Make your own free website on Tripod.com
 

 
2a HAKOL CHAYAVIN CAPITOLO PRIMO CHAGHIGA

 
CAPITOLO PRIMO

 
È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein

 
 
Daf successivo Torna a Daf Yomi
Mishna La Tora obbliga gli Yehudim maschi a comparire nel Cortile del Tempio in occasione delle tre feste - Pesach, Shavuot e Sukkot. Inoltre essi non devono comparire a mani vuote, ma devono recare certe offerte (Esodo 23:14,15,17; Deuteronomio 16:16). La nostra Mishna inizia coll'elencare le persone esenti dall'obbligo di portare tali offerte:
Tutti sono tenuti alla comparizione (reiyà) fuorchè un sordomuto, un demente e un minore, una persona dal sesso non definito e un ermafrodito, donne e schiavi non liberati, lo zoppo e il cieco e l'infermo e l'anziano e colui che non è in grado di salire a piedi da Yerushalaym al Cortile del Tempio.
La Mishna ora discute su quando abbia inizio l'obbligo dei genitori ad educare i minori nella mizva della comparizione:
Quale è il minore che è esente dall'obbligo della comparizione? Chiunque non sia in grado di stare a cavalcioni  sulle spalle di suo padre e salire da Yerushalaym al Monte del Tempio. Parole di Bet Shammai. Ma Bet Hillel dicono: Chiunque non sia in grado di tenere la mano di suo padre e salire da Yerushalaym al Monte del Tempio a piedi, quand'anche sia capace di stare a cavalcioni  sulle spalle di suo padre, perchè è detto: Tre regalim, "piedi" o, come normalmente si traduce, "pellegrinaggi".
La Mishna ora discute su quanto sia il minimo valire delle offerte del pellegrinaggio:
Bet Shammai dicono: L'olocausto della comparizione deve valere al minimo due ma'ot d'argento, e  il sacrificio di chaghiga deve valere al minimo unama'a d'argento. Ma Bet Hillel dicono: L'olocausto della comparizione deve valere al minimo una ma'a d'argento, e  il sacrificio di chaghiga deve valere al minimo due ma'otd'argento.
Ghemara La Ghemara chiede:
Che cosa viene ad includere la parola iniziale della Mishna: TUTTI?
La Ghemara risponde:
Viene ad includere colui che è metà schiavo e metà uomo libero.
La Ghemara chiede ulteriormente:
Ma per Ravina, che disse: chi è metà schiavo e metà uomo libero è esonerato dalla comparizione, la parola TUTTI che cosa viene ad includere?
La Ghemara risponde:
Viene ad includere chi era zoppo nel primo giorno della festa e si raddrizzò nel secondo giorno, che in primo giorno fu esonerato dalla comparizione, ma il secondo giorno deve comparire nel Cortile del Tempio.
La Ghemara non si dà per vinta:
Può andar bene per chi disse che tutti i sacrifici obbligatori portati durante le feste sono l'uno l'adempimento dell'altro, sono cioè intercambiabili e l'obbligo si trasmette dall'uno all'altro. Tuttavia, per chi disse che tutti i sacrifici obbligatori portati durante le feste sono l'adempimento dell'obbligo del primo giorno,che cosa viene ad includere la parola TUTTI?
La Ghemara risponde:
Viene ad includere chi è cieco di un occhio, e ci insegna che anche lui è obbligato alla comparizione. E [l'ordinamento della nostra Mishna] non segue quell'altro Tanna, che insegnò in una Baraita: YOCHANAN BEN DAHAVAI DICE IN NOME DI R'YEHUDA: UN CIECO DA UN OCCHIO È ESENTE DALLA mizva della COMPARIZIONE al Tempio durante le feste di pellegrinaggio, PERCHÈ È DETTO: secondo quanto è scritto,"IRE", vedrà [Dio]; secondo quanto è pronunciato,"IERAE", sarà veduto [da Dio]. Da cui impariamo una analogia tra la vista dei pellegrini e la vista di Dio, così: NELLA MANIERA CHE [DIO]VIENE, per così dire, al Tempio PER VEDERE i pellegrini [come implicato dalla forma pronunciata "ierae"], NELLA STESSA MANIERA [DIO] VIENE PERCHÈ il Suo Divino Incombere sul TempioVENGA VEDUTO dai pellegrini [come implicato dalla forma scritta "ire"]. COME Dio viene A VEDERE i pellegrini CON i suoi "DUE OCCHI", cioè con una visione completa, COSÌ ANCHE EGLI DEVE ESSERE VISTO [DAI PELLEGRINI] CON DUE OCCHI, cioè con una vista completa. Secondo il Tanna della Baraita il cieco da un occhio è esonerato dalla mizva della comparizione.
La Ghemara ritorna alla sua prima risposta:
E se tu preferisci, puoi sempre dire come dissero all'inizio, che "Tutti" viene ad includere nella mizva della comparizione al Tempio colui che è per metà schiavo e per metà libero. E quanto alla difficoltà che ti viene dall'opinione di Ravina, in verità non vi è difficoltà. Quanto affermato più tardi nella Mishna (come compreso da Ravina) si accorda con l'iniziale insegnamento di Bet Hillel, mentre quanto affermato qui dalla parola "Tutti" si accorda con l'insegnamento finale di Bet Hillel. Perchè imparammo in una Mishna: CHI È PER METÀ SCHIAVO E PER METÀ LIBERO SERVE IL SUO PADRONE UN GIORNO E SÈ STESSO UN GIORNO. PAROLE DI BET HILLEL. DISSERO LORO BET SHAMMAI: 
2b
AVETE MESSO A POSTO IL SUO PADRONE, LUI STESSO NON AVETE MESSO APOSTO. SPOSARE UNA SCHIAVA NON PUÒ, UNA DONNA LIBERA NON PUÒ. ASTENERSI? MA NON È VERO CHE IL MONDO FU CREATO SOLTANTO PER FAR FRUTTO E MOLTIPLICARSI? PERCHÈ È DETTO: NON UNA DESOLAZIONE LO CREÒ PERCHÈ FOSSE ABITATO LO FORMÒ! INVECE, IN VISTA DELLA SISTEMAZIONE DELMONDO, COSTRINGIAMO IL SUO PADRONE A FARNE UN UOMO LIBERO. E [LO SCHIAVO] SCRIVE A LUI al padrone UN CERTIFICATO PER METÀ DEL PROPRIO VALORE. E BET HILLEL TORNARONO A LEGIFERARE SECONDO L'OPINIONE DI BET SHAMMAI.

La Ghemara discute ora il primo caso elencato nella Mishna:
FUORCHÈ UN SORDOMUTO, UN DEMENTE E UN MINORE ecc.
La Ghemara spiega quale sia il tipo di sordomuto di cui si parla:
[La Mishna] intende un tipo di sordomuto simile a un demente e a un minore: Come un demente e un minore sono senza competenza mentale, così il sordomuto a cui allude la Mishna è uno senza competenza mentale, e come tale è esente dall'apparire nel Cortile del Tempio nelle feste. E ne veniamo informati da quanto è insegnato in una Mishna: IL SORDO DI CUI PARLARONO OVUNQUE RABBANAN È UNO CHE NON SENTE E CHE NON PARLA. Ciò implica che uno che parla e non sente o che sente e non parla, è obbligato a comparire nel Cortile del Tempio nelle feste.
La Ghemara riporta una Baraita in sintonia con la nostra Mishna:
Abbiamo così imparato nella nostra Mishna quel che Rabbanan insegnarono in una Baraita: UNO CHE PARLA E NON SENTE QUESTO È chiamato UN CHERESH, UNOCHE SENTE E NON PARLA QUESTO È chiamato UN ILLEM. SIA QUESTO CHE QUELLO SONO CONSIDERATI MENTALMENTE COMPETENTI PER TUTTI I LORO AFFARI.
La Ghemara chiede:
E da dove tu ricavi che "UNO CHE PARLA E NON SENTE QUESTO È chiamato UN CHERESH", e "UNOCHE SENTE E NON PARLA QUESTO È chiamato UN ILLEM"?
La Ghemara risponde:
Perchè è detto: Ed io come un sordo (cheresh)non sentirò, e come un muto (illem) che non apre la sua bocca. E se preferisci, di' come dice la gente: Gli fu tolto l'elequio.

La Ghemara sopra dedusse da una Mishna in Terumot:
Uno che parla e non sente o che sente e non parla, è obbligato a tutte le mizvot, compresa, presumibilmente, la mizva di comparire nel Cortile del Tempio nelle feste.
La Ghemara fa notare una contraddizione:
Ma fu espressamente insegnato in una Baraita: UNO CHE PARLA E NON SENTE, UNOCHE SENTE E NON PARLA È ESENTEdall'obbligo di comparire al Tempio per le feste! Questa Baraita contraddice la Mishna.
La Ghemara risponde:
Disse Ravina, e alcuni dicono che fu Rava che disse: È come se [il testo] della nostra Mishna fosse mancante, ed esso veramente ci insegna così:TUTTI SONO OBBLIGATI ALLA  mizva della COMPARIZIONE E ALLA  mizva della GIOIA della festa FUORCHÈ UN CHERESH CHE PARLA MA NON SENTE e CHE SENTE MA NON PARLA, CHE È ESONERATO DALLA  mizva della COMPARIZIONE. MA ANCHE SE È ESONERATO DALLA  mizva della COMPARIZIONE e dall'offerta di un olocausto di comparizione, È OBBLIGATO ALLA  mizva della GIOIA della festa, offrendo i sacrifici di shelamim di gioia. TUTTAVIA, UNO CHE NON SENTE E NON PARLA E UN DEMENTE E UN MINORE SONO ESENTI ANCHE DALLA mizva della GIOIA, IN QUANTO ESENTI [COME NON MENTALMENTE COMPETENTI] DA TUTTE LE MIZVOT DETTE NELLA TORA.
La Ghemara riporta una Baraita che conferma questa lettura della Mishna:
Fu anche insegnato in una Baraita: TUTTI SONO OBBLIGATI ALLA mizva della COMPARIZIONE E anche ALLA mizva della  GIOIA FUORCHÈ UN CHERESH CHE PARLA MA NON SENTE e CHE SENTE MA NON PARLA, CHE SONO ESENTI  DALLA  mizva della COMPARIZIONE.  MA ANCHE SE È ESONERATO DALLA  mizva della COMPARIZIONE e dall'offerta di un olocausto di comparizione, 

Daf successivo Torna a Daf Yomi