Parte prima: Sui fondamenti della realtà
Capitolo secondo
SUL FINE DELLA CREAZIONE
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È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e 
a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
l'intenzione
di beneficare
[1] Ecco, il fine della creazione era di elargire ad un altro il Suo bene, Itbarach Shemo.
il bene perfetto
e assoluto
Ed ecco vedi, che Lui soltanto, Itbarach Shemo, è la vera perfezione esente da ogni difetto, e non vi è assolutamente altra perfezione come la Sua. Ne risulta che ogni perfezione immaginabile, all'infuori della Sua, Itbarach Shemo, non è vera perfezione, ma si chiamerà perfezione, in rapporto ad un dato difetto, mentre la perfezione assoluta altro non è che la Sua, Itbarach Shemo
Egli desidera 
elargire
la perfezione 
del bene
Ed essendo Suo desiderio, Itbarach Shemo, di fare del bene ad un altro, non Gli basta di fare del bene in una certa misura, ma Egli vuole elargire il massimo del bene che le creature possano ricevere, ed essendo Lui, Itbarach Shemo, il vero bene, la Sua Benignità non si accontenta se non dopo aver concesso all'altro lo stesso bene che è in Lui, Itbarach Shemo, dal lato di  Lui stesso, essendo Lui l'autentico perfetto bene .
l'essenza 
del bene nell'aderire al
Creatore
Ed ecco, d'altro lato, non è possibile che questo bene si trovi altro che in Lui, perciò la Sua sapienza decretò che l'essenza di questo autentico bene [che Egli vuole elargire] fosse in ciò che è concesso alle creature di avvicinarsi a Lui, Itbarach Shemo, in una misura a loro possibile. E allora, benchè da parte loro non possano appropiarsi della Sua perfezione, Itbarach Shemo, dal lato del loro avvicinarsi a Lui  proviene loro qualcosa di quella stessa perfezione, e si trovano a godere di quell'autentico bene, nella misura che è loro possibile goderne.
la creatura
come voluta
dal Creatore
Da ciò risulta che, nel creare il mondo, era Sua intenzione, Itbarach Shemo, di dar l'esistenza ad una creatura che potesse godere del Suo bene, Itbarach Shemo, nella maniera ad essa possibile. 
perfezione
del 
bene,
suo 
possesso
ed 
autonoma
conquista
[2] Ma la Sua sapienza decretò, che per essere tale bene perfetto, è conveniente che colui che ne gode, ne sia il possessore, cioè sia lui ad acquistare il bene da solo, e non che il bene si accompagni a lui in maniera casuale. E ti accorgerai che questo si chiama un po' essere simile, in una misura possibile, alla perfezione di Lui, Itbarach Shemo. Perchè ecco Egli, Itbarach Shemo,è perfetto di per sè, e non per un caso, ma per la sua stessa natura è  in Lui la perfezione necessaria, e per forza sono assenti da Lui i difetti. Soltanto che questo non è possibile si trovi in altri, che sia la loro natura di necessaria perfezione e priva di difetti. Tuttavia, per assomigliare a questo un poco, bisogna  almeno che l'uomo sia lui stesso ad acquistare quella perfezione, che non è la sua vera natura a rendere necessaria in lui, e sia lui a eliminare da sè i difetti che erano in lui possibili.
la perfezione
il difetto
e
l'arbitrio
E a tale scopo decretò e ordinò che venissero create situazioni di perfezione e situazioni di difetto, e venisse creata una creatura in cui vi fosse la possibilità delle due situazioni alla pari, e venissero forniti a tale creatura i mezzi tramite i quali essa potesse conquistare a sè stessa la perfezione ed eliminare da sè i difetti, in modo che si possa dire di lei che si è resa simile, per quanto le è stato possibile, al suo Creatore, ed è adatta ad aderire a Lui ed a godere del Suo bene. 
perfezione
e adesione
al Creatore
[3] E in verità, questa creatura che ha acquistato la perfezione oltre ad essere degna di aderire al suo Creatore, Itbarach Shemo, dal lato di essersi resa a Lui somigliante, ecco che tramite l'aver acquistato a sè la perfezione, continua ad avvicinarsi a Lui sempre più, finchè alla fine la conquista della perfezione e l'attaccarsi a Lui saranno una sola cosa.
la radice
della
perfezione 
e
del difetto
E questo perchè essendo il Suo essere, Itbarach Shemo, l'autentica perfezione, come dicemmo, ecco, ciò che è perfezione non si pone in relazione se non con Lui - come il ramo con la radice, che sebbene non arrivi alla perfezione della radice, ecco che ne è continuazione e conseguenza; ed ora vedrai, che l'autentica perfezione è il Suo essere, Itbarach Shemo, - ed ogni difetto altro non è che assenza del Suo bene, Itbarach Shemo, e nascondimento del Suo volto; ne risulta che l'illuminazione del Suo volto, Itbarach Shemo, e la Sua vicinanza saranno la radice e la causa di ogni perfezione possibile, e il nascondimento del Suo volto - la radice e la causa di ogni difetto, perchè secondo la misura del nascondimento sarà la misura del difetto che da esso si deriva.
perfezione
e
totale
adesione
a Lui
Perciò questa creatura che sta in equilibrio tra la perfezione e i difetti, che sono la conseguenza di illuminazione e nascondimento, col rinforzarsi nelle perfezioni e nell'acquistarle da sè, ecco che essa si afferra a Lui, Itbarach Shemo, che è la radice e l'origine di esse, e quanto più essa aggiunge di perfezioni tanto più essa aggiunge all'afferrarsi a all'attaccarsi a Lui, finchè nel momento della finale acquisizione delle perfezioni, ecco che essa arriva al finale afferrarsi ed attaccarsi a Lui, Itbarach Shemo, e si trova ad essere attaccata a Lui, Itbarach Shemo, a godere del Suo bene, a perfezionarsi in Lui, quando essa stessa è padrona del proprio bene e della propria perfezione. 
il perchè
dei molteplici
e diversi
elementi
della
creazione
e dei rapporti
tra essi
[4] Ed ecco, perchè vi siano nella realtà quelle diverse situazioni di perfezione e di difetto che ricordammo, e la creatura che ricordammo si trovi nello stato in cui essa deve trovarsi, cioè nella possibilità di optare per le due situazioni e nella capacità di operare in esse, di acquistare la perfezione e di allontanarsi dai difetti, e che vi siano in essa i mezzi per questa cosa, cioè di acquistare questa perfezione, ecco che certo molti e diversi particolari devono esserci nella creazione, e molti rapporti tra questi particolari, fino a che abbia successo il fine per il quale fu concepita.
la creatura
principale,
l'uomo, 
ed il resto
creature
secondarie
Ed è ovvio che la creatura che è stata destinata a questo grande scopo, cioè ad aderire a Lui, Itbarach Shemo, come ricordammo, verrà chiamata principale in tutta la creazione, e tutto il resto che si trova nella realtà non sarà altro che un aiuto in qualche lato e in qualche rispetto - in vista del fine, affinchè esso riesca ed esista, e perciò si chiameranno secondari rispetto alla creatura principale che ricordammo.
l'uomo,
la 
creatura
principale
[5] Or la cratura principale in verità è il genere umano, e tutto il resto degli esseri creati, sia inferiori che superiori a lui, non esistono altro che per lui, per completare il suo scopo, secondo tutti gli aspetti molteplici e diversi che è giusto che in essi si trovino, come verrò ad illustrare all'interno dell'opera con l'aiuto del cielo.
fattori
di
perfezione
e di
difetto
Ed ecco, l'intelletto e tutte le buone qualità sono i fattori di perfezione che esistono perchè l'uomo si perfezioni con essi, e la materia e le cattive qualità sono i fattori di difetto che ricordammo, e tra i due è messo l'uomo, a conquistarsi la perfezione.

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