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Daf 107Ketubbot - Shene Daiane
107b DUE GIUDICI CAPITOLO TREDICESIMO KETUBBOT

 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
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. . . . . .
Mishna Nel caso di colui che andò 
in un paese d'oltremare, e uno si mise 
a mantenere sua moglie,
Chanan disse:
Perse il suo denaro perchè quando il marito ritorna, non è tenuto a restituirgli il denaro che egli, di propria iniziativa, spese per la moglie di lui.
Discordarono con lui
i figli dei Grandi Sacerdoti e dissero:
Faccia quell'uomo giuramento su quanto tirò fuori per mantenere la donna e se lo prenda.
Disse R'Dosa ben Harkinas:
L'halacha è come dicono loro.
Disse R'Yochanan ben Zakkai:
Ha detto bene Chanan, quell'uomo ha messo
le sue monete sulle corna della gazzella.
Mishna 107b
Ghemara La Ghemara cita una Mishna:
Insegnarono là nella Mishna:
COLUI CHE FA VOTO
CHE IL SUO AMICO NON ABBIA DA LUI BENEFICI
[da Daf 108a: 
PUÒ PAGARE PER LUI IL MEZZO SICLO, che si paga per i sacrifici al Tempio,
PUÒ REGOLARE IL SUO DEBITO,
PUÒ RESTITUIRGLI LA COSA SMARRITA,
E IN UN LUOGO IN CUI USANO RICEVERE
UNA RICOMPENSA per la restituzione della cosa smarrita,
CHE VADA ILGODIMENTO di tale ricompensa ALla cassa del denaro CONSACRATO.
La Ghemara mette a fuoco la difficoltà contenuta in tale Mishna:
D'accordo 
che può pagare il suo mezzo siclo, che l'amico deve per i sacrifici del Tempio,
compie infatti una mitzva, e l'amico suo non trae da ciò alcun beneficio,
infatti insegna un Mishna:
USANO PRELEVARE PER IL mezzo siclo che è andato PERSO,
PER QUELLO già RISCOSSO ma non ancora arrivato alle casse del Tempio,
E PER QUELLO CHE VERRÀ RISCOSSO IN FUTURO ma ancora non è stato riscosso.
e che può restituirgli la cosa smarrita,
anche qui compie una mitzva,
ma se regola il suo debito
ora sì che lo fa guadagnare!
La Ghemara risponde:
Disse R'Oshaya:
Questa Mishna secondo la shita di chi è?
È secondo la shita di Chanan,
il quale disse:
Perse il suo denaro, il pagamento di propria iniziativa non crea nell'altro alcun obbligo a pagare,
anche qui avendo pagato di sua iniziativa, l'amico non è obbligato a pagargli, e dove non vi è scioglimento di un obbligo non vi è beneficio, e perciò non viola il voto.
Ma Rava disse:
Persino se tu dici che va secondo la shita di Rabbanan che obbligano il marito a pagare,
qui, nel caso del voto di non aver beneficio, di che cosa ci stiamo occupando?
Del caso in cui l'amico che non deve avere benefici da lui prese in prestito
per non restituire se non quando potrà e forse mai. È chiaro che il pagamento di tale debito non è un vero e proprio beneficio.
La Ghemara obietta:
Vada per Rava,
non disse come R'Oshaya, 
e infatti adotta la shita di Rabbanan,
ma quanto a R'Oshaya, 
per che ragione
non disse come Rava che si tratta di un debito fatto senza l'impegno a pagare?
La Ghemara risponde:
R'Oshaya ti direbbe:
Ammettiamo che non vi è beneficio nel caso di un debito fatto senza l'impegno a pagare,
108b
forse che vergogna non c'è nel non poter pagare il debito?
Anche là quanto a colui che fece voto che l'altro non avrà beneficio da lui e poi gli pagò il debito vi è beneficio 
per quello stesso beneficio 
che si vergogna di lui del creditore se non paga il debito.
Ghemara 107 - 108

 
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