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15a VEELU MEGALLECHIN CAPITOLO TERZO MO'ED KATAN

 
 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e 
a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
 
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[da Daf 14b:
Una volta menzionato il lutto in relazione alla scomunica e alla zaraat, la Ghemara ora discute se le restrizioni del lutto incombano anche sugli altri due stati:
La persona in lutto ha la proibizione del taglio dei capelli, perchè, da ciò che il Misericordioso disse ai figli di Aharon in lutto per i fratelli Nadav e Avihu, Non lasciate le vostre teste intonse, ne deriva per implicazione che per tutti gli altri in lutto il tagliarsi i capelli è proibito. -- fino a qui da Daf 14b]
La Ghemara indaga:
Nel caso di scomunicati e mezora'im, quale è [la legge] circa il taglio dei capelli?
La Ghemara risponde:
Vieni, impara una risposta da una Baraita: A SCOMUNICATI E MEZORA'IM È PROIBITO TAGLIARSI I CAPELLI E LAVARE le vesti. UNO SCOMUNICATO CHE MUORE senza il perdono del tribunale e lo scioglimento della scomunica, IL BET DIN LAPIDA LA SUA BARA. R'YEHUDA DICE: NON CHE ERIGERANNO SU DI LUI UN MUCCHIO DI PIETRE COME IL MUCCHIO DI 'ACHAN. PIOTTOSTO, IL BET DIN MANDA A METTERE UNA GROSSA PIETRA SULLA SUA BARA, PER INSEGNARTI CHE COLUI CHE VIENE SCOMUNICATO E MUORE NELLA SUA SCOMUNICA, IL BET DIN LAPIDA LA SUA BARA. 
La Ghemara introduce un'altra serie di problemi:
Una persona in lutto è obbligato ad avvolgersi il capo, da quanto disse il Misericordioso a Yechezchel: e non ti velerai fino alle labbra, ne segue  per implicazione che gli altri in lutto son tenuti a farlo.
La Ghemara chiede:
Nel caso di uno scomunicato quale è [la legge] circa l'avvolgersi il capo?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Yosef: Vieni, impara una risposta da una Baraita che descrive la pratica dei Chachamim dopo che il popolo terminò tredici digiuni inesauditi: ESSI SI AVVOLGONO E SIEDONO COME SCOMUNICATI E IN LUTTO FINCHÈ NON HANNO MISERICORDIA DI LORO DAL CIELO. La Baraita espressamente spiega che gli scomunicati si avvolgono il capo.
La Ghemara respinge la prova:
Gli disse Abbaye [a Rav Yosef]: Forse lo scomunicato dal cielo è differente, perchè [la sua scomunica] è più stringente di una normale.
La Ghemara chiede:
Nel caso di un mezora quale è [la legge] circa l'avvolgersi il capo? 
La Ghemara risponde:
Vieni, impara una risposta alla tua domanda: La Tora afferma circa il mezora: ed egli si velerà fino alle labbra. Ne segue per implicazione che [un mezora] è obbligato ad avvolgersi la testa. Impara da ciò.
La Ghemara presenta un altra serie di domande:
Ad un avel (persona in lutto) è proibito mettere i tefillin, da quanto disse il Misericordioso a Yechezchel: metti la tua gloria su di te, ne segue  per implicazione che agli altri in lutto è proibito mettere i tefillin.
La Ghemara chiede:
Nel caso di uno scomunicato quale è [la legge] circa mettere i tefillin?
La Ghemara risponde:
Teku! Lasciamola stare (la questione) irrisolta.
La Ghemara chiede:
Nel caso di un mezora quale è [la legge] circa mettere i tefillin?
La Ghemara risponde:
Vieni, impara una risposta da una Baraita: La Tora afferma: E LA PERSONA CON LA ZARAAT nella quale vi è l'afflizione - la sua veste sarà strappata, i capelli della sua testa saranno intonsi ... Questa parola apparentemente superflua viene A INCLUDERE IL KOHEN GADOL nella legge della zaraat. Il versetto continua: I SUOI ABITI SARANNO PERUMIM - ciò significa CHE ESSI SARANNO STRAPPATI. Il versetto continua: E LA SUA TESTA SARÀ PARU'A - E il significato di PERI'A ALTRO NON È CHE LA CRESCITA sregolata DEI CAPELLI. PAROLE DI R'ELIEZER. R'AKIVA DICE: Un espressione del verbo "ESSERE" È DETTA RIGUARDO ALLA TESTA di un mezora, e un espressione del verbo "ESSERE" È DETTA RIGUARDO ALL'ABITO di un mezora. COME L'"ESSERE" DETTO RIGUARDO ALL'ABITO concerne UNA COSA ESTERNA AL SUO CORPO cioè l'indumento stesso, ANCHE L'"ESSERE" DETTO RIGUARDO ALLA TESTA concerne UNA COSA ESTERNA AL SUO CORPO. COSA SE NON I TEFILLIN? Così secondo R'Akiva a un mezora è proibito mettere i tefillin. R'Eliezer tuttavia sostiene che egli è ancora tenuto a compiere questa mizva.
La Ghemara respinge la prova:
Disse Rav Pappa: No, il versetto non allude necessariamente ai tefillin. Piuttosto allude ad un cappello ed un turbante e insegna che tali copricapi sono proibiti al mezora.
La Ghemara presenta un altra serie di domande:
Ad un avel è proibito salutare gli altri, da quanto disse il Misericordioso a Yechezchel: addolorati e taci.
La Ghemara chiede:
Nel caso di uno scomunicato quale è [la legge] circa salutare gli altri?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Yosef: Vieni, impara una risposta da una Mishna che insegna al popolo come comportarsi dopo tredici digiuni inesauditi: E devono limitarsi NEL SALUTARSI L'UN L'ALTRO. Piuttosto debbono atteggiarsi A PERSONE RIMPROVERATE DALL'ONNIPRESENTE. Similmente lo scomunicato, che è stato rimproverato dalla comunità, non può riceverne il saluto.
La Ghemara respinge la prova:
Gli disse Abbaye [a Rav Yosef]: Forse lo scomunicato dal cielo è differente, perchè [la sua scomunica] è più stringente di una normale.
La Ghemara chiede:
Nel caso di un mezora quale è [la legge] circa salutare gli altri?
La Ghemara risponde:
Vieni, impara una risposta da una Baraita: La Tora afferma riguardo al mezora: ED EGLI SI VELERÀ FINO ALLE LABBRA. Il versetto insegna CHE LE SUE LABBRA SIANO ATTACCATE L'UNA ALL'ALTRA, CHE EGLI SIA COME UNO SCOMUNICATO E UN AVEL, E GLI È PROIBITO SALUTARE gli altri.
La Ghemara conclude:
Impara da ciò che al mezora è proibito salutare gli altri.
La Ghemara chiede:
Ma estrapoliamo da essa [la Baraita] nel caso di uno scomunicato, per derivare che anche lui non deve salutare gli altri?
La Ghemara respinge questo suggerimento:
Disse Rav Acha bar Pinchas in nome di Rav Yosef: Forse che [la Baraita] affermò che un mezora dovrebbe essere come uno scomunicato, "al quale è proibito" di salutare la gente? No! [La Baraita] in fatti afferma: CHE EGLI SIA COME UNO SCOMUNICATO E UN AVEL - cioè, riguardo ad altre cose. La Baraita allora conclude: E, inoltre, [AL MEZORA] GLI È PROIBITO [ANCHE] SALUTARE gli altri.
La Ghemara presenta un altra serie di domande:
A un avel è proibito studiare parole di Tora, da quanto disse il Misericordioso a Yechezchel: taci!
La Ghemara chiede:
Nel caso di uno scomunicato quale è [la legge] circa studiare parole di Tora?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Yosef: Vieni, impara una risposta da una Baraita: UNO SCOMUNICATO INSEGNA E GLI INSEGNANO, SI IMPIEGA E GLI ALTRI SI IMPIEGANO PRESSO DI LUI. LA PERSONA SOTTO CHEREM NON INSEGNA E NON GLI INSEGNANO, NON SI IMPIEGA E GLI ALTRI NON SI IMPIEGANO PRESSO DI LUI. MA STUDIA DA SOLO IN MODO DA NON INTERROMPERE IL SUO STUDIO. E SI FA UNA PICCOLA BOTTEGA PER IL SUO MANTENIMENTO. E disse Rav: Può vender acqua nel mercato di 'Aravot.
La Ghemara conclude:
Impara da ciò che lo scomunicato può studiare Tora.
La Ghemara chiede:
Nel caso di un mezora quale è [la legge] circa studiare parole di Tora?
La Ghemara risponde:
Vieni, impara una risposta da una Baraita: La Tora prescrive: LE FARAI SAPERE AI TUOI FIGLI E AI FIGLI DEI TUOI FIGLI  -  IL GIORNO CHE TU STESTI DINNANZI A HASHEM, TUO DIO, AL CHOREV. La giustapposizione dei due versetti insegna: COME LÀ CON PAURA, CON TIMORE, CON TREMORE E CON SUDORE anche qui quando la Tora è insegnata nelle successive generazioni ciò deve essere con paura, timore, tremore e sudore. DA QUI ESSI DISSERO: Temeim come GLI ZAVIM, I MEZORA'IM, I BO'ALE NIDOT È LORO PERMESSO LEGGERE DALLA TORA, DAI PROFETI E DAGLI SCRITTI e STUDIARE MIDRASH, TALMUD, HALACHOT E AGGADOT. MA I BA'ALE KERAIN È LORO PROIBITO studiare questi argomenti, perchè la loro tuma deriva da leggerezza, che è incompatibile con i sentimenti di timore richiesti dallo studio della Tora.
La Ghemara conclude:
Impara da ciò che un mezora può studiare Tora.
La Ghemara presenta un altra serie di domande:
A un avel è proibito lavare i panni, perchè è scritto: E Yoav mandò a prendere a Teko'a una donna saggia e le disse: Ti piaccia di fingerti in lutto, indossa vesti di lutto e non ungerti con olio e resta così per molti giorni, come una donna in lutto per una persona morta.
La Ghemara indaga:
Nel caso di scomunicati e mezora'im, quale è [la legge] circa lavare i panni?
La Ghemara risponde:
Vieni, impara una risposta da una Baraita: A SCOMUNICATI E MEZORA'IM È PROIBITO TAGLIARSI I CAPELLI E LAVARE le vesti.
La Ghemara conclude:
Impara da ciò che espressamente afferma la Baraita.
La Ghemara presenta un altra serie di domande:
Un avel è obbligato allo strappo sull'abito, da ciò che il Misericordioso disse ai figli di Aharon in lutto per i fratelli Nadav e Avihu, Non strappate i vostri abiti, ne deriva per implicazione che tutti gli altri in luttohanno l'obbligo dello strappo all'abito.
La Ghemara chiede:
Nel caso di uno scomunicato quale è [la legge] circa lo strappo sull'abito?
La Ghemara risponde:
Teku! Lasciamola stare (la questione) irrisolta.
La Ghemara chiede:
Nel caso di un mezora quale è [la legge] circa lo strappo sull'abito?
La Ghemara risponde:
Vieni, impara una risposta da una Baraita: La Tora afferma riguardo al mezora: I SUOI ABITI SARANNO PERUMIM - ciò significa CHE ESSI SARANNO STRAPPATI.
La Ghemara conclude:
Impara da ciò che espressamente afferma la Baraita.
La Ghemara presenta un altra serie di domande:
Un avel è obbligato a capovolgere il letto, perchè Bar Kappara insegnò una Baraita a questo proposito:
15b
Iddio disse: UNA SOMIGLIANZA CON LA MIA IMMAGINE HO MESSO IN LORO [L'UMANITÀ], MA A CAUSA DEI LORO PECCATI L'HO CAPOVOLTA. CAPOVOLGANO I LORO LETTI SU DI ESSA - per la morte di un parente stretto.
La Ghemara indaga:
Nel caso di uno scomunicato e di un mezora, quale è [la legge] quanto a capovolgere il letto?
La Ghemara risponde:
Teku! Lasciamola stare (la questione) irrisolta.
La Ghemara presenta un altra serie di domande:
A un avel è proibito fare lavori, perchè è scritto: E trasformerò le vostre feste in lutto. Questo insegna che come durante la festa è proibito fare lavori anche a un avel è proibito fare lavori.
La Ghemara chiede:
Nel caso di uno scomunicato quale è [la legge] circa il fare lavori?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Yosef: Vieni, impara una risposta da una Baraita: QUANDO [I CHACHAMIM] DISSERO che in un digiuno pubblico È PROIBITO FAR LAVORI, NON LO DISSERO che è proibito fare lavori altro CHE DURANTE IL GIORNO, MA DI NOTTE, alla vigilia del digiuno, È PERMESSO . . . E SIMILMENTE TU TROVI NELLO SCOMUNICATO E NEL LUTTO.
La Ghemara conclude questa prova:
A che cosa si riferisce l'affermazione sullo scomunicato? Non si riferisce a tutte le leggi discusse nella Baraita, inclusa la proibizione del lavoro? Quindi la Baraita insegna che ad uno scomunicato è proibito lavorare.
La Ghemara respinge la prova:
No, l'affermazione che le leggi della Baraita si applicano allo scomunicato si riferisce alle altre pratiche del digiuno pubblico, ma non al lavoro.
La Ghemara risolve il problema con l'affermazione esplicita di una Baraita:
Vieni, impara una risposta alla tua domanda: UNO SCOMUNICATO INSEGNA E GLI INSEGNANO, SI IMPIEGA E GLI ALTRI SI IMPIEGANO PRESSO DI LUI.
La Ghemara conclude:
Impara da ciò che espressamente afferma la Baraita.
La Ghemara chiede:
Nel caso di un mezora quale è [la legge] circa il fare lavori?
La Ghemara risponde:
Teku! Lasciamola stare (la questione) irrisolta.
La Ghemara presenta un altra serie di domande:
A un avel è proibito lavarsi, perchè è scritto: Ti piaccia di fingerti in lutto, indossa vesti di lutto e non ungerti con olio. E il lavarsi è incluso nell'ungersi. 
La Ghemara chiede:
Nel caso di uno scomunicato quale è [la legge] circa il lavarsi?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Yosef: Vieni, impara una risposta da una Baraita: QUANDO [I CHACHAMIM] DISSERO che in un digiuno pubblico È PROIBITO LAVARSI, NON LO DISSERO che è proibito lavarsi altro CHE IL SUO INTERO CORPO, MA VISO MANI E PIEDI È PERMESSO. E SIMILMENTE TU TROVI NELLO SCOMUNICATO E NEL LUTTO.
La Ghemara conclude questa prova:
A che cosa si riferisce l'affermazione sullo scomunicato? Non si riferisce a tutte le leggi discusse nella Baraita, inclusa la proibizione di lavarsi? Quindi la Baraita insegna che ad uno scomunicato è proibito lavarsi (l'intero corpo).
La Ghemara respinge la prova:
No, l'affermazione che le leggi della Baraita si applicano allo scomunicato si riferisce alle altre pratiche del digiuno pubblico, ma non al lavarsi.
La Ghemara chiede:
Nel caso di un mezora quale è [la legge] circa il lavarsi?
La Ghemara risponde:
Teku! Lasciamola stare (la questione) irrisolta.
La Ghemara presenta un altra serie di domande:
A un avel è proibito calzare scarpe, da quanto disse il Misericordioso a Yechezchel: e poni le tue scarpe ai tuoi piedi, ne segue  per implicazione che a tutti gli altri in lutto è proibito [calzare scarpe].
La Ghemara chiede:
Nel caso di uno scomunicato quale è [la legge] circa calzare scarpe?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Yosef: Vieni, impara una risposta da una Baraita: QUANDO [I CHACHAMIM] DISSERO che in un digiuno pubblico È PROIBITO CALZARE SCARPE, NON LO DISSERO che è proibito calzare scarpe altro CHE IN CITTÀ, MA PER VIA da una città all'altra, È PERMESSO. COME è QUESTO fattibile? Quando ESCE NELLA VIA EGLI CALZA LE SCARPE, - e quando ENTRA NELLA CITTÀ LE TOGLIE. E SIMILMENTE TU TROVI NELLO SCOMUNICATO E NEL LUTTO.
La Ghemara conclude questa prova:
A che cosa si riferisce l'affermazione sullo scomunicato? Non si riferisce a tutte le leggi discusse nella Baraita, inclusa la proibizione di calzare scarpe? Quindi la Baraita insegna che ad uno scomunicato è proibito calzare scarpe.
La Ghemara respinge la prova:
No, l'affermazione che le leggi della Baraita si applicano allo scomunicato si riferisce alle altre pratiche del digiuno pubblico, ma non al calzare scarpe.
La Ghemara chiede:
Nel caso di un mezora quale è [la legge] circa calzare scarpe?
La Ghemara risponde:
Teku! Lasciamola stare (la questione) irrisolta.
La Ghemara presenta un altra serie di domande:
A un avel è proibito il rapporto coniugale. Perchè è scritto che alla fine del lutto per il loro figlioletto: David confortò sua moglie Batsheva e venne a lei e gacque con lei. Ciò implica che prima, durante il  lutto per il loro figlioletto, [il rapporto coniugale] era proibito.
La Ghemara chiede:
Nel caso di uno scomunicato quale è [la legge] circa il rapporto coniugale?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Yosef: Vieni, impara una risposta alla tua domanda: Per tutti quegli anni che Israel erano nel deserto essi erano considerati scomunicati per Hashem, e tuttavia ebbero rapporti coniugali. 
La Ghemara respinge la prova:
Gli disse Abbaye [a Rav Yosef]: Forse lo scomunicato dal cielo è differente, perchè [la sua scomunica] è più leggera di una normale, in certi riguardi.
La Ghemara attacca Abbaye:
Più leggera di una normale?! Ma se tu stesso dicesti che è più stringente!
La Ghemara risponde all'attacco:
Veramente, [Abbaye] era in dubbio se una scomunica dal cielo fosse più o meno stringente di una normale. Così, se tu vai avanti qui e concludi che come i rapporti coniugali son permessi nella scomunica del cielo così son permessi in una normale scomunica, [Abbaye] respinge [il tuo argomento] dicendo che la scomunica del cielo è più lieve. E se tu vai avanti qui  e concludi che come l'avvolgersi la testa è richiesto nella scomunica del cielo così è richiesto in una normale scomunica, [Abbaye] respinge [il tuo argomento] dicendo che la scomunica del cielo è più stringente.
La Ghemara chiede:
Nel caso di un mezora quale è [la legge] circa il rapporto coniugale?
La Ghemara risponde:
Vieni, impara una risposta alla tua domanda, perchè fu insegnato in una Baraita: La Scrittura afferma: MA EGLI ABITERÀ FUORI DALLA SUA TENDA per sette giorni. La legge è CHE [UN MEZORA] SARÀ trattato legalmente COME UNO SCOMUNICATO E UNA PERSONA IN LUTTO, E GLI È PROIBITO IL RAPPORTO CONIUGALE, E altro non significa LA SUA TENDA SE NON SUA MOGLIE, PERCHÈ È DETTO: VA DI' LORO: "RITORNATE ALLE VOSTRE TENDE".
La Ghemara conclude:
Impara da ciò che espressamente afferma la Baraita, che a un mezora è proibito il rapporto coniugale.
La Ghemara chiede:
Ma estrapoliamo dalla Baraita nel caso di uno scomunicato, per derivare che anche lui non deve avere rapporti coniugali?
La Ghemara respinge questo suggerimento:
Disse Rav Acha bar Pinchas in nome di Rav Yosef: Forse che [la Baraita] affermò che un mezora dovrebbe essere come uno scomunicato, "al quale è proibito" di avere rapporti coniugali? No! [La Baraita] in fatti afferma: CHE EGLI SIA COME UNO SCOMUNICATO E UN AVEL - cioè, riguardo ad altre cose. La Baraita allora conclude: E, inoltre, [AL MEZORA] GLI È PROIBITO [ANCHE] IL RAPPORTO CONIUGALE.
La Ghemara presenta un altra serie di domande:
Un avel non manda le sue offerte al Tempio a mezzo di un suo sostituto, perchè fu insegnato in una Baraita: R'SHIMON DICE: SHELAMIM (completi) indica che la persona porta questa offerta QUANDO EGLI È COMPLETO, E NON QUANDO EGLI È ONEN.
La Ghemara chiede:
Nel caso di uno scomunicato quale è [la legge]? È permesso che egli mandi le sue offerte al Tempio?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Yosef: Vieni, impara una prova logica: Per tutti quegli anni che Israel erano nel deserto essi erano considerati scomunicati per Hashem, e tuttavia essi mandavano le loro offerte al Tabernacolo. Quindi uno scomunicato può mandare le sue offerte.
La Ghemara respinge la prova:
Gli disse Abbaye [a Rav Yosef]: Forse lo scomunicato dal cielo è differente, perchè [la sua scomunica] è più leggera di una normale, in certi riguardi.
La Ghemara attacca Abbaye:
Più leggera di una normale?! Ma se tu stesso dicesti che è più stringente!
La Ghemara risponde all'attacco:
Veramente, [Abbaye] era in dubbio se una scomunica dal cielo fosse più o meno stringente di una normale, e così egli respinge [la prova di Rav Yosef]. Ma, se uno scomunicato possa mandare la sua offerta o no, resta in dubbio.
La Ghemara chiede:
Nel caso di un mezora quale è [la legge]? È permesso che egli mandi le sue offerte al Tempio?
La Ghemara risponde:
Vieni, impara una risposta alla tua domanda, perchè fu insegnato in una Baraita: I Profeti affermano riguardo a un Kohen che si è reso tame e deve purificarsi prima di tornare alle sue mansioni sacerdotali: ED ALLORA DOPO LA SUA PURIFICAZIONE. Cioè, DOPO LA SUA SEPARAZIONE DAL MORTO e dopo i sette giorni di purificazione dalla tuma del cadavere (dopo la sua purificazione), ESSI CONTERANNO altri SETTE GIORNI PER LUI - QUESTI altri sette giorni SONO I SETTE GIORNI puliti DELLA CONTA [DEL MEZORA], che precedono la sua finale purificazione rituale. Il versetto 26 dunque parla del ritorno al servizio di un Kohen che si sia reso inadatto al servizio a causa di due separate condizioni: (1) tuma del cadavere e (2) zaraat. Il brano continua: E NEL GIORNO DELLA SUA ENTRATA NEL SANTUARIO, NEL CORTILE INTERNO, PER SERVIRE NEL SANTUARIO, EGLI PORTERÀ IL SUO CHATTAT-- fino a qui Daf 15b][da Daf 16a: QUESTA offerta È IL SUO DECIMO DI EFA, che viene portato da un ordinario Kohen al suo primo ingresso nel Tempio come ministro del culto. PAROLE DI R'YEHUDA. R'SHIMON DICE: che la giustapposizione E NEL GIORNO DELLA SUA ENTRATA . . . EGLI PORTERÀinsegna che QUANDO [IL KOHEN] È QUALIFICATO PER ENTRARE nel Santuario, EGLI È anche QUALIFICATO PER OFFRIRE un sacrificio, ma QUANDO NON È QUALIFICATO PER ENTRARE nel Santuario, EGLI anche NON È QUALIFICATO PER OFFRIRE un sacrificio. Da qui impariamo che un mezora, che non è adatto per entrare nel Tempio, non può neppure mandare la sua offerta al Tempio. -- fino a qui da Daf 16a]
P  R  O  I  B I  Z  I  O  N I
AVEL
la persona in lutto
MENUDE
lo scomunicato
MEZORA
il lebbroso
TAGLIARSI I CAPELLI proibito proibito proibito
METTERE I TEFILLIN proibito irrisolto irrisolto
SALUTARE GLI ALTRI proibito irrisolto proibito
STUDIARE TORA proibito permesso permesso
FARE IL BUCATO proibito proibito proibito
LAVORARE proibito permesso irrisolto
FARE IL BAGNO proibito irrisolto irrisolto
CALZARE SCARPE proibito irrisolto irrisolto
RAPPORTI CONIUGALI proibito irrisolto proibito
INVIO DI SACRIFICI proibito irrisolto proibito
O   B   B   L  I   G  H   I
AVVOLGERSI IL CAPO obbligato irrisolto obbligato
STRAPPO ALL'ABITO obbligato irrisolto obbligato
CAPOVOLGERE IL LETTO obbligato irrisolto irrisolto
Daf precedente Daf successivo Torna a Daf Yomi