trovato la fonte per la celebrazione, ma da dove impariamo la commemorazione tramite la lettura della Meghilla?
La Ghemara risponde:
Disse il versetto: E questi giorni verranno commemorati e celebrati. La commemorazione viene paragonata alla celebrazione, per insegnarci che hanno luogo negli stessi giorni.
La Mishna insegnò che le città devono essere cinte di mura dai tempi di Giosuè per leggere la Meghilla il quindici di Adar. La Ghemara riporta un opinione dissenziente: 
La nostra Mishna non è in accordo con quanto insegnò questo Tanna, perchè fu insegnato in una Baraita: R'YEHOSHU'A BEN KORCHA DICE: LE CITTÀ CINTE DI MURA DAI TEMPI DI ACHASHVEROSH LEGGONO IL QUINDICESIMO giorno di Adar. 
La Ghemara chiede:
Quale è la ragione di R'Yehoshu'a ben Korcha?
La Ghemara risponde:
Similmente a Shushan: Come Shushan è cinta di mura dai tempi di Achashverosh e vi si legge il quindici, così ogni città cinta di mura dai tempi di Achashverosh vi si legge il quindici.
La Ghemara si volge al Tanna della nostra Mishna:
E quale è la ragione del nostro Tanna?
La Ghemara risponde:
Egli deriva tramite una ghezera shava "perazi" "perazi", "senza mura" "senza mura". È scritto qui: Perciò gli Yehudim dei luoghi senza mura . Ed è scritto altrove: Oltre a un gran numero di città senza mura. Come là si parlava di città senza mura dai tempi di Yehoshu'a bin Nun, anche qua si parla di città senza mura dai tempi di Yehoshu'a bin Nun.
La Ghemara chiede perchè il nostro Tanna dissente con R'Yehoshu'a ben Korcha:
Concesso che R'Yehoshu'a ben Korcha non disse come il nostro Tanna, perchè R'Yehoshu'a ben Korcha non usa la ghezera shava "perazi" "perazi", ma il nostro Tanna per che ragione non disse come R'Yehoshu'a ben Korcha?
La Ghemara si mostra sorpresa da tale domanda: 
Per  quale ragione? Perchè egli dispone della ghezera shava "perazi" "perazi"!
La Ghemara chiarisce la domanda:
Così si intendeva chiedere: Ma secondo il nostro Tanna, Shushan secondo chi celebrava Purim ? Lei è dissimile sia dalle "non cinte di mura" che dalle "cinte di mura". Non è "non cinta" perchè fa Purim il quindici, e non è "cinta" perchè non si sa se lo sia stata dai tempi di Yehosu'a bin Nun!
La Ghemara risponde:
Disse Rava e certi dicono Kedi: Diverso è per Shushan perchè in essa avvenne il miracolo .
La Ghemara si volge ora ad indagare sull'opinione di R'Yehoshu'a ben Korcha:
Secondo il nostro Tanna , che determina lo status della città a seconda della presenza di mura dai tempi di Yehoshu'a, comprendiamo, infatti è scritto: Provincia e provincia, città e città. Provincia e provincia, per distinguere tra cinte di mura dai tempi di Yehoshu'a e cinte di mura dai tempi di Achashverosh. Nel primo caso Purim è il quindici, nel secondo caso è il quattordici. Città e città è anche richiesto per distinguere tra Shushan e le altre città. Infatti Shushan pur non rientrando nella definizione di "cinta" fa Purim il quindici .Invece, secondo R'Yehoshu'a ben Korcha, che determina lo status della città a seconda della presenza di mura dai tempi di Achashverosh , comprendiamo Provincia e provincia: è richiesto per distinguere tra "cinte di mura" dai tempi di Achashverosh e "non cinte di mura" dai tempi di Achashverosh. Nel primo caso Purim è il quindici, nel secondo caso è il quattordici. Ma la frase città e città che cosa viene ad insegnarci?
La Ghemara risponde:
Ti potrebbe dire R'Yehoshu'a ben Korcha: È forse [il versetto] più comprensibile secondo il nostro Tanna? Siccome il nostro Tanna dispone della ghezera shava "perazi" "perazi"(che insegna che solo città cinte di mura dai tempi di Yehoshu'a fanno Purim il quindici), la frase provincia e provincia che cosa viene ad insegnarci? Ripete la stessa regola. La conclusione è che il versetto non viene a distinguere tra i vari tipi di città. Piuttosto il versetto viene a insegnare qualcos'altro. Viene infatti ad insegnareuna regola proposta da R'Yehosu'a ben Levi, perchè disse R'Yehosu'a ben Levi: Una città cinta di mura e tutto ciò che le è vicino, e tutto ciò che può essere visto assieme a lei, è considerato come una città cinta di mura. Non solo la città cinta di mura celebra Purim il quindici, ma anche tutti i quartieri aperti attorno ad essa.
In relazione a questa halacha , la Ghemara domanda:
Fino a che distanza dalla città cinta di mura un quartiere viene ancora cosiderato "vicino" alla città?
La Ghemara risponde:
Disse R'Yirmyia, e altri dicono che fosse R'Chiya bar Abba: L'equivalente della distanza tra Chamtan e Tiberiade, cioè un mil.
La Ghemara chiede:
E che dica: un mil . Cosa ci insegna "tra Chamtan e Tiberiade"?
La Ghemara risponde:
Ecco che viene ad insegnarci quale sia la grandezza di un mil: È come la distanza tra Chamtan e Tiberiade.
Visto che si è citato un insegnamento di R'Yirmyia [e altri dicono che fosse R'Chiya bar Abba], la Ghemara cita altri insegnamenti della stessa fonte:
E disse R'Yirmyia, e altri dicono che fosse R'Chiya bar Abba: La forma delle lettere mem, nun, zadi, pe e kaf fu stabilita dai profeti.
La Ghemara nota due difficoltà circa questa affermazione:
È ciò ragionevole? Ma è scritto: Questi sono i precetti, che ci insegna che un profeta non ha diritto a  introdurre nessuna innovazione d'ora in poi, cioè dopo la rivelazione del Sinai nessun cambiamento può esser fatto alla Tora. Come poterono i profeti stabilire la forma delle lettere? E inoltre disse R'Chisda: Le lettere mem e samech delle Tavole

 
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