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Parte prima: Sui fondamenti della realtà
Capitolo quarto
SULLA SITUAZIONE DELL'UOMO IN QUESTO MONDO E SULLE VIE A LUI DINNANZI 
- NEI PARTICOLARI
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È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e 
a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
[1] Quanto alla situazione dell'uomo in questo mondo si distingueranno due aspetti: la struttura stessa dell'uomo nelle sue parti e nella loro composizione, e il luogo in cui egli è collocato, con tutto ciò che a questo si accompagna.
nell'oscura
materialità
[2] Dal punto di vista dell'uomo stesso, ecco, già ricordammo come egli è un composto in cui furono fusi due opposti, cioè l'anima e il corpo. Or noi lo vediamo con i nostri occhi che la materialità in lui è primaria, e i suoi effetti sono in lui molto forti, perchè ecco, subito dopo la sua nascita, è quasi del tutto materiale, e l'intelletto non funziona in lui che in piccola misura, e man mano che cresce esso andrà rafforzandosi, in ciascuno a seconda di quanto lui è, ma ad ogni modo non cesserà la materialità dal dominarlo e dal farlo inclinare verso i suoi interessi, tuttavia se egli crescerà in sapienza e vi si dedicherà e si rafforzerà nelle sue vie, ecco che si sforzerà di prendere il comando della sua nartura, e non si lascerà sfuggire di mano le redini delle sue passioni, e diverrà più potente nel percorrere le vie della ragione. Ma, a dire il vero, l'intimo significato delle cose che noi vediamo, è che nella realtà della materia e della sua essenza si trovano la torbidità e l'oscurità presenti nella natura, e ciò è qualcosa di molto lontano e opposto a quanto costituisce il vero interesse di coloro che si avvicinano a Dio, Itbarach Shemo, ed aderiscono alla Sua santità; e l'anima stessa, pur essendo di per sè pura ed elevata, ecco, nel suo entrare nel corpo materiale e nel suo coinvolgersi con esso, si trova ad essere separata e respinta dal proprio elemento naturale verso qualcosa che ad esso è opposto, e soggiogata in esso da una forza coercitiva, e non potrà uscirne a meno che non si sforzi con una forza che sia superiore alla forza che la costringe; e avendo decretato il Signore, Baruch Hu, che questa connubio tra il corpo dell'uomo e la sua anima non si sciolga in eterno - perchè la separazione della morte non è altro che un fatto temporaneo fino a che i morti risorgano a nuova vita, ma successivamente l'anima deve tornare al corpo, per esistere i due assieme per l'eternità - è dunque assolutamente necessario, che l'anima si sforzi e si rinforzi, e continuamente proceda nel rendere più debole la forza oscura della materialità, finchè il corpo venga a trovarsi non più oscuro, e possa elevarsi con lei e brillare della luce dell'Altissimo, invece di essere lei, come all'inizio, oscurata e umiliata assieme a lui; ma a dire il vero l'uomo in questo mondo è in una situazione in cui la materia è forte in lui, come dicemmo, ed essendo la materia torbida e oscura, l'uomo si trova in una grande oscurità, molto lontano da quello che lui dovrebbe essere, unito a Lui, Itbarach Shemo, ed è chiaro che in questo egli deve porre il suo sforzo, nel rafforzare la sua anima contro la forza della sua materia, migliorando la sua situazione, in modo da elevare sè stesso fino al livello che gli compete.
ambiente
e attività
dell'uomo
tutte
materiali
e oscure
[3] E il posto in cui egli si trova, è anch'esso materiale e oscuro, e tutti coloro che vi si trovano sono materiali, e l'attività dell'uomo nel suo ambiente altro non può essere che materiale e corporale, siccome son tutti materiali e corporali, e la natura stessa dell'uomo e la composizione delle sue parti lo costringono ad una tale attività, perchè egli non può vivere senza mangiare e bere e le altre funzioni naturali, e non può sussistere senza danaro e proprietà che gli permettono di soddisfare a quelle necessità. Ne risulta, che sia dal lato del corpo dell'uomo, sia dal lato del suo ambiente, sia dal lato delle sue attività, egli è conficcato nella materia e sprofondato nella sua oscurità, e gli occorrerà un grande lavoro e uno sforzo possente per elevarsi ad uno stato più fine di questo, essendo egli per sua natura  costretto in tali materiali circostanze.
l'oscurità
della materia
come mezzo
di elevazione
[4]E tuttavia, faceva parte della profondità del progetto della Sua Sapienza, Itbarach Shemo, di organizzare le cose in modo che, pur essendo l'uomo costretto a restare immerso nella materia, come scrivemmo, egli potesse, a partire dalla materia stessa e dall'attività corporale, raggiungere la perfezione e l'elevazione verso purezza e raffinatezza, e anzi, la sua bassezza divenisse la sua elevazione, e di là egli acquistasse pregio ed onore senza pari, per ciò che egli trasforma l'oscurità in luce, l'ombra di morte in bagliore sfolgorante. 
precetti negativi
e positivi
trasformano
la stessa
materialità
in strumento
di perfezione
E ciò, perchè il Creatore, Itbarach Shemo, impose all'uomo limiti e riti, nel suo modo di usare il mondo e le sue creature, e nell'intenzione da lui posta in questo, affinchè, nell'usare l'uomo del mondo con quegli  stessi limiti e riti e con quella stessa intenzione comandati dal Creatore, Itbarach Shemo, sia quello stesso operare corporale e materiale, ad operare perfezione, e a suo tramite si rinforzi nell'uomo una realtà di perfezione e grande pregio, in cui egli si sollevi dalla sua bassa situazione, e si innalzi da essa. E infatti, la Suprema Sapienza pose lo sguardo al complesso dei difetti impressi nella natura umana, e a tutti gli elementi di autentico pregio e qualità che sono necessari all'uomo per rendersi degno di avvicinarsi a Lui, Itbarach Shemo, e di godere del Suo Bene, e in corrispondenza a tutto ciò predispose per lui dei riti, e stabilì dei limiti, dall'osservanza dei quali, si potenzia in lui tutto quello di cui egli ha bisogno dell'autentico valore che ricordammo e si elimina dalla sua natura tutto quanto porta ad allontanarsi dall'adesione al Sublime.
l'uomo
acquista
un potenziale
stato di
perfezione
che in futuro
si rivelerà
E se non fosse stato decretato che lui deve morire, come più sopra ricordammo, attraverso tali azioni l'anima si rinforzerebbe, e l'oscurità del corpo si indebolirebbe, in maniera tale che tramite lei il corpo si raffinerebbe di un raffinamento completo, ed entrambi si eleverebbero aderendo vieppiù a Lui, Itbarach Shemo. Ma dal momento che il decreto è stato decretato, questo non avviene in una volta sola, ma ad ogni modo l'anima si rafforza per proprio conto, e il corpo si raffina in potenza, anche se ciò non può realizzarsi in modo tangibile, e l'uomo acquista un potenziale stato di perfezione, che si realizzerà successivamente al momento opportuno.
la natura 
dei 
precetti
[5] Ebbene questi riti e questi limiti, appartengono a ciò che denominiamo in generale precetti - positivi e negativi - ognuno dei quali è finalizzato all'acquisizione da parte dell'uomo e allo sviluppo in lui di uno dei livelli di autentica elevazione che ricordammo, e alla rimozione di una delle prerogative di oscurità e manchevolezza, e ciò è realizzato tramite l'azione di quel dato precetto positivo, o l'astensione da ciò che vieta il precetto negativo. E infatti tutti i particolari precetti, e i particolari di ogni singolo precetto, ecco, son essi basati sulla reale situazione dell'uomo e sulla sua natura in ogni suo aspetto, e sulla vera natura degli elementi della perfezione a lui necessari, ogni cosa secondo le sue condizioni e i suoi limiti in vista di ciò che serve al suo perfezionamento. Ed in effetti la Suprema Sapienza che conosce tutto questo in maniera verace, e conosce ogni aspetto delle creature e delle loro funzioni secondo cui le creò - veramente contemplò tutto questo, e ogni cosa necessaria incluse nei precetti che ci comandò nella Sua Tora, come è scritto: "Hashem ci ordinò di mettere in pratica tutte le leggi . . . per beneficarci ecc." (Deuteronomio 6, 24).
essenza del
servizio
divino
[6]Ecco che, la radice di tutto l'argomento del servizio divino, è che l'uomo sia rivolto costantemente verso il suo Creatore, ed egli sappia e comprenda, che non è stato creato che per avvicinarsi al Lui, e non è stato posto in questo mondo se non per dominare sul proprio istinto ed asservire sè stesso al Creatore con la forza del suo intelletto, ciò che è l'opposto del desiderio della materia e delle sue tendenze, e per essere lui il condottiero di tutta la sua azione per conquistare questo fine, senza da esso deviare.
i due aspetti
del
servizio divino
[7] La condotta dell'uomo si divide in due parti: una parte consiste in quello che fa perchè vi è comandato, e l'altra in quello che fa perchè vi è costretto dalla necessità.
In altre parole: la prima categoria comprende in generale l'osservanza dei precetti e la seconda, il complesso dell'uso che l'uomo fa del mondo per soddisfare le sue necessità.
Quanto all'osservanza dei precetti, ecco, è chiaro il fine per il quale l'uomo vi si impegna, e cioè l'esecuzione di un ordine del suo Creatore e il compimento del Suo desiderio. Ed ecco che con questo egli compie il Suo desiderio, Itbarach Shemo, in due maniere tra loro collegate, in primo luogo egli compie il Suo desiderio, in ciò che quanto Egli gli comandò di fare, lui lo fa, e in secondo luogo, ecco che in quella azione egli si perfeziona in uno di quei livelli di perfezione che è conseguenza di quel precetto, come ricordammo. Ed ecco che anche in ciò egli compie il Suo desiderio, Itbarach Shemo, in quanto Egli desidera che l'uomo si perfezioni e giunga a godere del Suo Bene, Itbarach Shemo.
D'altro canto, riguardo a quello che l'uomo usa del mondo per le sue necessità, ecco che bisogna in primo luogo che ciò sia limitato nel limite del Suo Volere, Itbarach Shemo, cioè che non vi sia alcuna cosa di quanto Iddio, Itbarach Shemo, gli impedì e gli proibì, e che non vi sia se non ciò che è adatto alla salute del corpo e al mantenimento della sua vitalità nelle migliori condizioni, e non seguendo le tendenze della materia e la sua propensione per il superfluo, e vi sia la preparzione a che il corpo sia pronto e preparato all'uso che ne farà l'anima per il servizio divino, e non trovi in esso un ostacolo per la sua mancanza di preparazione e la sua debolezza. E quando l'uomo usa del mondo in questa maniera, ecco avverrà che questo stesso uso, di per sè, sarà agente di perfezione - come ricordammo, e in esso acquisterà un autentico valore come ne acquisterebbe nel compimento di tutti gli altri precetti. Perchè anche questo è un precetto che ci è stato comandato, di conservare il nostro corpo nella doverosa preparazione perchè possiamo con esso servire il nostro Creatore, e di usare del mondo con questa intenzione e per questo fine secondo la nostra necessità, e di elevarci in questa azione, e il mondo stesso si eleva con ciò, in quanto è un aiuto per l'uomo a servire il suo Creatore, Itbarach Shemo.
amore 
e timore
di Dio
[8] Ed ecco, tra le cose che l'uomo deve rafforzare in sè, vi è l'amore e il timore verso il suo Creatore, Itbarach Shemo, e cioè che egli contempli la grandezza sublime di Lui, Itbarach Shemo, e l'estrema bassezza dell'uomo, e si umigli dinnanzi a Lui, Itbarach Shemo, e sia vergognoso di fronte alla Sua altezza, e provi desiderio e passione per essere tra coloro che lo servono, nel cantare le Sue lodi e nel celebrare la Sua grandezza, perchè questi sono mezzi potenti che avvicinano l'uomo al Suo Creatore, e raffinano l'oscurità della materia e fanno brillare lo splendore dell'anima, ed elevano l'uomo, elevazione dopo elevazione, finchè egli ottiene di avvicinarsi a Lui, Itbarach Shemo.
sublime
grandezza
dello studio
della Torà
nel procurare
perfezione 
all'uomo
[9] Tuttavia, un mezzo ci ha dato Iddio, Itbarach Shemo, il cui livello è al di sopra di tutti gli altri mezzi che avvicinano l'uomo a Lui, e questo è lo studio della Torà, in cui si distinguono due aspetti: il primo - la lettura e lo studio, il secondo - la comprensione. Perchè, ecco, Egli volle nella Sua benevolenza comporre per noi una raccolta delle cose che la Sua Sapienza decretò, e ce la consegò. Ciò è quanto in generale noi chiamiamo il libro della Torà, e dopo di esso i libri dei Profeti. Essi hanno il potere che colui che si impegna nella loro lettura in santità e purezza, secondo la giusta intenzione, che è il compimento del Sua volontà, Itbarach Shemo, in lui si rinforzano, grazie a loro, una superiore qualità e una grandissima perfezione. E parimenti chi si impegna nel tentativo di comprendere la Torà, e nella conoscenza di quando ci hanno trasmesso i suoi esplicatori, acquisterà - in proporzione del suo impegno - perfezione dopo perfezione, tanto più se egli giungerà alla comprensione dei suoi aspetti segreti ed enigmatici, perchè per ogni argomento di essi che egli comprenderà, si fisserà e si potenzierà nella sua anima una delle virtù tra le più elevate del pregio e della autentica perfezione.
e a tutto
il Creato
Ed in tutti questi argomenti, non basta ciò che l'uomo acquista per sè pregio e perfezione, ma tutto il Creato, nel suo insieme ed in tutte le sue parti, si eleva e si perfeziona, in maniera particolare, attraverso la Torà.
tutto dipende
dalla
luce
del 
Suo volto
o dal suo
celarsi
[10] Infatti la causa di ogni condizione dell'uomo, sia essa di oscurità o di luce, è  l'illuminarsi del Suo volto, Itbarach Shemo, verso di lui, o il suo celarsi da lui, come ricordammo sopra, perchè ecco, in rapporto a quanto il Signore Benedetto illumina il Suo volto, si moltiplica la finezza e la perfezione in colui a cui giunge tale Sua illuminazione, e secondo la misura dell'illuminazione così è la misura della perfezione e della finezza che ne proviene, e il contrario di ciò avviene per il nascondimento.
l'ostacolo
è da parte
del
ricettore
Tuttavia il Signore Benedetto illumina sempre chi a Lui si avvicina, e non vi è da parte Sua alcun ostacolo al bene, soltanto che chi non si avvicina a Lui difetta della Sua illuminazione, e l'ostacolo è solo da parte del ricevente, e non da parte di Hashem Benedetto.
con precetti
o
peccati
l'uomo si
avvicina
e si allontana
da Dio
 
 
Ed ecco, decretò la Suprema Sapienza, che colui che mette in pratica le cose che Lei ordinò, e cioè - l'insieme di tutti i precetti come ricordammo sopra, per ogni azione ad essi connessa che egli faccia, si avvicinerà con ciò di uno scalino nella scala dell'avvicinamento a Lui, Itbarach Shemo, e gli giungerà con ciò uno dei livelli di illuminazione del Suo volto, in proporzione dell'avvicinamento a Lui, Itbarach Shemo, e si potenzierà in lui  un livello di perfezione, che è effetto di quel livello di illuminazione. E il contrario avviene per le trasgressioni, ogni azione tra esse che l'uomo fa, chas veshalom, ecco che con ciò Itbarach Shemo si allontana da lui di un gradino, e gli si aggiunge con ciò uno dei livelli di nascondimento della Sua illuminazione, Itbarach Shemo, e del celarsi del Suo volto, e si potenzia in lui un livello di difetto, che è il risultato di quel livello di nascondimento.
significato
generale
di precetti
e
trasgressioni
[11]  Da tutto ciò che abbiamo già detto risulta, che in verità l'intenzione in tutti i precetti è l'orientamento nei Suoi riguardi, Itbarach Shemo, l'avvicinarsi a Lui e il ricevere la luce del Suo volto, e l'astenersi dalle trasgressioni - per porsi in salvo dall'allontanamento da Lui, e questo è il loro vero fine. Tuttavia in questi argomenti c'è una grande profondità se si scende nei dettagli, in rapporto ai molti particolari delle vicende dell'uomo e del Creato, come già ricordammo, e di un pò di essi ancora parleremo, in una parte a ciò dedicata, con l'aiuto di Dio, Itbarach Shemo.
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