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28a VEELU MEGALLECHIN CAPITOLO TERZO MO'ED KATAN

 
 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e 
a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
 
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Ghemara . . . . . .
28b
Mishna Questa Mishna definisce quali espressioni di lutto sono permesse ad un funerale che ha luogo di Chol Hamo'ed:
Le donne possono cantare un'elegia (innuy) nel Mo'ed ma non possono battere le mani. R'Yshmael dice: Quelle che si trovano vicine alla bara possono battere le mani.
Tanna Kamma continua:
A Rosh Chodesh, Chanukka e Purim esse possono cantare un'elegia e battere le mani. Ma sia in quell'occasione che in quella non possono rispondere in coro alle lamentazioni (kina). Una volta che il morto è stato seppellito, non possono nè cantare un'elegia nè battere le mani.
La Mishna definisce due dei termini usati sopra:
Che cos'è un'elegia (innuy)? Quando tutte cantano assieme. Che cos'è una lamentazione (kina)? Quando una parla e tutte le altre rispondono dietro a lei, come è detto: ed insegna alle tue figlie il lutto e a ciascuna donna una lamentazione per il suo compagno (kina).
La Mishna conclude con una nota positiva:
Ma nel futuro a venire esso dice: Egli eliminerà la morte in eterno e Hashem Iddio cancellerà le lacrime da ogni faccia, ecc.
Ghemara La Ghemara chiede a proposito dell'elegia:
Che cosa dicono? Disse Rav: "Ahimè su quel viaggio (da cui non si torna), ahimè su quel pegno (l'anima, che deve ora essere restituita)."

La Ghemara cita altre sette elegie pronunciate dalle donne di Shechanziv:
Disse Rava: Le donne di Shechanziv dicevano così: "Ahimè su quel viaggio (da cui non si torna), ahimè su quel pegno (l'anima, che deve ora essere restituita)."
Disse Rava: Le donne di Shechanziv dicevano: "Taglia l'osso dal dente, porta acqua al bricco" (ora per te che sei morto tutto avviene al contrario, ora che devi restituire la vita)
Disse Rava: Le donne di Shechanziv dicevano: : "Avvolgetevi e copritevi, o montagne, perchè egli era un uomo di distinzione e di grandezza." (eulogio)
Disse Rava: Le donne di Shechanziv dicevano: "La tomba è di seta un vestito, per l'uomo libero che il cibo ha finito." (sapienza popolare)
Disse Rava: Le donne di Shechanziv dicevano: "Tutta la vita corse, cadde [e corse, ora,] al [gran] passo, a un prestito ricorse. (è la storia d'un uomo d'affari)
Disse Rava: Le donne di Shechanziv dicevano: "O fratelli, in commerci occupati, i vostri affari or verran controllati!" (ammonimento ai commercianti disonesti)
Disse Rava: Le donne di Shechanziv dicevano: "Una morte è come un'altra morte, ma le sofferenze, sono come gli interessi, son per ciascuno diversi. (sul mistero del dolore)

La Ghemara cita una Baraita:
Fu insegnato in una Baraita: R'MEIR SOLEVA DIRE: [la Scrittura afferma]: È MEGLIO ANDARE ALLA CASA DEL LUTTO CHE ANDARE ALLA CASA DEL CONVITO, FINO: E I VIVENTI LO SERBINO IN CUORE. Che cosa dovrebbero i viventi serbare in cuore?LE COSE DELLA MORTE.
La Ghemara spiega:
Se uno pronuncia l'esped per un morto, gli altri lo pronunceranno per lui. Se uno seppellisce un morto, gli altri seppelliranno lui. Se uno porta la bara di un morto, gli altri porteranno lui. Se uno si alza per dire le lodi del morto, gli altri si alzeranno per lui.
La Ghemara riporta una differente opinione:
Ma ci sono quelli che dicono: Se uno non alza sè stesso, essi alzeranno lui. Come è scritto: Perchè è meglio che ti venisse detto: "Sali qui," ecc.
La Ghemara racconta un episodio correlato:
Rabbanan insegnarono in una Baraita: QUANDO MORIRONO I FIGLI DI R'YSHMAEL, ENTRARONO QUATTRO ANZIANI A CONSOLARLO: R'TARFON, R'YOSE HAGELILI, R'ELAZAR BEN AZARYA E R'AKIVA. DISSE LORO R'TARFON: SAPPIATE CHE EGLI È UN GRANDE CHACHAM E UN ESPERTO IN AGGADOT. NON ENTRI UNO DI VOI NELLE PAROLE DELL'ALTRO. DISSE R'AKIVA: IO SARÒ L'ULTIMO. APRÌ LA CONVERSAZIONER'YSHMAEL E DISSE in riferimento a sè stesso: MOLTI SONO I SUOI PECCATI, I SUOI LUTTI VENNERO IN STRETTA SUCCESSIONE, EGLI ANNOIÒ I SUOI MAESTRI UNA PRIMA E UNA SECONDA VOLTA.
PRESE LA PAROLA R'TARFON E DISSE: La Tora dice in occasione della morte di Nadav e Avihu, i figli di Aharon: E VOI FRATELLI, L'INTERA CASA DI ISRAEL, PIANGERETE LA DISTRUZIONE COL FUOCO. E NON SONO FORSE queste PAROLE la base per un KAL VACHOMER? SE NADAV E AVIHU, CHE FECERO SOLO UNA MIZVA,COME È SCRITTO: I FIGLI DI AHARON PORTARONO IL SANGUE A LUI, COSÌ furono pianti alla loro morte da tutta la nazione, I FIGLI DI R'YSHMAEL, che fecero molte mizvot, TANTO PIÙ son degni di essere pianti alla loro morte.
PRESE LA PAROLA R'YOSE HAGELILI E DISSE: La Scrittura dice in occasione della morte di Aviya il figlio di Yarovam:TUTTO ISRAEL LO PIANGERÀ E LO SEPPELLIRÀ. E NON SONO FORSE queste PAROLE la base per un KAL VACHOMER? SE AVIYA IL FIGLIO DI YAROVAM, CHE NON FECE ALTRO CHE UNA COSA BUONA, PERCHÈ È SCRITTO DI LUI: PERCHÈ UNA COSA BUONA FU  IN LUI TROVATA,COSÌ fu pianto alla sua morte,  I FIGLI DI R'YSHMAEL, che fecero molte cose buone, TANTO PIÙ son degni di essere pianti alla loro morte.
La Ghemara spiega:
Qual'è la cosa buona che fece Aviya il figlio di Yarovam? R'Zera e R'Chinana bar Pappa avevano differenti opinioni: Uno disse che abbandonò la sua stazione e salì in pellegrinaggio al Tempio. E uno disse che abolì i posti di guardia che istituì Yarovam suo padre sulle strade in modo che non salissero gli Yehudim in pellegrinaggio al Tempio.
La Ghemara riprende con la citazione della Baraita:
PRESE LA PAROLA R'ELAZAR BEN AZARYA E DISSE: La Scrittura dice a proposito del Re Zidkiyahu: IN PACE MORIRAI E BRUCERANNO PER TE I FUOCHI CHE BRUCIARONO PER I TUOI PADRI, I PRIMI RE CHE FURONO PRIMA DI TE, ed eleveranno per te lamentazioni e diranno: "Ahimè, maestro!" E NON SONO FORSE queste PAROLE la base per un KAL VACHOMER? SE ZIDKIYAHU RE DI YEHUDA, CHE NON FECE ALTRO CHE UNA MIZVA, CHE SOLLEVÒ YRMIYA DALla fossa del FANGO,COSÌ fu pianto alla sua morte, I FIGLI DI R'YSHMAEL, che fecero molte mizvot, TANTO PIÙ son degni di essere pianti alla loro morte.
PRESE LA PAROLA R'AKIVA E DISSE: La Scrittura dice: IN QUEL GIORNO GRANDE SARÀ IL LUTTO A YERUSHALAYM, COME IL LUTTO DI HADADRIMMON NELLA VALLE DI MEGHIDDON.
La Ghemara spiega:
E disse R'Yosef: Non fosse per il Targum di tale versetto non sapremmo che cosa vuol dire. Ecco il Targum: In quel giorno ci sarà un gran lutto a Yerushalaym, come il lutto di Achav il figlio di 'Omri, che fu ucciso da "Hadadrimon" il figlio di Tavrimon, e come il lutto di Yoshiya il figlio di Ammon che fu ucciso da Par'o lo zoppo "nella valle di Meghiddo".
La Ghemara riprende con la citazione della Baraita con le parole di R'Akiva:
E NON SONO FORSE queste PAROLE la base per un KAL VACHOMER? SE ACHAV RE DI ISRAEL, CHE NON FECE ALTRO CHE UNA COSA BUONA,  PERCHÈ È SCRITTO: E IL RE ERA TENUTO SU NEL SUO CARRO ALLA PRESENZA DI ARAM, COSÌ fu pianto alla sua morte,  I FIGLI DI R'YSHMAEL, che fecero molte cose buone, TANTO PIÙ son degni di essere pianti alla loro morte.

La Ghemara fa notare una difficoltà che emerge da uno dei versetti sopra citati:
Disse Rava a Rabba bar Mari: È scritto riguardo a Zidkiyahu: In pace morirai. Ed è anche scritto: E gli occhi di Zidkiyahu egli [Nevuchadnezzar] accecò.
La Ghemara risponde:
Gli disse [Rabba bar Mari a Rava]: Così disse R'Yochanan: La predizione,  In pace morirai, si avverò perchèNevuchadnezzar morì nei suoi giorni [di Zidkiyahu].

La Ghemara fa notare un'altra difficoltà che emerge da uno dei versetti sopra citati:
Disse Rava a Rabba bar Mari: È scritto riguardo a Re Yoshiyahu: Perciò ecco Io ti raccoglierò assieme ai tuoi padri e tu verrai composto nella tua tomba in pace. Ed è anche scritto: E gli arceri tirarono contro il Re Yoshiyahu. E disse R'Yehuda in nome di Rav: [Questo versetto] insegna che lo trafissero con tante frecce che lo fecero come un colabrodo.
La Ghemara risponde:
Gli disse [Rabba bar Mari a Rava]: Così disse R'Yochanan: La predizione,  tu verrai composto nella tua tomba in pace, si avverò perchè il Tempio non venne distrutto nei suoi giorni [di Yoshiyahu].

La Ghemara riporta una legge che riguarda la consolazione della persona in lutto:
Disse R'Yochanan: Coloro che vennero a consolare non sono autorizzati a dire alcuna cosa finchè la persona in lutto non abbia aperto la conversazione, perchè è detto nei confronti degli amici di Iyov che vennero a consolarlo: Essi sedettero con lui sul terreno per sette giorni . . . nessuno gli disse una parola . . . Dopo di ciò, Iyov aprì la sua bocca. E solo dopo è scritto: E prese la parola Elifaz il Temani.

La Ghemara riporta una legge correlata:
Disse R'Abbahu: Da dove sappiamo che l'avel si sdraia a capo tavola? Perchè è detto: Sceglierò la loro via, sedrò a capotavola, starò come un re tra le sue truppe, come uno che consola [yenachem]quelli che sono in lutto.
La Ghemara chiede:
Ma il termine  yenachem, egli consola, significa che egli consola altri. È quindi il consolatore a sedersi a capotavola!
La Ghemara risponde:
Disse Rav Nachman bar Yzchak: È scritto yinnchem che significa "egli verrà consolato" e si riferisce alla persona in lutto.
La Ghemara riporta una fonte alternativa per questa legge:
Mar Zutra disse che si deriva da qui: vesar mizrach seruchim, si avvicinerà un lutto eccessivo, che può venir risistemato così: mizrach na'ase sar lisruchim, la persona in lutto diventa il principe di elevate personalità [che vennero a consolarlo].

La Ghemara riporta una legge parallela:
Disse R'Chama bar Chanina: Da dove sappiamo che lo sposo si sdraia a capo tavola? Perchè è detto: come uno sposo che officierà da kohen splendidamente. Questo versetto traccia un'analogia tra uno sposo e un Kohen, che insegna: proprio come il Kohen siede a capotavola, così anche lo sposo siede a capotavola.
La Ghemara chiede:
Da dove sappiamo che lo stesso Kohen si sdraia a capo tavola
La Ghemara risponde:
Perchè una Baraita veniva insegnata nell'accademia di R'Yshmael, che interpreta il seguente versetto: TU LO SANTIFICHERAI e sarà per te santo. Questo versetto insegna che il Kohen ha la precedenza IN OGNI QUESTIONE DI SANTITÀ, compreso: APRIRE la lettura della Tora per PRIMO, RECITARE LA BENEDIZIONE per PRIMO sui pasti, E PRENDERE UNA PORZIONE SCELTA per PRIMO.

La Ghemara riporta un altro insegnamento sulla morte:
Disse R'Chanina: Difficile è l'uscita dell'anima dal corpo

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