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Per l'elevazione dell'anima della Signora Lea Bravermann che si dedico' per cinquanta anni all'educazione delle figlie di Israel

 
 
Ketubbot - Betula Niset - 2
2a  BETULA NISET CAPITOLO PRIMO KETUBBOT

 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
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Mishna Una vergine si deve sposare di mercoledì e una vedova di giovedì, perchè i Bate Dinim risiedono nelle cittadine due volte alla settimana, di lunedì e di giovedì, e se lo sposo dovesse sporgere una protesta di verginità, cioè se la prima notte di matrimonio non l'avesse trovata vergine, potrebbe già alla mattina presto recarsi al Bet Din e questa tempestività è dovuta al fatto che in certi casi c'è la necessità di sciogliere il matrimonio e la donna è a lui proibita dallo stesso istante in cui scoprì la cosa. Mishna 2a
Ghemara La Ghemara cita un insegnamento degli Amoraim che contiene la seguente domanda:
Disse R'Yosef in nome di R'Yehuda, che lo aveva detto in nome di Shmuel: Per quale motivo dissero che la vergine si deve sposare proprio di mercoledì? Per il motivo spiegato nella Mishna potrebbe sposarsi anche di domenica in quanto i Bate Dinim sono aperti anche di lunedì.
La Ghemara risponde:
Perchè imparammo in una Mishna (nel seguito, a Daf 57a) a proposito di un fidanzato che annunciò alla sua fidanzata che è giunto il momento di prepararsi alle nozze, dal quale momento la vergine ha, per legge rabbinica, dodici mesi e la vedova trenta giorni per preparare vestiti e gioielli, che se GIUNSE IL MOMENTOdelle nozze, cioè trascorsero i dodici mesi della vergine o i trenta giorni della vedova, E NON SI SPOSARONO, ora esse MANGIANO DEL SUO, il loro mantenimento è a carico del fidanzato,E MANGIANO LA TERUMAse il fidanzato è Kohen. Può avvenire che giunga il momento delle nozze, cioè lo scadere dei dodici mesi o dei trenta giorni, di domenica, nel qual caso potremmo pensare che il fidanzato è tenuto a provvedere per il suo mantenimento già da quel giorno, per questo imparammo nella nostra Mishna: UNA VERGINE SI DEVE SPOSARE DI MERCOLEDÌ  e fino a mercoledì il fidanzato non è tenuto al suo mantenimento nè lei mangia la teruma se lui è Kohen, anche se la scadenza del periodo di preparazione è avvenuta prima.
La Ghemara protesta:
Disse R'Yosef: Signore di Abramo! Come mai Shmuel fa dipendere un insegnamento esplicito della Mishna da in insegnamento non esplicito! Infatti la conclusione che se il periodo di preparazione cade di domenica egli deve mantenerla già da domenica, non è una conclusione esplicita della Mishna.
La Ghemara fa vista di non capire la protesta di R'Yosef:
Quale è l'espicita e quale è la non esplicita? Questa è esplicita e questa è esplicita!
La Ghemara spiega:
Questo è piuttosto ciò che R'Yosef vuol dire: fa dipendere un insegnamento di cui viene fornita la ragione, cioè la nostra Mishna che spiega il perchè la vergine deve sposarsi di mercoledì, da un insegnamento di cui non viene fornita la ragione, cioè la Mishna di Daf 57a che non spiega perchè giunto il termine e non si sposarono ecc.
La Ghemara trova doveroso correggere il testo dell'insegnamento citato in nome di Shmuel:
Piuttosto, se è stato detto in nome di Shmuel queso insegnamento, così è stato detto: Disse R'Yehuda in nome di Shmuel:  Per quale motivo dissero che la vergine si deve sposare proprio di mercoledì?  Perchè se dovesse sporgere una protesta di verginità,potrebbe già alla mattina presto recarsi al Bet Din. Ma si potrebbe obiettare: Che si sposi di domenica! Perchè se dovesse sporgere una protesta di verginità, potrebbe già alla mattina presto recarsi al Bet Din che siede anche di lunedì! La risposta è che i Chachamim si industriarono affinchè le figlie di Israel ricevessero tutte le attenzioni nella preparazione al giorno delle nozze, e quindi che il fidanzato si occupi della preparazione del banchetto di nozze almeno per tre giorni: la domenica, il lunedì e il martedì, e solo al mercoledì la faccia entrare sotto il baldacchino nuziale. Ed ora che abbiamo imparato che "si industriarono" e fissarono le nozze il mercoledì per i motivi che abbiamo detto, quella Mishna che abbiamo imparato: GIUNSE IL MOMENTOE NON SI SPOSARONO MANGIANO DEL SUO E MANGIANO LA TERUMA, la regola è che se giunge il momento delle nozze della vergine di domenica, siccome non può far entrare la fidanzata sotto il baldacchino nuziale a causa della disposizione rabbinica "si industriarono", non è tenuto a provvedere al suo mantenimento fino a mercoledì, in quanto il ritardo non è stato causato da lui ma dalla disposizione rabbinica.
La Ghemara trae altre conclusioni halachiche dal principio testè enunciato:
Perciò or che Shmuel ci ha insegnato che l'obbligo del mantenimento della fidanzata subentra solo quando il ritardo delle nozze è causato dal fidanzato, se egli si ammalò, o se lei si ammalò, o se diventò nidda, non è tenuto a provvedere al suo mantenimento, in quanto il ritardo non dipese da lui.
La Ghemara manifesta i suoi dubbi sulle estensioni del din di Shmuel:
Ci fu chi manifestò un dubbio al proposito e cioè: Se egli si ammalò, quale è il din? Forse che diciamo: Quale è la ragione là? nel caso di cui si occupò Shmuel, che il termine cadde di domenica, per quale ravione il fidanzato è dispensato dall'obbligo del mantenimento fino al mercoledì? Non è forse perchè è anus? e allora anche qui è anus. O forse diciamo: Là è anus da una disposizione che stabilirono Rabbanan, ma qui no! nel caso in cui è ammalato il ritardo non è causato da una disposizione rabbinica ma da un suo problema privato, e forse in questa maniera egli non è dispensato dall'obbligo del mantenimento della fidanzata una volta giunto il termine.
La Ghemara manifesta un nuovo dubbio:
E se troverai giusto dire che se egli si ammalò è tenuto a provvedere al suo mantenimento, e non è dispensato dal suo impedimento personale, c'è ancora posto per un altro dubbio: Se fu lei che si ammalò, e perciò andarono a monte le nozze, quale è il din? Il fidanzato è obbligato al mantenimento? Può egli dirle alla sua fidanzata: Come vedi io son qui, cioè sono pronto a procedere con le nozze e l'impedimento vien da te, per lo meno che non sia obbligato per ora a mantenerti! O invece può lei dire a lui: Il suo campo si è allagato, cioè la sua cattiva sorte ha causato che le nozze siano procrastinate e lui mi deve mantenere.
La Ghemara manifesta un altro dubbio:
E se troverai giusto dire che, se lei si ammalò, può lei dire a lui: Il suo campo si è allagato, c'è ancora posto per un altro dubbio: Se fu lei che diventò nidda, quale è il din? Forse che il fidanzato è obbligato a mantenerla?
La Ghemara spiega su che cosa si debba essere in dubbio in questo caso:
Se la fidanzata divenne nidda al momento appropriato secondo il suo ciclo - non è qui che siamo in dubbio, 
2b
perchè lei non può dirgli: Il suo campo si è allagato, in quanto era prevedibile che quel giorno non sarebbe stato adatto per le nozze e quindi non essendo nemmeno attribuibile alla sua cattiva sorte, il fidanzato non è ancora obbligato a mantenerla. Dove invece sì che siamo in dubbio è quando la fidanzata divenne niddaal momento non appropriato secondo il suo ciclo, quale è il din? Forse che diciamo siccome non è nel momento appropriato secondo il suo ciclo, lei può dirgi: Il suo campo si è allagato, e lui deve mantenerla. O invece diciamo: siccome ci sono donne che sperimentano variazioni del ciclo, e come se la fidanzata fosse divenuta nidda al momento appropriato secondo il suo ciclo, e lui non deve mantenerla perchè ciò che è accaduto dimostra che quello non era il tempo adatto al matrimonio?
La Ghemara tenta ora di risolvere questi dubbi:
R'Achai spiegava così: GIUNSE IL MOMENTOE NON SI SPOSARONO,  MANGIANO DEL SUO E MANGIANO LA TERUMA, la Mishna non dice: "Non le sposarono" ma "NON SI SPOSARONO"da cui comprendiamo che il fidanzato è obbligato al mantenimento anche quando l'impedimento è causato dalla donna. Come sarebbe a dire: Se è lei ad impedire volontariamente perchè mai è scritto nella Mishna MANGIANO DEL SUO E MANGIANO LA TERUMA, perchè lui dovrebbe pagarle il mantenimento quando lui è pronto a sposarla e lei non vuole? Non si tratta piuttosto che lei è impedita come abbiamo detto? cioè contro la sua volontà, come nel caso in cui è ammalata o è diventata nidda? Ed è a proposito di questo che il Tanna insegna: MANGIANO DEL SUO E MANGIANO LA TERUMA, cioè nel caso in cui sono costrette da qualcosa indipendente dalla loro volontà il fidanzato è obbligato al loro mantenimento.
La Ghemara respinge questa spiegazione:
Disse Rav Ashi: Per sempre continuerò ad affermare che nessuna anusa mangia a spese del fidanzato, e la Mishna parla del caso in cui è lui ad impedire e sarebbe giusto che la Mishna dicesse "Non le sposarono", ma siccome l'inizio di quella Mishna si riferisce a lei, alla fidanzata, anche la fine della Mishna si riferisce a lei e usa l'espressione "non si sposarono", ma da ciò non si può dedurre che il fidanzato viene obbligato al mantenimento della fidanzata, in ogni caso di ones che la porti a rimandare la data delle nozze.

La Ghemara apre un nuovo problema con questo din di Rava:
Disse Rava: Ma quanto al ghet le cose non stanno così. Se uno consegnò il ghet a sua moglie e le disse: "Questo ghet entrerà in vigore se non tornerò da te entro trenta giorni", e poi fu impedito di tornare, il ghet entra in vigore allo scadere del trentesimo giorno, e lui non può dire: Il ghet non ha valore perchè volevo tornare ma fui impedito da causa di forza maggiore.
La Ghemara trae una conclusione dal din di Rava:
Allora Rava riteneva che non vi è ones nei riguardi di ghittin, cioè non vale la scusa della causa di forza maggiore nei riguardi della validità di un ghet.
La Ghemara cerca la fonte dell'insegnamento di Rava:
Da dove Rava deriva ciò? Diciamo che lo deriva da quanto venne insegnato nella Mishna (Ghittin, 76b) Colui che dice a sua moglie: SIA QUESTO PER TE IL GHET, NEL CASO IN CUI NON VENISSI QUI da te PER DODICI MESI a partire da oggi, E MORÌ DURANTE I DODICI MESI, il ghet consegnato alla moglie in questo caso NON È UN GHET cioè non ha valore. Dalla Mishna così Rava dedusse: se morì allora non è un ghet, ma se si ammalò, sì che è un ghet!
La Ghemara respinge questa soluzione:
Ma forse posso continuare a dirti che anche se si ammalò non è un ghet, e la Mishna di per sè viene ad insegnarci soltanto che non vi è ghet  dopo la morte, il ghet non ha valore perchè nel momento della sua entrata in vigore lui non era in condizione di dare un ghet essendo già morto.
La Ghemara ribatte:
Ma è mai possibile che questa Mishna venga ad insegnarci che non vi è ghet  dopo la morte? Ma lo insegnò nella resha, cioè in una Mishna precedente (Ghittin, 72a) è detto: Se un moribondo consegnò il ghet alla moglie con queste parole: SIA QUESTO PER TE IL GHET,SE MORIRÒ,SIA QUESTO PER TE IL GHET, DA QUESTA MALATTIA, "quando uscirò da questa malattia", ma egli ne muore, SIA QUESTO PER TE IL GHET, DOPO LA MORTE, in tutti questi casi, in pratica NON DISSE NIENTE, cioè il ghet è nullo perchè dopo la morte non si può dare il divorzio, e siccome questo principio è stato già insegnato qui, non può essere che la Mishna successiva (Ghittin, 76b) venga ad insegnare la stessa cosa.
La Ghemara non accetta questo ragionamento e propone un altro significato per la Mishna di Ghittin, 76b:
Forse la Mishna di Ghittin, 76b viene ad insegnarci l'opposto di quanto dissero Rabbanan, infatti viene insegnato in una Baraita: e rabbanan le permisero di sposarsi con qualsiasi uomo, cioè sciolsero dall'obbligo dello yibbum una donna che aveva ricevuto un ghet con la condizione "nel caso in cui non venissi qui per dodici mesi e morì durante i dodici mesi. La Mishna di Ghittin, 76b viene a contraddire quando insegnato da Rabbanan nella Baraita e a dirci che quella donna era obbligata allo yibbum perchè un ghet postumo non ha valore, tuttavia se al momento dell'entrata in vigore del ghet lui non poteva venire perchè era ammalato il ghet ha valore, ed è questa la base di Rava per dire che non vi è ones nei riguardi dei ghittin.

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Dopo vari tentativi, siccome la Ghemara non trova una fonte per l'insegnamento di Rava, conclude:
Piuttosto, Rava espresse una sua opinione personale, e cioè che sebbene, deoraita, l'ones ha il potere di annullare un ghet, Rabbanan decretarono che non sia così e che il ghet abbia valore nel caso che la condizione sia stata adempiuta a causa di un ones, in considerazione delle donne modeste, e in considerazione delle donne sfacciate. In considerazione delle donne modeste, perchè se dicesti che se il marito non è tornato per via di un ones il ghet,non è un ghet, [da Daf 3a: quelle volte in cui lui non è impedito e di proposito non si è fatto vedere ma la donna crede che non è venuto per un ones,lei resta 'agunae ritiene di non potersi risposare.da Daf 3a]
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