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La Ghemara riporta un altro insegnamento su quale debba essere il giusto comportamento dell'uomo in casa:
Disse R'Abbahu: Un uomo non incuta mai eccessivo timore nella sua casa, perché infatti un grand'uomo incusse eccessivo timore nella sua casa, e alla fine lo nutrirono con una gran cosa con un cibo tra i più proibiti. E chi era? R'Chanina ben Gamliel.
La Ghemara obietta:
"Lo nutrirono" ti viene in mente di pensare?! Ora se gli animali dei giusti, il Santo Benedetto Egli sia non li fa cadere nella trasgressione, i giusti stessi tanto più!
La Ghemara modera il tono del racconto:
Veramente solo volevano nutrirlo con una gran cosa.
La Ghemara soddisfa la nostra curiosità:
E cosa era questa"gran cosa" di cui cercarono di nutrirlo? Un membro da animale vivo. Era successo che i servi di R'Chanina avevano rovinato un pezzo di carne che doveva apparire sulla sua tavola, e per la paura di essere scoperti tagliarono una parte simile da un animale vivo e gliela imbandirono, ma la cosa si scoprì prima che R'Chanina se ne cibasse.
La Ghemara si volge ad un argomento toccato in precedenza:
Mandò Mar 'Ukva un quesito a R'Elazar: Degli individui che mi stanno addosso e avrei la possibilità di consegnarli alle autorità, cosa debbo fare? Mi è permesso denunciarli?
La Ghemara riporta la reazione di R'Elazar:
Incise R'Elazar le righe sulla pergamena e gli scrisse questo versetto dei Salmi (39, 2): Dissi: Custodirò le mie vie dal peccare con la mia bocca, terrò tappata la mia bocca quand'anche il malvagio sia dinnanzi a me, benché il malvagio sia dinnanzi a me terrò chiusa la bocca.
La Ghemara riporta la replica di Mar 'Ukva:
Gli mandò a dire: Mi fanno soffrire un bel po', e non ce la faccio a resistere dinnanzi a loro.
La Ghemara riporta la risposta di R'Elazar:
Gli mandò un altro versetto dei Salmi (37, 7): Temporeggia per il Signore e confida in Lui, che si interpreta Temporeggia per il Signore servilo nei passaggi del tempo, pregando all'alba e al tramonto, e confida in Lui e lui li abbatterà per te cadaveri su cadaveri. Come dire, alzati alla mattina presto e attardati alla sera nella casa dello studio e sia questa la tua arma contro di loro, ed essi finiscono male da soli. 
La Ghemara racconta la fine della storia:
Tali parole uscirono dalla bocca di R'Elazar e già misero al ladro le catene per condurlo alla forca.