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6a CHAMESH 'ESRE NASHIM CAPITOLO PRIMO YEVAMOT

 
 
 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
 
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[da Daf 5b:La Ghemara propone:
Piuttosto l'insegnamento particolare dell'espressione "sopra di lei" è necessario, perchè potrebbe venirti in mente di pensare che la prova che un precetto positivo annulla un precetto negativo punibile di karet (e che quindi si esegua lo yibbum anche sulla sorella della moglie) ti venga dal kibbud av vaem - il precetto di onorare il padre e la madre. Come si impara in una Baraita: PUÒ ESSERE CHE IL KIBBUD AV VAEM ANNULLI LO SHABBAT? LA TORA DICE: L'UOMO TEMA LA MADRE E IL PADRE E OSSERVI I MIEI SHABBATOT Io sono hashem vostro dio come dire VOI TUTTI padre, madre e figlio SIETE TENUTI AD ONORARE ME e quindi l'onore del padre e della madre non possono annullare l'onore di Hashem che ha ordinato di rispettare lo Shabbat. Non può essere che qui si parli del caso in cui suo padre gli disse: sgozza per me, cucina per me o un altro dei lavori proibiti nello Shabbat con proibizione di karet, e la ragione per cui egli sa che è comunque proibito ascoltare il padre è perchè il Misericordioso scrisse esplicitamente nella Tora: "e osservi i miei shabbatot", però se così non fosse il kibbud av vaem avrebbe sì respinto lo Shabbat e si può dunque imparare da qui che in linea di massima un precetto positivo annulla un precetto negativo, nonostante questo sia pinibile di karet
La Ghemara respinge anche questa proposta:
No -- fino a qui da Daf 5b] non si sta parlando del caso in cui suo padre gli disse di fare una melacha per cui è punito col karet ma gli disse di trasgredire alla proibizione - il lav - di condurre l'asino, che non essendo compiuta da lui col suo corpo non è uno di quei tipi di lavoro la cui esecuzione sia punita col karet. Tuttavia, se suo padre gli disse di profanare lo Shabbat guidando l'asino, persino in questo caso il precetto positivo di onorare i genitori non respinge lo Shabbat! 
La Ghemara trae una conclusione opposta:
Piuttosto, riguardo al principio da noi finora sostenuto che "viene un 'ase e respinge un lo ta'ase", impariamo da qui - dal caso del precetto del kibbud av vaem - che un 'ase non respinge un lo ta'ase e che il kibbud av vaem ne sia il prototipo.
La Ghemara previene una possibile difficoltà alla sua proposta:
E se dirai che non si deve imparare da qui, perchè fanno eccezione le proibizioni dello Shabbat, che per la loro particolare gravità non vengono respinte da precetti positivi come il kibbud av vaem, io ti risponderò ecco che il Tanna parla in generale e non solleva questa difficoltà. Perchè imparammo in un'altra Baraita: PUÒ ESSERE CHE SUO PADRE GLI DISSEal Kohen o al nazir: RENDITI TAME della tuma del cadavere per portarmi qualcosa da un posto tame, O CHE GLI DISSE: NON RESTITUIREl'oggetto smarrito al proprietario, PUÒ ESSERE CHE il figlio LO ASCOLTI perchè il precetto di onorare il padre lo esonera dal rispettare le altre proibizioni? Perciò LA TORA DICE: L'UOMO TEMA LA MADRE E IL PADRE E OSSERVI I MIEI SHABBATOT Io sono hashem vostro dio come dire VOI TUTTI padre, madre e figlio SIETE TENUTI AD ONORARE ME. Da qui vediamo che il Tanna non distingue tra profanazione dello Shabbat, che è particolarmente grave, e altre proibizioni, come il trattenere un oggetto smarrito, che è relativamente meno grave. 
La Ghemara presenta un'altra confutazione della sua proposta di imparare dal kibbud av vaem che i precetti positivi non respingono quelli negativi:
Il motivo piuttosto per cui non si può imparare dal caso del "guidare l'asino" qualcosa sulla forza del precetto del kibbud av vaem, è che si può sollevare la difficoltà: come vuoi paragonare le varie forme di espressione del rispetto filiale a quello, perchè quando lui guida l'asino di Shabbat in ossequio al padre ciò è soltanto una preparazione al precetto vero e proprio del rispetto filiale, per ora lui soltanto prepara le cose perchè il desiderio di suo padre venga esaudito, e non si può imparare da qui leggi che regolino altri casi.
La Ghemara presenta una nuova proposta:
Piuttosto ti potrebbe venire in mente di dire: impara dalla costruzione del Santuario. Perchè imparammo in una Baraita: PUÒ ESSERE CHE LA COSTRUZIONE DEL SANTUARIO RESPINGA LO SHABBAT? LA TORA DICE: RISPETTATEI MIEI SHABBATOT E TEMETE IL MIO SANTUARIO Io sono hashem vostro dio come dire VOI TUTTI SIETE TENUTI AD ONORARE ME ed il rispetto della Shabbat è l'onore di Hashem, e deve essere rispettato anche quando si costruisce il Santuario. Da qui impariamo che senza questa particolare affermazione della Tora, avremmo ritenuto che il precetto di costruire il Santuario prevalga sull'osservanza dei divieti dello Shabbat, perchè non è forse che si parla qui della costruzione del Santuario tramite lavori completi, come ad esempio costruire e demolire e chi le compie di Shabbat merita il karet, e la ragione è soltanto perchè il Misericordioso scrisse: rispettate i miei Shabbatot, ma se così non fosse, la costruzione de Santuario in effetti respingerebbe le proibizioni delle opere durante lo Shabbat!
La Ghemara respinge anche questa proposta:
No non si sta parlando del caso in cui la costruzione del Santuario comporti una melacha per cui si è puniti col karet ma si parla di trasgredire ad una proibizione - un lav - del tipo di condurre l'asino. Tuttavia, persino in questo caso il precetto positivo di costruire il Santuario non respinge lo Shabbat! 
La Ghemara trae una conclusione opposta:
Piuttosto, riguardo al principio da noi finora sostenuto che "viene un 'ase e respinge un lo ta'ase", impariamo da qui - dal caso del precetto di costruire il Santuario - che un 'ase non respinge un lo ta'ase e che la costruzione del Santuario ne sia il prototipo.
La Ghemara previene una possibile difficoltà alla sua proposta:
E se dirai che non si deve imparare da qui, perchè fanno eccezione le proibizioni dello Shabbat, che per la loro particolare gravità non vengono respinte da precetti positivi come la costruzione del Santuario, io ti risponderò ecco che il Tanna parla in generale e non solleva questa difficoltà. Perchè imparammo in un'altra Baraita: PUÒ ESSERE CHE SUO PADRE GLI DISSE al Kohen o al nazir: RENDITI TAME della tuma del cadavere per portarmi qualcosa da un posto tame, O CHE GLI DISSE: NON RESTITUIRE l'oggetto smarrito al proprietario, PUÒ ESSERE CHE il figlio LO ASCOLTI perchè il precetto di onorare il padre lo esonera dal rispettare le altre proibizioni? Perciò LA TORA DICE: L'UOMO TEMA LA MADRE E IL PADRE E OSSERVI I MIEI SHABBATOT Io sono hashem vostro dio come dire VOI TUTTI padre, madre e figlio SIETE TENUTI AD ONORARE ME. Da qui vediamo che il Tanna non distingue tra profanazione dello Shabbat, che è particolarmente grave, e altre proibizioni, come il trattenere un oggetto smarrito, che è relativamente meno grave. 
La Ghemara presenta un'altra confutazione della sua proposta di imparare della costruzione del Santuario che i precetti positivi non respingono quelli negativi:
Il motivo piuttosto per cui non si può imparare dal caso del "guidare l'asino" qualcosa sulla forza del precetto della costruzione del Santuario, è che si può sollevare la difficoltà: come vuoi paragonare le varie forme di opere necessarie alla costruzione del Santuarioa quello, perchè quando lui guida l'asino di Shabbat per costruire il Santuario ciò è soltanto una preparazione al precetto vero e proprio di costruire il Santuario.
La Ghemara solleva la difficoltà:
Che il caso della preparazione al precetto si impari da là - da ciò che già dicemmo a proposito del kibbud av vaem, perchè la Ghemara è tornata a ripetere la stessa cosa nei riguardi della costruzione del Santuario?
La Ghemara riconosce:
Si, è proprio così. 
La Ghemara chiede:
E allora il versetto: e rispettate i Miei Shabbatot e temete il Mio Santuario perchè è stata scritto per me? Infatti questa legge che la costruzione del Santuario non respinge la proibizione di guidare l'asino noi la impariamo dal kibbud av vaem.
La Ghemara risponde:
È necessario per un altro problema, per ciò che imparammo in una Baraita: PUÒ ESSERE CHE UN UOMO TEMA IL SANTUARIO e lo costruisca, LA TORA DICE: RISPETTATEI MIEI SHABBATOT E TEMETE IL MIO SANTUARIO e dal fatto che i due ordini sono dati nello stesso versetto impariamo: È DETTO IL RISPETTO RIGUARDO ALLO SHABBAT ED È DETTO ILTIMORE RIGUARDO AL SANTUARIO, COME PER IL RISPETTO DETTO A PROPOSITO DELLO SHABBAT
6b
NON È DELLO SHABBAT stesso CHE TU HAI TIMORE perchè nei suoi riguardi non è espresso il concetto di timore, MA DI COLUI CHE AMMONÌ SULLA SHABBAT, ANCHE PER IL TIMORE DETTO A PROPOSITO DEL SANTUARIO, NON È DEL SANTUARIO stessoCHE TU HAI TIMORE, MA DI COLUI CHE AMMONÌSUL SANTUARIO. E QUALE ESSO È dunque il modo di assolvere al precetto del TIMORE DEL SANTUARIO? UN UOMO NON ENTRI NEL MONTE DEL SANTUARIO CON IL SUO BASTONE, e non CON LA SUA CINTURA in cui tiene il denaro, E CON LA POLVERE CHE È  SUI SUOI PIEDI, E NON NE FACCIA UNA SCORCIATOIA. E LO SPUTARE che vi sia proibito lo impari DA UNKAL VACHOMER con la sua casa.E NON HO fin qui imparato che si è tenuti a tale rispetto SE NON NELL'EPOCA CHE IL SANTUARIO ESISTE, NELL'EPOCA IN CUI IL SANTUARIO NON ESISTE, DA DOVE imparo che il precetto del timore del Santuario persiste, ed è proibito mancare di rispetto al luogo del Santuario?LATORA DICE: RISPETTATE I MIEI SHABBATOT E TEMETE IL MIO SANTUARIO allo scopo di insegnare: COME IL RISPETTO DETTO PER LA SHABBAT È IN ETERNO, COSÌ IL TIMORE DETTO PER IL SANTUARIO È IN ETERNO, anche quando è in rovina. 
Ad ogni modo, per quanto concerne il nostro argomento, non siamo giunti ad una spiegazione di perchè ci fu bisogno di uno speciale versetto per informarci che un precetto positivo non respinge un precetto negativo la cui punizione è il karet. A questo proposito la Ghemara presenta una nuova proposta:
Piuttosto potrebbe venirti in mente di pensare: che si impari dal "far fuoco" di Shabbat. Perchè il Tanna dell'accademia di R'Yshmael insegnò in una Baraita: viene affermato della Scrittura:NON ACCENDETE FUOCHI IN TUTTI I VOSTRI ACCAMPAMENTI NEL GIORNO DELLO SHABBAT,CHE COSA VIENE AD INSEGNARCI? dal momento che, in generale, la proibizione dei lavori è già stata insegnata! CHE COSA VIENE AD INSEGNARCI? Ma che domanda è mai questa? SE ci riferiamo all'insegnamento di R'YOSE - il versetto viene ad insegnarci che chi compie tale melacha trasgredisce A UN LAV cioè a una proibizione che non contempla la pena del karet o di skila (lapidazione). SE ci riferiamo all'insegnamento di R'NATAN - il versetto viene ad insegnarci che per meritare il karet non ci si deve render colpevoli di tutte le trasgressioni dello Shabbat ma PER DISTRIBUIRE la punizione a tutte le singole trasgressioni, per cui basta una di esse a meritare il karet o la skila.Come fu insegnato in una Baraita: IL "FAR FUOCO" USCÌ PER UN LAV. PAROLE DI R'YOSE. R'NATAN DICE: PER DISTRIBUIRE.
Sulla meraviglia del Tanna dell'accademia di R'Yshmael, la Ghemara riporta le parole di Rava:
E disse Rava: come risposta alla meraviglia del Tanna dell'accademia di R'Yshmael: A questo Tanna era difficile la parola "accampamenti". E così bisogna capire: "accampamenti" che cosa viene ad insegnarci, quale è l'insegnamento in più che ricaviamo da questa parola, che viene ad informarci che la proibizione dello Shabbat non riguarda solo particolari luoghi di residenza. Ordunque Shabbat è un obbligo legato al corpo dell'uomo, cioè riguarda l'uomo stesso e non oggetti al di fuori di lui, ed è un noto principio che ogni obbligo legato al corpo è in vigore sia in Terra di Israel che fuori dalla Terra di Israel, e allora il rilievo dato all'espressione accampamenti che scrisse il Misericordioso nel brano di Shabbat - per cosa mi viene insegnato? In nome di R'Yshmael un certo discepolo disse queste parole, SICCOME È DETTO: E QUANDO VI SARÀ IN UN UOMO UN PECCATO CHE GLI HA MERITATO LA CONDANNA A MORTE E VERRÀ MESSO A MORTE, e da quanto è qui scritto IO APPRENDO che i condannati vengono messi a morte SIA DURANTE LA SETTIMANA SIA DI SHABBAT. E CHE COSA MI INSEGNA il versetto"RISPETTERETE LO SHABBAT PERCHÈ È SANTO PER VOI E CHI LO PROFANA SIAMESSO A MORTE" - che ciò è detto PER LE ALTRE MELACHOT, ECCETTUATA LA MORTE inflitta DAL BET DIN che viene eseguita anche di Shabbat, O NON È PIUTTOSTO CHE ANCHE LA MORTE inflitta DAL BET DIN fa parte delle melachot che è proibito fare di Shabbat? E CHE COSA MI INSEGNANO le parole "E SARÀ MESSO AMORTE" - noi intendiamo DURANTE LA SETTIMANA E NON DI SHABBAT. E se torniamo ad arguire O NON È PIUTTOSTO PERSINO DI SHABBAT? - LA TORA DICE, tramite una ghezera shava: NON ACCENDETE FUOCHI IN TUTTI I VOSTRI ACCAMPAMENTI NEL GIORNO DELLO SHABBAT E NEL SEGUITO DICE alla fine del giudizio degli assassini - E SARANNO QUESTI PER VOI PER LEGGE DI GIUDIZIO PER LE VOSTRE GENERAZIONI IN TUTTI I VOSTRI ACCAMPAMENTI. COME GLI ACCAMPAMENTI MENZIONATI NELSEGUITO nel quarto libro del Pentateuco, noi intendiamo NEL BET DIN - ANCHE GLI ACCAMPAMENTI MENZIONATI QUI noi intendiamo NEL BET DIN, "l'accampamento" dei giudici, E DISSE IL MISERICORDIOSO: NON ACCENDETE FUOCHI, e siccome una delle morti decretate dal bet din è la bruciatura e si esegue con l'uso del fuoco - impariamo quindi da qui che l'esecuzione della pena capitale non respinge lo Shabbat. 
Da qui si riprende il nostro argomento. Perchè non dovrebbe essere l'opinione del Tanna dell'accademia di R'Yshmael come l'opinione di R'Natan, che disse che l'ammonimento del "far fuoco" è uscito per distribuire, e secondo la sua opinione anche per "il far fuoco" da solo è previsto karet e skila.  E allora, la ragione per cui l'esecuzione della pena capitale non respinge lo Shabbat, è proprio perchè scrisse il Misericordioso: "non accendete fuochi" ma se così non fosse, l'esecuzione della pena di morte respingerebbe lo Shabbat, e da qui che il precetto positivo del "e sarà messo a morte" respinge il precetto negativo punibile con karet del "non accendete fuochi" di Shabbat se non fosse per il versetto che espressamente lo proibisce. Parallelamente, se non fosse per il versetto "sopra di lei", la sorella della moglie, pur essendo per lui 'erva, sarebbe permessa allo yavam.
La Ghemara respinge questa prova:
No, la prova non viene da qui, perchè possiamo dire che il Tanna dell'accademia di R'Yshmael è dell'opinione di R'Yose che ritiene che "il far fuoco" è una proibizione per cui non è previsto il karet.
La Ghemara ribatte:
E sia pure l'opinione di R'Yose - diciamo che R'Yose sostenne che "il far fuoco" uscì come un lav - una proibizione per cui non è previsto il karet - ma le sue parole si rigeriscono ad un "far fuoco" normale, tuttavia "il far fuoco"del bet din per l'esecuzione capitale del condannato alla bruciatura è la cottura della petila, in cui accanto al semplice far fuoco vi è anche la melacha del cucinare. E disse R'Sheshet: che differeza c'è tra cottura della petila - il piombo fuso con cui veniva giustiziato il condannato - e la cottura dei samanin- le erbe che venivano cotte per ricavarne colori ed altro per la costruzione del Tabernacolo, che costituisce il prototipo della cottura proibita nello Shabbat. E siccome c'è nell'esecuzione della pena di morte per bruciatura una vera e propria cottura (che secondo tutte le opinioni è punibile col karet), da ciò sembrerebbe provenire la prova che se non fosse per la specifica proibizione del versetto, avremmo detto che il precetto positivo respinge il precetto negativo anche quando questo è punibile col karet
La Ghemara respinge anche questo tentativo:
Disse R'Shimi bar Ashi: Questo Tanna solleva la possibilità che l'esecuzione capitale respinga lo Shabbat, non perchè "viene un 'ase e respinge un lo ta'ase"  ma perchè fa derivare questo insegnamento da un kal vachomer. E così disse: a cosa  si riferiscono le parole del versetto "coloro che lo profanano verranno messi a morte", a tutte le melachot proibite di Shabbat fuori che l'esecuzione della pena di morte del bet din. Possiamo, invece dire che l'esecuzione della pena di morte del bet din respinge lo Shabbat attraverso un kal vachomer,
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