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[da daf 20b]La Ghemara porta una prova per risolvere la questione:
Disse Abbaye: Vieni a sentire una prova da una Mishna (Eduiot 2, 3) INOLTRE EGLI TESTIMONIÒ SU UN PICCOLO VILLAGGIO CHE SI TROVAVA ACCANTO A GERUSALEMME, E VI ERA UN VECCHIO E DAVA A PRESTITO A TUTTI GLI ABITANTI DEL VILLAGGIO, E SCRIVEVA DI SUO PUGNO E GLI ALTRI FIRMAVANO, E LA COSA ARRIVÒ DINNANZI AI CHACHAMIM E LA DICHIARARONO KASHER. E perché? Infatti ci vuole quello che prescrive la Tora nel versetto: (Geremia 32, 11) E prenderò il libello che fa acquistare, e questo manca! Il documento di prestito deve appartenere al debitore e qui il vecchio prestava in base a documenti che scriveva lui su carta sua! Piuttosto il motivo per cui i Chachamim dichiararono kasher la procedura del vecchio non è perché diciamo: Gliel'ha fatto acquistare quel documento prima che quello glielo restituisca firmato? Allo stesso modo possiamo dire che la donna fece acquistare al marito la sua tavoletta perché egli vi scrivesse il ghet e quando il marito gliela restituisce scritta lei è divorziata.
La Ghemara respinge questa prova:
Disse Rava: Cosa c'è di difficile in questo caso in cui Rabbbanan dichiararono kasher la procedura del vecchio che dava a prestito su documenti che appartenevano a lui? Forse il motivo per cui Rabbanan dichiararono la procedura kasher [fino a qui da daf 20b] è perché il caso di quel vecchio è diverso da quello della donna di cui ci occupiamo noi perché egli sapeva che bisogna far acquistare il documento ai creditori prima che glielo restituiscano firmato, mentre la donna normalmente non lo sa.
La Ghemara cerca di risolvere il dubbio ricorrendo ad un'altra fonte:
Disse Rava lo impariamo invece da qui: (Baba Batra daf 175b) Nel caso di UN GARANTE CHE ESCE sui documenti di credito DOPO LA FIRMA DEI DOCUMENTI, il creditore RISCUOTE DAI BENI LIBERI del garante. Il garante esce sul documento di credito nella stessa posizione del debitore, quindi il documento deve essere suo. Ora vediamo che quando egli esce garante su un documento che appartiene già al creditore, si suppone che il creditore glielo abbia fatto acquistare prima che egli vi si firmasse garante, quindi anche nel caso della donna si suppone che lei abbia fatto acquistare al marito la tavoletta in cui lui scrisse il ghet e quindi è divorziata.
La Ghemara respinge anche questa prova:
Disse R'Ashi: Cosa c'è di difficile in questo caso in cui Rabbbanan dichiararono kasher la procedura del creditore che faceva firmare i garanti su documenti che appartenevano già a lui? Forse il motivo per cui Rabbanan dichiararono la procedura kasher[fino a qui da daf 20b] è perché il caso di quel creditore è diverso da quello della donna di cui ci occupiamo noi perché egli sapeva che bisogna far acquistare il documento ai garanti prima che glielo restituiscano firmato, mentre la donna normalmente non lo sa.
La Ghemara cerca di risolvere il dubbio ricorrendo ad un'altra fonte:
Disse R'Ashi lo impariamo invece da qui: (Ghittin daf 22b, Eduyot Cap2, Mishna3) UNA DONNA PUÒ SCRIVERE IL SUO GHET e consegnarlo al marito e il marito glielo restituisce ed è divorziata, E L'UOMO SCRIVE LA SUA RICEVUTA della ketubba e la moglie gliela restituisce, PERCHÉ NON VI È CONVALIDA DI DOCUMENTO CHE TRAMITE I SUOI FIRMATARI e non ha importanza chi lo scrive ed anche la donna sa che deve farlo acquistare al marito prima che glielo restituisca come ghet
 
 

La Ghemara riporta un insegnamento di Amoraim:
Disse Rava: Le scrisse un ghet e lo consegnò nelle mani del suo schiavo cananeo, e le scrisse un documento di donazione su di esso, sullo schiavo cananeo e glielo diede in dono, lei ne vien in possesso e con esso è divorziata. Nel momento in cui lei prende possesso dello schiavo viene automaticamente in possesso del ghet ed è divorziata.
La Ghemara obietta:
Come mai? Uno schiavo è considerato un cortile ambulante, e un cortile ambulante non acquista! E se anche tu dicessi che Rava parlò di uno schiavo che sta fermo, ma non disse lo stesso Rava: Tutto quello che se cammina non acquista, anche quando ristà e siede non acquista!?
La Ghemara spiega:
E l'halacha che insegnò Rava è nel caso di uno schiavo legato, che non può muoversi, allora è come un normale cortile che acquista per conto di colui che ne è in possesso.
La Ghemara riporta un altro insegnamento di Rava:
E ancora disse Rava: Le scrisse un ghet e lo mise nel suo cortile e le scrisse un documento di donazione su di esso, sul cortile e glielo diede in dono, lei ne vien in possesso e con esso è divorziata. Nel momento in cui lei prende possesso del cortile viene automaticamente in possesso del ghet ed è divorziata.
La Ghemara dimostra la necessità di insegnare i due dinim:
Ed è necessario insegnare tutti e due i dinim perché se ci insegnava solo il caso di uno schiavo cananeo, avrei detto che solo nel caso di uno schiavo lei è divorziata, tuttavia nel caso di un cortile c'è da decretare che non possa usare tale ghet per sposare un altro, per via di un cortile che viene in possesso della donna successivamente a quando il marito vi posò il ghet, e non contemporaneamente. Ciò avviene se il marito mise il ghet nel cortile di un altro, e fu costui a vendere o a donare il cortile alla moglie. In tal caso l'acquisizione del ghet non avviene assieme e in conseguenza del possesso del cortile, e siccome non risulta che il marito glielo abbia consegnato la donna non si considera divorziata.
E se ci insegnava solo il caso di un cortile,  avrei detto che solo nel caso di un cortile lei è divorziata, tuttavia nel caso di uno schiavo c'è da decretare che non possa usare tale ghet per sposare un altro, persino nel caso in cui lo schiavo è legato per via del caso in cui non è legato, perciò Rava viene ad insegnarci  entrambi i dinim.
 
 

La Ghemara solleva un'obiezione ad entrambi gli insegnamenti di Rava:
Disse Abbaye: Ordunque, da dove il cortile viene incluso tra le maniere in cui una donna riceve un ghet? Da la parola che si legge nel versetto (Deuteronomio 24, 1) la sua mano, come è valida la consegna nella sua mano che è suscettibile di ricevere sia quando lei è consenziente che quando lei non è consenziente, così è valida la consegna usando il suo cortile che è suscettibile di ricevere sia quando lei è consenziente che quando lei non è consenziente, ma nel caso di una donazione, quando lei è consenziente avviene, quando lei non è consenziente, non avviene. Un cortile che viene in possesso della donna per donazione non può farle acquisire un ghet perché è implicito nella donazione di essere valida solo quando lei è consenziente. E dal momento che quando non è consenziente l'acquisizione non avviene e il divorzio non avviene, anche quando è consenziente il divorzio non avviene.
La Ghemara respinge questa obiezione di Abbaye:
L'attaccò R'Shimi bar Ashi: Eppure la shelichut per ricevere il ghet che quando lei è consenziente avviene, ha cioé validità e lei è divorziata se lo shaliach da lei prescelto riceve il ghet per lei, maquando lei non è consenziente, non avviene, se una persona non da lei prescelta riceve il suo ghet lei non è divorziata, e ciò nonostante lo shaliach per ricevere il ghetesiste ed è una procedura valida e non diciamo siccome quando non è consenziente la shelichut non avviene e il divorzio non avviene, anche quando è consenziente il divorzio non avviene!Quindi anche l'acquisizione del ghet tramite la donazione del cortile è una procedura valida, anche se la donazione avviene solo quando lei è consenziente, e non diciamo siccome quando non è consenziente l'acquisizione non avviene e il divorzio non avviene, anche quando è consenziente il divorzio non avviene!
La Ghemara respinge le parole di R'Shimi bar Ashi:
E Abbaye cosa risponderà a R'Shimi bar Ashi? A proposito della shelichut chi ti dice che da la parola che si legge nel versetto (Deuteronomio 24, 1) la sua mano viene inclusa tra le maniere in cui una donna riceve un ghet? Dalla ridondanza, perché poteva in fine di versetto scrivere e manderà e invece scrive e la manderà, la shelichut viene inclusa! Che la donna può nominare un suo shaliach per ricevere il ghet lo impariamo dalla ridondanza e manderà . . . e la manderà  (Kiddushin 41a) e perciò non ci sorprende che la shelichut per ricevere il ghet sia una procedura valida nonostante che avvenga solo quando lei è consenziente. Tuttavia l'acquisizione del ghet tramite la donazione del cortile, che si impara da la sua mano, non è una procedura valida, perché dal momento che quando non è consenziente l'acquisizione non avviene e il divorzio non avviene, anche quando è consenziente il divorzio non avviene!
La Ghemara riporta un'altra confutazione delle parole di R'Shimi bar Ashi:
E se vuoi di': Anche la shelichut per ricevere il ghetavviene a volte quando lei non è consenziente perché infatti il padre può ricevere il ghet di sua figlia minore anche quando lei non è consenziente. Una donazione invece ha valore solo quando il destinatario è consenziente.
 
 

La Ghemara riporta un altro passo della nostra Mishna:
Su ogni cosa si può scrivere un ghet: SU UNA FOGLIA DI OLIVO ecc. e sul corno della mucca e le dà la mucca, sulla mano dello schiavo e le dà lo schiavo.
La Ghemara ribatte:
È ovvio per la mano dello schiavo che le dà tutto lo schiavo, e non solo la mano, [daf 21b] mica si può tagliargliela, ma il corno di mucca lo si tagli e glielo si dia!
La Ghemara spiega:
Disse la Scrittura: (Deuteronomio 24, 1) Scriverà per lei un libello di rescissione e darà a lei, da cui impariamo che è kasher per scrivervi un ghetquello a cui non manca che la scrittura e la consegna, uscì questo il corno della mucca a cui manca la scrittura, il taglio e la consegna.
 
 

La Ghemara riporta l'ultimo passo della nostra Mishna:
R'YOSE HAGHELILI DICE: ecc. non si deve scrivere né su cosa vivente né su cibi.
La Ghemara chiede:
Quale è la ragione della decisione di R'Yose Haghelili?
La Ghemara risponde:
Perché insegna la Baraita: Dice la scrittura a proposito del ghet (Deuteronomio 24, 1) Scriverà per lei un LIBELLO di rescissione, NON HO ALTRO CHE UN LIBELLO, DA DOVE si impara A COMPRENDERE OGNI COSA? LA TORA DICE: SCRIVERÀ PER LEI, DA OGNI LATO è dato di risolvere il problema di scrivere un ghet, E ALLORA, COSA CI INSEGNA LIBELLO? COME UN LIBELLO È COSA SENZA VITA E NON È DA MANGIARE, ANCHE OGNI COSA su cui si scrive un ghet deve essere SENZA VITA E CHE NON È DA MANGIARE.
La Ghemara chiede:
E Rabbanan che comprendono anche cose viventi e che si mangiano da dove imparano? Se fosse scritto "Su un libello", sarebbe come hai detto tu, cioé che il ghet deve essere scritto su cosa che usualmente serve a scivervi libri o a cosa simile, ora che però è scritto solo libello esso viene ad insengnarci che il ghet è soltanto per raccontare delle cose ed è kasher su qualsiasi substrato.
La Ghemara chiede ancora:
E Rabbanan da quel versetto Scriverà che insegnamento traggono?
La Ghemara risponde:
È loro necessario per imparare il principio generale: Tramite uno scritto viene divorziata e non viene divorziata tramite denaro, potrebbe venirti di dire siccome è detto: (Deuteronomio 24, 2) Uscirà dalla sua casa, andrà e sarà di un altro uomo, c'è un hekkesh tra "uscita" e "convivenza", come la "convivenza" che implica i kiddushinè tramite denaro, anche la "uscita" il divorzio è tramite denaro, viene il versetto Scriverà ad insegnarci che non è così, ma è solo lo scritto che opera il divorzio.
La Ghemara chiede:
E l'altro? Come impara R'Yose Haghelili questo principio?
La Ghemara risponde:
Lo fa uscire da le parole un libello di rescissione, è un libello che la rescinde da lui, e non è altra cosa che la rescinde.
La Ghemara chiede:
E l'altro? Cosa imparano Rabbanan dalle parole un libello di rescissione?
La Ghemara risponde:
È loro necessario per imparare il principio generale che il ghet deve essere qualcosa che recide del tuttoogni tipo di rapporto tra lui e lei, come insegna una Baraita: Un marito che dette un ghet a sua moglie e le disse: QUESTO È IL TUO GHET A CONDIZIONE CHE TU NON BEVA VINO, A CONDIZIONE CHE TU NON VADA DA TUO PADRE PER SEMPRE, QUESTA NON È UNA SCISSIONE, PER TRENTA GIORNI, QUESTA È UNA SCISSIONE.
La Ghemara chiede:
E l'altro? Come impara R'Yose Haghelili questo principio?
La Ghemara risponde:
Lo impara dalla ridondanza, perché la Tora poteva scrivere più brevemente "un libello che taglia" e invece si è dilungata a scrivere "un libello di rescissione" e con questo ci insengna il principio che il ghet non deve contenere nessuna condizione che comporti un legame tra lui e lei dopo il divorzio.
La Ghemara chiede:
E l'altro? Cosa imparano Rabbanan dalla su citata ridondanza?
La Ghemara risponde:
La ridondanza  "che taglia" - "di rescissione" non la interpretano.
 

Mishna. NON SI DEVE SCRIVERE SU COSA CONNESSA AL TERRENO. SCRISSERO SU COSA CONNESSA, R'YEHUDA DICHIARA PASUL, FINO A CHE NON SIA LA SCRITTURA E LA FIRMA SU COSA STACCATA. 
R'YEHUDA BEN BETERA DICE: NON SI HA DA SCRIVERE NÉ SU CARTA CANCELLATA NÉ SU DIFTERA PERCHÉ SI PRESTA AD ESSERE FALSIFICATO E I CHACHAMIM DICHIARANO KASHER.
 

Ghemara. 
La Ghemara riporta un passo della nostra Mishna:
SCRISSERO il ghet SU COSA CONNESSA . . . staccarono, firmarono e glielo consegnarono, è kasher.
La Ghemara si meraviglia:
Ma dicesti nella resha: NON SI DEVE SCRIVERE su cosa connessa al terreno!
La Ghemara spiega:
Disse R'Yehuda in nome di Shmuel: Quello che dichiararono kasher il ghet scritto su cosa connessa al terreno è quando lo scriba lasciò vuoto lo spazio dell'intestazione cioé nome di lui e di lei, data, luogo e formula essenziale del ghet: "Tu sei permessa ad ogni uomo" e lo stesso disse R'Elazar in nome di R'Oshaya: E ciò è quando lo scriba lasciò vuoto lo spazio dell'intestazione, e lo stesso disse Rabba bar Bar Chana in nome di R'Yochanan: E ciò è quando lo scriba lasciò vuoto lo spazio dell'intestazione.
La Ghemara fornisce le basi di tale spiegazione:
Ed essa tale spiegazione si basa sulla shita di R'Elazar, che disse: I testimoni della consegna tagliano il legame tra marito e moglie, e così disse veramente la nostra Mishna: Non si ha da scrivere su cosa connessa al terreno neppure il testo del ghet, quello comune a tutti i ghittin, affinché non scriva anche l'intestazione su cosa connessa al terreno rendendo il ghet del tutto pasul, se scrissero il testo su cosa connessa al terreno e lo staccarono, e poi scrissero l'intestazione e glielo consegnarono è kasher.
E Resh Lakish disse: "Firmarono" dopo che fu staccato dal terreno insegna esplicitamente la nostra Mishna, ed essa tale spiegazione si basa sulla shita di R'Meyr, che disse: I testimoni della firma tagliano il legame tra marito e moglie, e così disse veramente la nostra Mishna: Non si ha da scrivere su cosa connessa al terreno l'intestazione del ghet e ciò è un decreto rabbinico affinché non abbia a firmare altresì su cosa connessa al terreno rendendo il ghet irrimediabilmente pasul, se scrissero su cosa connessa al terreno anche l'intestazione, lo staccarono, lo firmarono e glielo consegnarono è kasher.
 

La Ghemara passa a trattare altri casi di ghet scritto su cosa connessa al terreno:
Se scrissero il ghet sulla terracotta di un vaso forato, è kasher, perché può prenderlo l'intero vaso e consegnarglielo senza che tra scrittura e consegna vi siano altre operazioni, tuttavia se scrissero il ghet su una foglia di una pianta che cresce in un vaso forato, Abbaye disse: É kasher, e Rava disse: É pasul. Abbaye disse è kasher,