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Ketubbot - Ellu Nearot - 39
39a  ELLU NEAROT CAPITOLO TERZO KETUBBOT

 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
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Mishna Il seduttore deve dare tre cose, il violentatore quattro.
Il seduttore deve dare un risarcimento per la vergogna, il deprezzamento e il kenas
Vi aggiunge il violentatore in quanto deve dare un risarcimento per il dolore.
Che differenza c'è tra il violentatore e il seduttore?
Il violentatore che deve dare un risarcimento per il dolore, 
e il seduttore non deve dare un risarcimento per il dolore; 
il violentatore deve pagare subito, 
e il seduttore paga allorchè la divorzia;
il violentatore beve nel suo vaso, e il seduttore se vuole divorziarla la divorzia.
Come sarebbe a dire beve nel suo vaso? Vuol dire che se lei e suo padre sono consenzienti, lui è obbligato a sposarla e non può divorziarla persino se lei è zoppa, persino se lei è cieca, persino se lei è colpita dalle pustole.
Se tuttavia si trova in lei un problema di 'ervacome nel caso in cui avesse avuto, da sposata, rapporti sessuali illeciti con un altro o se non è adatta ad entrare in Israel come nel caso in cui fosse mamzeretnon gli è consentito di tenerla, come è detto (Deuteronomio 22): "e sarà sua moglie", una donna adatta ad essere sua moglie.
Mishna 39a
Ghemara La Ghemara chiede:
Disse la Mishna che il  violentatore deve dare un risarcimento per il dolore, di che dolore si tratta?
La Ghemara risponde:
Disse il padre di Shmuel: egli deve pagare un risarcimento per il dolore che le ha arrecato quando l'ha sbattuta per terra prima di violentarla.
La Ghemara obietta:
Gli obiettò R'Zera: Allora da ciò che il dolore consiste nell'essere sbattuta per terra, possiamo concludere che se la sbatte su di un mucchio di seta anche in questo caso lui sarebbe paturdal pagamento del risarcimento per il dolore? E se tu dici: È proprio così! ti obietterò: Eppure c'è una Baraita: R'SHIMON BEN YEHUDA DICE IN NOME DI R'SHIMON in disaccordo con il Tanna della nostra Mishna: UN VIOLENTATORE NON PAGA IL DOLORE, PERCHÈ 
39b
È DESTINATA A SOFFRIRE TALE DOLORE della deflorazione SOTTO IL SUO legittimo MARITO.GLI DISSERO i Chachamim: NON È LO STESSO VENIR POSSEDUTA CON LA VIOLENZA E VENIR POSSEDUTA CONSENZIENTE. Comunque sia viene respinta l'idea che il dolore di cui si parla si quello di venir sbattute per terra. 
La Ghemara propone un altra spiegazione:
Piuttosto, disse R'Nachman in nome di Rabba bar Avua: il dolore di cui parla la nostra Mishna è il dolore di aprire le gambe e infatti così dice la Scrittura: "E aprirai le tue gambe ad ogni passante".
bietta:
Se così è, anche la sedotta sopporta lo stesso dolore e perchè le viene negato il risarcimento?
La Ghemara spiega:
Disse R'Nachman in nome di Rabba bar Avua: L'esempio della sedotta a che cosa assomiglia? Ad un uomo che disse al suo compagno: Strappa il mio abito di seta e considerati patur dal pagamento, così anche la sedotta passa sopra al dolore e glielo condona.
La Ghemara respinge il paragone:
Si può forse paragonare il condono della sedotta a quello che dice: Strappa il mio abito di seta, nel caso della na'ara sedotta i soldi del resarcimento appartengono al padre di lei e come può lei condonare denaro che non le appartiene?
La Ghemara ritorna indietro:
Piuttosto, disse R'Nachman in nome di Rabba bar Avua: Le donne intelligenti dicono: la sedotta non ha dolore nel divaricare le gambe.
La Ghemara obietta:
Ma invece noi notiamo che c'è anche nel caso della sedotta un certo dolore nella deflorazione!
La Ghemara spiega:
Disse Abbaye: Mi ha detto mamma: il male che la deflorazione fa a una donna che lo vuole è poca cosa e non lo sente che come acqua calda versata sulla testa di uno calvo e perciò non è tale da obbligare ad un risarcimento.
Rava disse: Mi ha detto la figlia di Rav Chisda (che era sua moglie): il male che la deflorazione fa a una donna che lo vuole è come la puntura del salassatore.
Rav Pappa disse: Mi ha detto la figlia di Abba Suraa (che era sua moglie): il male che la deflorazione fa a una donna che lo vuole è come pane secco sulle gengive.
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È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein