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La Ghemara riporta un'altra Baraita che impara altri dinim dal versetto citato:
Rabbanan insegnarono: (Deuteronomio 21, 11) E VEDRAI TRA I PRIGIONIERI - NEL MOMENTO CHE FARAI PRIGIONIERI, UNA DONNA - PERSINO SPOSATA, BELLA - NON PARLÒ LA TORA SE NON DELL'ISTINTO DEL MALE, MEGLIO CHE ISRAEL MANGINO CARNE [daf 22a] DI BESTIE MORIBONDE RITUALMENTE SCANNATE la cui kasherut è dubbia E NON MANGINO CARNE DI CAROGNE che sono esplicitamente proibite dalla Tora, E LA CONCUPIRAI - BENCHÉ NON SIA BELLA, E LA CONCUPIRAI - E NON LEI E LA SUA COMPAGNA, E LA PRENDERAI - TU HAI CON LEI UN VINCOLO MATRIMONIALE, PER TE IN MOGLIE - CHE NON PRENDA DUE DONNE, UNA PER LUI E UNA PER SUO PADRE, UNA PER LUI E UNA PER SUO FIGLIO, E LA PORTERAI - INSEGNA CHE NON DEVE VIOLENTARLA DURANTE LA GUERRA ma dovrà prima portarla nella sua casa e compiere tutto il processo prescritto dalla Tora e solo allora gli sarà permessa.
 

La Ghemara riporta una Baraita che tratta delle leggi della retzy'a:
Rabbanan insegnarono: (Esodo 21, 5) SE DIRE DIRÀ - FINO A CHE DIRÀ E RIPETERÀ quell'allocuzione che lo porta alla retzy'a. DISSE quell'allocuzione - ALL'INIZIO DEI SEI E NON la DISSE ALLA FINE DEI SEI - NON VIENE SOTTOPOSTO A RETZY'A PERCHÉ È DETTO: NON USCIRÒ IN LIBERTÀ non viene sottoposto a retzy'a FINCHÉ NON HA DETTO quell'allocuzione AL MOMENTO DELL'USCITA. DISSE quell'allocuzione ALLA FINE DEI SEI E NON la DISSE ALL'INIZIO DEI SEI - NON VIENE SOTTOPOSTO A RETZY'A PERCHÉ È DETTO: SE DIRE DIRÀ LO SCHIAVO, non viene sottoposto a retzy'a FINCHÉ NON HA DETTO HA DETTO quell'allocuzione QUANDO È ancora SCHIAVO.
 

La Ghemara torna sull'inizio della precedente Baraita per muoverle un'obiezione:
Disse uno degli studiosi della Baraita: DISSE quell'allocuzione - ALL'INIZIO DEI SEI E NON la DISSE ALLA FINE DEI SEI - NON VIENE SOTTOPOSTO A RETZY'A PERCHÉ È DETTO: NON USCIRÒ IN LIBERTÀ. Cosa sembrò al Tanna che imparò da Non uscirò in libertà? Imparalo dal fatto che bisogna che lo schiavo dica: Mi sono affezionato al mio padrone, a mia moglie e ai miei figli e tale asserzione manca!
La Ghemara obietta ancora:
E inoltre, la Baraita dice: DISSE quell'allocuzione ALLA FINE DEI SEI E NON la DISSE ALL'INIZIO DEI SEI - NON VIENE SOTTOPOSTO A RETZY'A PERCHÉ È DETTO: SE DIRE DIRÀ LO SCHIAVO, forse che alla fine dei sei anni non è schiavo? Solo dopo la fine dei sei anni non è più schiavo!
La Ghemara  spiega:
Disse Rava: (Cos'è all'inizio dei sei?) All'inizio dell'ultima perutadi lavoro che resta del riscatto, (Cos'è alla fine dei sei?) Alla fine dell'ultima peruta di lavoro che resta del riscatto. Cioé l'allocuzione dello schiavo: Mi sono affezionato ecc. . . . non uscirò in libertà, deve esser fatta due volte, la prima nel momento in cui c'è ancora una peruta di schiavitù, in tal caso viene soddisfatto il requisito che egli sia ancora schiavo. La seconda deve esser fatta alla fine dell'ultima peruta perché solo allora egli si trova veramente all'uscita dalla schiavitù, che è il secondo requisito.
 

La Ghemara porta un'altra Baraita che si occupa dei dinim della retzy'a:
Insegnarono Rabbanan: SE LUI HA MOGLIE E FIGLI E IL SUO PADRONE NON HA MOGLIE E FIGLI - NON VIENE SOTTOPOSTO A RETZY'A, PERCHÉ È DETTO: (Deuteronomio 15, 16) PERCHÉ SI È AFFEZIONATO A TE E ALLA TUA CASA. SE IL SUO PADRONE HA MOGLIE E FIGLI E LUI NON HA MOGLIE E FIGLI - NON VIENE SOTTOPOSTO A RETZY'A, PERCHÉ È DETTO: MI SONO AFFEZIONATO AL MIO PADRONE, A MIA MOGLIE E AI MIEI FIGLI. SE EGLI AMA IL SUO PADRONE MA IL SUO PADRONE NON LO AMA - NON VIENE SOTTOPOSTO A RETZY'A, PERCHÉ È DETTO: PERCHÉ È BENE PER LUI CON TE. IL SUO PADRONE LO AMA MA LUI NON AMA IL SUO PADRONE - NON VIENE SOTTOPOSTO A RETZY'A, PERCHÉ È DETTO: PERCHÉ SI È AFFEZIONATO A TE. SE LUI È AMMALATO E IL SUO PADRONE NON È AMMALATO - NON VIENE SOTTOPOSTO A RETZY'A, PERCHÉ È DETTO: PERCHÉ È BENE PER LUI CON TE. SE IL SUO PADRONE È AMMALATO E LUI NON È AMMALATO - NON VIENE SOTTOPOSTO A RETZY'A, PERCHÉ È DETTO: CON TE
La Ghemara chiede:
Sollevò R'Bivi bar Abbaye la questione: Se son malati tutti e due, quale è il din? Ci vuole con te e tale requisito è soddisfatto, o forse ci vuole perché è bene per lui con te e tale requisito non è soddisfatto?
La Ghemara risponde:
Rimanga la domanda al suo posto!
 

La Ghemara porta un'altra Baraita che interpreta il versetto (Deuteromomio 15, 16) perché è bene per lui con te:
Insegnarono Rabbanan: PERCHÉ È BENE PER LUI CON TE - CON TE NEL MANGIARE CON TE NEL BERE, CHE TU NON MANGI PANE BIANCO E LUI MANGIA PANE NERO, TU BEVI VINO VECCHIO E LUI BEVE VINO NUOVO, TU DORMI SUI CUSCINI E LUI DORME SULLA PAGLIA, DA QUI DISSERO: CHI COMPRA UNO SCHIAVO, SI PROCURA UN PADRONE. 
 

La Ghemara porta un'altra Baraita che tratta dei doveri del padrone verso i famigliari dello schiavo ebreo:
Insegnarono Rabbanan: ED USCIRÀ DA TE, LUI E I SUOI FIGLI CON LUI - DISSE R'SHIMON: SE LUI FU VENDUTO, I SUOI FIGLI E LE SUE FIGLIE FURONO VENDUTI? DA QUI CHE IL SUO PADRONE È TENUTO A NUTRIRE I SUOI FIGLI E COSÌ PURE TU DICI: SE EGLI HA UNA MOGLIE, SUA MOGLIE USCIRÀ CON LUI - DISSE R'SHIMON: SE LUI FU VENDUTO, SUA MOGLIE FU FORSE VENDUTA? DA QUI CHE IL SUO PADRONE È TENUTO A NUTRIRE SUA MOGLIE. 
La Ghemara dimostra come non sia possibile derivare il din della moglie da quello dei figli o viceversa:
Ed è necessario insegnare il din della moglie come quello dei figli, perché se il Tanna ci avesse insegnato soltanto che il padrone deve nutrire i suoi figli penseremmo che il motivo è perché non sono in grado di lavorare e di mantenersi, ma sua moglie che è in grado di lavorare e di mantenersi - diremmo che lavori e si mantenga, e se il Tanna ci avesse insegnato soltanto che il padrone deve nutrire sua moglie, penseremmo che il motivo è perché non è abituata ad andare in giro per mendicare un tozzo di pane, ma i figli che sono abituati ad andare in giro per mendicare - diremmo che no che il padrone non è tenuto ad alimentarli, perciò è necessario insegnare entrambi i dinim.
 

La Ghemara porta una Baraita dove si descrive come debba essere "punteruolato" lo schiavo:
Insegnarono Rabbanan: [daf 22b] SE FOSSE DETTO IL SUO ORECCHIO SULLA PORTA AVREI DETTO: PERFORI IN CORRISPONDENZA DEL SUO ORECCHIO SULLA PORTA, SULLA PORTA SÌ, SUL SUO ORECCHIO NO. 
La Ghemara interrompe la Baraita con una domanda:
E l'orecchio no? Eppure sta scritto (Esodo 21, 6): E perforerà il suo padrone il suo orecchio col punteruolo. La Tora ordina in modo esplicito di perforare il suo orecchio! 
La Ghemara spiega:
Piuttosto se fosse stato detto: Il suo orecchio sulla porta avrei detto: Che perfori il suo orecchio dall'esterno lontano dalla porta per adempiere quanto è detto: E perforerà il suo padrone il suo orecchio col punteruolo, e lo appoggi l'orecchio successivamente sulla porta, e pratichi un foro sulla porta in corrispondenza del suo orecchio dall'altro lato della porta.
La Ghemara riporta il seguito della Baraita:
LA TORA DICE: SUL SUO ORECCHIO E SULLA PORTA, IN CHE MANIERA? PERFORA AVANTI FIN CHE ARRIVA ALLA PORTA. LA PORTA - IMPARO: SIA DIVELTA SIA NON DIVELTA, LA TORA DICE: STIPITE COME LO STIPITE È IN POSIZIONE VERTICALE ANCHE LA PORTA DEVE ESSERE IN POSIZIONE VERTICALE.
 

La Ghemara riporta una Baraita che chiarisce il significato della retzy'a:
RABBAN YOCHANAN BEN ZAKKAI INTERPRETAVA QUESTO PASSO DELLA SCRITTURA COME IL FILO DI UNA COLLANA: IN COSA SI DISTINGUE L'ORECCHIO DA TUTTE LE PARTI DEL CORPO? DISSE IL SANTO, BENEDETTO EGLI SIA: L'ORECCHIO CHE UDÌ LA MIA VOCE SUL MONTE SINAI AL MOMENTO CHE DISSI: CHE SCHIAVI MIEI SONO I FIGLI DI ISRAEL - E NON SCHIAVI DI SCHIAVI, E QUESTO ANDÒ A PROCURARSI UN PADRONE - VENGA PERFORATO COL PUNTERUOLO. 
E R'SHIMON BAR REBBI INTERPRETAVA QUESTO PASSO DELLA SCRITTURA COME IL FILO DI UNA COLLANA: IN COSA SI DISTINGUONO LA PORTA E LO STIPITE DA TUTTI GLI ELEMENTI DI UNA CASA? DISSE IL SANTO, BENEDETTO EGLI SIA: LA PORTA E LO STIPITE CHE FURONO TESTIMONI IN EGITTO, AL MOMENTO IN CUI PASSAI OLTRE ALL'ARCHITRAVE ED AI DUE STIPITI E DISSI: CHE SCHIAVI MIEI SONO I FIGLI DI ISRAEL - E NON SCHIAVI DI SCHIAVI, E LI FECI USCIRE DALLA SCHIAVITÙ ALLA LIBERTÀ, E QUESTO ANDÒ A PROCURARSI UN PADRONE - VENGA PERFORATO COL PUNTERUOLO IN LORO PRESENZA.