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7a CHAMESH 'ESRE NASHIM CAPITOLO PRIMO YEVAMOT

 
 
 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
 
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[da Daf 6b: La Ghemara respinge anche questo tentativo:
Disse R'Shimi bar Ashi: Questo Tanna solleva la possibilità che l'esecuzione capitale respinga lo Shabbat, non perchè "viene un 'ase e respinge un lo ta'ase"  ma perchè fa derivare questo insegnamento da un kal vachomer. E così disse: a cosa  si riferiscono le parole del versetto "coloro che lo profanano verranno messi a morte", a tutte le melachot proibite di Shabbat fuori che l'esecuzione della pena di morte del bet din. Possiamo, invece dire che l'esecuzione della pena di morte del bet din respinge lo Shabbat attraverso un kal vachomer,-- fino a qui da Daf 6b] se l''avoda - il complesso dei riti svolti nel Santuario - che è così grave da respingere lo Shabbat, è respinta dall'omicidio come è detto: dal mio Altare lo prenderete per giustiziarlo, lo Shabbat che è respinto dall''avoda non è logico che venga respinto dall'omicidio?
La Ghemara chiede:
E cosa vuol dire l'espressione "o non è?" che il Tanna pronunciò, che denota un dubbio circa l'esito del suo ragionameto o, secondo quanto tu sostieni, del kal vachomer?
La Ghemara risponde:
Così disse: È possibile respingere il kal vachomer e dire: La sepoltura del met mizva ( cioè il morto che non ha chi lo seppellisca) dimostri che non teniamo conto di tale kal vachomer, perchè noi sappiamo che essa respinge la 'avoda ma non respinge lo Shabbat.
La Ghemara aggiunge:
È a questo punto che il Tanna tornò indietro nel sua ragionamento e disse: "O non è" piuttosto che la sepoltura del met mizva, essa stessa respingerà lo Shabbat grazie a lo stesso kal vachomer: se la 'avoda che respinge lo Shabbat, la sepoltura del met mizva la respinge a sua volta come impariamo dal versetto "e alla sua sorella" superfluo nel suo contesto, lo Shabbat, che è respinto dalla 'avoda, non è logico che la sepoltura del met mizva lo respinga? E perciò la Tora afferma: "non accendete fuochi in tutti i vostri accampamenti nel giorno dello Shabbat".
La Ghemara chiede:
E per colui che riteneva dall'inizio che "viene un 'ase e respinge un lo ta'ase", cosa vuol dire l'espressione "o non è?" che il Tanna pronunciò?
La Ghemara risponde:
Così disse il Tanna: Era possibile chiedersi: che cosa imparo dal versetto "coloro che lo profanano saranno messi a morte"? che le profanazioni sono perpetrate compiendo tutte la altre melachot proibite di Shabbat, ad eccezione della morte inflitta dal bet din, ma la morte inflitta dal bet din respinge lo Shabbat perchè "viene un 'ase e respinge un lo ta'ase".
La Ghemara aggiunge:
È a questo punto che il Tanna tornò indietro nel sua ragionamento e disse: "O non è" piuttosto che persino la morte inflitta dal bet din non respinge lo Shabbat perchè noi diciamo che si può dire che "viene un 'ase e respinge un lo ta'ase", quando si tratta di un lo ta'ase comune, per il quale non sia commutata la pena del karet, ma un lo ta'ase per cui c'è il karet hai forse sentito che un 'ase lo respinge? A questo punto che il Tanna tornò indietro nel sua ragionamento e disse: "O non è" piuttosto che persino di Shabbat avviene un'esecuzione capitale perchè quanto a "un 'ase e respinge un lo ta'ase", non è forse vero che il lo ta'ase più grave di esso - dello 'ase? Ciononostante viene un 'ase e lo respinge, perchè tale è il decreto della Tora. In tal caso che differeza fa quale è la restrizione più lieve o quale è la restrizione più grave, se il lo ta'ase è più gravedello 'ase? È per questo che la Tora afferma: "non accendete fuochi in tutti i vostri accampamenti nel giorno dello Shabbat".

In conclusione, la Ghemara non è riuscita ancora a portare una prova che "viene un 'ase e respinge un lo ta'ase per cui c'è il karet" in modo da giustificare l'insegnamento che ci proviene dall'espressione apparentemente superflua "sopra di lei" che tornerebbe a proibire ciò che tale principio avrebbe permesso. 
La Ghemara tenta un'altra via per trovare il principio che permetta allo yavam di prendere in moglie "la sorella della moglie" che giustifichi l'insegnamento dell'espressione "sopra di lei", che glielo torna a vietare, ma anch'essa non dà risultati migliori. 
Segue un altro tentativo, all'ottava riga di Daf 7b, da cui riprende il nostro studio.

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7b
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La Ghemara propone una nuova via che permetta allo yavam "la sorella della moglie" in modo che "sopra di lei" lo vieti:
Piuttosto, diciamo che l'espressione "sopra di lei" è necessaria perchè potrebbe venirti in mente di dire impara come permettere allo yavam "la sorella della moglie" dall'applicazione del principio "che cosa troviamo", dalla "moglie del fratello". Così: come la moglie del fratello pur essendo stata proibita a tutti i fratelli con proibizione di 'erva può andar in moglie allo yavam, anche la sorella della moglie pur essendogli stata proibita con proibizione di 'erva vada in moglie allo yavam
La Ghemara protesta:
Forse che i due casi sono simili sì che si possa imparare da uno all'altro? nel caso della yevamauna proibizione è stata sciolta, quella della moglie del fratello, qui nel caso della sorella della moglie sono due le proibizioni che devono essere sciolte, sia la proibizione della moglie del fratello che quella della sorella della moglie.
La Ghemara risponde:
Che c'è di strano se tu dirai: siccome è stata sciolta da una proibizione è stata sciolta anche dall'altra.
La Ghemara chiede:
E da dove dirai che diciamo e giudichiamo secondo questo criterio siccome è stata sciolta una proibizione è stata sciolta anche l'altra?
La Ghemara risponde:
Perchè imparammo in una Baraita: Se UN LEBBROSO, ILCUI OTTAVO giorno in cui si purifica dalla sua condizione e porta i suoi ultimi sacrifici al Tempio CADDE LA VIGILIA DI PESACH,VIDE UNA FUORUSCITA DI SEME IN QUELLO STESSO GIORNO, l'ottavo,E SI IMMERSE, DISSERO I CHACHAMIM: ANCHE SE NESSUN ALTRO IMMERSO DELGIORNO(chi si immerse per purificarsi nel giorno ed è in attesa del tramonto del sole perchè si instauri su di lui lo status di tahara) ENTRA nel Tempio per portarvi i suoi sacrifici,COSTUIil lebbroso che vide il seme ENTRA. E il motivo è: È BENE CHE VENGA UN 'ASE CHE CONTEMPLA IL KARET il sacrificio di Pesach nel tempo stabilito E RESPINGA UN 'ASE CHE NON CONTEMPLA IL KARET l'entrare tahor nel Tempio. E disse R'Yochanan: Parole della Tora: persino un 'ase non c'è nell'immerso del giorno che entra nel Tempio, perchè è detto: e stette Yehoshafat nel pubblico di Yehuda e di Yerushalaym nella casa di Hashem di fronte al cortile nuovo. E dissero: Cosa vuol dire cortile nuovo? Disse R'Yochanan: che vi furono introdotte nuove leggi, e dissero un nuovo decreto: l'immerso del giorno non entri nel settore dei leviti che è in Erez Israel, cioè il Monte del Tempio (benchè la cosa sia permessa per legge biblica). Tuttavia la legge per il lebbroso che vide una fuoruscita di seme nell'ottavo giorno della sua purificazione che cade la vigilia di Pesach, è che può, subito dopo essersi immerso, sacrificare il suo korban pesach e non deve attendere il tramonto.
La Ghemara formula la sua prova:
Disse Ulla: Quale è la ragione per cui permisero a quel lebbroso di entrare nel Tempio? dal momento che è stato sciolto dalla proibizione di entrare nel Tempio per la sua tzara'at - lebbra biblica - è stato sciolto anche per la sua perdita di seme. Ecco che noi diciamo il principio: siccome è stato sciolto dalla prima proibizione viene sciolto anche dalla seconda.
La Ghemara respinge anche questa prova:
È forse simile l'assunto che noi cerchiamo di dimostrare a quello di Ulla 
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