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È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein
Mishna.UN CUSTODE GRAUITO PUO' PATTUIRE in aticipo DI ESSERE PATUR  DA GIURAMENTO in caso di furto o smarrimento dell'oggetto datogli in custodia, E cosi' pure UNO CHE PRENDE A PRESTITO puo' pattuire in aticipo DI ESSERE PATUR DA PAGAMENTO. UN CUSTODE PAGATO O UNO CHE PRENDE A NOLO, puo' pattuire in anticipo DI ESSERE PATUR DA GIURAMENTO E DA PAGAMENTO.      

CHIUNQUE VIENE A PATTI CON QUANTO E' SCRITTO NELLA TORA', IL SUO PATTO NON HA VALORE.

E OGNI
stipulazione di un PATTO, IN CUI L'AZIONE che e' soggetta al patto VIENE menzionata PER PRIMA, TALE PATTO NON HA VALORE.

E OGNI PATTO CHE ALLA FIN FINE E' POSSIBILE MANTENERE E UNO LO STIPULO' ALL'INIZIO, TALE PATTO  E' VALIDO.


Ghemara.La Ghemara muove un obbiezione a quanto affermato nella Mishna:
Perche' la Mishna afferma che i custodi possono pattuire?  Dal  momento che i dinim dei custodi sono esplicitamente menzionati  nella  Tora', egli il custode che pattuisce e' uno che viene patti  con  quanto e' scritto nella Tora' e la nostra Mishna insegna CHIUNQUE   VIENE A PATTI CON QUANTO E' SCRITTO NELLA TORA', IL SUO PATTO NON HA VALORE!
La Ghemara spiega:
Di chi e' questa Mishna, cioe'  la nostra Mishna? Chi ne e' l'autore? E' di R'Yehuda il quale affermo': In questioni pecuniarie il patto e' valido.  Infatti e' stato insegnato in una Baraita:       UNO CHE DISSE A UNA DONNA - TU MI SEI  CONSACRATA A PATTO CHE TU NON POSSA PRETENDERE DA ME MANTENIMENTO, INDUMENTI E COABITAZIONE, COSTEI E' CONSACRATA E IL PATTO E' SENZA VALORE  - PAROLE DI R'MEYR. R'YEHUDA DICE: IN QUESTIONI PECUNIARIE, IL PATTO HA VALORE.        
La Ghemara obbietta:
Ma e' proprio vero che puoi interpretarla tutta la nostra Mishna  secondo R'Yehuda? Prendi in considerazione il passo della nostra  Mishna che viene dopo:  CHIUNQUE  VIENE A PATTI CON QUANTO  E' SCRITTO NELLA TORA', IL SUO PATTO NON HA VALORE! Vedi che va secondo R'Meyr! Dunque la nostra Mishna non e' interpretabile secondo R'Yehuda!        
La Ghemara respinge l'obbiezione:
Questo non e' difficile. Sempre di R'Yehuda essa e', ma il passo che viene dopo si riferisce ad argomenti pecuniari.  
La Ghemara obbietta ancora:
Prendi in considerazione il passo della nostra Mishna che viene dopo:    E OGNI stipulazione di un PATTO, IN CUI L'AZIONE che e' soggetta  al patto VIENE menzionata PER PRIMA, TALE PATTO NON HA VALORE. Chi hai sentito che fa suo tale ragionamento? R'Meyr, perche' insegna una Baraita: ABBA CHALAFTA, UNO DI KFAR CHANNANIA, DICEVA IN NOME DI R'MEYR: UN PATTO PRIMA DELL'AZIONE, QUESTO E' UN PATTO, L'AZIONE PRIMA DEL PATTO NON E' UN PATTO.
La Ghemara conclude:
Piuttosto diciamo che la nostra Mishna e' tutta di R'Meyr, solo che qui e' diverso e i normali criteri del pattuire non entrano in funzione perche' sin dall'inizio prima ancora di prendersi l'incarico di sorveglianza lui il custode non prese su di se' tutta la responsabilita'.

La Ghemara riporta un insegnamento connesso con l'argomento trattato sopra:
Venne insegnato in una Baraita: E IL CUSTODE A PAGAMENTO PUO' PATTUIRE DI ESSERE CONSIDERATO COME UNO CHE PRENDE A PRESTITO.

La Ghemara chiede:
Come lo fa? A parole? Siccome la responsabilita' di chi prende a prestito e' piu' grande di quella del custode pagato, come puo' questi prendersi una responsabilita' maggriore con una semplice asserzione verbale?
Disse Shmuel:  La Baraita si occupa di un caso in cui il padrone dell'oggetto da custodire prese il kinian dalle sue mani del custode il quale con questo si accollo' una responsabilita' pari a quella di uno che prende a prestito.
La Ghemara riporta un'altra opinione:
Ma R'Yochanan disse: Persino se tu dici che non prese il kinian dalle sue mani, per la soddisfazione che si sparge la voce che egli e' un uomo di fiducia, egli decide di prendersi tutta la responsabilita' come se fosse uno che prese a prestito.

La Ghemara prende in considerazione un altro passo della nostra Mishna:
E OGNI PATTO CHE ALLA FIN FINE E' POSSIBILE MANTENERE e pattui' all'inizio, e' un patto valido. Tuttavia se il patto non e' tale da poter essere mantenuto, il tutto non ha alcun valore.
La Ghemara precisa:
Disse R'Tavla in nome di Rav: Cio' e' secondo l'insegnamento di R'Yehuda ben Tema, tuttavia i Chachamim dicono: Persino quando alla fine non e' possibile mantenerlo, ma pattui' all'inizio, il patto ha valore.
La Ghemara riporta la fonte di questa diatriba:
Perche' una Baraita insegna: Se uino disse alla moglie QUESTO E' IL TUO GHET A CONDIZIONE CHE TU SALGA IN CIELO, A CONDIZIONE CHE TU SCENDA NELL'ABISSO, A CONDIZIONE CHE TU INGOI UNA CANNA DI CENTO CUBITI, A CONDIZIONE CHE TU ATTRAVERSI L'OCEANO A PIEDI, se IL PATTO VIENE MANTENUTO, QUELLO E' UN GHET, ma se IL PATTO NON VIENE MANTENUTO, NON E' UN GHET. R'YEHUDA BEN TEMA DICE: In un caso COME QUESTO persino se il patto non viene mantenuto,  QUELLO E' UN GHET.
La Ghemara chiarisce quale sia il ragionamento di R'Yehuda ben Tema:
R'Yehuda ben Tema enuncio' un principio: Quando alla fine non e' possibile mantenere il patto, ma
il marito lo pattui' all'inizio, non e' considerato altro che una esagerazione verbale, e il ghet e' valido anche quando il patto non viene mantenuto.
La Ghemara sancisce:
Disse R'Nachman in nome di Rav: L'halacha segue R'Yehuda ben Tema. Disse R'Nachaman bar Yitzchak: Anche dalla nostra Mishna
cio' si puo' dedurre, in quanto vi viene insegnato: E OGNI PATTO CHE ALLA FIN FINE E' POSSIBILE MANTENERE E UNO LO  STIPULO' ALL'INIZIO, TALE PATTO  E' VALIDO allora se non e' possibile mantenerlo, il patto e' nullo. Impara da qui che siccome la Mishna ha concluso come R'Yehuda ben Tema, l'halacha segue il suo parere.

TORNEREMO DA TE HASOCHER ET HAPO'ALIM


Mishna. UNO CHE PRESE A PRESTITO LA MUCCA E INGAGGIO' GRATUITAMENTE IL SUO PROPRIETARIO CON ESSA O ASSUNSE A PAGAMENTO IL SUO PROPRIETARIO CON ESSA, oppure INGAGGIO' GRATUITAMENTE IL SUO PROPRIETARIO O LO ASSUNSE A PAGAMENTO E POI PRESE A PRESTITO LA MUCCA E QUESTA MORI', EGI E' PATUR PERCHE' E' SCRITTO: SE IL PADRONE E' CON LUI NON DEVE PAGARE. MA SE PRESE A PRESTITO LA MUCCA E SUCCESSIVAMENTE  INGAGGIO' GRATUITAMENTE IL PADRONE O LO ASSUNSE A PAGAMENTO E QUESTA MORI' EGLI colui che prese a prestito la mucca all'inizio E' CHAIAV   PERCHE' E' DETTO: SE IL PADRONE NON E' CON LUI al momento del prestito DOVRA' PAGARE. 

Ghemara. La Ghemara spiega la prima parte della nostra Mishna:
Da cio' che insegna nel passo successivo E POI PRESE A PRESTITO LA MUCCA deduci che quando nel passo iniziale insegna CON ESSA l'intenzione e' con esse veramente, cioe' che ingaggio' il proprietario e la mucca assieme nello stesso istante.
La Ghemara chiede:
"Con essa veramente" puo' mai avvenire? La mucca si acquista tramite l'azione di trarla a se', il padrone si ingaggia tramite un accordo verbale e tale accordo verbale avviene certo all'inizio e solo alla fine si tira la mucca per la cavezza! Ne esce che l'ingaggio del proprietario avvenne prima del prestito della mucca.
La Ghemara fornisce una situazione in cui sussiste la contemporaneita' tra ingaggio del proprietario e prestito della mucca:
Se vuoi di' che secondo la Mishna la mucca si trovava gia' nel cortile di quello che prende a prestito che in tal caso non ci vuole l'azione di tirarla a se' per convalidare il prestito, e cosi' ingaggio del proprietario e prestito della mucca avvengono contemporaneamente.
La Ghemara fornisce un'altra situazione:
Se vuoi di' che secondo la Mishna quello che prende a prestido gli disse al proprientria della mucca: La tua persona non sara' ingaggiata con me fino al momento che la mucca non verra' tirata da me per la cavezza. In tal modo l'ingaggio e il prestito avvengono con la stessa azione di tirare la mucca e contemporaneamente.
La Ghemara prende in esame i versetti che stanno alla base delle regole dei custodi di cui parla la Mishna al daf 93a:
Imparammo da una Mishna insegnata là: CI SONO QUATTRO CUSTODI: UN CUSTODE GRATUITO E COLUI CHE PRENDE A PRESTITO, UN CUSTODE A PAGAMENTO E COLUI CHE PRENDE IN AFFITTO. UN CUSTODE GRATUITO GIURA SU DI TUTTO, E COLUI CHE PRENDE A PRESTITO PAGA PER TUTTO, MENTRE UN CUSTODE A PAGAMENTO E COLUI CHE PRENDE IN AFFITTO GIURANO SULLA FRATTURATA E SULLA PRIGIONIERA E SULLA MORTA, E PAGANO LA SMARRITA E LA RUBATA.
La Ghemara chiede:
Da dove impariamo queste cose?
La Ghemara risponde:
Le impariamo da quanto insegnarono Rabbanan in una Baraita: IL PRIMO BRANO PARLA DEL CUSTODE GRATUITO, IL SECONDO DEL CUSTODE A PAGAMENTO, IL TERZO DI UNO CHE PRENDE A PRESTITO.
La Ghemara obietta:
Sia pure che il terzo brano del Pentateuco (Esodo 22, 13) tratta di uno che prese a prestito - infatti ciò è esplicito: E quando uno chiederà in prestito al suo compagno un animale e questo si fratturò o morì, se il suo proprietario non è lì con lui, deve pagare , ma che il primo brano tratti del custode gratuito e il secondo del custode a pagamento, forse è al contrario?!
La Ghemara spiega:
È ragionevole che il secondo brano tratti del custode a pagamento come disse il Tanna della Baraita perché la Tora insegna nel secondo brano (Esodo 22, 11) che egli è in effetti responsabile per il furto e lo smarrimento ed è tenuto al risarcimento,da cui invece è esentato il custode del primo brano (Esodo 22, 9-10) che quindi tratterebbe del custode gratuito.
La Ghemara obietta ancora:
Tanto più è possibile sostenere che il primo brano tratta del custode a pagamento, egli infatti paga un doppio pagamento se sostiene con un falso giuramento che è stato un ladro e poi si presentano testimoni che è stato lui a rubare. Quindi il primo brano parla di un caso più grave del secondo brano.
La Ghemara risponde:
Persino così, il risarcimento del prezzo dell'animale anche senza che il custode abbia fatto falso giuramento come viene imposto dal secondo brano è superiore come pena al doppio pagamento previo un falso giuramento che impone il primo brano. Infatti se non vengono fuori i testimoni il custode è completamente esentato da ogni pagamento. Torniamo quindi a quello che disse il Tanna della Baraita che il primo brano parla di un custode gratuito, il secondo di un custode a pagamento e il terzo di uno che prese a prestito.
 

La Ghemara dimostra che il risarcimento del prezzo dell'animale è una pena superiore al doppio pagamento che si applica dopo falso giuramento:
Sappi che il risarcimento del prezzo dell'animale è una pena superiore al doppio pagamento che si applica dopo falso giuramento infatti uno che prende a prestito - tutto il godimento è suo dal momento che usa l'animale senza pagare nulla e per questo massima è la sua responsabilità, eppure non paga che il prezzo dell'animale se lui sostiene che l'animale fu rubato e viene fuori che ha mentito, e la Tora non lo esenta previo giuramento in modo da portarlo al doppio pagamento se giura il falso. Da ciò che la Tora non esenta con giuramento uno che prende a prestito, vediamo che il pagamento del prezzo dell'animale è la pena più grave.
La Ghemara chiede:
Ma è proprio vero che uno che prende a prestito - tutto il godimento è suo? Eppure deve fornirgli il nutrimento!
La Ghemara risponde:
Tutto il godimento è suo quando l'animale sta nei pressi del lago e si ciba di piante che crescono attorno alle sue sponde e non appartengono a nessuno.
La Ghemara obietta:
Tuttavia necessita di custodia!
La Ghemara risponde:
Tutto il godimento è suo quando c'è il custode della città che custodisce tutti gli animali ed è pagato dai cittadini.
La Ghemara offre un'altra spiegazione delle due ultime difficoltà:
E se vuoi di': Non dire che tutto il godimento è suo, ma di' che il più del godimento è suo.
La Ghemara offre un'altra spiegazione delle due ultime difficoltà:
E se vuoi di': Tutto il godimento è suo nel caso del prestito di oggetti che non devono essere nutriti e che si conservano facilmente a casa sua.
 

La Ghemara porta un'altro passo della Mishna citata:
UN CUSTODE A PAGAMENTO E COLUI CHE PRENDE IN AFFITTO GIURANO SULLA FRATTURATA E SULLA PRIGIONIERA E SULLA MORTA, E PAGANO LA SMARRITA E LA RUBATA.
La Ghemara chiede:
Si capisce per il furto - infatti è scritto: (Esodo 22, 11) Se da lui verrà definitivamente rubato paghi al proprietario , ma che il custode a pagamento è responsabile dello smarrimento, da dove ci deriva? 
La Ghemara risponde:
Perché una Baraita insegna: Dice il versetto SE VERRÀ DEFINITIVAMENTE  RUBATO, NON HO CHE IL FURTO, LO SMARRIMENTO DA DOVE? LA TORA INSEGNA SE VERRÀ DEFINITIVAMENTE  RUBATO , cioé IN OGNI MANIERA. L'espressione ridondante indica che in qualsiasi maniera l'oggetto non si troverà in suo possesso, il custode dovrà pagare come se fosse stato rubato.
La Ghemara chiede:
Ciò va bene per chi insegna: Non diciamo che la Tora si esprime con il linguaggio della gente e quindi una ridondanza è significativa, ma per chi insegna: Diciamo che la Tora si esprime con il linguaggio della gente e una ridondanza non è significativa, cosa si può dire? Da dove si impara che il custode a pagamento è responsabile anche per lo smarrimento?
La Ghemara risponde:
Dicevano in Occidente cioé in Terra di Israele: Che il custode a pagamento è responsabile anche per lo smarrimento lo si impara da un kal vachomer che suona così: Se per il furto che è vicino all' ones il custode a pagamento paga, per lo smarrimento che è vicino alla trascuratezza non deve pagare tanto più?
La Ghemara chiede:
E l'altro il Tanna che interpreta la ridondanza del versetto, cosa ne fa ora che il din dello smarrimento si impara dal kal vachomer?
La Ghemara spiega:
Succede in alcuni casi che una cosa che si può imparare da un kal vachomer ciò nonostante la Scrittura si premura di scriverla.
 

La Ghemara porta un'altro passo della Mishna citata:
E COLUI CHE PRENDE A PRESTITO PAGA PER TUTTO sia nel caso di furto e smarrimento, sia nei casi imprevisti in cui l'animale venne catturato, si fratturò o morì.
La Ghemara chiede:
Si capisce che uno che prese a prestito deve risarcire per una bestia fratturata o morta perché è scritto (Esodo 22, 13) E se uno chiederà in prestito dal suo compagno un animale e questo si fratturerà o morirà. Ma che una bestia catturata debba essere risarcita nel caso di uno che la prese a prestito, da dove ci viene insegnato? 
La Ghemara  respinge una fonte possibile:
E se dirai: Impariamo dalla fratturata e dalla morta che come chi prende a prestito deve pagare per questo tipo di infortuni deve pagare anche nel caso in cui la bestia viene catturato dai predoni - possiamo rispondere: Qual'è la cosa che si riferisce alla fratturata e dalla morta, che sono infortuni che vengono in mente al momento in cui uno prende in prestito una bestia, che potrai dire della catturata dai predoni, che è un tipo di infortunio che non viene im mente al momento del prestito.
La Ghemara propone un'altra fonte:
Piuttosto, fu ricordata la fratturata e la morta nel brano della Tora che parla di uno che prese a prestito (Esodo 22, 13), e fu ricordata la fratturata e la morta nel brano della Tora che parla di un custode a pagamento (Esodo 22, 9), come sopra fu ricordata nel suo ambito la catturata, anche qui viene inclusa la catturata nel suo ambito come uno degli infortuni di cui egli è responsabile.
La Ghemara  respinge questa fonte:
È possibile respingere la fonte proposta in questa maniera: Cosa a partire dagli infortuni di cui è responsabile un custode a pagamento che la Tora nomina al fine di esentarlo, e si può dire che se la Tora lo esentò nel caso della fratturata e della morta, che sono infortuni prevedibili, tanto più lo esenta nel caso della catturata che è un infortunio che di solito non si prende in considerazione, dirai sugli inforntuni di uno che prende a prestito al fine di obbligarlo!
La Ghemara fa una proposta conclusiva:
Piuttosto la fonte dell'obbligo di uno che prende a prestito di risarcire una bestia o un altro oggetto catturata dai predoni è come la insegnò R'Natan, come insegna una Baraita: R'NATAN DICE: la O del versetto (Esodo 22, 13) E se uno chiederà in prestito dal suo compagno un animale e questo si fratturerà o morirà È PER  INCLUDERE LA CATTURATA.
La Ghemara fa notare:
Quell'O serve per tener distinti i due infortuni di frattura e morte perché potrebbe venirti in mente di dire: Finché non si fratturò e in conseguenza della frattura morì uno che prese la bestia in prestito non è obbligato a risarcirla, ora questa o ci insegna che è obbligato al risarcimento anche se la bestia si è soltanto fratturata.
La Ghemara obietta:
Questo va bene per R'Yonatan, ma a R'Yashia cosa possiamo dire?
La Ghemara riporta la Baraita da cui risultano i pareri di R'Yonatan e R'Yashia:
Come insegna una Baraita: (Levitico 20, 9) UN UOMO CHE MALEDÌ SUO PADRE E SUA MADRE - NON HO CHE SUO PADRE E SUA MADRE, SUO PADRE SENZA SUA MADRE, SUA MADRE SENZA SUO PADRE - DA DOVE? LA TORA INSEGNA nel seguito del versetto SUO PADRE E SUA MADRE MALEDÌ - SUO PADRE MALEDÌ, SUA MADRE MALEDÌ, PAROLE DI R'YASHIA. R'YONATAN DICE: già dalla parte iniziale del versetto un uomo che maledì suo padre e sua madre SI CAPISCE TUTTI E DUE ASSIEME E SI CAPISCE OGNUNO PER CONTO SUO, 

È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein