Make your own free website on Tripod.com
 
La Ghemara tenta di far dipendere la discussione precedente da unamachloket tra Tannaim:
Diciamo che il problema se un padrone può dire allo schiavo: "Lavora da me ma io non ti dò da mangiare" dipende da una machloket tra i Tannaim della seguente Baraita: RABBAN SHIMON BEN GAMLIEL DICE: LO SCHIAVO PUÒ DIRE AL SUO PADRONE NEGLI ANNI DI SICCITÀ: "O MANTIENIMI O METTIMI IN LIBERTÀ", E I CHACHAMIM DICONO: È FACOLTÀ DEL SUO PADRONE. Perché non dire che in questo divergono i loro pareri: Uno studioso pensava: Il padrone può dire allo schiavo: "Lavora da me ma io non ti dò da mangiare" e uno studioso pensava: Il padrone non può dire allo schiavo: "Lavora da me ma io non ti dò da mangiare" - ? -
La Ghemara respinge il tentativo:
Veramente lo credi che la Baraita tratta di un caso in cui il padrone disse allo schiavo: "Lavora da me ma io non ti dò da mangiare"? Questo è il caso in cui lo schiavo direbbe: "O mantienimi o mettimi in libertà"? "O mantienimi o perlomeno dammi il ricavato dal mio lavoro per il mio mantenimento" occorrerebbe che egli dicesse! E inoltre, cosa c'entrano gli anni di siccità? Se il padrone vuole che lo schiavo lavori senza dargli da mangiare, che differenza c'è tra anni di siccità e anni prosperi? Ma invece di cosa ci stiamo occupando? Del caso in cui il padrone gli disse: "Spendi il ricavato dal tuo lavoro per i tuoi alimenti" e in anni di siccità non era sufficiente il lavoro dello schiavo a mantenerlo. Rabban Shimon ben Gamliel pensava: La schiavo può dire al padrone: "O mantienimi o mettimi in libertà, in modo che la gente mi veda ed abbiano misericordia di me e mi diano l'elemosina". Mentre Rabbanan pensavano: Chi ha misericordia per i liberi, ha misericordia anche per uno schiavo e non occorre che il padrone lo metta in libertà.
La Ghemara porta un'altra prova che il padrone può dire: "Lavora per me ma io non ti dò da mangiare.":
Vieni a sentire un'altra prova che il padrone può pretendere che il servo lavori per lui senza che egli lo mantenga: quello che disse Rav: Chi dedica all'hekdesh l'opera del suo schiavo, quello schiavo prende a prestito, mangia, lavora e paga. Impara da qui che il padrone può dire allo schiavo: "Lavora per me ma io non ti dò da mangiare."
La Ghemara respinge questa prova:
Di cosa ci stiamo occupando qui? Di uno un padrone che gli passa gli alimenti allo schiavo e per questo le sue prestazioni appartengono al padrone ed egli può dedicarle, se invece non gli passa gli alimenti il ricavato delle prestazioni dello schiavo appartengono allo schiavo stesso.
La Ghemara obietta:
Se così è, a che scopo [daf 12b] prende a prestito e mangia? Se già il padrone gli passa gli alimenti!
La Ghemara risponde:
Prende a prestito per un'aggiunta di cibo accanto a quello che gli passa il padrone.
La Ghemara obietta:
Ma l'hekdesh gli dirà: "Fino ad ora ti è bastato senza aggiunta,
ora anche ti basti senza aggiunta".
La Ghemara risponde:
All'hekdesh stesso conviene, perché così migliorerà il suo lavoro.