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La Ghemara passa a considerare altre forme di kiddushin caratterizzati da modi diversi di dare il danaro:
Disse Rava: Se una donna disse a un uomo: "Dà un mane al tale [daf7a] e mi consacrerò a te" - è consacrata in base al din di un garante. 
La Ghemara illustra il din del garante:
Un garante sebbene non gliene derevi alcun godimento, ciononostante non si prende su di sé l'impegno di pagare il debito se il debitore non lo pagasse? E così quella donna, sebbene non gliene derevi alcun godimento, prende su di sé l'impegno e si dà in sposa per la somma che il fidanzato dà a quel tale.
 

La Ghemara porta un altro caso:
Un uomo mandò uno shaliach a consacrargli una donna e costui le dette un mane di tasca sua e le disse: "Eccoti un mane - cento zuz - e consacrati al tale" - è consacrata in base al din dello schiavo cananeo. 
La Ghemara illustra il din dello schiavo cananeo:
Uno schiavo cananeo sebbene non gli costi nulla ciononostante non acquista sé stesso quando altri pagano il suo riscatto? E così quell'uomo, sebbene non gli costi nulla ciononostante egli acquista quella donna in moglie.
 

La Ghemara porta un terzo caso:
Una donna disse a un uomo: "Dà un mane al tale ed io mi consacrerò al lui" - è consacrata in base al din di quei due il garante e lo schiavo cananeo assieme.
La Ghemara illustra come si studia questo nuovo din. Si comincia dal garante:
Un garante sebbene non gliene derevi alcun godimento, ciononostante non si prende su di sé l'impegno di pagare il debito se il debitore non lo pagasse? E così quella donna, sebbene non gliene derevi alcun godimento, prende su di sé l'impegno e si dà in sposa per la somma che il fidanzato dà a quel tale.
La Ghemara ribatte:
Forse che gli assomiglia? Nel caso di un garante quello che ha acquistato diritti su di lui cioé chi prestò il danaro al quale il garante dovrà restituirlo se il debitore non paga, ha perso del danaro cioé la somma prestata fino al momento del pagamento, quell'uomo invece acquista quella donna in sposa e non ha perso proprio nulla!
La Ghemara riporta qui il din dello schiavo cananeo che completa il din precedente:
Lo schiavo cananeo, che non perde danaro ed acquista sé stesso, dimostrerà che quell'uomo pur non perdendo danaro può acquistare lo donna in sposa.
La Ghemara ribatte:
Forse che gli assomiglia? Là nel caso dello schiavo cananeo colui che fa acquistare il padrone dello schiavo acquista il danaro del riscatto, qui nel caso dei kiddushin quella donna fa acquistare sé stessa e non acquista proprio nulla!
La Ghemara riporta qui il din del garante che completa il din precedente:
Il garante, il quale sebbene non gliene derevi alcun godimento, ciononostante si prende su di sé l'impegno di pagare al posto del debitore, dimostrerà che la donna pur non acquistando nulla impegna sé stessa e si concede in sposa.
 

La Ghemara porta un altro caso:
Si chiedeva Rava: Se una donna dette un mane ad un uomo e gli disse: "Eccoti un mane e mi consacrerò a te", cos'è?
La Ghemara risponde:
Disse Mar Zutra in nome di R'Pappa: È consacrata.
La Ghemara si meraviglia di tale responso:
Disse R'Ashi a Mar Zutra: Se è così, che la donna viene acquisita in tal maniera, vien fuori che beni su cui c'è responsabità come i terreni vengono acquistati assieme a beni su cui non c'è responsabilità come il danaro, come questa donna viene acquistata tramite l'atto del tirare a sé il mane, ma non abbiamo imparato il contrario nella Mishna: BENI SU CUI NON C'È RESPONSABILITÀ VENGONO ACQUISTATI ASSIEME A BENI SU CUI C'È RESPONSABILITÀ TRAMITE DANARO, SHTAR E CHAZAKA! Come può essere che l'uomo tira a sé il mane e assieme ad esso acquista la donna in moglie?
La Ghemara fa luce sul malinteso:
Gli disse Mar Zutra di rimando a R'Ashi: Cosa ti fa supporre che la donna gli disse all'uomo di acquistarla assieme al mane? Non è questa la maniera in cui la donna fu acquistata in moglie in questo caso, qui si tratta di un uomo importante, e per il piacere che la donna ha dal fatto che lui accetta un dono da lei, si dà a lui in moglie.
 

La Ghemara riporta analoghi insegnamenti di Rava per quanto concerne kinyanim di danaro:
Fu detto inoltre in nome di Rava: E lo stesso cioé i kinyanim in base al din di garante, in base al din di schiavo cananeo e in base alla combinazione dei due, avviene nel settore pecuniario. E cioé:  a) Se uno dice all'altro: Dà un mane al tale e il mio campo sarà tuo, il kinyan vale in base al din di garante. b) Se uno dice all'altro: Eccoti un mane e il tuo campo sia del tale, il kinyan vale in base al din di schiavo cananeo. c) Se uno dice all'altro: Dà un mane al tale e con questo il mio campo sarà suo, quello acquista il campo in base alla combinazione dei due.
La Ghemara dimostra la necessità di Rava di insegnare quei dinim sia nel campo dei kiddushin che in quello pecuniario:
Ed è necessario insegnare quei dinim sia nel campo dei kiddushin che in quello pecuniario perché se ce li avesse insegnati solo nei kiddushin, avrei pensato che il kinyan vale perché la donna si accontenta di una cosa qualsiasi, come risulta dall'insegnamento di Resh Lakish, infatti disse Resh Lakish: Meglio sedere in due che sedere come una vedova, tuttavia quando ci son di mezzo le proprietà , avrei detto che no, i kinyanim di quel tipo non valgono. E se ci avesse insegnato solo quando ci son di mezzo le proprietà, avrei pensato che il kinyan vale perché vi si addice il condono, tuttavia quanto ai kiddushin, avrei detto che no, perché non vi è posto per il condono del danaro dei kiddushin e ci vuole una consegna di danaro vera e propria. Per questo Rava deve insegnarli entrambi.
 

La Ghemara riporta altri responsi di Rava sull'argomento:
Disse Rava: Uno che consacrava una donna e le disse: "Consacrati alla metà di me" - è consacrata, "La metà di te sia a me consacrata" - non è consacrata.
La Ghemara obietta:
Disse Abbaye a Rava: Cosa c'è di speciale nell'espressione "La metà di te sia a me consacrata" che non è consacrata? Se tu mi risponderai: Una donna ha detto il Misericordioso e non mezza donna, ti risponderò che allo stesso modo un uomo ha detto il Misericordioso e non mezzo uomo! Perché quando disse mezzo uomo sarebbe consacrata e quando disse mezza donna non lo sarebbe?
La Ghemara risponde:
Gli disse: E allora? Là dove dice "La metà di te sia a me consacrata" il che implica che la seconda metà possa sposarsi con un altro una donna non è adatta per due uomini, invece un uomo, forse che non è adatto per due donne? E così le disse quando usò l'espressione "Consacrati alla metà di me" che se vorrò sposare un altra oltre a te la sposerò.
 

La Ghemara mostra di meravigliarsi della difficoltà di Rava con l'espressione "La metà di te sia a me consacrata":
Disse Mar Zutra il figlio di R'Mari a Ravina: Nel caso in cui le disse: "La metà di te sia a me consacrata" i kiddushin hanno presa su metà di lei e le si propagheranno i kiddushin da una metà a tutta lei e sarà tutta consacrata! Non ci insegna forse una Baraita: UNO CHE DICE LA GAMBA DI QUESTA SIA 'OLA DIVERRÀ TUTTA 'OLA? E persino per chi ritiene che non diviene tutta 'ola, ciò avviene quando dedica una parte a cui non è attaccata l'anima, un membro senza il quale l'animale può ancora vivere, ma se dedica una parte a cui è attaccata l'anima, diviene tutta 'ola!
La Ghemara distingue tra hekdesh e kiddushin:
È forse simile? Là nell'hekdesh si tratta di un animale, qui nei kiddushin si tratta una diversa volontà!
La Ghemara spiega:
Quello il din di Rava che se dice: "La metà di te sia a me consacrata" non è consacrata non è simile che a quello che disse R'Yochanan: L'animale di due padroni che lo possiedono in comune, se uno dei due ne consacrò mezzo e tornò a comprare dall'altro la seconda metà e la consacrò - l'animale è consacrato ma non può venir sacrificato, ma deve riscattarlo, venderlo, comprare con il ricavato un altro animale e sacrificarlo e se lo scambiò semplicemente con un altro animale chullinanche questo animale che scambiò diviene consacrato ed ha gli stessi dinim del primo, cioé che non può essere sacrificato, ma deve essere venduto e col ricavato comprato un altro animale che viene sacrificato. Vediamo ad ogni modo che la santità non si propaga automaticamente alla seconda parte dell'animale perché ciò dipende dalla volontà del secondo padrone, e lo stesso possiamo dire della donna, che i kiddushin non si espandono alla seconda metà di lei perché ciò dipende dalla sua volontà.
La Ghemara trae delle conclusioni:
Impara da ciò tre dinim: [daf7b] Impara da ciò che gli animali vengono respinti dall'essere sacrificati sull'altare e anche se furono respinti in vita, una volta respinti non possono tornare ad essere adatti ad essere sacrificati. Impara da ciò che anche se viene respinto all'inizio dell'hekdesh resta respinto. Impara da ciò che un animale può essere respinto anche per una santità che era legato solo al danaro e non all'animale in sé stesso.
 

La Ghemara riporta altri dubbi di Rava simili ai precedenti.
Si chiedeva Rava: Uno che diede un peruta ad una donna e le disse: "Metà di te per mezza peruta e metà di te per mezza peruta", cos'è? È consacrata - mekuddeshet o no? [di qui in avanti al posto di "consacrata" useremo l'equivalente ebraico mekuddeshet].
La Ghemara illustra i lati del dubbio:
Siccome le disse: "Mezza peruta" divise i kiddushin in due e in tal maniera non è mekuddeshet, o piuttosto fa il conto ed enumera le parti di un unico processo e in tal maniera i kiddushin hanno valore? Se proverai a dire che egli fa il conto ed enumera le varie parti di un unico processo ed è mekuddeshet, se disse: "Metà di te per una peruta e metà di te per una peruta", cos'è? È mekuddeshet o no? Siccome le disse: "Metà di te per una peruta e metà di te per una peruta" e con una peruta è possibile fare kiddushin egli suddivise le sue parole in due ed intese fare separatamente i kiddushin a ciascuna metà di lei e non è mekuddeshet o forse ogni qual volta che avviene in un unico giorno possiamo dire che egli fa il conto ed enumera le varie parti di un unico processo ed è mekuddeshet?
 

La Ghemara  presenta una terza domanda connessa alle precedenti:
Se proverai a dire che ogni qual volta che avviene in un unico giorno egli fa il conto ed enumera le varie parti di un unico processo ed è mekuddeshet, se disse: "Metà di te per una peruta oggi e metà di te per una peruta domani", cos'è? È mekuddeshet o no? Siccome le disse: ". . . metà di te per una peruta domani" egli suddivise il procedimento in due ed intese fare separatamente i kiddushin a ciascuna metà di lei in due giorni diversi e non è mekuddeshet o forse così le disse: I kiddushin cominciano oggi e non finiscono che domani ed egli intende solo che il tempo del procedimento si protragga per due giorni per essendo un unico processo ed è mekuddeshet?
 

La Ghemara presenta una quarta domanda connessa alle precedenti:
Se le disse: "Le tue due metà per una peruta" cos'è? È mekuddeshet o no? Qui senz'altro intese dirglielo in un unico tempo e si riferì ad un unico processo ed è mekuddeshet, o forse una donna non si consacra a metà in nessuna maniera e non è mekuddeshet?
La Ghemara conclude:
Resti la domanda al suo posto senza soluzione.
 

La Ghemara propone un'altro dubbio:
Si chiedeva Rava: Se uno disse: "Le tue due figlie per i miei due figli per una peruta", cos'è? Ci sono kiddushin o no? Questi sono i lati del dubbio: Ci regoliamo secondo quello che diede e quello che ricevette cioé i genitori ed esiste un passaggio di danaro valido agli effetti dei kiddushin, cioé una peruta, e questi hanno avuto luogo, o forse ci regoliamo secondo loro le ragazze da fidanzare e allora non c'è un passaggio di danaro valido agli effetti dei kiddushin, perché ad ogni ragazza va mezza peruta?
La Ghemara conclude:
Resti la domanda al suo posto senza soluzione.
 

La Ghemara presenta un dubbio di R'Pappa:
Si chiedeva R'Pappa: Se uno disse: "Tua figlia e la tua mucca per una peruta", cos'è? Ci sono kiddushin o no? Questi sono i lati del dubbio: Forse che noi diciamo che egli intese dire: "Tua figlia per mezza peruta e la tua mucca per mezza peruta" e allora non vi sono né kiddushin kinyan, o forse egli intese dire: "Tua figlia per una peruta e la tua mucca per meshicha" e allora vi sono sia kiddushin che kinyan?
La Ghemara conclude:
Resti la domanda al suo posto senza soluzione.
 

La Ghemara continua con un dubbio simile:
Si chiedeva R'Ashi: Se uno disse: "Tua figlia e il tuo terreno per una peruta", cos'è? Ci sono kiddushin o no? Questi sono i lati del dubbio: Forse che noi diciamo che egli intese dire: "Tua figlia per mezza peruta e il tuo terreno per mezza peruta" e allora non vi sono né kiddushin kinyan, o forse egli intese dire: "Tua figlia per una peruta e il tuo terreno per chazaka" e allora vi sono sia kiddushin che kinyan?
La Ghemara conclude:
Resti la domanda al suo posto senza soluzione.
 

La Ghemara continua con un altro tipo di dubbio:
Nel caso di uno uomo che fece i kiddushin con abiti di seta, Rabba disse: Non necessitano una stima e senza stima la donna è mekuddeshet, R'Yosef disse: Necessitano una stima e se non furono stimati non ci sono kiddushin.
La Ghemara fa luce sulla divergenza di opinione tra Rabba e R'Yosef:
Se le disse: "Consacrati a me per questi abiti di seta così come sono", nessuno dissente sul fatto che non necessitano stima perché siccome valgono di sicuro più di una peruta e lei acconsantì di consacrarsi per essi, è mekuddeshet, se invece le disse: "Valgono cinquanta" e non valgono cinquanta, certo che non è mekuddeshet infatti non valgono cinquanta e lei intendette consacrarsi per cinquanta! Anche in questo caso non vi è machloket! Dove sì divergono è nel caso in cui disse: "Valgono cinquanta" e valgono cinquanta, Rabba disse: Non necessitano una stima e senza stima la donna è mekuddeshet, infatti valgono cinquanta e lei intendette consacrarsi per cinquanta! R'Yosef disse: Necessitano una stima e se non furono stimati non ci sono kiddushin, siccome la donna non è esperta della stima se quegli abiti non vengono stimati da esperti, lei non si fida e non acconsente a consacrarsi.
 

La Ghemara riporta una versione diversa della stessa machloket:
Ci son quelli che dicono: Anche nel caso in cui lui disse: "Consacrati a me per questi abiti di seta così come sono" essi dissentono, R'Yosef dice che la donna non è mekuddeshet se non stimarono gli abiti prima dei kiddushin.
La Ghemara spiega la shita di R'Yosef:
R'Yosef diceva: L'equivalente del danaro può dar luogo ai kiddushin perché esso è considerato come danaro, come il danaro è fissato quanto deve essere e tutti lo sanno,