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23a VEELU MEGALLECHIN CAPITOLO TERZO MO'ED KATAN

 
 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e 
a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
 
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[da Daf 22b:
La Ghemara cita un'altra Baraita:
Rabbanan insegnarono in una Baraita: SE UN CHACHAM MUORE, LA SUA CASA DI STUDIO CESSA di riunirsi.
SE IL CAPO DI UN BET DIN MUORE, TUTTE LE CASE DI STUDIO DELLA SUA CITTÀ CESSANO di ruinirsi. ED ESSI ENTRANO NELLA SINAGOGA per pregare MA CAMBIANO I LORO POSTI regolari. QUELLI CHE di solito SIEDONO AL NORD ora SIEDONO AL SUD, QUELLI CHE di solito SIEDONO AL SUD ora SIEDONO AL NORD.
SE IL NASI MUORE, TUTTE LE CASE DI STUDIO ovunque CESSANO di riunirsi, E LA GENTE DELLA SINAGOGA ENTRA NELLA SINAGOGA, -- fino a qui da Daf 22b] E SETTE persone LEGGONO dalla Tora se è Shabbat, E poi essi LASCIANO la sinagoga. R'YEHOSHUA BEN KORCHA DICE: NON CHE SE NE VANNO A PASSEGGIARE PER IL MERCATO, MA SIEDONO in casa e stanno IN SILENZIO. ED ESSI NON PRONUNCIANO DISCORSI di talmud o aggada IN UNA CASA IN LUTTO. tuttavia, essi DISSERO SU R'CHANANYA BEN GAMLIEL CHE EGLI ERA SOLITO TENERE DISCORSI DI HALACHA E AGGADA in una casa in lutto.
La Ghemara cita un'altra Baraita:
Rabbanan insegnarono in una Baraita: UNA PERSONA IN LUTTO NELLA PRIMA SETTIMANA NON ESCE DALLA PORTA DELLA SUA CASA. NELLA SECONDA settimana EGLI PUÒ USCIRE, MA NON SIEDE AL SUO solito POSTO in sinagoga. NELLA TERZA settimana, EGLI PUÒ SEDERE AL SUO solito POSTO in sinagoga MA NON PARLA. NELLA QUARTA settimana, EGLI È COME OGNI ALTRA PERSONA. R'YEHUDA DICE: i chachamim NON AVREBBERO AVUTO LA NECESSITÀ DI DIRE che la persona in lutto NELLA PRIMA SETTIMANA NON ESCE DALLA PORTA DELLA SUA CASA, PERCHÈ allora TUTTI ENTRANO NELLA SUA CASA PER CONSOLARLO! INVECE questo è quello che dissero, NELLA SECONDA settimana EGLI NON ESCE DALLA PORTA DELLA SUA CASA. NELLA TERZA settimana, EGLI PUÒ USCIRE, MA NON SIEDE AL SUO solito POSTO in sinagoga. NELLA QUARTA settimana, EGLI PUÒ SEDERE AL SUO solito POSTO in sinagoga MA NON PARLA.. NELLA QUINTA settimana, EGLI È COME OGNI ALTRA PERSONA. 
La Ghemara cita un'altra Baraita:
Rabbanan insegnarono in una Baraita: La persona in lutto PER TUTTI I primi TRENTA GIORNI è sottoposta al divieto DI SPOSARSI. E se è SUA MOGLIE che MORÌ, GLI È PROIBITO DI SPOSARE UN'ALTRA DONNA FINCHÈ NON SIANO TRASCORSE TRE FESTE. R'YEHUDA DICE: durante LA PRIMA E LA SECONDA FESTA GLI È PROIBITO risposarsi, MA prima delLA TERZA festa GLI È PERMESSO. MA SE NON HA FIGLI GLI È PERMESSO RISPOSARSI ANCHE SUBITO, IN CONSIDERAZIONEDEL FATTO CHE rimandando di sposarsi ALLONTANAda sè il precetto di DAR FRUTTO E DI MOLTIPLICARSI.Se la moglie che morì GLI LASCIÒ BAMBINI PICCOLI, GLI È PERMESSO RISPOSARSI ANCHE SUBITO, IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE [I BAMBINI] HANNO BISOGNO DI CURE. E ACCADDE CHE MORÌ LA MOGLIE DI YOSEF IL KOHEN, ED EGLI DISSE ALLA SORELLA nubile DI LEI NELCIMITERO, "VA E PRENDITI CURA DEI FIGLI DI TUA SORELLA". E CIONONOSTANTE NON EBBE RAPPORTI CONIUGALI CON LEI CHE NON DOPO MOLTO TEMPO.
La Ghemara spiega:
Che cosa la Baraita intende per molto tempo? Rav Pappa disse: Fino a dopo trenta giorni.
La Ghemara ora cita una Baraita l'indossare abiti stirati durante gli sheloshim:
Rabbanan insegnarono in una Baraita: La persona in lutto PER TUTTI I primi TRENTA GIORNI è sottoposta al divieto DELLA STIRARATURA degli abiti, ovvero di indossare abiti stirati di fresco. NON IMPORTA se sono INDUMENTI NUOVI O VECCHI CHE ESCONO DISOTTO ALLA PRESSA. REBBI DICE: [I CHACHAMIM] NON PROIBIRONO CHE GLI INDUMENTI NUOVI. R'ELAZAR IL FIGLIO DI R'SHIMON DICE: [I CHACHAMIM] NON PROIBIRONOCHE GLI INDUMENTI NUOVI BIANCHI.
La Ghemara prende nota della pratica degli Amoraim in questo argomento:
Abbaye durante gli sheloshim usciva con un abito vecchio stirato, secondo l'insegnamento di Rebbi. Rava durante gli sheloshimusciva con una tunica romana rossa nuova, secondo l'insegnamento di R' Elazar il figlio di R'Shimon. 

La Ghemara cita un passo dalla nostra Mishna: 
PERCHÈ [I CHACHAMIM] DISSERO: LO SHABBAT È INCLUSO nei sette giorni della shiva, E NON li INTERROMPE.
La Ghemara ora cita una disputa che radicata in diverse interpretazioni di questo passo della Mishna:
C'è una disputa tra Giiudei e Galilei: Questi dicono:

23b
Si osserva il lutto anche di Shabbat. Mentre questi dicono: non si osserva il lutto di Shabbat.
La Ghemara dimostra che questa disputa tra Giudei e Galilei è radicata nel loro diverso modo di interpretare la nostra Mishna:
Quello che dice che c'è lutto di Shabbat, lo deriva da ciò che la Mishna afferma: [LO SHABBAT] È INCLUSO nei sette giorni della shiva. E quello che dice che non c'è lutto di Shabbat, lo deriva da ciò che la Mishna afferma: E NON li INTERROMPE. Se ti salta in mente che c'è lutto di Shabbat, allora perchè la Mishna avrebbe dovuto fare questa affermazione? Ora se il lutto vige di Shabbat, è necessario che la Mishna si esprima sull'interrompere? Certamente no! Dal fatto che la Mishna deve affermare che lo Shabbat non interrompe il lutto, deduco che di Shabbat non si osseva il lutto.
La Ghemara chiede:
Ma che cosa di fa con ciò che la Mishna afferma:[LO SHABBAT] È INCLUSO nei giorni di lutto? 
La Ghemara risponde:
Siccome [il Tanna] vuole affermare nell'ultima parte della Mishna: [LE FESTE] NON SONO INCLUSE nei giorni di lutto, per amore di parallelismo afferma nella prima parte:[LO SHABBAT] È INCLUSO nei giorni di lutto.
La Ghemara chiede:
E secondo quello che dice che c'è lutto di Shabbat, perchè la Mishna afferma che [LO SHABBAT] NON INTERROMPE i giorni di lutto! Ciò non sta ad indicare che non c'è lutto di Shabbat?
La Ghemara risponde:
Siccome [il Tanna] vuole affermare nell'ultima parte della Mishna: [LE FESTE] INTERROMPONO i giorni di lutto, per amore di parallelismo afferma nella prima parte: [LO SHABBAT] NON INTERROMPE i giorni di lutto, anche se non era necessario affermarlo, perchè nessuno avrebbe pensato diversamente.
La Ghemara analizza la possibilità che si tratti di una disputa tra Tannaim:
Diremo forse che questo dibattito sul lutto di Shabbat è fondamentalmente lo stesso del seguente dibattito tra Tannaim? Perchè imparammo in una Baraita: UNO IL CUI parente DEFUNTO GIACE DI FRONTE A LUI in attesa di sepoltura DEVE MANGIARE IN UN ALTRA CASA. SE NON HA UN'ALTRA CASA, DEVE MANGIARE NELLA CASA DI UN AMICO. SE NON HA a disposizione LA CASA DI UN AMICO, DEVE FARGLI [AL MORTO] UNA SEPARAZIONE DI DIECI TEFACHIM per separare sè stesso dal morto, e poi mangia.SE NON HA NULLA PER FARE UNA SEPARAZIONE, EGLI DEVE almeno VOLGERE LA FACCIA altrove E MANGIARE. E NON PUÒ MANGIARE RECLINATO, E NON PUÒ MANGIARE CARNE E NÈ BERE VINO. E NON RECITA UNA BENEDIZIONE prima di mangiareE NON RECITALA BENEDIZIONE DOPO IL PASTO, E GLI ALTRI NON RECITANO PER LUI LA BENEDIZIONE prima  del cibo, E NON PUÒ ESSERE INCLUSO IN UN ZIMUN. ED È DISPENSATO DALLA RECITA DELLO SHEMA E DALLA TEFILLA E DAL METTERE I TEFILLIN E DA TUTTI I PRECETTI DETTI NELLA TORA. Questo per quanto concerne un giorno feriale quando egli è occuato nella mizva del seppellimento del morto.MA DI SHABBAT, in cui la sepoltura non può avvenire,MANGIA RECLINATO su un fianco, E MANGIA CARNE E BEVE VINO, PUÒ RECITARE LA BENEDIZIONE PRIMA DEL PASTO E DOPO IL PASTO E GLI ALTRI POSSONO BENEDIRE PER LUI ED INCLUDERLO IN UNO ZIMUN. È OBBLIGATO ALLA RECITA DELLO SHEMA, ALLA TEFILLA E AL METTERE I TEFILLIN, E A TUTTI I COMANDAMENTI DETTI NELLA TORA. RABBAN GAMLIEL DICE: SICCOME EGLI È OBBLIGATOA QUESTE mizvot (appena enumerate) di Shabbat, EGLI È OBBLIGATO A TUTTE le mizvot di Shabbat. E disse R'Yochanan a spiegazione della differenza tra Tanna Kamma e Rabban Gamliel: Se di Shabbat è tenuto a rispettare i suoi doveri verso la moglie in fatto di rapporti conuigali è la differenza tra loro. Il Tanna Kamma ritiene che benchè l'onen sia tenuto a rispettare di Shabbat tutti i comandamenti della Tora, dall'obbligo dei rapporti conuigali è esente in quanto a lui proibiti, mentre Rabban Gamliel è  dell'opinione che egli è obbligato in questo non meno che nelle altre mizvot della Tora. Non è forse questa la radice della loro disputa? Questo maestro [il Tanna Kamma che esenta la persona in lutto dai rapporti conuigali anche di Shabbat] sostiene che c'è lutto di Shabbat, mentre questo maestro [Rabban Gamliel che obbliga la persona in lutto ai  rapporti conuigali di Shabbat] sostiene che non c'è lutto di Shabbat.
La Ghemara respinge questa asserzione:
Sulla che base tu asserisci così? Forse fino a tal punto non ha detto il Tanna là, nella Baraita, che i rapporti sono proibiti di Shabbat, se non per via che il morto giace insepolto di fronte a loro, ma qui che il morto non giace insepoto di fronte a loro, ma essi si trovano ad ossevare la shiva, il Tanna Kamma non proibisce i rapporti conuigali di Shabbat. Così non abbiamo indicazioni circa il parere di Tanna Kamma sull'obbligo di rispettare le regole di lutto di Shabbat. E d'altro canto nonfino a tale punto disse Rabban Gamliel là, nella Baraita, che sono permessi i rapporti coniugali di Shabbat alle persone in lutto. Se lo permise è solo fintanto che il lutto non vige ancora su di loro, cioè prima della sepoltura. Ma qui, nel nostro caso, in cui il lutto vige già su di loro, dal momento della sepoltura, certo che anche Rabban Gamliel proibisce i rapporti coniugali persino di Shabbat. Così non abbiamo indicazioni circa il parere di Rabban Gamliel sull'obbligo di rispettare le regole di lutto di Shabbat.
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