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È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein
Ghemara. La Ghemara chiarisce:
Di chi di quale Tanna è questa Mishna? Di R'Yishmael il quale disse che non è necessaria la consapevolezza del proprietario. Come insegna una Baraita: UNO CHE RUBA UN AGNELLO DAL GREGGE O UN SELA' DALLA BORSA - LI RESTITUISCA NEL POSTO DA CUI LI HA RUBATI, PAROLE DI R'YISHMAEL. R'AKIVA DICE: [daf 41a]CI VUOLE LA CONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIETARIO.
La Ghemara chiede:
Se la nostra Mishna costituisce un insegnamento di R'Yishmael, perché mai avrebbe sottolineato che se il proprietario non dedicò un posto per la botte che dà in affidamento, allora se il custode la spostò per suo comodo, e, dopo averla posata, gli si ruppe è patur? Persino se il proprietario avesse dedicato un posto per quella botte sarebbe lo stesso! Infatti la restituzione per R'Yishmael non richiede la consapevolezza del proprietario, e se dopo tale restituzione la botte si ruppe, il custode non è responsabile per un fatto indipendente dalla sua volontà.
La Ghemara risponde:
Il Tanna si espresse nella forma del "non è necessario", e cioé non è necessario affermare che la consapevolezza del proprietario non è richiesta quando egli dedicò un posto alla botte - perché quello è il suo posto e nel caso in cui il custode la rimette esattamente al suo posto, la consapevolezza del proprietario è meno rilevante. Ma persino nel caso in cui egli non dedicò un posto alla botte, e quindi il custode non la rimise esattamente al suo posto perché quello non è il suo posto - anche in questo caso non è richiesta la consapevolezza del proprietario.
La Ghemara mette in dubbio l'attribuzione della nostra Mishna a R'Yishmael:
Prendi in esame la sefa: SE IL PROPRIETARIO LE AVEVA DEDICATO UN POSTO, E QUELLO LA SPOSTA E GLI SI ROMPE, SIA FUORI DALLE SUE MANI SIA DOPO CHE L'EBBE POSATA, PER SUO COMODO - È CHAYAV, PER NECESSITÀ DI ESSA - È PATUR. Ecco che la sefa contraddice l'opinione di R'Yishmael che la consapevolezza del proprietario non é richiesta! Vediamo infatti che il custode resta responsabile anche dopo che ebbe rimesso la botte al suo posto!
La Ghemara spiega:
Siamo arrivati a R'Akiva, che disse che ci vuole la consapevolezza del proprietario!
La Ghemara chiede:
Se la nostra Mishna costituisce un insegnamento di R'Akiva, perché mai avrebbe sottolineato che se il proprietario dedicò un posto per la botte che dà in affidamento, allora se il custode la spostò per suo comodo, e, dopo averla posata, gli si ruppe è chayav? Persino se il proprietario non avesse dedicato un posto per quella botte sarebbe lo stesso! Infatti la restituzione per R'Akiva richiede la consapevolezza del proprietario, e se dopo tale restituzione, fatta all'insaputa del proprietario, la botte si ruppe, il custode ne è responsabile come un qualsiasi ladro che è responsabile anche per un danno indipendente dalla sua volontà.
La Ghemara risponde:
Il Tanna si espresse nella forma del "non è necessario", e cioé non è necessario affermare che la consapevolezza del proprietario è richiesta quando egli non dedicò un posto alla botte - e se il custode la prende e la rimette allo stesso posto, è più difficile considerare questa una valida restituzione al proprietario se fu fatta a sua insaputa perché quello non è il suo posto. Ma persino nel caso in cui egli il proprietario dedicò un posto alla botte, e quindi il custode dopo averla presa la rimise esattamente al suo posto e ciò assomiglia ad una valida restituzione perché quello è il suo posto - anche in questo caso è richiesta la consapevolezza del proprietario.
La Ghemara si meraviglia:
Ma può essere che la resha è secondo l'opinione di R'Yishmael e la sefa è secondo l'opinione di R'Akiva?
La Ghemara risponde:
Proprio così, perché disse R'Yochanan: Chi è capace di interpretarmi la Mishna della "botte" cioé la nostra Mishna secondo l'opinione di un solo Tanna son pronto a portare i suoi abiti dietro a lui alla casa del bagno.
La Ghemara riporta due interpretazioni dell'intera Mishna secondo R'Yishmael che si basano entrambe sull'ipotesi che quando la Mishna dice che il custode "sposta la botte . . . per suo comodo" si tratta di un furto:
La interpretò R'Ya'akov bar Abba alla presenza di Rav: Nel caso in cui il custode la prese al fine di rubarla tutta.
La interpretò R'Natan bar Abba alla presenza di Rav: Nel caso in cui il custode la prese al fine di manometterla cioé di rubare solo un poco del contenuto.
La Ghemara chiarisce l'entità della machloket:
In cosa divergono? Essi divergono intorno al manomettere se ciò necessiti una perdita, in altre parole se l'azione di prendere la botte per prelevarne un po' del contenuto sia già considerata un appropriamento di tutta la botta tale da creare responsabilità su di essa, oppure ciò richieda anche un effettivo prelievo.
La Ghemara obietta qui, senza aspettare che R'Ya'akov e R'Natan diano al propria interpretazione della Mishna:
L'attaccò R'Sheshet: Forse che la Mishna dice che la prese? La Mishna dice che la spostò e questa non è un'espressione che denoti un furto.
La Ghemara propone l'interpretazione di R'Sheshet:
Piuttosto disse R'Sheshet: Di cosa ci stiamo occupando qui? Che ad esempio spostò la botte per prendere, una volta salito su di essa, i pulcini. E così egli R'Sheshet pensava: Chi prende in prestito senza domandare è un ladro.
La Ghemara finalmente espone come i tre Amoraim - R'Ya'akov, R'Natan e R'Sheshet - risolvano la contraddizione in seno alla nostra Mishna:
E tutta la nostra Mishna è secondo l'opinione di R'Yishmael, e la sefa parla del caso in cui la posò in un posto che non era il suo diverso cioé da quello che il proprietario le aveva destinato. La restituzione della botte non è così una valida restituzione e non libera il custode dalla responsabilità su di essa in caso di incidente. Nella resha invece la restituzione è una valida restituzione perché non essendovi un posto destinato - qualsiasi posto è "il suo posto".
La Ghemara porta infine l'idea di R'Yochanan:
Ma R'Yochanan che si mostrò molto critico circa la possibilità di interpretare tutta la nostra Mishna secondo un solo Tanna, sostiene che il termine usato dalla Mishna la posò - vuol dire al suo posto e non in un posto diverso dal suo e quindi resha e sefa si contraddicono.
 

La Ghemara ritorna ora ad una questione che fu discussa precedentemente:
Fu detto, Rav e Levi, uno disse: La manomissione implica una perdita, e uno disse: La manomissione non implica una perdita.
La Ghemara chiarisce:
Concludi che è Rav che disse: La manomissione non implica una perdita, perché una Baraita insegna: UN PASTORE CHE STAVA PASCOLANDO IL SUO GREGGE E LASCIÒ IL SUO GREGGE E ANDÒ IN CITTÀ, E VENNE IL LUPO E SBRANÒ una pecora, VENNE IL LEONE E COLPÌ una pecora - È PATUR. SE POSÒ IL SUO BASTONE E LA SUA BISACCIA SU DI ESSA pecora - È CHAYAV. E noi obiettammo al riguardo: E solo perché posò il suo bastone e la sua bisaccia su di essa è chayav? Ma possiamo dire che dopo tornò e se li riprese! Disse R'Nachman in nome di Rabba bar Avua in nome di Rav: La Baraita parla del caso in cui la pecora venne sbranata quando erano ancora su di essa il bastone e la bisaccia.
La Ghemara continua a muovere obiezioni alla risposta di Rav:
E se anche il bastone e la bisaccia erano ancora su di essa che differenza fa? Ma non l'ha tirata a sé! Ma disse Shmuel bar R'Yitzchak in nome di Rav in risposta a quest'obiezione: La Baraita nel dire che il pastore posò sulla pecora il bastone intende dire chela colpì con il bastone ed essa corse dinnanzi a lui e questo è un modo valido di tirarla a sè e perciò lui ne acquisice la responsabilità.
La Ghemara conclude la sua prova che fu Rav a dire che la manomissione non implica perdita:
E con questa manomissione il pastore non le causò alla pecora alcuna perdita! Non impari da qui che era Rav che pensava: La manomissione non implica una perdita.
La Ghemara respinge questa prova:
Di' piuttosto che il pastore colpendo la pecora la fiaccò con il bastone e le causò sì una perdita.
La Ghemara conferma essere questa l'intenzione di Rav:
Si può anche dedurlo da quello che Rav insegna che la colpì con il bastone che vuol dire un colpo forte. Impara da qui che Rav ritiene che la manomissione implica perdita.
La Ghemara deduce la posizione di Levi:
E siccome Rav pensava che la manomissione implica perdita, ne deriva che Levi pensava che la manomissione non implica perdita.
La Ghemara chiede:
Quale è il motivo di Levi per ritenere che la manomissione non implica perdita?
La Ghemara risponde:
Disse R'Yochanan in nome di R'Yose ben Nehorai: La manomissione di cui si parla nel custode a pagamento (Esodo 22, 9-12: si non mise la sua mano sui beni del suo compagno) è diversa dalla manomissione di cui si parla nel custode gratuito (Esodo 22, 6-8). [daf 41b] Io invece R'Yochanan dico: Non è diversa.
La Ghemara spiega le parole di R'Yose ben Nehorai:
Ed in cosa è diversa? La manomissione nel custode a pagamento non dovrebbe venir menzionata nella Tora ma verrebbe appresa dal custode gratuito tramite il seguente kal vachomer: Se il custode gratuito che è patur in caso di furto e perdita - è chayav in caso di manomissione, il custode a pagamento che è chayav in caso di furto e perdita - non lo sarà tanto di più in caso di manomissione? E allora per insegnare quale legge il Misericordioso l'ha scritto il versetto riguardante la manomissione anche quando parla del custode a pagamento? Per insegnarti: La manomissione non implica perdita.
 

La Ghemara  riporta ora l'opinione di R'Yochanan:
Io invece R'Yochanan dico: Non è diversa, come dice anche R'Elazar che disse: Questa e quella espressione sono come se fossero una. 
La Ghemara chiede:
Cosa vuol dire "questa e quella sono uno"e non si può imparare nulla dalla ripetizione nel custode a pagamento?
La Ghemara spiega:
Perché è possibile smontare il kal vachomer su riportato: Cosa c'è da dire al custode gratuito - il quale paga un doppio pagamento se dice che l'oggetto dato in sua custodia fu rubato e giura falsamente su di ciò e vengono testimoni che esso si trova in suo possesso? Da qui vediamo che è la particolare gravità della situazione del custode gratuito a determinare i suoi dinim e da esso non è possibile imparare i dinim del custode a pagamento. Quindi il versetto menzionato a proposito del custode a pagamento è necessario e non può essere usato per imparare sulla manomissione.
La Ghemara spiega la posizione di R'Yose ben Nehorai che impara il kal vachomer:
E chi non smonta il kal vachomer cioé R'Yose ben Nehorai pensa: L'obbligo del custode a pagamento di pagare il prezzo base in ogni caso di furto o perdita anche senza giuramento è più grave del doppio pagamento in caso di falso giuramento.
 

La Ghemara tenta un'altra via:
Rava disse: La manomissione non dovrebbe venir menzionata nella Tora né a proposito del custode gratuito né a proposito del custode a pagamento e noi la impareremmo da colui che prende a prestito: Se colui che prende a prestito il quale agisce con il consenso del proprietario - quando lo manomette l'oggetto preso a prestito - è chayav, il custode gratuito e il custode a pagamento non lo sono tanto più se manomettono l'oggetto dato a loro in custodia? Perché ciò nonostante venne detto nella Tora? Uno dei due versetti fu detto per insegnarti che la manomissione non implica perdita, e l'altro perché tu non dica "è sufficiente che la legge derivata (la manomissione) sia la stessa della legge di derivazione (il prestito)", come colui che prese a prestito se il danno avvenuto all'oggetto preso a prestito avvenne in presenza del proprietario è patur - anche il custode, sia gratuito che a pagamento, se il danno avvenuto all'oggetto dato in consegna avvenne in presenza del proprietario è patur.
 

La Ghemara chiede:
Secondo colui che disse R'Yose ben Nehorai e Levi che la manomissione implica una perdita, quei due versetti della Tora che parlano della manomissione presso il custode gratuito e quello a pagamento a cosa mi servono? Uno dei due versetti fu detto perché tu non dica "è sufficiente che la legge derivata (la manomissione) sia la stessa della legge di derivazione (il prestito)", e l'altro per quello che fu insegnato nella Baraita: (Esodo 22, 7-8) E CHE IL PADRONE DI CASA SI AVVICINI AI GIUDICI - PER IL GIURAMENTO. TU DICI PER IL GIURAMENTO, O NON È CHE PER IL GIUDIZIO? FU MENZIONATA LA MANOMISSIONE SOTTO, E FU MENZIONATA LA MANOMISSIONE SOPRA, COME LÀ PER IL GIURAMENTO - ANCHE QUA PER IL GIURAMENTO:

È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein