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La Ghemara muove una nuova obiezione a Rabba:
Viene insegnato nella Mishna più avanti:  UNO CHE PORTA UN GHETDA UN PAESE D'OLTREMARE E NON PUÒ  DIRE: DINNANZI A ME FU SCRITTO E DINNANZI A ME FU FIRMATO, SE VI SONO SU DI ESSO TESTIMONI, VENGA CONVALIDATO TRAMITE LE LORO FIRME. E ci arabattammo su di questa Mishna - cosa vuol dire "E non può dire"? [daf 5a] Se dirai perché è sordomuto, può forse un sordomuto essere in grado di venir nominato shaliach per portare un ghet? E infatti insega la Mishna a daf 23a: TUTTI SONO KESHERIM PER PORTARE UN GHET, MENO CHE IL SORDOMUTO, LO STOLTO E IL MINORE. E disse R'Yosef: Di cosa ci stimo occupando qui? Del caso in cui egli  lo shaliach le diede il ghetquando era normale, e non riuscì a dire "Dinnanzi a me fu scritto e dinnanzi a me fu firmato" che divenne sordomuto. 
Da qui la Ghemara muove la sua obiezione a Rabba:
Tutto ciò per Rava va bene, ma per Rabba è difficile perché secondo lui lo shaliach non ha confermato che il ghet fu scritto lishmah.
La Ghemara spiega a favore di Rabba:
Di cosa ci stimo occupando qui? Di cosa parla la Mishna quando dice che il ghet può essere convalidato tramite le firme dei testimoni? Di un ghet che fu compilato in un paese d'oltremare dopo che colà ebbero studiato [aprendo il Sito "Chavruta", nota di un tardo commentatore] che un ghet va scritto lishmah. - ! -
La Ghemara obietta:
Se così fosse, anche quello "che può" parlare, lo shaliach normale, potrebbe fare a meno di dire: Dinnanzi a me fu scritto e dinnanzi a me fu firmato!
La Ghemara spiega a favore di Rabba:
Anche dopo che ebbero studiato lo shaliach deve dire: Dinnanzi a me fu scritto e dinnanzi a me fu firmato, e ciò è un decreto rabbinico in previsione che la situazione volga di nuovo al peggio e di nuovo quelli d'oltremare non sappiano che un ghet va scritto lishmah.
La Ghemara obietta:
Se così fosse, anche quello "che non può" parlare, lo shaliach che diventò sordomuto, non riuscì a compiere la sua missione e torna l'obiezione iniziale a Rabba.
La Ghemara spiega a favore di Rabba:
Uno normale che diventa di punto in bianco sordomuto non è cosa che accade di frequente e su una cosa che non accade di frequente Rabbanan non emisero decreti e per questo il ghet è kasher anche se lo shaliach non disse: Dinnanzi a me fu scritto e dinnanzi a me fu firmato, quando si tratta di un ghet che fu emesso dopo che quelli di oltremare ebbero studiato che un ghet va compilato lishmah. Tuttavia uno shaliach normale deve dire: Dinnanzi . . ., anche dopo che ebbero studiato e nonostante che Rabbanan non emisero ulteriori decreti.
La Ghemara obietta: 
E allora una donna che porta il proprio ghet ad un determinato Bet Din per incarico del marito che non é certo una cosa frequente e ciononostante è insegnato nella Mishna: LA DONNA MEDESIMA PUÒ PORTARE IL PRORIO GHET da un paese d'oltremare SOLO CHE DEVE DIRE: DINNANZI A ME FU SCRITTO E DINNANZI A ME FU FIRMATO! Come mai il decreto rabbinico di dire: Dinnanzi . . .,  vale per la donna, che raramente porta il proprio ghet, come vale per qualsiasi altro shaliach?
La Ghemara spiega:
I Chachamim non esentarono la donna dal dire: Dinnanzi . . ., per non far distinzioni nell'ambito della shelichut tra uno shaliach e l'altro che portano un ghet da un paese d'oltremare e hanno la possibilità di dire. Solo nel caso di impossibilità, come per quello shaliach che perse la parola, decisero che ci si può basare sulla convalida delle firme.
La Ghemara obietta:
Se così fosse, anche il marito che porta il ghet da un paese d'oltremare dovrebbe dire: Dinnanzi . . ., ! E allora perché è insegnato in una Baraita: LUI STESSO SE PORTA IL SUO GHET NON DEVE DIRE: DINNANZI A ME FU SCRITTO E DINNANZI A ME FU FIRMATO?
La Ghemara spiega:
Per quale ragione Rabbanan dissero: DEVE DIRE: DINNANZI A ME FU SCRITTO E DINNANZI A ME FU FIRMATO? Perché non venga il marito a contestare il ghet e a renderlo pasul, ora nel caso in cui è lui stesso che lo porta con le sue mani sarà lui stesso che lo contesterà? Per questo il marito è naturalmente escluso dall'insieme degli shelichim che son tenuti a testimoniare che il ghet fu compilato lishmah.