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4a HAKOL CHAYAVIN CAPITOLO PRIMO CHAGHIGA

 
 
 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
 
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[da Daf 3b:

La Mishna affermò che il demente è esente dall'obbligo della comparizione. Fino a che punto deve essere la demenza per giustificare l'esonero? La Ghemara lo chiarisce:
Rabbanan insegnarono in una Baraita: CHI È UN DEMENTE?CHI ESCE DA SOLO DI NOTTE, CHI ALLOGGIA IN CIMITERO, CHI STRAPPA IL SUO VESTITO senza ragione.
La Ghemara riporta una disputa tra Amoraim:
Venne affermato: Rav Huna disse: Uno è considerato demente quando tutte le tre azioni su nominate sono compiute nello stesso tempo. Tuttavia R'Yochanan disse: Uno è considerato demente anche per aver compiuto una di esse.
La Ghemara lo chiarisce:
A cosa assomiglia il caso della Baraita: Se ha compiuto queste azioni in maniera stolta, egli è considerato demente anche per aver compiuto solo una di esse! Perchè allora Rav Huna lo considererebbe normale? E se non ha compiuto queste azioni in maniera stolta, allora persino se le ha compiute tutte non dovrebbe essere considerato demente! Perchè uno dovrebbe pensate che lo è? In realtà, dobbiamo dire che la Baraita parla di un caso in cui egli ha compiuto [queste azioni] in maniera stolta, ciononostante Rav Huna ritiene che quanto a uno che alloggia nel cimitero, uno potrebbe dire che egli lo fece affinchè lo spirito di impurità si posi su di lui. E quanto a uno che va fuori solo di notte,  uno potrebbe dire che gli ha preso un attacco di licantropia. E quanto a uno che strappa il suo abito, uno potrebbe dire che egli è in preda a profondi pensieri, e non si rendeva conto di quel che faceva. Quindi, per ogni azione per quanto bizzarra c'è qualche spiegazione. Tuttavia, una volta che le fa tutte assieme, esse sono -- fino a qui da Daf 3b] come il caso del toro che scornò un altro toro, un asino e un cammello, e così diviene mu'ad per tutti gli animali.
La Ghemara respinge l'opinione di Rav Huna:
Disse Rav Pappa: Se Rav Huna avesse udito quanto è insegnato in una Baraita: CHI È UN DEMENTE? QUESTOCHE MANDA IN ROVINA TUTTO CIÒ CHE GLI DANNOsarebbe retrocesso da essa [dalla sua opinione].
La Ghemara cerca un chiarimento:
Fu chiesto nell'accademia: Quand'anche Rav Huna fosse retrocesso da essa [dalla sua opinione] in considerazione di questa Baraita, sarebbe retrocesso quanto al caso di uno che strappa i suoi abiti, dal momento che esso è simile a quello che è detto nella Baraita? O forse sarebbe retrocesso da tutto, cioè da tutti i tre casi della Baraita originale?
La Ghemara risponde:
Teku! Lasciamola stare (la questione) irrisolta.

La Ghemara riporta un altro passo della nostra Mishna:
UNA PERSONA DAL SESSO NON DEFINITO E UN ERMAFRODITO ecc.
La Ghemara cita una fonte scritturale per queste esenzioni:
Rabbanan insegnarono in una Baraita: Riguardo all'obbligo della comparizione la Tora afferma: Tutti i tuoi maschi compariranno. Il versetto dice: MASCHI PER ESCLUDERE LE DONNE dalle mizva.I TUOI MASCHI è scritto PER ESCLUDERE
UNA PERSONA DAL SESSO NON DEFINITO (tumtum) E UN ERMAFRODITO, mentreTUTTI I TUOI MASCHIviene AD INCLUDERE I MINORI nella mizva.
La Ghemara analizza la Baraita:
Il maestro affermò: La Baraita insegna che la Scrittura afferma maschi per escludere le donne dalla mizva della comparizione. Ma perchè c'è bisogno di uno specifico versetto per ottenere ciò? Ordunque, si tratta di un precetto positivo (mizvat 'ase) che il tempo causa, e da ogni precetto positivo che il tempo causa le donne sono esenti! Che necessità c'è di un versetto?
La Ghemara risponde:
[Il versetto] è necessario per escludere le donne da questa particolare mizva legata al tempo, perchè potrebbe venirti in mente di dire: Impariamo tramite la ghezera shava "comparizione" "comparizione" dalla mizva del "raduno" (hakhel) la seguente legge: Come là le donne sono obbligate anche se "il raduno" è una mizva legata al tempo, anche qui, nella mizva della comparizione, le donne sono obbligate. Per togliere di mezzo questa idea, viene [il versetto] e ci informa che così non è.

La Ghemara continua ad analizzare la Baraita:
Il maestro affermò: La Baraita insegna che la Scrittura afferma i tuoi maschi per escludere una persona dal sesso non definito e un ermafrodito dalla mizva della comparizione. Siamo d'accordo per il caso dell'ermafrodito che bisogna escluderlo, perchè potrebbe venirti in mente di dire: Dal momento che egli ha un lato maschile, che sia obbligato nella mizva. [La Scrittura] ci informa che egli è esente, perchè egli è una creatura a sè. Tuttavia, una persona dal sesso non definito è un caso di dubbio! Forse che è necessario un versetto per escludere un caso di dubbio?
La Ghemara risponde:
Disse Abbaye: Il versetto viene ad escludere un tumtumquando che i suoi testicoli sono al di fuori dalla membrana che cela il suo sesso.

La Ghemara continua ad analizzare la Baraita:
Il maestro affermò: La Baraita insegna che la Scrittura afferma TUTTI I TUOI MASCHI PER INCLUDERE I MINORI nella mizva. della comparizione. Ma abbiamo imparato proprio l'opposto nella nostra Mishna, che afferma: Tutti sono tenuti alla comparizione (reiyà) FUORCHÈ UN SORDOMUTO, UN DEMENTE E UN MINORE!
La Ghemara risponde:
Disse Abbaye: Non vi è difficoltà alcuna tra la nostra Mishna e la Baraita. Qui la Baraita parla di un minore che è giunto all'età dell'istruzione all'osservanza delle mizvot, e così il padre è tenuto a portarlo al Cortile del Tempio, mentrela Mishna parla di un minore che non è giunto all'età dell'istruzione all'osservanza delle mizvot, e così il padre non è tenuto a portarlo al Cortile del Tempio.
La Ghemara attacca questa risposta:
L'obbligo alla comparizione di un minore che è giunto all'età dell'istruzione è rabbinico all'origine! Come può quindi la Baraita derivarlo da un versetto biblico ( tutti i tuoi maschi)?
La Ghemara difende la posizione di Abbaye:
Sì, in effetti è così, l'obbligo alla comparizione di un minore che è giunto all'età dell'istruzione è rabbinico all'origine, e il versetto è soltanto un supporto scritturale per il loro ordinamento. E tuttavia, resta la domanda: Per quale insegnamento viene il versetto (tutti)?
La Ghemara spiega:
Esso viene per quanto "Altri" ritenevano, perchè fu insegnato in una Baraita:ALTRI DICONO: COLUI CHE RACIMOLA escrementi di cane, E COLUI CHE FONDE il minerale del RAME, E IL CONCIATORE di pelle SONO ESENTI dalla mizva DALLA COMPARIZIONE nel Cortile del Tempio, PERCHÈ È DETTO:TUTTI I TUOI MASCHI. Questo insegna che solo COLUI CHE È IN GRADO DI SALIRE ASSIEME A TUTTI I TUOI MASCHI è obbligato alla comparizione. ESCONO QUELLI, i tre tipi su elencati, CHE NON SONO ADATTI A SALIRE ASSIEME A TUTTI I TUOI MASCHI a causa del loro insopportabile odore.

La Ghemara riporta un altro passo della nostra Mishna:
DONNE E SCHIAVI NON LIBERATI ecc.
La Ghemara indaga:
Siamo d'accordo per le donne, come dicemmo sopra. Ma da dove [sappiamo] che gli schiavi sono parimenti esentati?
La Ghemara risponde:
Disse Rav Huna: Un versetto afferma: Tre volte all'anno tutti i tuoi maschi compariranno di fronte al Signore, Hashem. Il versetto implica che solo colui che non ha altro che un signore (Hashem) è obbligato alla comparizione, esce questo , lo schiavo, che ha un altro signore.
La Ghemara chiede:
Ma perchè c'è bisogno di uno specifico versetto per escludere gli schiavi dalla mizva della comparizione? Dal momento che ogni precetto al quale la donna è obbligata, uno schiavo vi è obbligato, e ogni precetto al quale la donna non è obbligata, uno schiavo non vi è obbligato, l'esenzione dello schiavo può essere derivata dall'esenzione della donna! Perchè noi impariamo da una ghezera shava che lega le parole "a lei" "a lei"dal brano in cui si parla di una donna, a derivare le leggi di uno schiavo da quelle di una donna.
La Ghemara risponde:
Disse Ravina: [Il versetto] non serve altro che ad esentare colui che è per metà schiavo e per metà uomo libero.
La Ghemara offre un supporto per questa interpretazione:
E [questa interpretazione] è anche in accordo con un'accurata lettura della Mishna, perchè [il Tanna] disse: DONNE E SCHIAVI NON LIBERATI. Ora,cosa indica l'espressione NON LIBERATI? Se diciamo che vuol dire non liberati affatto, allora che [il Tanna] insegni semplicemente "schiavi"! Nonè piuttosto che si riferisce a schiavi che non sono stati liberati completamente? E chi sono? Colui che è per metà schiavo e per metà uomo libero.
La Ghemara conclude:
Impara da ciò, che il versetto di fronte al Signore esclude colui che è per metà schiavo e per metà uomo libero dall'obbligo della comparizione.

La Ghemara riporta un altro passo della nostra Mishna:
LO ZOPPO E IL CIECO E L'INFERMO E L'ANZIANO[e colui che non è in grado di salire a piedi da Yerushalaym al Cortile del Tempio].
La Ghemara cita una fonte scritturale per queste esenzioni:
Rabbanan insegnarono in una Baraita: Il versetto afferma REGALIM: ESCLUSO CHI HA I PIEDI DI LEGNO. UN'ALTRA INTERPRETAZIONE: La parola REGALIM viene spiegata ESCLUSI LO ZOPPO, L'INFERMO, IL CIECO, L'ANZIANO E COLUI CHE NON È IN GRADO DI SALIRE A PIEDI.
La Ghemara chiede:
Quale altra esenzione E COLUI CHE NON È IN GRADO DI SALIRE A PIEDI viene ad includere?
La Ghemara risponde:
Disse Rava: Viene ad includere

4b
le persone delicate. Perchè si può entrare nel Cortile del Tempio solo a piedi nudi, come è scritto: Quando verrete per comparire a Me dinnanzi, chi richiese questo dalle vostre mani, di calpestare i Miei Cortili?
La Ghemara elenca altre esenzioni:
[Un Tanna] insegnò in una Baraita: L'INCIRCONCISOE IL TAME SONO ESENTI DAll'olocausto deLLA COMPARIZIONE.
La Ghemara analizza la Baraita:
Siamo d'accordo per il caso del tame che sia esentato dall'inviare la suo offerta, perchè è scritto: E tu verrai colà (al Santo Tempio). E là tu porterai (le tue offerte). Questa giustapposizione insegna che tutti quelli che hanno a che fare con "il venire" al Cortile del Tempio hanno anche a che fare con "il portare" là le loro offerte, mentre tutti quelli che non hanno a che fare con "il venire" al Cortile del Tempio non hanno neppure a che fare con "il portare" là le loro offerte. Tuttavia, da dove [sappiamo] che l'incirconciso è esente dal portare l'olocausto della comparizione?
La Ghemara risponde:
Di chi è questo ordinamento? È di R'Akiva, il quale deriva che la Tora include l'incirconciso assimilandolo al tame, come fu insegnato in una Baraita: R'AKIVA DICE: La Tora afferma: OGNI UOMO [letteralmente:UOMO PER UOMO] della progenie di Aharon che sia mezora o zav non mangi dei santi. La parolo uomo, ish, superflua viene AD INCLUDERE L'INCIRCONCISO nella proibizione. R'Akiva ritiene che qui la Tora assimila le leggi dell'incirconciso a quelle del tame. Dal momento che abbiamo imparato che la Tora esenta il tamedal mandare la sua offerta, l'olocausto della comparizione, R'Akiva estende l'esenzione anche all'incirconciso.

La Ghemara cita un'altra Baraita:
Rabbanan insegnarono in una Baraita: IL TAME È ESENTE DAL mandare la sua offerta, l'olocausto delLA COMPARIZIONE,  PERCHÈ È SCRITTO: E TU VERRAI COLÀ (al Santo Tempio). E LÀ TU PORTERAI (le tue offerte). Questa giustapposizione insegna che TUTTI QUELLI CHE HANNO a che fare CON "IL VENIRE" al Cortile del Tempio HANNO anche a che fare CON "IL PORTARE" là le loro offerte, MENTRE TUTTI QUELLI CHE NON HANNO a che fare CON "IL VENIRE" al Cortile del Tempio NON HANNO neppure a che fare CON "IL PORTARE" là le loro offerte. YOCHANAN BEN DAHAVAI DICE IN NOME DI R'YEHUDA: UN CIECO DA UN OCCHIO È ESENTE DALLA mizva della COMPARIZIONE al Tempio durante le feste di pellegrinaggio, PERCHÈ È DETTO:secondo quanto è scritto,"IRE", vedrà [Dio]; secondo quanto è pronunciato,"IERAE", sarà veduto [da Dio]. Da cui impariamo una analogia tra la vista dei pellegrini e la vista di Dio, così: NELLA MANIERA CHE [DIO]VIENE, per così dire, al Tempio PER VEDERE i pellegrini [come implicato dalla forma pronunciata "ierae"], NELLA STESSA MANIERA [DIO] VIENE PERCHÈ il Suo Divino Incombere sul TempioVENGA VEDUTO dai pellegrini [come implicato dalla forma scritta "ire"]. COME Dio viene A VEDERE i pellegrini CON i suoi "DUE OCCHI", cioè con una visione completa, COSÌ ANCHE EGLI DEVE ESSERE VISTO [DAI PELLEGRINI] CON DUE OCCHI, cioè con una vista completa. Secondo il Tanna della Baraita il cieco da un occhio è esonerato dalla mizva della comparizione.

La Ghemara racconta:
Ogni volta che Rav Huna arrivava a questo versetto che è scritto "egli vedrà" ed è letto "egli sarà veduto", egli piangeva. Disse: Quando un servo è così amato dal suo padrone che il suo padrone attende con ansia di poterlo vedere, come può accadere che [il padrone] improvvisamente si allontana da lui [dal servitore]? Perchè è scritto che Hashem respingerà i pellegrini [i suoi servi] che Egli aveva agognato di vedere: Quando verrete per comparire a Me dinnanzi, chi richiese questo dalle vostre mani, di calpestare i Miei Cortili?

La Ghemara mette in rapporto la reazione di Rav Huna con un altro versetto:
Ogni volta che Rav Huna arrivava a questo versetto, piangeva, perchè è scritto: Tu sgozzerai le offerte di shelamim e là mangerai. Quando un servo è così amato dal suo padrone che il suo padrone attende con ansia che il servo mangi alla sua tavola, come può accadere che [il padrone] improvvisamente si allontana da lui [dal servitore]? Perchè è scritto: A che mi servono i tuoi numerosi sacrifici? dice Hashem.
La Ghemara cita altri versetti che descrivono la Divina Giustizia e causavano angoscia agli Amoraim:
Ogni volta che R'Elazar arrivava a questo versetto, piangeva, perchè è scritto: e i suoi fratelli non potevano rispondergli, perchè erano spaventati di stargli dinnanzi. R'Elazar diceva a sè stesso: Ora, se la rampogna della carne e del sangue è tale fonte di costernazione, la rampogna del Santo, Benedetto Egli sia, quanto dovrà essere una più grande causa di costernazione!
La Ghemara cita un altro versetto che suscitava in R'Elazar sentimenti di angoscia:
Ogni volta che R'Elazar arrivava a questo versetto, piangeva, perchè è scritto: E disse Shemuel a Shaul: Perchè mi hai dato noia facendomi salire? R'Elazar diceva a sè stesso: Ora, se un giusto come Shemuel temeva il giudizio divino, quanto di più lo dovremmo temere noi!
La Ghemara chiede:
Che cosa è che indica quanto Shemuel temesse il giudizio? Perchè è scritto: e la donna disse a Shaul, Un grande personaggio ho visto che saliva dalla terra. Ora, il plurale "'olim" (esso salgono) implica che due personaggi sorsero. Uno certamente era Shemuel. E l'altro era Moshe, perchè Shemuel andò e portò con sè Moshe. Gli disse [Shemuel a Moshe]: Forse, Dio non voglia, sono convocato a giudizio. Stai al mio fianco, perchè non vi è legge che tu hai scritto nella Tora che io non abbia adempiuto.

La Ghemara racconta di R'Ami:
Ogni volta che R'Ami arrivava a questo versetto, piangeva, perchè è scritto: Porti alla polvere la suo bocca, forse c'è speranza. [R'Ami] soleva dire: Tutto questo soffrire e solo "forse"?
La Ghemara racconta ancora di R'Ami:
Ogni volta che R'Ami arrivava a questo versetto, piangeva, perchè è scritto: Cercate giustizia, cercate umiltà, forse troverete un nascondiglio nel giorno dell'ira di Hashem.[R'Ami] soleva dire: Tutta questa perfezione spirituale e solo "forse"?
La Ghemara racconta di R'Assi:
Ogni volta che R'Assi arrivava a questo versetto, piangeva, perchè è scritto: Odiate il male e amate il bene e stabilite la giustizia al varco, forse Hashem, Dio delle Schiere, concederà il favore a ciò che resta di Yosef. [R'Assi] soleva dire: Tutte queste conquiste spirituali e solo "forse"?

La Ghemara racconta di R'Yosef:
Ogni volta che R'Yosef arrivava a questo versetto, piangeva, perchè è scritto: E c'è chi perisce senza processo.Disse: C'è forse chi se ne va prima del suo tempo? Si! È simile al caso di Rav Bibi bar Abbaye, a cui l'Angelo della Morte faceva frequentemente visita.
La Ghemara racconta:
Una volta [l'Angelo della Morte] disse al suo messo: Vai e prendimi Miriam, colei che intreccia i capelli alle donne. Tuttavia, il messo andò e portò invece Miriam, colei che si prende cura dei bambini. Gli disse [l'Angelo della Morte al suo messo]: Io, Miriam, colei che intreccia i capelli alle donne ti dissi di prendere! Gli disse [il messo all'Angelo della Morte]: Se è così la porto indietro. Gli disse [l'Angelo della Morte al messo]: Siccome l'hai già portata, che sia annoverata tra i morti.
La Ghemara racconta che Rav Bibi, udita la storia, chiese all'Angelo della Morte:
Ma se non era giunto il suo tempo di morire, come ce l'hai fatta a prenderla? 
La Ghemara riporta la risposta dell'Angelo:
L'Angelo rispose: Stava tenendo in mano un attizzatoio, e lo stava introducendo in una stufa

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