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Parte seconda: Su come il Creatore, Itbarach Shemo, provvede
Capitolo terzo
SULLA PROVVIDENZA DEL SINGOLO
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È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e 
a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
 
situazioni
di bene e
di male
tra le quali
l'uomo
deve
scegliere
[1] Ecco già anticipammo che l'assolvimento del compito affidato all'uomo, dipende dal fatto che furono creati nel mondo aspetti buoni ed aspetti cattivi e l'uomo fu posto tra essi a scegliere per sè il bene. Or chiaramente i particolari degli aspetti buoni sono molti, come pure i particolari degli aspetti cattivi, perchè ogni qualità buona fa parte del bene, e al contrario - ogni qualità cattiva. Ad esempio: la superbia - è un aspetto del male, e l'umiltà - è un aspetto del bene; la misericordia - è un aspetto del bene, e l'opposto è per la crudeltà; la modestia e la contentezza di quel che si ha - è un aspetto del bene, e il suo opposto - è un aspetto del male, e così tutti gli altri particolari delle virtù e dei vizi.
Ed ecco che la Suprema Sapienza dosò tutti i particolari degli aspetti di questo tipo - che siano cioè adatti a trovarsi e la cui possibilità cada nei limiti dell'umana natura in vista del fine ultimo di cui parlammo a suo tempo - e li inventò in tutte le loro definizioni, cause ed effetti, e in tutti ciò che a loro si accompagna, e decretò la possibilità di essi nell'uomo. E ovviamente affinchè vi siano tutti questi aspetti, si resero necessarie negli uomi situazioni diverse, che costituissero per loro altrettante prove, in ciò che verrà data l'esistenza a tutti questi particolari aspetti del male, e l'occasione all'uomo di farsi forza contro di essi e di afferrare gli aspetti buoni, per esempio: se non ci fossero ricchi e poveri, non ci sarebbe per l'uomo l'opportunità di essere misericordioso e non crudele, invece ora, ecco che il ricco verrà messo alla prova nella sua ricchezza, se sarà crudele con il povero che ha bisogno di lui, o se ne avrà misericordia, e al pari verrà messo alla prova il povero se si accontenterà del poco che egli possiede e renderà grazie ad Hashem, o il contrario. Inoltre sarà la ricchezza una prova per il ricco, per vedere se si inorgoglirà il suo cuore, o se si farà attirare dalle vanità del mondo e abbandonerà il servizio del suo Creatore, Itbarach, o se con tutta la sua ricchezza sarà umile e sottomesso, e disdegnerà le vanità di questo mondo e sceglierà la Tora e il divino servizio, e tutto ciò che ne deriva.
a ciascuno
la sua parte
di prova
nella lotta
tra il bene
e il male
E in verità la Suprema Sapienza distribuì i diversi aspetti della prova tra i membri del genere umano, secondo quanto decretò nella profondità della sua comprensione essere opportuno e adatto; e viene ad esserci per ciascuno degli uomini una parte speciale nella prova e nella lotta contro l'istinto, ed esso è il suo incarico e il suo fardello in questo mondo ed egli deve confrontarvisi secondo quello che esso è; e le sue azioni verranno giudicate dalla Sua Giustizia, Itbarach, a seconda del fardello posto veramente su di lui, in tutti i suoi aspetti, con assoluta precisione. E ciò assomiglia ai servi del re che sono tutti ai suoi ordini, e da essi il servizio del suo regno deve uscire completo , e lui distribuisce a ciascuno di essi una certa parte, fino a che tutte le parti che abbisognano siano tra loro completate; ed ecco che su ciascuno incombe il completamento della parte che venne a lui affidata, e a seconda della sua opera nell'esecuzione del suo incarico così il re lo ricompenserà. Tuttavia il criterio di questa suddivisione e le sue modalità sono sublimi assai e lontani dalla nostra comprensione e non possiamo venirne a capo, soltanto che la Suprema Sapienza, che è di gran lunga superiore a ogni intelligenza, Lei le concepì e Lei le ordinò nella maniera più perfetta.
tutta 
la realtà
e i suoi
particolari
sono
ordinati
secondo
le 
suddivisioni
della prova
[2] Ed ecco, essendo le cose del mondo tutte derivate e copiate in un discendere cosa da cosa, dalla situazione degli oggetti trascendenti a quella degli oggetti materiali, come ricordammo sopra nella prima parte, capitolo quinto, ecco, la radice degli aspetti di tutti quegli argomenti, che sono i particolari della prova dell'uomo come ricordammo, si trova negli oggetti metafisici, secondo lo stato che li riguarda di perfezione o di guasto, come ricordammo sopra, e a seconda della loro posizione là - viene loro destinato e decretato di trovarsi e di svilupparsi fino al livello materiale negli individui ai quali sono destinati, finchè nella generalità di questa disposizione entrino tutti i particolari della realtà secondo il loro livello, e tutto supervisiona la Suprema Sapienza, e secondo la verità della loro natura decreta ciò che è più adatto e onesto, e ciò è chiaro secondo i principi che anticipammo.
successi
e difficoltà
condizioni
della prova
[3] Risulta secondo questo principio basilare, che i successi di questo mondo e le sue difficoltà avranno per fine che l'uomo vi sia messo alla prova in una parte delle parti della prova, che la Suprema Sapienza determinò essere bene per quell'uomo.
raggiungere
la perfezione
sarà facile 
o difficile
per l'uomo
a seconda
della sue
azioni
e anche
ciò è un 
elemento
che 
determina
le situazioni
di questo
mondo
come
facilitanti
o meno
[4] E invero vi è un'altra ragione per essi, secondo le vie del giudizio e della ricompensa, ed essa è che il Giudice Supremo, Itbarach, decretò che, in rapporto all'opera dell'uomo stesso, sia l'aiuto che da Lui, Itbarach, gli viene per facilitarlo a raggiungere la perfezione, e per metterlo in salvo dalle difficoltà, come quello che è detto (Samuele 1,2,9) : "I passi dei suoi pii custodirà". Tuttavia certo anche in questo vi sono gradazioni e gradazioni, perchè si troverà uno, il cui verdetto è che gli venga dato, secondo le azioni già compiute, un aiuto ridotto da parte del Creatore, Itbarach; e un altro, il cui giudizio è che gli venga dato un aiuto più grande e gli sia molto facile raggiungere la perfezione; e uno che sia degno di un aiuto ancora maggiore. E lo stesso al contrario, già trovammo uno il cui giudizio è che non venga assistito dal cielo, e tuttavia non gli sarà difficile il raggiungimento della perfezione; e un altro il cui verdetto è che gli si moltiplichino gli ostacoli, ed abbia bisogno di una grande forza e di molto lavoro per raggiungerla; e un altro che è un completo malvagio, a cui vengono chiuse in faccia tutte le vie della riparazione e venga respinto nella sua malvagità. E per tutte queste cose vi sono moltissimi particolari di particolari. Ed ecco ne risulta che un uomo può meritare che gli vengano decretati successi in questo mondo, per aiutarlo nel suo lavoro, in modo che gli sia facile raggiungere la perfezione richiesta e non si imbatta in ostacoli; ed è possibile che venga decretato per lui, in accordo con le sue azioni, perdite e disgrazie che si ergano come una muraglia tra lui e la perfezione, di modo che gli siano necessari maggior lavoro e maggior fatica per aprirsi uno spiraglio in questa barriera, e per sforzarsi, nonostante  tutte le sue difficoltà, di raggiungere ugualmente la perfezione. E al contrario per il malvagio, è possibile che gli vengano decretati successi per aprire dinnanzi a lui la porta della perdizione in cui venga ricacciato, ed è possibile che gli vengano decretate disgrazie, per impedirgli di perpetrare le azioni malvage che aveva intenzione di fare, e ciò avvenga perchè l'Arbitro Supremo sa che quel malvagio non è tale da compierle per qualche ragione; e questo è quanto David pregava (Salmi 140,9): Non soddisfare, o Signore, i desideri del malvagio, non lasciargli mettere in atto ciò che trama, sì che non possa sollevarsi.
a ciascuno
il suo
compito
nella prova
e nella lotta
con l'istinto
nell'ambito
di un piano
generale
stabilito
dalla
Sapienza
divina
E in verità la Suprema Sapienza suddivise gli elementi della prova tra gli appartenenti al genere umano secondo quanto decretò, nella profondità della Sua comprensione, essere degno e adatto; e per ognuno degli uomini vi è una parte particolare della prova e della lotta contro l'istinto,  e ciò è il suo compito e il suo fardello in questo mondo e lui deve confrontarvisi e dar prova del suo valore; e le sue azioni verranno giudicate dalla Divina Giustizia, Itbarach, secondo il peso che fu posto su di lui veramente, da ogni punto di vista, con assoluta precisione. Ed ecco ciò assomiglia ai servitori del re, ognuno soggetto alla sua disciplina, e tra tutti viene divisa l'esecuzione del lavoro del suo regno, e lui ne distribuisce a ciascuno una parte, finchè i compiti si completano tra loro; e ognuno ha il dovere di portare a compimento il compito a lui affidato, e a seconda di come lui lo eseguì, il re lo ricompenserà. Tuttavia la misura della suddivisione e le sue modalità sono molto elevate rispetto alla nostra capacità di comprensione, e solo la Suprema Sapienza, superiore ad ogni umano intelletto, può venirne a capo, e calcolare e ordinare il tutto nella maniera più perfetta.
le sofferenze
sono
di due tipi:
per
incitare
alla 
teshuva,
e per
espiare
i peccati
[5] Ordunque da questa radice uscirà un altro ramo - nell'argomento delle sofferenze. Perchè oltre a tutto può darsi che un uomo sia giusto, ma abbia dei peccati, oppure mediocre ed equilibrato nelle sue azioni, e vi sia un decreto a suo carico affinchè si risvegli alla teshuva, e ecco che dal cielo lo faranno soffrire, in modo faccia attenzione ed esamini le sue azioni. Tuttavia queste sofferenze non sono del tipo delle sofferenze di espiazione che ricordammo sopra, il cui fine è quello di scontare i peccati in questo mondo, ma son queste le sofferenze del risveglio, che risvegliano il cuore alla teshuva, infatti non furono create tali castighi che per incitare alla teshuva, ma ciò che è richiesto al Suo Cospetto, Itbarach Shemo, è che l'uomo non pecchi, e se ha peccato che torni indietro, e se non torna indietro, perchè non abbia a perdersi, si accolli i castighi, perciò prima verranno le sofferenze di ammonimento, e se l'uomo non si sarà risvegliato con esse, allora gli verranno inflitte le sofferenze riparatrici, e su tale argomento di espresse Elihu: "Aprì le loro orecchie al rimprovero e disse: allora torneranno dalla malvagità" (Giobbe 36, 10).
i successi 
del
malvagio
continuano
fino a che
sia 
completata
la sua 
misura
[6] Ma è necessario che tu sappia che un confine è dato a chi fa il male, fino a quando gli concederanno di continuare a fare il male con la sua cattiva scelta, e quando arriverà a quel confine ecco che punto non lo aspetteranno e verrà eliminato dalla faccia della terra, ed è ciò che chiamarono i nostri Sapienti, che il loro ricordo sia di benedizione: "Il riempimento della misura" (Sota, 9) e quello che disse la Scrittura: "Completata la sua misura - la disgrazia lo colpirà" (Giobbe 20, 22). Or fino a quel tempo può essere che continui ad avere successo per il motivo che dicemmo sopra, che è per aprirgli un varco verso la perdizione, ed è ciò che dissero i nostri Sapienti, che il loro ricordo sia di benedizione: "A colui che viene a rendersi impuro - gli si apre" (Iuma 38). Ma allorchè arriva a quel limite, è già giunto alla perdizione e si perderà, ed allora si adirerà il Volto del Signore e cadrà su di lui la catastrofe in cui verrà  annientato.
bene e male
derivano
anche 
all'uomo
dai suoi
avi
dai suoi
posteri
dal suo
ambiente
sociale e
fisico
[7] Ancora bisogna sapere, che la Provvidenza Altissima supervisiona ognuno dei particolari, con tutto quello che ad esso è connesso, sia tra gli elementi che lo precedono che tra quelli che lo seguono, e in definitiva provvede che vi sia un perfetto accordo tra ogni particolare e il complesso generale, in modo che tutti i particolari si connettano ad ogni singolo particolare nel formare il tutto. E tra le cose che vengono previste nel giudizio di ognuno tra gli uomini, vi è il livello e la situazione di ciò che lo precedette, cioè gli antenati, di ciò lo seguirà, cioè i figli, dei suoi contemporanei, degli uomini della sua generazione, dei suoi concittadini, e della sua cerchia, e dopo tutte queste considerazioni, gli verrà destinata la parte di servizio divino e di prova, come sopra ricordammo, e gli verrà affidato la mansione in cui prestar servizio dinnanzi a Lui, Itbarach.
[comunque tu puoi notare che questo riguarda soltanto il giudizio delle vicende di questo mondo, e cioè come dissi, la parte nel servizio divino a lui destinata, in che situazione si troverà in questo mondo, perchè in accordo con tale situazione sarà il compito a lui affidato, tuttavia nel mondo a venire l'uomo verrà giudicato soltanto a seconda delle sue azioni, secondo la situazione in cui allora si troverà, e ciò è quanto disse il Profeta: "Il figlio non porterà il peccato del padre . . ." (Ezechiele, 18,20)] 
Ciò comporta che se un uomo meriterà che gli vengano concesse grandezza e ricchezza, ecco che i suoi figli nasceranno ricchi, e se non vi sarà qualche cambiamento, saranno ricchi e grandi, e lo stesso vale per la povertà. Risulta che questa ricchezza non arrivò ai figli se non per il  fatto di avere tali padri. Ma ad onor del vero, l'uomo si aggiudica per i suoi figli le cinque cose che elencarono i Sapienti, il cui ricordo ci è di benedizione (tali cinque cose sono elencate in Eduyot 2:9 e sono: fortuna, forza, ricchezza, intelligenza e longevità); ma è anche possibile che un uomo nasca in una buona situazione, per il fatto che suo padre vi si era già consolidato, ed è possibile altresì che nel momento appropriato gli giunga il bene per i meriti di suo padre, e lo stesso vale per la povertà; e d'altro lato, è possibile che gli venga concessa salvezza o altro bene, in considerazione della progenie che è destinata a uscire da lui; e così pure dal lato del suo luogo e della sua comunità è possibile che gli venga concesso il bene, o il male tra i beni e i mali di questo mondo.
si entra
nella 
radunanza
dei
perfetti
anche se
ci si 
aggrega
ai grandi
che vi 
entrano 
per forza
personale
e ciò
si riflette
nelle 
rispettive
posizioni
[8] Oltre a tutto questo, c'è ancora un argomento che deriva dalle due parti della Provvidenza che abbiamo ricordato, quella personale e quella generale, e consiste nel fatto che la Suprema Sapienza previde tutto ciò che era opportuno esistesse, per il perfezionamento del genere umano affinchè ne uscisse la Radunanza dei Perfetti che ricordammo sopra, e vide essere cosa a loro estremamente conveniente, che fosse nel potere di una parte di essi, di essere di giovamento a parte di altri e di far loro del bene; cioè che non venisse deciso che solo colui che giunge per forza propria alla perfezione, sia tra gli eletti nella Radunanza dei membri del mondo a venire, ma anche colui, le cui azioni son già giunte a che, tramite il suo aggregarsi ad un altro, più meritevole di lui, possa godere della perfezione, possa entrare in quel gruppo, solo che vi occuperà il livello inferiore, che è il livello di chi dipende dal suo compagno; ne risulterà che non verrà escluso dalla perfezione del tutto se non chi non è adatto a goderne nè dal lato di sè stesso nè dal lato di aggregarsi ad una altro, e ne risulta tramite ciò un moltiplicarsi della salvezza, e un moltiplicarsi di coloro che ne godono, ma coloro che ne godono e anche ne fanno godere gli altri, certo saranno più grandi in seno a tale radunanza, ed essi saranno i capi, e quelli che devono ad essi aggregarsi saranno a loro assoggettati e di loro avranno bisogno.
"tutti
gli Israel
son
garanti
l'uno
dell'altro"
E al fine di render possibile questo grande perfezionamento, la Suprema Sapienza collegò fin dall'inizio gli uomini uno all'altro, ed è questo il principio "tutti gli Israel sono garanti l'un dell'altro" a cui fecero menzione i nostri Saggi, sia il loro ricordo di benedizione, (Shevuot 39), e infatti tramite ciò una parte resta collegata all'altra e ciascuno non è separato per conto suo, ed ecco che, siccome la divina qualità del bene è sempre la più abbondante, se sono puniti l'uno per l'altro per i peccati, tanto più saranno di giovamento l'uno all'altro col merito.
il giusto
espia 
i peccati
della 
generazione
e con ciò
si eleva
Secondo questo principio è preordinato che l'uomo giusto venga raggiunto da difficoltà e sofferenze, per l'espiazione delle colpe della sua generazione. Ora il giusto deve accettare con amore le sofferenze che gli capiteranno per il bene della generazione, come avrebbe accettato con amore delle pene destinate a lui stesso, e con questa azione non solo egli benefica la sua generazione per la quale espia, ma lui stesso si eleva di una grande elevazione, perchè egli diventa uno dei capi della Radunanza dei Membri del Mondo a Venire come ricordammo.
la sofferenza
del grande
uomo pio
per portare
tutto 
il mondo 
verso la 
generale 
redenzione
E in verità di questo stesso genere esiste un altra specie, di livello più elevato di quello che ricordammo; e ciò perchè quel che ricordammo è il processo per cui verrà colpito il giusto a cagione dei membri della sua generazione che si sarebbero meritati una gravissima punizione fino ad essere vicini alla rovina e alla perdizione, e lui con le sue sofferenze espia per loro e li salva in questo mondo e li benefica anche nel mondo a venire; ci sono inoltre sofferenze che vengono inflitte ai più grandi tra gli uomini pii, quelli già perfetti per conto loro, ed esse sono destinate a coadiuvare alle necessità generali dei processi provvidenziali che portano verso il completamento, che è la finale perfezione.
La spiegazione di tutto ciò è che, dal punto di vista dell'ordine che fu previsto all'inizio per la conduzione del mondo e dei suoi processi, era comunque necessario che l'uomo sopportasse alcune sofferenze, perchè lui, e insieme a lui il mondo, giungessero alla perfezione; e ciò si genera e deriva dalla scomparsa della Sua Luce, Itbarach, e dal nascondimento del Suo Volto, che furono posti a fondamento della situazione dell'uomo come ricordammo sopra; e tanto più dopo che si moltiplicarono i guasti nel mondo in ragione dell'accumularsi di peccati su peccati gravissimi che vi furono perpetrati, e sempre più è aumentato il nascondimento ed è scomparso il bene, e viene a trovarsi il mondo e le sue creature in uno stato basso e cattivo, e ci vuole ad ogni modo che attraverso processi messi in atto dalla Sua Mirabile Sapienza nel mondo le cose si volgano verso la riparazione; e tra i basilari di questi processi vi è che gli uomini ricevano punizioni in proporzione alla loro malvagità fino a soddisfare il divino attributo della Giustizia; e ad ogni modo il Signore, Baruch Hu, predispose che gli uomini più perfetti importanti possano riparare per gli altri come ricordammo, e che la Giustizia Divina possa colpire loro al posto di colpire tutto il mondo.
Tuttavia siccome essi di per sè sono perfetti e degni del bene e vengono afflitti solo a causa degli altri, certo che l'attributo della Divina Giustizia si acqueterà con poco proveniente da essi, piuttosto che con molto proveniente dagli stessi peccatori; e non solo ma che attraverso ciò il loro merito si accresce e il loro potere si rinforza, e tanto più potranno riparare ciò che hanno guastato gli altri; e risulta che non solo ripareranno a quello che si trova nella loro generazione, ma anche a tutto quanto che nel mondo si è rovinato dal momento in cui apparve il peccato fino ad ora. E certo quelli saranno poi nella Radunanza dei Perfetti i capi dei capi e i più vicini a Lui, Itbarach Shemo.
i peccati
insozzano
il mondo
e
le sofferenze
degli 
uomini pii
lo
detergono
[9] Ed ecco, tutto quanto abbiamo ricordato fino a qui dal lato della giustizia, si rivela esser vero anche dal lato della realtà, se consideriamo la vera natura dei processi, come ricordammo sopra. Perchè con i peccati la sozzura si accresce ed acquista potenza sugli uomini e sul mondo, ed è la causa per cui la Sua Luce, Itbarach Shemo, si cela e scompare a poco a poco, ma a seconda che si deterge tale sozzura e le creature si purificano da essa, allora ritorna la Sua Luce, Itbarach Shemo, e si rivela via via, e sono invero le sofferenze che detergono la sozzura sia dal singolo che dal tutto, e tramite le sofferenze di tali personalità maggiori la sozzura si deterge via via dall'insieme di tutta la Creazione, e il mondo si avvicina scalino dopo scalino alla perfezione.
le anime
si 
riincarnano
in cicli 
successivi
e hanno
la 
possibilità
di riparare
e
completare
quanto
fatto
nei cicli
precedenti
[10] Vi è ancora un principio radicale della conduzione di questo mondo, ed è che la Suprema Sapienza predispose, per incrementare la salvezza come ricordammo, che una singola anima venga al mondo diverse volte in corpi diversi, e tramite ciò possa riparare una volta quello che rovinò un'altra volta, o completare quanto non completò, ed invero alla fine di tutte questi cicli, nel momento in cui sarà giudicata, ecco che il giudizio verterà su di lei in rapporto a quanto su di lei passò in tutti i cicli in cui lei passò e in tutte le situazioni in cui lei si trovò. Ed ecco può succedere che giungano ad un uomo dall'anima reincarnata delle cose, che son causate da quel che fece l'anima nel ciclo precedente, e a seconda di ciò venga determinata la situazione di quell'uomo in questo mondo, e a seconda di tale situazione venga determinato il carico posto su di lui come ricordammo sopra. E tuttavia il Suo Giudizio Itbarach Shemo, è estremamente preciso su ogni uomo, in rapporto a quel che lui è da tutti i punti di vista, cioè secondo tutti i particolari della sua situazione, in maniera che non venga giammai caricata su un uomo, nel mondo a venire che è il vero bene, una colpa che lui in verità non ha, ma gli giunga il carico e il compito in questo mondo secondo quello che gli attribuisce la Suprema Sapienza, e a seconda di come vengono giudicate le sue opere.
la
sovrumana
profondità
del Giudizio
Divino
che si 
rivela
nella
reincarna-
zione
Ed ecco, abbondano i particolari dei vari aspetti della reincarnazione, come venga giudicato l'uomo a seconda di quel che viene ad essere in quel ciclo, e di quello che era in un altro ciclo, in modo che tutto sia secondo una legge di verità e di correttezza, e su tutto ciò è detto: "La roccia la cui azione è perfetta perchè tutte le sue vie sono giustizia" (Deuteronomio 32,4). E non vi è tra gli esseri creati tipo di conoscenza che possa abbracciare i Suoi Pensieri, Itbarach Shemo, e la profondità delle sue soluzioni; solo il principio generale noi conosciamo come tutti gli altri principi generali, che una delle origini dei casi dell'uomo in questo mondo sono i cicli della reincarnazione, secondo quelle leggi e retti ordinamenti che furono stabiliti dinnanzi a Lui, Itbarach Shemo, al fine del perfezionamento del tutto.
il gioco
di causa
ed effetto
domina 
la vita 
dell'uomo
ma la 
Suprema
Sapienza
guida
il tutto
verso
il suo 
piano 
di 
perfezione
[11] Risulta, secondo tutto ciò che abbiamo illustrato, esserci cause diverse e che a vicenda si alternano ai casi degli uomini in questo mondo, sia nel bene che nel meglio. E con ciò non è che ogni cosa che succede derivi da tutte quelle cause, ma la verità è che da tutte quelle cause derivano casi agli uomini nel mondo, e si troveranno alcuni casi derivati da una causa, e altri da un'altra. Ma tuttavia la Suprema Sapienza che sa e provvede sempre a ciò che si addice al perfezionamento dell'insieme della Creazione, ecco che Ella soppesa nella profondità della Sua comprensione tutte le cose assieme, e secondo ciò guida il mondo in tutti i suoi particolari. Perchè ovviamente non è possibile che tutte quelle cause generino i loro effetti, sempre e in maniera simile, perchè moltissime volte è possibile che una contraddica l'altra, perchè ecco, a mo' di esempio,  possibile che secondo i meriti dei padri spetti ad un uomo la ricchezza, ma secondo le sue azioni - la povertà, e secondo la distribuzione generale ricchezza o povertà; e persino secondo le azioni stesse, l'uomo farà già una data azione e gli spetterà secondo giustizia un dato bene, e un altra azione e gli spetterà secondo giustizia che quel dato bene gli venga a mancare; ciononostante la Suprema Sapienza pesa e decide tutto per il meglio, e procura ad ogni uomo situazioni di diverso tipo, cioè situazioni derivate da una delle cause, e situazioni derivate da un'altra delle cause. Ovviamente, non accadrà alcunchè all'uomo, che non derivi da una delle cause che ricordammo, e i particolari non possono tutti essere dall'uomo conosciuti, e già abbiamo appreso molto, quando sappiamo i principi generali delle cose secondo la loro specie come ricordammo.
i casi
preordinati
a qualcosa
d'altro
[12] Tuttavia bisogna che tu sappia, che tra i casi che accadono all'uomo ce ne sono di due tipi: gli uni sono casi fine a sè stessi e gli altri sono casi preordinati a qualcos'altro. Son fine a sè stessi casi che saranno decretati che avvengano ad un uomo, per essere essi a lui adeguati dal lato di una delle cause che ricordammo sopra, e preordinati a qualcos'altro casi che gli accadranno, in modo che per loro tramite gli giunga un altra cosa a lui adatta, e ciò è del tipo: "ti son grato o Signore che ti adirasti con me" che i nostri Saggi, il cui ricordo ci sia di benedizione, spiegarono: si riferisce ad uno alla cui mucca si ruppe una gamba e cadde, e scoprì sotta ad essa un tesoro; o che si salvi da una disgrazia che poteva accadergli, come che fu trattenuto e non raggiunse in tempo la nave che voleva prendere, e quella nave andò a picco nel mare; e anche questi casi intermedi è possibile siano necessari all'uomo a cui capitano, ed è possibile siano necessari ad un altro, che venga un bene o un male ad un altro.
tutto
verso
il meglio
E invero, la Suprema Sapienza, come calcolerà gli eventi che è bene accadano all'uomo, calcolerà altresì i mezzi che tramite essi gli giungeranno, finchè alla fine tutto sarà decretato, con assoluta precisione, in vista di ciò che è veramente il meglio.

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