Make your own free website on Tripod.com
 
La Ghemara obietta indicando un altro elemento peculiare di ghittin di donne e liberazioni di schiavi non elencato nella Baraita:
Se è così come tu dici che la Baraita insegna solo psulim derabbanan, allora il din che dà al marito o al padrone la possibilità di revoca di un ghet consegnato allo shaliach e ciò costituisce per il ghet un psul che è un psul deoraita, eppure la Baraita lo insegna!?
La Ghemara risponde:
Piuttosto, quando la Baraita insegna le maniere in cui sono pari ghittin di donne e liberazioni di schiavi, elenca soltanto problemi che non si presentano in uno shtar di kiddushin, problemi che si presentano anche in uno shtar di kiddushin, la Baraita non li insegna. Per questo la Baraita non fa cenno alla necessità di compilare lo shtar a nome dell'interessato, cioé lishmah, o che non di deve scriverlo su qualcosa di connesso al terreno, perché tali dinim valgono anche nella compilazione di uno shtar di  kiddushin.
La Ghemara obietta:
Ma è proprio la revoca un din che si presenta nei kiddushin!
Infatti anche nel caso di uno che dette uno shtar di kiddushin a uno shaliach può revocarlo prima che esso sia arrivato nelle mani dell'interessata, alla stessa maniera che ciò è possibile per un ghet o per una liberazione. Ciononostante tale din è ricordato nella Baraita.
La Ghemara spiega:
Quel che la Baraita ricorda, che il marito o il padrone può revocare la shelichut, è nel caso in cui la shelichut è del tipo "se vuole o se non vuole" cioé quando il marito manda un suo incaricato a divorziare sua moglie anche contro la volontà di lei e lo stesso per lo schiavo. Ciò si presenta nei ghirushin ma nei kiddushin non si presenta. Infatti una shelichut del tipo "se vuole o se non vuole" non si presenta nel fidanzamento, dove la donna agisce solo di propria volontà. Per questo la Baraita ricorda la revoca essendo relativa ad un tipo di shelichut che non si presenta nei kiddushin.