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[da daf 3b] La Ghemara ritorna alla fonte citata all'inizio:
Piuttosto sembra proprio che quando il versetto citato all'inizio: Ed uscirà gratis non vi è denaro, esclude dalle uscite gratuite un'altra uscita che non è gratuita, (non vi è denaro per questo padrone ma vi è denaro per un altro padrone), [fin qui da daf 3b] èun'altra uscita del suo tipo che essa esclude, e quindi al posto del padrone, che non riceve denaro, vi è il padre, che riceve denaro.
La Ghemara solleva un'obiezione:
Ma non è affatto simile quell'uscita a quell'altra uscita, là, nel caso dell'uscita della schiava ebrea al sopraggiungere della na'arut, lei esce dalla potestà del padrone del tutto, qui invece, nel caso dell'uscita della na'ara con i kiddushin, manca ancora di metterla sotto la chuppa perché esca completamente dalla potestà del padre. Come è possibile allora lo studio proposto sopra? Esso infatti implica che le due uscite siano uguali!
La Ghemara spiega:
Per lo meno per quanto riguarda l'annullamento dei nedarim lei esce dalla sua potestà dalla potestà esclusiva del padre, perché insegna la Mishna (Nedarim 66b): UNA NA'ARA FIDANZATA, SUO PADRE E SUO MARITO ANNULLANO I SUOI NEDARIM. Con ciò è legittimo paragonare le due uscite, come la Ghemara propose all'inizio.
 
 

La Ghemara mette in discussione l'uso della fonte sopra citata:
Ma quel versetto Ed uscirà gratis non vi è denaro, è questo che viene ad insegnare che i kiddushin della na'ara si fanno con denaro e che il denaro spetta al padre?  Ma esso serve a quanto insegna la Baraita che la schiava esce in libertà quando le compaiono i segni della na'arut e non deve aspettare altri sei mesi, cioé l'epoca in cui diventa bogheret, perché la Baraita insegna: ED USCIRÀ GRATIS QUESTI SONO I GIORNI DELLA BAGRUT, NON VI È DANARO QUESTI SONO I GIORNI DELLA NA'ARUT! Non resta nulla di superfluo per insegnare il din del denaro dei kiddushin!
La Ghemara rivela l'esistenza di una soluzione interpretativa:
Disse Ravina: Se così fosse, che il versetto dica en kasef - "non vi è denaro" senza la yud,cos'è ein kasef  - "non vi è denaro" con la yud ? Questa yud superflua ci insegna: Non vi è denaro per questo padrone, ma vi è denaro per un altro padrone, e chi sarebbe? Il padre!
 
 

La Ghemara chiede un chiarimento circa l'interpretazione proposta da Ravina:
Da dove impariamo che si può interpretare così e dire che la yud di ein - no, è superflua e destinata ad una particolare interpretazione?
La Ghemara risponde:
Perché una Baraita insegna: Dice la Scrittura (Levitico 22, 13): E seme lei non ha VEZERA EIN LA, NON HO CHE IL SEME, IL SEME DEL SEME DA DOVE? LA TORA DICE: E seme lei non ha VEZERA EIN LA - INDAGA SU DI LEI! E NON HO SE NON IL SEME KASHER, IL SEME PASUL DA DOVE? LA TORA DICE: E seme lei non ha VEZERA EIN LA - INDAGA SU DI LEI!
La Ghemara obietta:
Ma la Baraita ne ha ricavato già il seme del seme! Come può dalla stessa yud superflua ricavare anche il din del seme pasul?
La Ghemara spiega:
In verità il seme del seme non ha bisogno di un'interpretazione basata su un versetto, perché i figli dei figli sono come figli, dove serve un'interpretazione basata su un versetto è per imparare che anche il seme pasul quando è presente impedisce alla figlia di un Kohen, vedova o divorziata da un Israel, di tornare a mangiare la teruma.
 
 

La Ghemara si informa sull'origine di tale modo di interpretare:
E a proposito di tale modo di interpretare, da dove il Tanna ha preso che si può interpretare così?
La Ghemara spiega:
Dissero: Sta scritto (Numeri 22, 14): Si rifiuta Bil'am - Meen Bil'am e non Meein Bil'am, e anche sta scritto (Deuteronomio 25, 7): Si rifiuta il mio yavam - Meen yevami e non Meein yevami in cui non è scritta la yud, e qui in un altro versetto è scritta la yud, impara da questo che essa viene per un interpretazione.
 

La Ghemara dimostra la necessità di un insegnamento particolare per l'opera della mani della na'ara ed un insegnamento particolare per il denaro dei suoi kiddushin:
E ci vuole che sia scritto nella Tora un versetto per imparare che il denaro dei suoi kiddushin vanno al padre, e ci vuole che sia scritto nella Tora un versetto per imparare che il ricavato dell'opera delle sue mani va al padre, perché se il Misericordioso avesse scritto che i suoi kiddushin vanno al padre, e non avesse scritto nulla sull'opera delle sue mani, avrei detto che il motivo per cui vanno al padre è perché lei non fece fatica per essi nell'acquisire il denaro dei kiddushin, ma il ricavato dell'opera delle sue mani che le è costata fatica, avrei detto che va a lei! E se il Misericordioso ci avesse fatto sentire un versetto sull'opera delle sue mani e non sul denaro dei kiddushin,avrei pensato che siccome lei si paga il mantenimento con essa il padre ci fa conto, ma il denaro dei kiddushin che le vengono dal di fuori e il padre non ci fa conto, avrei detto che va a lei, perciò è necessario scrivere versetti su entrambi gli argomenti.
 
 

La Ghemara ritorna su una Baraita citata più sopra:
A proposito della Baraita: ED USCIRÀ GRATIS QUESTI SONO I GIORNI DELLA BAGRUT, NON VI È DANARO QUESTI SONO I GIORNI DELLA NA'ARUT !
La Ghemara obietta:
E che il Misericordioso scriva solo il versetto sulla na'arut e non occorre quello sulla bagrut ! Infatti se esce il libertà all'epoca della na'arut cosa serve dire che sei mesi dopo, all'epoca della bagrut, esce in libertà? A quell'epoca è già bell'e uscita!
La Ghemara spiega la necessità delle due parti del versetto:
Disse Rabba: Viene questo la prima parte ed insegnò su questo la seconda parte. Se fosse scritta solo la seconda parte penseremmo che la schiava esce al sopraggiungere della bagrut. Ora viene la prima parte e ci insegna che già al sopraggiungere della na'arut la schiava esce senza risarcimenti al padrone, contrariamente a quello che avremmo pensato.
Rabba riporta un esempio di un simile meccanismo: Qualcosa di simile a quanto avviene per due tipi di servi dei Kohanim il residente e lo stipendiato di cui parla un versetto (Levitico 22, 10): Il residente del Kohen e lo stipendiato non mangi il sacro, come dice la Baraita: IL RESIDENTE È QUESTO CHE FU ACQUISTATO CON UN KINYAN PERPETUO, LO STIPENDIATO È QUESTO CHE FU ACQUISTATO CON UN KINYAN DI ANNI, CHE NOMINI IL RESIDENTE E NON NOMINI LO STIPENDIATO ED IO DIRÒ: QUELLO ACQUISTATO CON UN KINYAN PERPETUO NON MANGIA, QUELLO ACQUISTATO CON UN KINYAN DI ANNI NON TANTO PIÙ? SE COSÌ FOSSE, AVREI DETTO: IL RESIDENTE È QUESTO CHE FU ACQUISTATO CON UN KINYAN DI ANNI, MA QUELLO CHE FU ACQUISTATO CON UN KINYAN PERPETUO MANGIA, VIENE LO STIPENDIATO ED INSEGNÒ SUL RESIDENTE, CHE BENCHÉ SIA STATO ACQUISTATO CON UN KINYAN PERPETUO NON MANGIA.
La Ghemara solleva un'obiezione:
Disse Abbaye: Forse è simile il caso citato da Rabba a quello nostro? nel caso del residente e dello stipendiato si tratta di due corpi uno schiavo perpetuo e uno schiavo di anni, e anche se il Misericordioso avesse scritto: Il residente perpetuo non mangi la teruma, e fosse tornato a scrivere l'altro che lo stipendiato cioé lo schiavo di anni non mangi la teruma, sarebbe il versetto scritto a proposito dello stipendiato una cosa che si può imparare da un kal vachomer, e può essere che una cosa che si può imparare da un kal vachomer la Scrittura si premurò di scrivere, invece qui nel caso della na'ara e della bogheretsi tratto di un unico corpo la stessa schiava che passa da un'età all'altra, una volta che è uscita all'epoca della na'arut, la bagrut quale necessità c'è su di essa che venga ricordata?
La Ghemara propone un'altra spiegazione della Baraita:
Invece, disse Abbaye: Non serve il versetto E uscirà gratis se non per insegnarci l'uscita al sopraggiungere della maturità della ailonit, la quale non ha na'arut e se non ci fosse questo versetto, ma solo quello relativo alla na'arut, potrebbe venirti in mente di dire che all'epoca della na'arut esce, all'epoca della bagrut non esce, e quindi non vi è epoca in cui la ailonit possa uscire, ecco che il versetto E uscirà gratisci insegna che la schiava esce anche alla bagrut e quindi anche la ailonit esce.
 
 

La Ghemara solleva un'obiezione ad Abbaye:
Lo attaccò Mar bar R'Ashi: Ma questo che la ailonit esce alla bagrut non è un kal vachomer? Se i segni distintivi della na'arut che non fanno escire dalla potestà del padre fanno uscire dalla potestà del padrone, l'epoca della bagrut che fa uscire dalla potestà del padre non è logico che faccia uscire dalla potestà del padrone?
La Ghemara corregge la risposta di Abbaye:
Invece, disse Mar bar R'Ashi: Non serve il versetto E uscirà gratis se non per insegnarci sulla vendita stessa della ailonitquando è minore. Potrebbe venirti in mente di dire: Quando reca i segni della na'arut la vendita è valida, quando non reca i segni della na'arut come nel caso della ailonit, la sua vendita non è una vendita valida [daf4b]perciò ci insegna il versetto E uscirà gratis ecc. che sebbene la ailonit non rechi mai i sengni della na'arut può essere venduta come schiava come le figlie normali.
La Ghemara ritorna all'obiezione mossa da Mar bar R'Ashi ad Abbaye:
E quando a Mar bar R'Ashi, che disse: Ma ciò che la ailonit esce con la bagrut non si impara forse da un kal vachomer? Ma non diciamo: Una cosa che si può imparare da un kal vachomer la Scrittura si premurò di scrivere? Anche se si impara da un kal vachomer non è detto che la Scrittura non lo scriva.
La Ghemara spiega:
Questo che "una cosa che si può imparare da un kal vachomer la Scrittura si premurò di scrivere" lo diciamo quando non vi è cosa imparare da quel versetto, tuttavia quando c'è cosa imparare lo impariamo e non diciamo "una cosa . . .".
 
 

La Ghemara riporta una fonte alternativa per il denaro dei kiddushin:
Il Tanna della Baraita che stiamo per prendere in considerazione lo ricava l'insegnamento sul denaro dei kiddushin da qui, come insegna la Baraita: QUANDO UN UOMO PRENDERÀ UNA DONNA E L'AVRÀ POSSEDUTA E SE AVVERRÀ CHE NON GLI PIACERÀ PER AVER TROVATO IN LEI ecc. NON VI È PRENDERE SENZA DENARO, PERCHÉ COSÌ DICE LA SCRITTURA (Genesi 23, 13): HO DATO IL DENARO DEL CAMPO PRENDILO DA ME. Ecco che ogni "prendere" avviene con versamento di danaro, come per il campo così per la donna. La Baraita continua: MA NON DERIVA CIÒ DA UN LOGICO RAGIONAMENTO? SE LA SCHIAVA EBREA CHE NON VIENE ACQUISTATA CON LA BIA VIENE ACQUISTATA COL DANARO, COSTEI CHE VIENE ACQUISTATA CON LA BIA NON È LOGICO CHE VENGA ACQUISTATA COL DENARO? LO SMENTIRÀ LA YEVAMA CHE VIENE ACQUISTATA CON LA BIA E NON VIENE ACQUISTATA COL DENARO. COME DALLA YEVAMA CHE NON VIENE ACQUISTATA CON UNO SHTAR IMPARERAI SU COSTEI CHE VIENE ACQUISTATA CON UNO SHTAR? LA TORA INSEGNA: QUANDO UN UOMO PRENDERÀ.
La Ghemara obietta solleva un'obiezione alla conclusione della Baraita:
Ma a cosa mi serve il versetto? Ma si è dimostrato valido il kal vachomer!
La Ghemara spiega la conclusione della Baraita:
Disse R'Ashi: Siccome si potrebbe dire: Vi è una confutazione che parte  dal fondamento stesso del ragionamento logico portato dalla Baraita. Da dove infatti la portasti la prova che i kiddushin si fanno col denaro? Dalla schiava ebrea, ma che cosa, dalla schiava ebrea, che pur esce col danaro del riscatto anche prima dello scadere dei sei anni, imparerai su costei che non esce col danaro ma solo con il ghet? Per questo la Tora insegna: Quando un uomo prenderà.
 
 

La Ghemara dimostra che entrambi i versetti riportati sono necessari per imparare che i kiddushin si fanno col denaro:
Ed è necessario che sia scritto E uscirà gratis, ed è necessario che sia scritto Quando un uomo prenderà, perché se il Misericordioso avesse scritto Quando un uomo prenderà, e non avesse scritto E uscirà gratis, avrei detto che il denaro dei kiddushin che il marito le porta spettano a lei, perciò il Misericordioso scrisse E uscirà gratis non vi è denaro - non vi è denaro per questo padrone, ma vi è denaro per quel padrone, chi è? Il padre. E se il Misericordioso avesse scritto E uscirà gratis, e non avesse scritto Quando un uomo prenderàavrei detto che quando è lei a dar(gli)e a lui il denaro e a consacrarlo a lei, sono kiddushinvalidi, per questo il Misericordioso scrisse Quando un uomo prenderà, e non "Quando lei prenderà".
 
 

La Ghemara ricerca ora la fonte dei kiddushin tramite bia:
È scritto (Deuteronomio 24, 1): E la possederàche ci insegna che viene acquistata con la bia.
La Ghemara riporta una Baraita che dissente da questo insegnamento:
MA NON DERIVA CIÒ DA UN LOGICO RAGIONAMENTO? SE LA YEVAMA CHE NON VIENE ACQUISTATA COL DANARO VIENE ACQUISTATA CON LA BIA, COSTEI CHE VIENE ACQUISTATA COL DANARO NON È LOGICO CHE VENGA ACQUISTATA CON LA BIA? UNA SCHIAVA EBREA LO SMENTIRÀ, CHE VIENE ACQUISTATA COL DANARO E NON VIENE ACQUISTATA  CON LA BIA. COSA DA UNA SCHIAVA EBREA CHE NON VIENE ACQUISTATA A SCOPO MATRIMONIALE POTRAI INSEGNARE SU COSTEI CHE VIENE ACQUISTATA A SCOPO MATRIMONIALE? LA TORA INSEGNA: E LA POSSEDERÀ.
La Ghemara obietta solleva un'obiezione alla conclusione della Baraita:
Ma a cosa mi serve il versetto? Ma si è dimostrato valido il kal vachomer!
La Ghemara spiega la conclusione della Baraita:
Disse R'Ashi: Siccome si potrebbe dire: Vi è una confutazione che parte  dal fondamento stesso del ragionamento logico portato dalla Baraita. Da dove infatti la portasti la prova che la bia fa i kiddushin? Dalla yevama, ma che cosa, dalla yevama, che sta lì destinata a sposare il fratello del defunto, inparerai su costei che non sta lì destinata a sposare il tale dei tali? Per questo la Tora insegna: E la possederà.