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La Ghemara riporta una Baraita che amplia il discorso sulla Siria:
Insegnarono Rabbanan in una Baraita:
IN TRE MANIERE LA SIRIA È PARI AD ERETZ YISRAEL E IN TRE A CHUTZ LAARETZ: (mnemonico: TE"SCH  PO"DE VU"CO) LA SUA TERRA È TAME COME CHUTZ LAARETZ, E CHI VENDE IL SUO SCHIAVO IN SIRIA È COME CHI LO VENDE IN CHUTZ LAARETZ, E CHI PORTA UN GHET DALLA SIRIA È COME CHI LO PORTA DA CHUTZ LAARETZ, E IN TRE AD ERETZ YISRAEL:  È TENUTA ALLA DECIMA E ALL'ANNO SABBATICO COME ERETZ YISRAEL E CHI VUOLE ENTRARVI IN TAHARA VI ENTRA, E CHI COMPRA UN CAMPO IN SIRIA [daf 8b] È COME CHI LO COMPRA NEI DINTORNI DI GERUSALEMME.
La Ghemara prende in esame le maniere in cui la Siria è pari a Eretz Yisrael e a tal fine comincia a citare un primo passo della Baraita: 
Siccome il Tanna della Baraita dice: La Siria È TENUTA ALLA DECIMA E ALL'ANNO SABBATICO COME ERETZ YISRAEL, vuol dire che era dell'opinione che la conquista da parte di un singolo in questo caso il re David che la conquistò per l'interesse del suo regno e senza la partecipazione di tutte le tribù di Israel si chiama conquista e dà alla terra le prerogative di santità proprie alle terre conquistate da Giosué assieme a tutte le tribù di Israel.
La Ghemara cita un altro passo della Baraita:
Siccome il Tanna della Baraita disse: E CHI VUOLE ENTRARVI in Siria IN TAHARA VI ENTRA.  Sorge spontanea la domanda rivolta al Tanna della medesima Baraita: Ma tu stesso hai detto: LA SUA TERRA È TAME!
La Ghemara spiega:
La Mishna fa riferimento a uno che entrò in Siria in un armadio, in un'arca, in una torre sollevati dal terreno, come è scritto: CHI ENTRA IN UNA TERRA DEI POPOLI IN UN ARMADIO, IN UN ARCA, IN UNA TORRE, REBBI DICHIARA TAME R'YOSE BERABI YEHUDA DICHIARA TAHOR e persino Rebbi non dichiara tame se non nella terra dei popoli, ma quanto alla Siria decretarono la tuma sul suo terreno, ma sulla sua aria non decretarono alcuna tuma.